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L’NBA

si ferma contro il razzismo

in difesa della democrazia

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La democrazia necessita di cittadini educati al senso delle Istituzioni e delle regole della convivenza civile.

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  • La connessione tra identità e diritto è molto più stretta in una società democratica, in cui il corpo elettorale partecipa al processo di formazione delle regole. Perciò, il diritto non ha solo la funzione di formare l’identità, ma anche di rappresentarla

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2 giugno 1946

Referendum istituzionale tra la Monarchia e la Repubblica

Elezione dell’Assemblea costituente per la stesura della nuova Costituzione italiana

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Giustizia sociale e bene comune

L’idea è quella di un modello di Stato che persegua la giustizia sociale, come concreta espressione del bene comune, rimuovendo gli ostacoli al pieno sviluppo di ogni persona umana, per rendere sostanziale l’uguaglianza fra i cittadini.

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Dichiarazione dei Diritti�dell’uomo e del cittadino, 1789

Art.16. “Ogni società in cui

la garanzia dei diritti non è assicurata,

né la separazione dei poteri

determinata,

non ha costituzione.

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Che cos’è una Costituzione?

 

  • È la legge fondamentale dello stato perché sta a fondamento di tutte le altre leggi (norme)
  • La Costituzione fornisce le regole del gioco perché fornisce le regole di quel gioco che è la vita sociale; chiaramente, fornisce regole generali, il cui dettaglio sarà specificato dalle leggi ordinarie.
  • Infine, è il patto stipulato tra i cittadini, da una parte, e tra i cittadini e lo Stato, dall’altra.

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Lo Stato costituzionale�democratico sociale

  • La rigidità costituzionale

  • Pluralismo sociale, politico e istituzionale

  • Lo Stato sociale

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��“PRINCIPI FONDAMENTALI”��

Art. 1 principio democratico;

Art. 2 principio personalista, pluralista e solidarista;

Art. 3 principio di uguaglianza;

Art. 4 principio lavorista;

Art. 5 unità della repubblica e autonomia locale;

Art. 6 principio di tutela delle minoranze linguistiche;

Artt. 7 e 8 principio di laicità dello Stato;

Art. 9 principio della promozione della cultura;

Art. 10 principio internazionalista;

Art. 11 principio pacifista;

Art. 12 bandiera italiana.

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“Costituzione, Stato, diritti”

  1. diritti, doveri e il lavoro (artt. 1-12; 13- 54 Cost.);
  2. democrazia diretta (artt. 50; 71 e 75 Cost.);
  3. partecipazione e cittadinanza attiva (artt. 2, 3 e 4 e 18, 19, 39, 49 e 118 Cost.).

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Esiste un principio dei principi?

Secondo un’autorevolissima impostazione di Costantino Mortati, costituzionalista e Costituente, i principi (super)fondamentali sono:

Democratico

  1. personalista (e uguaglianza)
  2. pluralista (e autonomista)
  3. lavorista

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PRINCIPIO DEMOCRATICO

È il principio più pervasivo del nostro ordinamento perché “racchiude in sé il germe degli altri” (C. Mortati).

La democrazia è la forma di governo che si basa sulla sovranità popolare e garantisce ad ogni cittadino la partecipazione in piena eguaglianza all’esercizio del potere pubblico

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Caratteri fondamentali della DEMOCRAZIA:�

tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.

Uguaglianza formale e sostanziale fra i cittadini.

Garanzia del pluralismo.

Democrazia rappresentativa e democrazia diretta (art. 75 Cost.).  

Trasparenza dei processi decisionali e controllo sull’attività dei poteri pubblici.

Tutela delle minoranze e dei “soggetti deboli”.

Separazione dei poteri.

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DALLA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE ALL’UNIONE EUROPEA

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VERSO UN SISTEMA SEMPRE PIÙ DEMOCRATICO E COMUNITARIO

  • I Trattati di Roma prevedevano l’istituzione dell’Assemblea parlamentare europea, composta da 142 deputati nominati dai Parlamenti dei sei Paesi membri della Comunità.

  • All’origine, l’Assemblea parlamentare aveva solo funzioni consultive. La prima riunione si tenne a Strasburgo il 19 marzo 1958, sotto la presidenza di Robert Schuman, padre fondatore della Cee.

  • L’idea è quella di creare delle sedi istituzionali in cui gli Stati membri decidano assieme.

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IL PARLAMENTO EUROPEO

  • Nel 1962, l’Assemblea assume il nome di Parlamento europeo. Nel 1979, si svolgono le prime votazioni a suffragio universale diretto per l’elezione dei membri del Parlamento europeo.
  • Il processo di integrazione europea comporta la trasformazione della governance comunitaria.

