ABCDE
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SEMINARI DI APPROFONDIMENTO DI AREA DISCIPLINARE
CURRICULUM SCIENZE DEL LINGUAGGIO A.A. 2026-27
Gli orari e le aule delle lezioni possono essere visualizzate al seguente Link:
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ATTENZIONE: Controllare il link costantemente per prendere visione di eventuali cambi improvvisi di data/ora/aula
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GLOT-01/A
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DOCENTEINSEGNAMENTOMONTE ORE E PERIODOABSTRACTRIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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Prof.ssa Giuliana Giusti (Università Ca’ Foscari Venezia)Condivisione di tratti e accordo nell’espressione nominale, in prospettiva italoromanza8 ore - II semestreLa condivisione di tratti all’interno dell’espressione nominale italoromanza dà luogo a micro- e meso- variazione che presenta in alcuni casi più forme a disposizione del(la) parlante. Il modulo presenta l’analisi teorica di Giusti (2015) che distingue tre relazioni sintattiche rilevanti per la condivisione di tratti: l’Accordo tra un argomento della testa lessicale e una testa funzionale della fase; la Concordanza tra i tratti non interpretabili di un modificatore e il fascio di tratti interpretabili e non interpretabili associati alla testa lessicale della fase; la condivisione di tratti che si verifica nella realizzazione delle teste nella proiezione estesa della testa nominale. I fenomeni su cui sarà applicata l’ipotesi tripartita in ambito italoromanzo includono: la sintassi delle espressioni possessive (aggettivali e nominali, pronominali e preposizionali); la sintassi dei determinanti indefiniti; la sintassi e la semantica dell’articolo determinativo debole.Giusti, Giuliana (2015). Nominal Syntax at the interfaces, Cambridge Scholars Publishing, Newcastle
upon Tyne.
Giusti, Giuliana (2021). A Protocol for Indefinite Determiners in Italian and Italo-Romance. In Tabea
Ihsane (ed.), Disentangling Bare Nouns and Nominals Introduced by a Partitive Article,
Amsterdam, Brill, 261-299.
Giusti, Giuliana (2022). Aggettivi possessivi in alcune varietà italoromanze antiche e moderne. Storie
e Linguaggi 8, 117-143.
Giusti, Giuliana (2025) On (in)definite ART in Italian and Italo-Romance varieties. Intercultural
Pragmatics 22(3), 545-571.
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Prof.ssa Iliyana Krapova (Università Ca’ Foscari Venezia)Language Contact in Southern Italy: The Case of Greek-Speaking Minorities6 ore II semestreIl seminario propone un’introduzione ai principali concetti della linguistica del contatto attraverso l’analisi dell’area greco-italiana della Calabria meridionale e del Salento. Particolare attenzione sarà dedicata alle varietà greche storicamente parlate nell’Italia meridionale, al loro rapporto con i dialetti romanzi locali e con l’italiano e ai fenomeni di convergenza sviluppatisi in una situazione di contatto prolungato. L’obiettivo del seminario è mostrare come l’area greco-italiana costituisca un laboratorio privilegiato per lo studio del multilinguismo storico, della formazione delle aree linguistiche e dei processi di mantenimento, trasformazione e progressiva riduzione delle lingue minoritarie.Baldissera, Valeria. 2013. Il dialetto grico del Salento: Elementi balcanici e contatto linguistico.
Venezia: Università Ca’ Foscari Venezia. Tesi di dottorato.
Condemi, Filippo. 1987. Grammatica grecanica. Reggio Calabria: Cooperativa Contezza.
Guardiano, Cristina & Melita Stavrou. 2014. Greek and Romance in Southern Italy: History and
contact in nominal structures. L’Italia dialettale 75. 121–147.
Karanastasis, Anastasios. 1992. Origine e sviluppo dei dialetti italogreci. In Giovanni Ruffino (a cura
di), Studi linguistici e filologici offerti a Girolamo Caracausi, 177–183. Palermo: Centro di studi
filologici e linguistici siciliani.
Katsoyannou, Marianna. 1995. Le parler gréco de Gallicianò (Italie): Description d’une langue en
voie de disparition. Paris: Université Paris VII–Denis Diderot. Tesi di dottorato.
Ledgeway, Adam. 2013. Greek disguised as Romance? The case of Southern Italy. In Mark Janse,
Brian D. Joseph, Angela Ralli & Metin Bagriacik (a cura di), Proceedings of the 5th International
Conference on Modern Greek Dialects and Linguistic Theory, 184–228. Patras: Laboratory of
Modern Greek Dialects, University of Patras.
Ledgeway, Adam, Norma Schifano & Giuseppina Silvestri. 2024. Patterns of infinitival and finite
complementation in Griko and Salentino. L’Italia dialettale 85. 101–122.
Manolessou, Io. 2005. The Greek dialects of Southern Italy: An overview. Kampos: Cambridge
Papers in Modern Greek 13. 103–125.
Pellegrino, Manuela. 2021. Greek Language, Italian Landscape: Griko and the Re-storying of a
Linguistic Minority. Cambridge, MA: Harvard University Press.
Rohlfs, Gerhard. 1967. Greek remnants in Southern Italy. The Classical Journal 62(4). 164–169.
Szabó, Anita Noémi. 2010. Tratti linguistici in comune nei dialetti italogreci e italiani dell’Italia
meridionale, con particolare riguardo all’uso dell’infinito. Verbum: Analecta Neolatina 12(2).
552–569.
Torcolacci, Giuseppe & Athina Ioanna Leivadara. 2019. The nature of infinitives in Griko-Greek
dialects of Southern Italy. In Ioanna Kappa & Marina Tzakosta (a cura di), Proceedings of the
7th International Conference on Modern Greek Dialects and Linguistic Theory, 193–205. Patras:
University of Patras.
