Professione�di Fede�ieri e oggi,�e forma�della Chiesa
dLuca Bressan
Udine 18 I 2024
Agonia�della Chiesa?��Primo punto:�l’ascolto�(dove siamo)
Stanchi di cambiare? �Riforme immaginate / trasformazioni subite
Non abbiamo ancora preso piena coscienza della trasformazione che si sta producendo nel nostro tempo: la fine di una civiltà vecchia di sedici secoli. Dopo molte esitazioni, uso questa agghiacciante parola: “agonia”. La morte della cristianità non è affatto una morte improvvisa. Le civiltà non conoscono una morte improvvisa: si estinguono poco a poco, in numerosi sussulti. La cristianità combatte da due secoli per non morire, e in questo consiste quella commovente ed eroica agonia. È così antica che è ha creduto di poter beneficiare di una sorta di immortalità. E poi si è creduta, come certi anziani, troppo vecchia per morire. La Chiesa è eterna per i cattolici: ci sarà sempre un gruppo di fedeli, pure sparuto, a costituirla. Ma la cristianità è qualcosa di completamente diverso. Si tratta della civiltà ispirata, ordinata, guidata dalla Chiesa. Sotto questo aspetto la cristianità è durata sedici secoli, dalla battaglia del fiume Frigido nel 394, fino alla seconda metà del XX secolo.
La forma, �oltre l’apparenza��Secondo punto:�La posta in gioco�(il discernimento sapienziale)
L’eterogenesi dei fini: voluto per sostenere una istituzione che sente indebolita la sua forma simbolica, il concilio genera una forma di sapere (di comprensione del mondo) del tutto imprevista e inattesa, che trasforma non soltanto l’istituzione che lo ha convocato (l’impero), ma dà forma storica nuova al corpo che lo ha effettivamente prodotto, dando visibilità a un soggetto storico nuovo
La concentrazione sulla memoria dell’evento cristiano genera energie capaci di cambiare il paradigma di percezione della propria identità (individuale e collegiale, storica e simbolica) e delle categorie interpretative del reale. Cambia il funzionamento della dimensione religiosa, intesa come nucleo che custodisce il principio organizzatore della percezione del reale. Ne risente infatti la cosmogonia (secolarizzazione del mondo mitico religioso) e la eziologia temporale (secolarizzazione del tempo, dentro cui appare il nuovo attore scoperto, la libertà umana, individuale e collettiva). Secolarizzazione tuttavia non coincide con la scomparsa o l’uscita dalla dimensione religiosa (intesa come la scoperta che la mia identità è sempre il risultato di un dono, di un’origine che mi è indisponibile)
L’Attualità del concilio di Nicea (325)
Il perno della trasformazione sta tutto nella concentrazione che si sviluppa per ridire (risignificare) dentro una cultura nuova ed estranea la rivelazione cristiana. Viene rivoluzionata la grammatica e il concetto stesso di Dio. La riscrittura dentro la cultura greca della storia del Dio cristiano produce uno sviluppo inaspettato dei concetti di generazione e di relazione / missione.
Siamo ancora agli inizi, ma si intravvedono già la premesse e le promesse per giungere al concetto di sacramento (con il doppio passaggio: Calcedonia e poi Vaticano II). I concetti che innescano la trasformazione, pensati e codificati a partire da Nicea: la cattolicità (universalità non soltanto spaziale, ma temporale e trascendente), il legame (attraverso i concetti di riconoscimento e generazione, che culminano nel concetto di pace, messianico), la persona (una concezione dell’individuo come un mistero, frutto di relazioni intime e inscindibili, “io ma non più io”, ovvero la traduzione nel concetto di libertà della scoperta del Dio cristiano come Dio trascendente ma dentro la storia)
L’Attualità del concilio di Nicea (325)
LG 8 Per una non debole analogia, [la Chiesa] è paragonata al mistero del Verbo incarnato. Infatti, come la natura assunta serve al Verbo divino da vivo organo di salvezza, a lui indissolubilmente unito, così in modo non dissimile l'organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo. Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica.
La Chiesa, nella sua duplice forma di corpo mistico (mistero) e corpo sociale (la forma istituita nel tempo), è il risultato di questa comprensione e trascrizione della fede trinitaria nel credo niceno. Non a caso Nicea fissa i ritmi della vita di fede: stabilisce la data della Pasqua, avvia il processo che condurrà alla strutturazione dell’anno liturgico. E proprio alla liturgia attinge per dare contenuto alle figure del suo governo e della sua azione (annuncio, raccolta, trasfigurazione), compiendo anche in questi campi una sostanziale rivoluzione del contesto imperiale da cui ha pescato i materiali.