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La democrazia rappresentativa necessità di una legge elettorale

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Sistemi elettorali

  • Sistemi maggioritari

  • Sistemi proporzionali

  • Sistemi misti

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Caratteristiche delle formule maggioritarie

  • Si vota per un candidato, non per una lista partitica

  • Difetto: sovra-rappresentazione partiti maggiori e forti in determinate aree geografiche

  • Pregi: in contesti bipartitici o bipolari favorisce (ma non assicura) la formazione di maggioranza; scoraggia la frammentazione partitica

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Formule proporzionali

  • i seggi sono ripartiti in percentuale rispetto ai voti dati dagli elettori; formula matematica;
  • si vota una lista partitica composta da più candidati (con eventuale preferenza);
  • circoscrizioni/collegi plurinominali = assegnano più seggi
  • Difetto: incentivano multipartitismo
  • Pregio: assicurano che i partiti abbiano un numero di seggi pari al loro effettivo consenso
  • Correttivi: soglie di sbarramento; premi di maggioranza/governabilità

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Legislazione elettorale italiana

  • Regno d’Italia: maggioritario fino al 1919; proporzionale fino al 1923
  • Fascismo: legge Acerbo del 1923 (premio di maggioranza dei 2/3 se raggiunto il 25% voti nel collegio unico)
  • Leggi elettorali del 1948: proporzionale con metodo Hondt ma al Senato solo se nessuno eletto con 65 % voti
  • Legge «truffa» del 1953 (65% dei seggi se + 50% voti). Elezioni: le forze apparentate alla DC ottennero il 49,8% dei voti: per circa 54.000 voti il premio non scattò) e abolizione della legge truffa (1954)
  • Referendum del 1991 sulla preferenza unica
  • Referendum del 1993 sulla legge elettorale del Senato

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Legislazione elettorale italiana - II

  • Legge Mattarella (“Mattarellum”) del 1993 (3/4 seggi con maggioritario, il restante con proporzionale, scorporo, liste bloccate, sbarramento 4% base naz.)
  • Riforma del 2005 (Legge Calderoli “Porcellum”): ritorno al proporzionale con premio maggioranza (55% seggi) su base nazionale per Camera e regionale per Senato; liste bloccate; sbarramenti differenziati (per liste e coalizioni); leader della coalizione indicato (non giuridicamente vincolante). Si vota con questo sistema nel 2006, 2008, 2013.
  • Sentenza della Corte costituzionale n. 1 del 2014: dichiara incostituzionale la mancanza delle preferenze e il premio di maggioranza senza una soglia minima ragionevole.

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Legislazione elettorale italiana - III

  • Dalla sentenza della Corte deriva implicitamente il c.d. Consultellum: proporzionale puro con soglie di sbarramento.
  • Riforma Renzi («Italicum»): varata con la legge n. 52 del 2015 (solo per la Camera; legge per Senato sarebbe cambiata con riforma costituzionale del 2016); proporzionale con premio di maggioranza (alla lista +40 %; eventuale ballottaggio se minore percentuale) sbarramento liste al 3%.
  • Corte costituzionale sent. n. 35 del 2017: dichiara incostituzionale il ballottaggio perché non in grado di assicurare il valore della rappresentatività e il principio di eguaglianza del voto.

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Legislazione elettorale italiana - IV

«Rosatellum» l. 165 del 2017 per entrambi i rami; collegi rivisti dopo la l. cost. di riduzione dei parlamentari (prima 630+315 ora 400+200):

  • 37% dei seggi (Camera: prima 232 ora 147; Senato: prima 116 ora 74) in collegi uninominali
  • 61% (Camera: prima 386 ora 245; Senato: prima 193 ora 122) in collegi plurinominali con la proporzionale
  • 2% (Camera: prima 12 ora 4; Senato: prima 6 ora 4) Circ. Estero
  • parte proporzionale: collegi plurinominali piccoli (da 2 a 8 eletti) e liste bloccate corte nel proporzionale
  • metodo di Hare (quoziente intero e resti)
  • unica scheda
  • non è possibile voto disgiunto tra maggioritario e proporzionale
  • sbarramento al 3% su base nazionale
  • resta il voto italiani all’estero (12 deputati e 6 senatori)

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Non può esistere una

Costituzione senza una Democrazia

che contenga:

  1. Principi, valori e norme programmatiche

  • diritti, doveri e il lavoro + partecipazione e cittadinanza attiva

  • democrazia rappresentativa e diretta

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Il ruolo del cittadino

Art. 4 Cost. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 48 (…) «Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.(…)

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La sostenibilità della democrazia passa attraverso forme di partecipazione.

La democrazia rappresentativa necessità di forme di democrazia diretta, partecipata e partecipativa.