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Dott. Piergiorgio Mura (Università per Stranieri di Siena)Progettare la ricerca in sociolinguistica: approcci metodologici e studi di caso sulla
produzione e sulla percezione
6 ore I semestreLa prima parte del corso sarà dedicata a un’introduzione alle domande di ricerca e ai metodi sperimentali della sociolinguistica, con particolare attenzione alla distinzione tra la sociolinguisticam intesa come disciplina linguistica che tiene conto dei fatti sociali e la sociologia del linguaggio, che tiene conto dei fatti linguistici, nonché alla differenza tra micro- e macro-sociolinguistica. La seconda parte avrà un carattere maggiormente applicativo e presenterà alcuni casi di studio nei quali specifiche metodologie sono state impiegate per affrontare diverse domande di ricerca. Più in particolare, almeno un caso di studio sarà dedicato all’analisi della variazione nella produzione linguistica, mentre
un altro approfondirà le differenze nella percezione da parte dei parlanti.
Heller, M., Pietikäinen, S., & Pujolar, J. (2024). Critical sociolinguistic research methods: Studying
language issues that matter. Routledge.

Kircher, R., & Zipp, L. (Eds.). (2022). Research methods in language attitudes. Cambridge University
Press.
Mallinson, C., Childs, B., & Van Herk, G. (2017). Data Collection in Sociolinguistics. Taylor &
Francis.
Mura, P. (2024). Attitudes towards Sardinian and Italian finally compared via the Matched-Guise
Technique. International Journal of the Sociology of Language, 2024(288), 121-147.
https://dx.doi.org/10.1515/ijsl-2023-0084
Mura, P. & Pisano, S. (2024). Appunti (socio)linguistici sulle comunità sarde della diaspora. In R.
Bombi, F. Costantini, F. Giacinti, & G. Sidraschi (Eds.), Italiano nel mondo e lingue minoritarie
dentro e fuori i confini italiani: Valori identitari e imprenditorialità (pp.209-222). Forum Editrice
Universitaria Udinese.
Mura, P. (2025). Elementi di purismo linguistico nel sardo scritto dei nuovi contesti d’uso: un
confronto con il parlato (semi)spontaneo. Lingue Antiche e Moderne, 14(2025), 203-229.
https://doi.org/10.4424/lam142025-9
Mura, P., & Pisano, S. (in press). How to lemmatise and annotate a corpus of a non-standardised
minority language: reflections from a Sardinian corpus. Studi e Saggi Linguistici.
Van Herk, G. (2018). What is Sociolinguistics? (2nd edition). Wiley Blackwell.
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Prof. Francisco Ordóñez (Stony Brook University)Variation and Evolution of D in Romance10 ore I semestreFollowing the proposals that clitics, determiners, and demonstratives do contain a D head, this seminar will study the variation and evolution of these elements in Catalan, Spanish, and Latin American varieties, following a more decompositional analysis. First, we will talk about Romance languages that have a two-determiner system, one based on ille, as in Standard Italian and Standard Catalan, and the other based on ipse, as in Balearic Catalan and Sardinian. Balearic Catalan uses both, and we will propose two D heads, one for L articles and another one for S articles. We will also explore why clitics in Romance are all derived from L systems and not the S system, and why such divergence should exist.
The final part of the seminar will focus only on clitics and their interaction with infinitival markers. We will examine the possibility that some clitics move to the infinitival marker itself, whereas others move below it. Also, we will study clitic systems in which the clitic is morphologically different in proclisis and enclisis and examine whether this is simply a product of morphology or of syntax. We will try to provide an answer from the perspective of the Morphology-as-Syntax framework.
Finally, if time permits, we will talk about se clitic constructions in passive and impersonal constructions and smuggling and its variation in Romance. A more comprehensive perspective can be adopted by assuming that SE is doubled by an empty pronoun. In recent work with J.D Storment we propose this element should be PRO.
Bernstein, J., F Ordóñez, F Roca (2025) On the (non) isomorphism of Romance definite articles and
clitic pronouns: a diachronic perspective, Journal of Historical Syntax 9 (2-10), 1-24.
Bernstein, J., Ordóñez, F., & Roca, F. (2021). Emphatic elements and the development of definite
articles: Evidence for a layered DP in early Romance. Journal of Historical Syntax, 5(16-25), 1-
32.

Bernstein, J., Ordóñez, F., & Roca, F. (2019). On the emergence of personal articles in the history of
Catalan. Cycles in language change, 88-108.
Cardinaletti A., U. Shlonsky (2004) Clitic Positions and Restructuring in Italian. Linguistic Inquiry,
519-557.
Collins, Ch. (2026) Principles of Argument Structure. MIT Press.
Ordóñez, F. (2021). On the Nature of the Impersonal SE: Why Italian is not like Catalan and Spanish.
In Unraveling the complexity of SE (pp. 137-160). Cham: Springer International Publishing.
Ordóñez, F., L. Repetti (2014) On the morphological restriction of hosting clitics in Italian and
Sardinian dialects, Italia dialettale 75, 173-199.
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GLOT-01/B
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DOCENTEINSEGNAMENTOMONTE ORE E PERIODOABSTRACTRIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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Prof. Paolo Balboni (Università Ca' Foscari Venezia)Dove va la ricerca attuale in GLOT-01/B 4 ore
I semestre
Sulla base dei dati bibliografici di 50 anni, dal 1974 al 2024, verrà descritta l'evoluzione della ricerca in
linguistica educativa, con una focalizzazione successiva sul 2025 e, per quanto possibile, il 2026.