L’Attualità del concilio di Nicea (325)
LG 8 Per una non debole analogia, [la Chiesa] è paragonata al mistero del Verbo incarnato. Infatti, come la natura assunta serve al Verbo divino da vivo organo di salvezza, a lui indissolubilmente unito, così in modo non dissimile l'organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo. Questa è l'unica Chiesa di Cristo, che nel Simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica.
La Chiesa, nella sua duplice forma di corpo mistico (mistero) e corpo sociale (la forma istituita nel tempo), è il risultato di questa comprensione e trascrizione della fede trinitaria nel credo niceno. Non a caso Nicea fissa i ritmi della vita di fede: stabilisce la data della Pasqua, avvia il processo che condurrà alla strutturazione dell’anno liturgico. E proprio alla liturgia attinge per dare contenuto alle figure del suo governo e della sua azione (annuncio, raccolta, trasfigurazione), compiendo anche in questi campi una sostanziale rivoluzione del contesto imperiale da cui ha pescato i materiali.
L’Attualità del concilio di Nicea (325)
Punto di tensione
GS 40. La Chiesa, procedendo dall'amore dell'eterno Padre, fondata nel tempo dal Cristo redentore, radunata nello Spirito Santo, ha una finalità salvifica ed escatologica che non può essere raggiunta pienamente se non nel mondo futuro. Ma essa è già presente qui sulla terra, ed è composta da uomini, i quali appunto sono membri della città terrena chiamati a formare già nella storia dell'umanità la famiglia dei figli di Dio, che deve crescere costantemente fino all'avvento del Signore. Unita in vista dei beni celesti e da essi arricchita, tale famiglia fu da Cristo « costituita e ordinata come società in questo mondo » e fornita di « mezzi capaci di assicurare la sua unione visibile e sociale».
Farmaci per il cambiamento�d’epoca��Terzo punto:�L’immaginazione�(il momento profetico)
Le operazioni per generare la Chiesa
In Sinodo per professare la nostra fede
1. La trasformazione in atto dentro il corpo ecclesiale, ormai da decenni, chiede che venga sempre meglio strutturato il processo di presa di coscienza della metamorfosi in atto. Per consentire ai diversi soggetti implicati di ritrovarsi e rinnovare l’esperienza di comunione che li lega; per ritualizzare una trasformazione che tocca l’organizzazione ma raggiunge il fondamento misterico (sacramentale) delle forme organizzate della esperienza cristiana; per creare linguaggi e strumenti giuridici che diano stabilità ai processi in atto. Questa strutturazione ha già conosciuto momenti formi di emersione, in primis il concilio Vaticano II, ma chiede tuttavia passi verso il futuro, come diverse esperienze locali hanno già evidenziato.
2. La strutturazione e la ritualizzazione della trasformazione in atto è fondamentale, per contenere derive e dispersione. La concentrazione focale sulla fede che professiamo è lo strumento privilegiato. Lo abbiamo imparato da Nicea, continuiamo a ripeterlo anche nelle esperienze sinodali più recenti, richiamando un legame con il fondamento la cui essenzialità rischia di essere sottovalutata.
In Sinodo per professare la nostra fede
Non si tratta di cambiare la fede espressa a Nicea (e negli altri concili), ma di appropriarsene in modo adeguato alla cultura che abitiamo, con le sfide che ci presenta. La professione di fede cristologica e trinitaria rimane il fondamento di ogni metamorfosi ecclesiale
3. Da Nicea possiamo apprendere un dato fondamentale e le sue implicazioni: l’obbligatorietà per la fede cristiana di confrontarsi con i mondi che incontra. È una conseguenza chiara del principio d’incarnazione, che permette la costruzione di strumenti linguistici di abitazione del reale che risultano veramente innovativi e strutturanti esperienze nuove. Nicea assume la cultura greca, creando in essa concetti ed esperienze innovative come trascendenza, persona, libertà, politica, universalismo del sapere, legami e fraternità, l’esperienza di un Dio che si è fatto persona. Tutto questo grazie alla costruzione di un soggetto (la Chiesa, con i suoi soggetti diversificati), con alcuni suoi processi fondamentali (il processo sacramentale, l’elevazione del corpo e la sua limitazione, la definizione di persona), la costituzione di un sapere (la tradizione e i suoi sviluppi argomentativi), forme di abitazione del quotidiano (una morale fondata sull’amore). Alla Chiesa oggi è chiesto un processo analogo, in continuità con quanto avviato da Nicea.
Immaginazioni ed ecclesiologia
Immaginazioni ed ecclesiologia.�Sine dominico non possumus
Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà. L’umanesimo cristiano che siete chiamati a vivere afferma radicalmente la dignità di ogni persona come Figlio di Dio, stabilisce tra ogni essere umano una fondamentale fraternità, insegna a comprendere il lavoro, ad abitare il creato come casa comune, fornisce ragioni per l’allegria e l’umorismo, anche nel mezzo di una vita tante volte molto dura.
Generare la Chiesa: cura e veglia
Piste per un processo sinodale