I materiali verranno inviati nella settimana precedente l'incontro
Balboni, P. E. (2025). Da L09-H a L-LIN/02 fino a GLOT-01/B: l’evoluzione del settore di linguistica educativa
in Italia dal 1974 al 2024, 3-18. https://ojs.cimedoc.uniba.it/index.php/glottodidattica/article/view/2409 ;
DOI: https://doi.org/10.15162/1970-1861/2409
Balboni, P. E. (2021). Ripensare la ricerca italiana in linguistica educativa: a modest proposal. Educazione
Linguistica, Language Education, EL.LE, 3, 323-339
https://edizionicafoscari.unive.it/it/edizioni4/riviste/elle/2021/3/
Balboni, P. E. (2018). La strutturazione concettuale e comunicativa dei saggi di linguistica teorica ed
educazionale: un’analisi comparativa. Rassegna Italiana di Linguistica Applicata, 1, 17-26,ISSN 0033-9725.
Disponibile in Researchgate.net e Academia.edu.
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Come si imposta, si scrive, si
propone un saggio, una monografia,
una tesi.
È un workshop essenzialmente operativo.
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Prof.ssa Carmel Mary Coonan (Università Ca' Foscari Venezia)Developments in plurilingual language education and implications for the safeguard of historical minority languages in the Italian school system2 ore
I semestre
Discussions concerning plurilingual education developed in Europe starting from the ‘80s as provision of foreign language learning was gradually introduced and extended to more strata of the population Reference begins to be made not merely to ‘language education’ but to ‘plurilingual language education’ in recognition of the fact that different school curricula begin to include the compulsory learning of one or two (or even three) foreign languages. Through this provision pupils can hope to gradually acquire different levels of competence (see the Council of Europe’s levels A1, A2, B1, B2, C1, C2) in two or more languages as they progress though school. As from the new millennium, our understanding of what might be involved in being plurilingual has deepened. In this respect, the Council of Europe (in The Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) published in 2001) makes an important distinction between multilingualism (e.g., presence of several languages in society or in a curriculum) and plurilingualism which concerns the individual’s capacity to flexibly manage his plurilingual repertoire to learn and understand languages and to communicate effectively with others. In the light of these indications, the talk wishes to offer a series of reflections on these developments with reference to the safeguard of the historical minority languages (L.482) in Italy and taking into account the recent distinction between external plurilingualism and internal plurilingualism (Vollmer).CARAP/FREPA

https://carap.ecml.at/Pluralisticapproaches/Languageversions/English/tabid/6541/language/en-
GB/Default.aspx

Council of Europe project: Languages for schooling / Platform of Resources and References for Plurilingual
and Intercultural Education

https://www.coe.int/en/web/platform-plurilingual-intercultural-language-education
Definitions and founding principles > pluriligual education

https://www.coe.int/en/web/platform-plurilingual-intercultural-language-education/the-founding-
principles-of-plurilingual-and-intercultural-education

Language and school subjects - Linguistic dimensions of knowledge building in school curricula.
https://rm.coe.int/16805a0c1b
Norme tutela minoranze linguistiche storiche
https://www.parlamento.it/parlam/leggi/99482l.htm
Platform of resources and references for plurilingual and intercultural education
https://www.coe.int/en/web/platform-plurilingual-intercultural-language-education/home
Recommendations 2014 Ministers CoE
https://search.coe.int/cm/Pages/result_details.aspx?ObjectID=09000016805c6105 Vollmer, H. J. (2006)
Language across the Curriculum, Language Policy Division, Strasbourg. https://rm.coe.int/16805c7464
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Prof.ssa Maria Cecilia Luise (Università Ca' Foscari Venezia)Metodi sociali per la ricerca azione in glottodidattica 2 ore
I semestre
L’incontro sarà focalizzato sugli strumenti operativi della ricerca azione desunti dalla ricerca sociale le cui caratteristiche epistemologiche sono centrali per favorire un maggiore coinvolgimento degli stessi attori del processo di ricerca, ottenendo in tal modo dati e nuove argomentazioni utili per approfondire un determinato fenomeno didattico. A questo proposito, dopo aver giustificato scientificamente il dialogo fra gli strumenti di indagine sociale e la ricerca-azione in glottodidattica, si esamineranno le proprietà e i benefici di alcune strategie mediante studi di caso sulla didattica dell’italiano all’estero. Obiettivi quindi sono di fornire modelli ed esempi di esplorazione alternative alla epistemologia tradizionale in grado di arricchire le forme della ricerca azione e della costruzione del dato.Argyris, C. et al. (1982). Action Science: Concepts, Methods and Skills for Research and Intervention, Jossey-
Bass, San Francisco.

Holly, P., Whitehead, D. (1986). Collaborative action research, Cambridge Institute of Education,
Cambridge.
Rigg C., Trehan K. (2004). “Reflections on working with critical action learning”, in Action Learning: Research
and Practice, Vol 1, n.2, pp. 151-167.
Soh, S. B. (2025). “A Critical Participatory (Action Research) adaptation in the Teaching English as a Second
Language Practicum: developing individual and collective reflective practices towards equitable practices”,
in Educational Action Research, vol. 33, n. 5, pp.826–851.
Smit, Ben et al. (2024). “Principles for School Student Participation in Pre-Service Teacher Action Research:
A Practice architecture’s Perspective”, in Educational Action Research Vol. 32, n. 2, pp.222–242.
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Prof.ssa Marcella MeneglaeIl benessere dell’insegnante di lingue2 ore
I semestre
Alla luce delle trasformazioni dei contesti e delle modalità di apprendimento e insegnamento avvenute negli ultimi anni, risulta sempre più forte l’interesse sulle teorie di psicologia positiva collegate non solo al
benessere dello studente ma anche a quello del docente. Partendo dalla convinzione che il benessere dell’insegnante vada tenuto in grande considerazione perché da esso dipende una grande parte dei risultati del processo di apprendimento, cercheremo di riflettere su cosa questo concetto implichi, soprattutto in relazione al nostro campo di interesse, ossia la linguistica educativa. L’illustrazione di alcuni degli studi recentemente attuati permetterà di riflettere su come le trasformazioni degli ambienti di apprendimento
abbiano di fatto aperto nuove linee di ricerca che sarà tanto necessario quanto interessante esplorare.
Dewaele J.-M., Chen X., Padilla A.M. and Lake J. (2019). The Flowering of Positive Psychology in Foreign
Language Teaching and Acquisition Research. Fronters Psychologiques, 10.
Menegale, M. (2022), Il concetto di benessere nell’insegnamento delle lingue: nuove linee di ricerca, Studi
di Glottodidattica, 1.
Mercer, S. (2021). An agenda for well-being in ELT: an ecological perspective, ELT Journal, 75, 1, 14–21.
Mercer, S., and A. Kostoulas. (eds.). 2018. Language Teacher Psychology. Bristol: Multilingual Matters.
Mercer, S., and MacIntyre, P. D. (2014). Introducing positive psychology to SLA. Studies in Second Language
Learning and Teaching, 4, 153–172.
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Prof. Fabio CaonTra apprendimento linguistico e abilità sociali. La glottodidattica ludico-cooperativa. 2 ore
I semestre
La lezione propone una riflessione teorica sul rapporto tra apprendimento linguistico e sviluppo delle abilità sociali attraverso il paradigma della glottodidattica ludico-cooperativa. Dopo una ricognizione dei principali riferimenti scientifici dell’approccio comunicativo, socio-costruttivista umanistico, saranno analizzati i fondamenti teorici che sostengono l’impiego del gioco e della cooperazione nella didattica delle lingue. In particolare, verranno approfonditi i concetti di interazione, negoziazione del significato, interdipendenza positiva, motivazione e filtro affettivo, evidenziandone il ruolo nei processi di acquisizione linguistica. Nella lezione si presenterà, inoltre, il contributo delle dinamiche collaborative allo sviluppo delle soft skills e alla costruzione di ambienti inclusivi di apprendimento. Attraverso alcuni esempi applicativi, sarà infine presentata la traduzione metodologica dei presupposti teorici in pratiche glottodidattiche rivolte a contesti educativi eterogenei. Caon F., Brichese A., 2023, Porte aperte. Didattica inclusiva per i neoarrivati in Italia, Sanoma, Milano-
Torino.

Jacomuzzi A., 2023, “I presupposti psicologici e neuroscientifici dell’apprendimento”, in Caon F., Mondin C.,
Rossato A., 2023, Libertà di insegnamento, Sanoma, Milano-Torino.
Johnson D. W., Johnson R. T. e Holubec E. J., 1996, Apprendimento cooperativo in classe, Erickson, Trento.
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Ilaria CompagnoniScrivere con l’IA, scrivere con integrità: uso etico dell’intelligenza artificiale nella ricerca
glottodidattica
2 ore
I semestre
Questo seminario ha l’obiettivo di fornire strumenti critici e operativi per un uso consapevole, trasparente e responsabile dell’IA nel lavoro scientifico. Nella prima parte verrà proposta una panoramica degli strumenti di IA attualmente disponibili per la ricerca glottodidattica, dai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) agli strumenti di gestione bibliografica potenziati dall’IA, con particolare attenzione alle potenzialità e ai limiti di ciascuno nella fase di redazione di contributi scientifici. Si discuterà in che misura l’IA possa supportare attività quali la revisione stilistica e grammaticale di testi accademici in lingua
straniera, la generazione di argomentazioni, la parafrasi e la sintesi dello stato dell’arte, nonché il controllo formale delle voci bibliografiche. La seconda parte sarà dedicata alla pratica della dichiarazione dell’uso dell’IA, sempre più richiesta da riviste e istituzioni accademiche, come strumento di trasparenza e responsabilità scientifica. I partecipanti saranno guidati nella redazione di dichiarazioni efficaci, calibrate su diversi scenari dell’uso, quali IA come strumento di editing, come supporto alla ricerca bibliografica e come ausilio nella traduzione. Il seminario adotta un approccio critico-riflessivo, invitando i dottorandi a interrogarsi sul confine, spesso poroso, tra supporto e delega, tra potenziamento della scrittura e compromissione dell’autorialità.
Compagnoni, I. (2025). Responsabilità e autonomia nell’era dell’Intelligenza Artificiale: sfide e opportunità
per l’educazione linguistica. Scuola e Lingue Moderne (SeLM), 4, 4–10.
Compagnoni, I., Oguilve, V., & Wen, W. (2025). Ethical Frontiers of AI in Language Pedagogy:
Navigating Transparency, Accountability, and Equity. International Journal of Linguistics, 17(4), 1-25.
https://doi.org/10.5296/ijl.v17i4.227685.
Cope, B., & Kalantzis, M. (2024). Artificial Intelligence and the Future of Education. Common Ground
Research Networks.
Klimova, B., Pikhart, M., Kacetl, J. (2023). Ethical issues of the use of AI-driven mobile apps for education.
Sustainability, 15(7), 6246.
Lund, B. D., & Wang, T. (2023). Chatting about ChatGPT: How may AI and GPT impact academia and
libraries? Library Hi Tech News, 40(3), 26–29.
Moorhouse, B. L., & Wong, K. M. (2025). Generative Artificial Intelligence and Language Teaching.
Cambridge: Cambridge University Press.
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Prof.ssa Paola Celentin (Università degli Studi di Verona)Formazione docente e consapevolezza del plurilinguismo: interrogare il bisogno formativo con
la Finestra di Johari.
2 ore
I semestre
Questo intervento propone una riflessione sul rapporto tra bisogno formativo percepito e bisogno formativo reale nella formazione di educatrici del nido e insegnanti della scuola dell’infanzia in contesti plurilingui. A partire da una ricerca condotta nell’ambito di un percorso di formazione in servizio nel
sistema educativo 0–6 della Provincia autonoma di Trento, l’intervento si concentra sull’impiego della Finestra di Johari come dispositivo riflessivo capace di far emergere aree di inconsapevolezza professionale che difficilmente trovano spazio nelle richieste formative esplicite. Nel campo dell’educazione plurilingue, infatti, i docenti tendono spesso a esprimere bisogni centrati su strumenti pratici, strategie immediatamente spendibili o supporti esterni, mentre restano più implicite
dimensioni cruciali come le rappresentazioni del plurilinguismo, gli atteggiamenti verso le lingue di origine dei bambini, il rapporto con le famiglie e la consapevolezza del proprio ruolo nello sviluppo linguistico. Attraverso un approccio metodologico misto, che integra questionari pre e post percorso, attività riflessive e interviste alle coordinatrici pedagogiche, la ricerca mostra come l’uso ricorsivo della Finestra di Johari favorisca un progressivo ampliamento dell’area di consapevolezza condivisa.
L’intervento discuterà in particolare tre aspetti:
(1) il valore della riflessività nella formazione docente sul plurilinguismo;
(2) il ruolo della Finestra di Johari nel passaggio da una domanda formativa “strumentale” a una consapevolezza professionale più profonda;
(3) le implicazioni metodologiche per chi progetta ricerca e formazione in contesti educativi complessi. L’obiettivo è mostrare come, nella formazione degli insegnanti, il cambiamento non dipenda solo dai contenuti proposti, ma anche dalla possibilità di rendere visibili le zone cieche, nascoste e ignote che orientano il pensiero e l’azione educativa.
Beacco, J.-C., Byram, M., Cavalli, M., Coste, D., Cuenat, M. E., Goullier, F., & Panthier, J. (2016). Dalla Guida
per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale del Consiglio
d’Europa. Italiano LinguaDue.
Bochicchio, F. (2012). I bisogni di formazione. Teorie e pratiche. Carocci.
Borg, S. (2015). Teacher Cognition and Language Education. Bloomsbury Academic.
Celentin, P. (2019). Le variabili dell’apprendimento linguistico. Perché non tutti impariamo le lingue allo
stesso modo. QuiEdit.
Celentin, P. (2021). Educazione plurilingue nella scuola dell’infanzia: esigenze formative e bisogno percepito
delle insegnanti. Esiti di un’indagine nel comune di Brescia e proposte di intervento. Educazione
Interculturale – Teorie, Ricerche, Pratiche, 19(2), 94–115.
Consiglio d’Europa. (2020). Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento,
insegnamento, valutazione. Volume complementare. Italiano LinguaDue, 12(2).
García, O. (2017). Critical Multilingual Language Awareness and Teacher Education. In J. Cenoz, D. Gorter, &
S. May (Eds.), Language Awareness and Multilingualism (pp. 263–280). Springer.
Henehan, A., & Duarte, J. (2024). Unveiling pre-service teachers’ cognitions of multilingualism and
multilingual identities using a multi-method approach. Treatises and Documents / Razprave in Gradivo, 93,
29–60.
Kardel, L., Ehmke, T., & Lemmrich, S. (2024). Changeability of pre-service teachers’ beliefs about
multilingualism: A person- and transition-centered approach. Language Awareness.
Luft, J., & Ingham, H. (1955). The Johari Window, a graphic model of interpersonal awareness. In
Proceedings of the Western Training Laboratory in Group Development. University of California, Los
Angeles.
Pennazio, V., & Bochicchio, F. (2021). From the analysis of support teachers training needs to the creation
of effective training courses: Reflections from an exploratory survey. Ricerche di Pedagogia e Didattica –
Journal of Theories and Research in Education, 16(1).
Piccardo, E. (2018). Plurilingualism: Vision, conceptualization, and practices. In P. Trifonas & T. Aravossitas
(Eds.), Handbook of Research and Practice in Heritage Language Education. Springer.
Pinelli, S., & Fiorucci, A. (2019). Disabilità e inclusione nell’immaginario di un gruppo di insegnanti in
formazione. Una ricerca sulle rappresentazioni. MeTis, 9(1).
Sordella, S. (2015). L’educazione plurilingue e gli atteggiamenti degli insegnanti. Italiano LinguaDue, 7(1),
60–110.
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Prof. Graziano Serragiotto (Università Ca' Foscari Venezia)La metodologia CLIL e i soggetti svantaggiati (italiano L2)2 ore
I semestre
La metodologia CLIL porta a implementare delle buone pratiche che possono essere valide ed efficaci anche in altri contesti. Nel seminario, dopo aver presentato le caratteristiche della metodologia CLIL, si vuole considerare gli apprendenti di italiano L2, che risultano in alcuni casi svantaggiati nell’apprendimento scolastico italiano. Verranno comparati i diversi contesti evidenziando quali pratiche potrebbero essere utili ed efficaci nell’insegnamento scolastico partendo dall’utilizzo di materiali legati alle discipline dando un modello di come possano essere pensati ed utilizzati materiali ad hoc per tale contesto fornendo delle esemplificazioni.Serragiotto G., Dalle microlingue disciplinari al CLIL, UTET Libreria, Torino, 2014.
Serragiotto G., “Buone pratiche nell’italiano L2 e strumenti per documentarle” in Brescianini C. (a cura di),
Sguardi simmetrici. Ragazzi che arrivano da lontano nelle scuole dell’Emilia Romagna, Tecnodid Editrice,
Napoli, pp. 191-197. 2018.
Serragiotto G., “La metodologia CLIL per l’insegnamento della cultura italiana a stranieri” in Telis Marin (a
cura di), Insegnare la civiltà italiana con la C maiuscola, Edilingua, Atene, pp. 57-64, 2020.
Serragiotto G., “La metodologia CLIL e l’italiano a stranieri” in Balboni, P., Caon F., Menegale M.,
Serragiotto G. (a cura di), La linguistica educativa tra ricerca e sperimentazione. Scritti n onore di Carmel
Mary Coonan, Edizioni Ca’ Foscari/ Ca’ Foscari Digital Publishing, SAIL, Studi sull’apprendimento e
l’insegnamento linguistico, vol. 26, Venezia, pp. 185-195, 2023.
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Prof.ssa Camilla Spaliviero (Università Ca' Foscari Venezia)Didattica plurilingue e strategie di apprendimento linguistico: una ricerca sulle convinzioni
degli studenti universitari
2 ore
I semestre
Diversi studi hanno dimostrato i benefici della didattica plurilingue per lo sviluppo delle competenze cognitive, metalinguistiche, interculturali e sociali degli studenti. Nel seminario si presenterà una ricerca sulle convinzioni di una classe multilingue e multilivello di studenti universitari riguardo al trasferimento interlinguistico delle strategie di apprendimento attraverso la didattica plurilingue.Galante, A. (2022). “Affordances of Plurilingual Instruction in Higher Education: A Mixed Methods Study
with a Quasi-experiment in an English Language Program”. Applied Linguistics, 43(2), 316-339.
Hélot, C., et al. (2018). Language Awareness in Multilingual Classrooms in Europe: From Theory to Practice.
Berlin, Boston: De Gruyter Mouton.
Spaliviero C. (2025). Students’ perceptions of cross-linguistic transfer of language learning strategies
through multilingual education. International Journal of Multilingualism, 1-23.
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Prof.ssa Marcella Menegale (Università Ca' Foscari Venezia)Autonomia di apprendimento: dalla ricerca alla didattica 2 ore
I semestre
Il concetto di autonomia dello studente è entrato nel campo della didattica delle lingue straniere con il diffondersi dell’approccio comunicativo negli scorsi anni Settanta e Ottanta. L’idea che prende spazio nella glottodidattica di quegli anni e ancora di più negli anni successivi, fino ad arrivare ai giorni nostri, è che lo studente debba essere maggiormente responsabile del suo apprendimento, essere in grado di ampliare le proprie conoscenze linguistiche autonomamente per riuscire ad utilizzare la lingua straniera in modo appropriato nei diversi contesti sociolinguistici e culturali che gli si propongono. Dopo aver esplorato le teorie di riferimento, il seminario si concentrerà sui principali studi svolti negli ultimi anni per capire quale sia il vero grado di autonomia degli studenti oggi, dopo anni di tentativi didattici, innovazioni metodologiche e modificazioni curriculari a sostegno di una pedagogia mirata alla centralità del discente.Alamer A., Alrabai F., 2023, The causal relationship between learner motivation and language achievement:
New dynamic perspective, Applied Linguistics, 44 (1), pp. 148-168. (Link qui)
Menegale, M., Pozzo, G., 2020, La didattica metacognitiva nell’insegnamento delle lingue in Italia”, in
Ludwig, C., Tassinari, M.G. & J. Mynard (a cura di), Navigating Foreign Language Learner Autonomy (pp.
320-346). Hong Kong: Candlin & Mynard.
Menegale, M., 2015, Apprendimento linguistico: una questione di autonomia? Modelli di sviluppo
dell'autonomia di apprendimento linguistico e prospettive educative possibili. Erickson: Trento. (Link qui)
Scharle A., Szabo A., 2000, Learner Autonomy: A Guide to Developing Learner Responsibility, Cambridge,
Cambridge University Press.
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Prof.ssa Maria Cecilia Luise (Università Ca' Foscari Venezia)il metodo autobiografico per la ricerca in Linguistica Educativa.2 ore
I semestre
Il metodo biografico è una metodologia di ricerca con una connotazione piuttosto ampia, che riguarda una
serie di tecniche basate sulla raccolta e sull’analisi di racconti di vita (life stories) scritti o orali, rappresentativi di una determinata realtà o significativi per la particolarità del percorso esistenziale che descrivono.
Nel contesto dei metodi biografici, l'autobiografia linguistica è una metodologia di ricerca qualitativa e auto-riflessiva in cui l'individuo narra la propria storia di apprendimento e contatto con le lingue. Usata in sociolinguistica, glottodidattica ed etnografia, permette di mappare il "capitale linguistico" e analizzare l'intreccio tra vissuto emotivo, sociale ed evoluzione linguistica, fornendo informazioni preziose in ambito educativo, didattico e formativo.
Anfosso G., Polimeni G., Salvadori E. (a cura di), 2016, Parola di sé. Le autobiografie linguistiche tra
teoria e didattica, FrancoAngeli, Milano,
Coffey S., 2020,“Auto/biographical approaches for a post-Cartesian model of plurilingualism”,in
ItalianoLinguaDue,12,2, pp.307-316
Luise, M. C., Cardona, M., Celentin, P., 2025, “Metafore e similitudini nelle autobiografie linguistiche di
studenti di italiano L2. Riflessioni e proposte”, in Italiano LinguaDue, 17(1), pp. 123–136
Trinchero R., 2022, Manuale di ricerca educativa, FrancoAngeli, Milano
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GERM-01/A
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Prof.ssa Alessandra GiorgiIntroduzione alla comparazione inmorfosintassi: tempo e aspetto nelle lingue romanze e germaniche:4 ore I semestreIn queste lezioni si intende presentare ilmetodo comparativoillustrando dei casi relativi alla realizzazione dei valori temporali e aspettuali nelle lingue romanze e germaniche. In particolare, siprenderanno in considerazione le forme verbali indessicali, confrontandole con quelle non-indessicali e verranno discusse le nozioni di perfettività e telicità.Passi scelti da / A selection from:
Comrie, B. 1974. Tense. Oxford:
OUP.
Comrie, B. 1985. Aspect. Oxford:
OUP.
Dahl, O. 2000. Tense and Aspect
in the Languages of Europe.
Berlin-New York: De Gruyter.
Ramchand, G. 2008. Verb
meaning and the lexicon.
Cambridge: CUP.
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Prof. Nicola MunaroTecniche di elicitazione di dati dialettali di tipo sintattico
2 ore I semestreLa lezione mira a presentare alcune tecniche di elicitazione di dati sintattici utilizzate in campo dialettologico in ambito sia romanzo che germanico; le diverse strategie di raccolta saranno presentate facendo riferimento a fattori di carattere sociolinguistico.
Cornips, Leonie & Cecilia Poletto. 2005. “On standardising syntactic elicitation techniques”. Lingua 115.7: 939-957.
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Prof.ssa Marina BuzzoniLa morfologia nominale delle lingue germaniche antiche.
2 ore I semestreAnalisi dei sostantivi, degli aggettivi e dei pronomi, con particolare attenzione ai generi, ai numeri e ai casi. Studio delle principali classi flessive (temi in vocale e in consonante) e dei loro paradigmi. Confronto tra le diverse lingue germaniche antiche e ricostruzione delle caratteristiche comuni del protogermanico.
Fulk, R.D. 2018. A Comparative Grammar of the Early Germanic Languages. Amsterdam–
Philadelphia: John Benjamins.
Harbert, W. 2010. The Germanic Languages. Cambridge: CUP (in particular, Chapter 4: The
Germanic nominal system, 89- 269).
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Emmanuela Carbé (2 ore)
Federico Boschetti, ILC
CNR (2 ore)
Emmanuela Carbé : “String Theory”. Dai modelli di dati alla modellazione generativa
Federico Boschetti: Domain-Specific Languages di ambito filologico e linguistico
4 ore I semestre1) Ogni testo digitale è, in ultima analisi, una stringa. Eppure una stringa esiste a valle di una decisione di codifica ed è già il risultato di un primo atto di modellazione. Ogni modello incorpora una teoria del testo. La lezione ripercorre la modellazione delle stringhe testuali attraverso codifica, annotazione, strutture di database e di rete, embeddings e sistemi generativi, soffermandosi sulla discontinuità tra modelli progettati e modelli appresi. I modelli progettati rendono esplicita e ispezionabile la propria teoria; i modelli appresi ne recano una implicita, distribuzionale, leggibile solo nei suoi effetti. Con i sistemi generativi, il modello passa dal descrivere il testo al produrlo. La modellazione diventa uno scambio tra studioso e macchina: come in «The String Theory» di David Foster Wallace (Esquire, 1996), si scopre la struttura del proprio gioco dalle risposte dell’altro. La lezione si chiede che cosa conti come ground truth dentro questo scambio.

2) I Domain-Specific Languages offrono alla filologia e alla linguistica strumenti formali per rappresentare fenomeni testuali, linguistici e interpretativi con un lessico controllato e regole esplicite. Rispetto all’annotazione libera, un DSL permette di rendere computabili categorie, relazioni e procedure, favorendo controllo, riuso e interoperabilità. Nel dominio filologico, essi possono modellare varianti, interventi editoriali, strutture. testuali, livelli
esegetici e processi decisionali. Nel dominio linguistico, consentono di formalizzare dati morfologici, sintattici, semantici e pragmatici in modo leggibile sia dall’umano sia dalla macchina. La scuola intende discutere come i DSL possano dialogare con XML/TEI, grammatiche formali e intelligenza artificiale, contribuendo a una filologia computazionale trasparente e verificabile.

Ciula, A., Eide, Ø., Marras, C. & Sahle, P. 2023. Modelling
Between Digital and Humanities: Thinking in Practice. Cambridge: Open Book Publishers.
de Schryver, G. M. 2023.
"Generative AI and Lexicography: The Current State of the Art Using ChatGPT". International Journal of Lexicography 36(4): 355-387.
Parr, Terence. 2010. Language Implementation Patterns: Create Your Own Domain-Specific and General Programming
Languages. Raleigh, NC:
Pragmatic Bookshelf.
Beurer-Kellner, Luca, Marc
Fischer, and Martin Vechev. 2023. “Prompting Is
Programming: A Query Language for Large Language Models.” Proceedings of the ACM on Programming Languages 7, PLDI, Article 186 (June 2023): 1–24. doi:10.1145/3591300.

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Prof.ssa Chiara De BastianiLa ricostruzione sintattica del proto germanico.
2 ore I semestreDopo una breve introduzione alla famiglia linguistica germanica e alle sue caratteristiche linguistiche principali, la lezione si concentrerà sulla
ricostruzione sintattica del proto germanico attraverso la comparazione del materiale testuale esistente e inserendolo nel quadro della linguistica storica generativa.

Walkden, G. 2014. Syntactic reconstruction and Proto
Germanic, Oxford: Oxford
University Press.
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Prof.ssa Chiara De BastianiFenomeni sintattici dell’inglese antico2 ore I semestreLa lezione tratta fenomeni avanzati di sintassi antico inglese, prendendo in considerazione i mutamenti principali (ordine OV/VO, grammaticalizzazione dell’articolo determinativo) e fenomeni di interfaccia tra struttura sintattica, prosodia e struttura informativa.
De Bastiani, C. 2022. The
reanalysis of VO in the history of English: Evidence for a language internal account, English
Historical Linguistics: Change in structure and meaning. Papers from the XXth ICEHL, Los,
Bettelou, Claire Cowie, Patrick Honeybone & Graeme Trousdale (eds.).
Hinterhölzl, R. & Petrova, S. (eds.). 2009. Information
Structure and Language Change: New Approaches to Word Order Variation in Germanic. Berlin: de Gruyter (a selection).
Meurman-Solin, A., López-Couso M.J. & Los, B. (eds.). 2012.
Information structure and
syntactic change in the history of English. Oxford University Press (a selection)
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Prof.ssa Federica CognolaL’antico alto tedesco come lingua a soggetto nullo
2 ore I semestreLa lezione affronta lo status dell’antico alto tedesco come lingua a soggetto nullo, discutendo le condizioni, prettamente sintattiche, che permettono l’omissione del soggetto, e la loro relazione con il carattere di lingua a V2 dell’antico alto tedesco. Axel, K. 2007. Studies on Old High German Syntax. John Benjamins, capitolo 6 (293-327);
Cognola, F., & Walkden, G. 2019. Pro-drop in interrogatives and declaratives: A parallel study of Old High German and Old Italian. Linguistik Online, 100(7), 95-140. https://doi.org/10.13092/lo.100. 6020
Cognola, F. 2023. Free inversion in Old High German and
Cimbrian. On the status of tho/da as CP-expletives and their
connection with pro-drop in JOURNAL OF HISTORICAL
SYNTAX, vol. Vol. 7, pp. 1-63. https://historicalsyntax.org/hs/in dex.php/hs/issue/view/51
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Prof. Franz FischerL'IA generativa nel campo delle edizioni scientifiche digitali (Parte 1). 2 ore I semestreIntroduzione all'Intelligenza Artificiale Generativa nelle edizioni scientifiche digitali. Il ruolo dell'IA nella trascrizione dei manoscritti di area germanica. Annotazione automatica e ricostruzione di testi frammentari
Pollin Ch., Fischer F., Sahle P., Scholger M. & G. Vogeler. 2025. When it was 2024 – Generative AI in the Field of Digital Scholarly Editions. In: Zeitschrift für digitale Geisteswissenschaften 10.
10.07.2025. HTML / XML / PDF. DOI: 10.17175/2025_008
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Prof. Franz FischerL'IA generativa nel campo delle edizioni scientifiche digitali (Parte 2). 2 ore I semestreVantaggi e limiti dell'uso dell'IA nella filologia digitale. Aspetti etici: trasparenza, affidabilità e supervisione umana. Prospettive future
Pollin Ch., Fischer F., Sahle P., Scholger M. & G. Vogeler. 2025. When it was 2024 – Generative AI in the Field of Digital Scholarly Editions. In: Zeitschrift für digitale Geisteswissenschaften 10.
10.07.2025. HTML / XML / PDF. DOI: 10.17175/2025_008
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Prof. Roberto Rosselli del Turco (UniTo)Il glossario di termini longobardi nel progetto Leges Langobardorum
4 ore I semestreIntroduzione alla codifica basata sugli schemi TEI/XML, ricorrendo al modulo Dictionaries con organizzazione di <entry> e dei suoi sottoelementi, collegamento dal testo alle voci di glossario per mezzo di <term>. Configurazione e visualizzazione con EVT.
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Prof.ssa Marina BuzzoniLa morfologia verbale delle lingue germaniche antiche.
2 ore I semestreAnalisi delle categorie verbali, con particolare attenzione a tempi, modi, diatesi e flessione personale. Studio dei verbi forti, deboli, preterito presenti e anomalie, con i relativi paradigmi. Confronto tra le diverse lingue germaniche antiche e ricostruzione delle principali caratteristiche del sistema verbale protogermanico.
Fulk, R.D. 2018. A Comparative Grammar of the Early Germanic Languages. Amsterdam–
Philadelphia: John Benjamins.
Harbert, W. 2010. The Germanic Languages. Cambridge: CUP (in particular, Chapter 5: The verbal systems of Germanic, 270-368).
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Prof. Paolo Monella (UniKore)Apprendimento automatico per la codifica di testi
strutturati
2 ore I semestreI recenti progressi nell'apprendimento automatico hanno reso l'intelligenza artificiale uno strumento promettente per estrarre la struttura dai testi e codificarla, ad esempio nel formato TEI-XML. Queste nuove tecnologie possono rivelarsi particolarmente utili per la retro digitalizzazione di dizionari moderni di lingue storiche, come quelli dedicati alle lingue germaniche antiche.
Jurafsky, D. and Martin, J. H. 2026. Speech and Language Processing: An Introduction to Natural Language Processing, Computational Linguistics, and Speech Recognition, with
Language Models, 3rd edition. Online manuscript released January 6, 2026.
https://web.stanford.edu/~jurafs ky/slp3.