Indiana University
Bologna Consortial Studies Program – spring 2026
Storia della cultura italiana del XX secolo
Anna Scalfaro
Dipartimento delle Arti
Il Festival di Sanremo
Nel 1951 comincia il Festival di Sanremo, dapprima in Radio e poi, dal 1954, in Televisione.
Il Festival fin da subito ha un ruolo molto importante nella costruzione dell’identità della canzone italiana.
Tradizione e modernità
Negli anni Cinquanta i discorsi sulla canzone si risolvono spesso in opposizioni fra ‘tradizione’ e ‘modernità’, o ancora fra ‘vecchio’ e ‘giovane’, ‘Italia’ e ‘America’, ‘melodia’ e ‘ritmo’.
Il Festival di Sanremo percorre la via della doppia orchestra, che viene introdotta nel 1953 e sopravvive grosso modo fino al 1971. L’idea di avere due formazioni diverse e due cantanti a interpretare il medesimo brano è coerente con questa polarizzazione del gusto fra tradizionalisti e modernisti.
Le caratteristiche della prima canzone italiana
Per suonare «italiana» una canzone deve possedere un carattere melodico spiccato e richiedere una voce molto ben impostata. Tuttavia fin da subito i cantanti sono accompagnati da un’orchestra che presenta ritmi e sonorità di importazione straniera. In particolar modo i ritmi di rumba e di beguine.
Due esempi:
Buongiorno tristezza (Fiorelli-Ruccione, vincitrice a Sanremo 1955, cantata da Villa e Tullio Pane).
https://www.youtube.com/watch?v=mEqwOLpIh-w
Avventura a Casablanca (Nisa-Rossi, del 1954, cantata da Luciano Tajoli e Gino Latilla).
https://www.youtube.com/watch?v=dv18GWx1pXg
L’elemento comune
Ciò che accomuna queste canzoni è un evidente contrasto fra testi che esaltano l’italianità musicale e ne espongono gli stereotipi, cantati da voci tipicamente italiane, e arrangiamenti, strutture e ritmi pienamente inscrivibili nel gusto internazionale dell’epoca, e modellati su un sound moderno e americano.
Con il tempo tutti questi elementi finiscono col normalizzarsi e suonare tutti italiani.
Beguine
Il ritmo di beguine è originario dei Caraibi. Il suo arrivo in Europa risale ai primi anni Trenta.
Si diffuse come arrangiamento, specie a tempo lento, perché sul ritmo flessuoso la melodia all’italiana riusciva a posarsi molto bene. Il Beguine facilita la presenza di parole piane, un cantato dilatato sulle vocali. Un numero notevole di canzoni italiane degli anni Cinquanta si basa su questo ritmo e riporta la dicitura ‘beguine’ sullo spartito o sul disco. Fra queste Grazie dei fiori di Nilla Pizzi, che vince nel 1951 Sanremo.
Il boom economico
Periodo: 1958-1964
Durante il periodo cosiddetto del ‘boom economico’ si allargano gli spazi dedicati alle musiche popular sulla Radio e sulla Televisione italiane; nascono e si diffondono riviste e giornali dedicati alle musiche popular; si ha una prima diffusione del Rock&Roll. Si comincia a parlare in Italia di una «musica per i giovani».
Il primo Festival Rock&Roll in Italia
Il 18 maggio del 1957 si tenne al Palaghiaccio di Milano il primo festival Rock&Roll italiano, organizzato da Bruno Dossena, che si era fatto conoscere come uno dei migliori ballerini di Rock&Roll acrobatico.
(https://www.youtube.com/watch?v=k15HVdxinaU).
Alcuni esempi di Rock&Roll tradotto in Italia
Il Rock&Roll si diffonde ampiamente in Italia: alcune cover di brani famosi, come quelle del Quartetto Cetra, italianizzano totalmente il Rock&Roll; c’è chi come Adriano Celenato s’ispira e imita grandi star, quali Elvis Presley, e chi ironizza sul desiderio degli italiani di «voler fare come gli americani», ad esempio Renato Carosone.
Guarda e ascolta questi esempi:
Quartetto Cetra (Orologio matto, cover di Rock Around the Clock)
https://www.youtube.com/watch?v=z7BeDuWED0g
Adriano Celentano (Jailhouse Rock di Presley)
https://www.youtube.com/watch?v=zITVJ2L2GpQ
Renato Carosone (Tu vuo fa l’americano)
https://www.youtube.com/watch?v=BqlJwMFtMCs
I musicarelli o cinema degli «urlatori»
I ‘musicarelli’ sono pellicole cinematografiche che mettono in scena un nuovo modo «scanzonato» di essere giovani e che sono veicolo di diffusione in Italia del Rock&Roll.
Esempio: il Film Gli urlatori alla sbarra (con Mina e Celentano)
https://www.youtube.com/watch?v=2h7qB_oY4Sk
Volare di Domenico Modugno
Il primo vero momento di svolta nella storia della canzone italiana e del Festival di Sanremo è Nel blu dipinto di blu, noto anche come Volare. E’ un brano scritto da Franco Migliacci e Domenico Modugno.Vinse il Festival di Sanremo nel 1958, interpretata da Domenico Modugno e da Johnny Dorelli. Fu però la versione di Modugno ad ottenere un successo mondiale. È considerata la canzone italiana più nota al mondo. Sempre nel 1958 arrivò terza all’Eurovision Song Contest. Ricevette numerosi riconoscimenti.
Nel blu dipinto di blu https://www.youtube.com/watch?v=nD8BryVB9d0
[Strofa]
Penso che un sogno così
non ritorni mai più�Mi dipingevo le mani
e la faccia di blu�Poi d'improvviso venivo
dal vento rapito�E incominciavo a volare
nel cielo infinito
[Ritornello]
Volare oh, oh
Cantare oh, oh�Nel blu dipinto di blu�Felice di stare lassù�[Ponte]
E volavo, volavo felice
più in alto del sole�Ed ancora più su�Mentre il mondo pian piano
spariva lontano laggiù�Una musica dolce suonava
soltanto per me
[Ritornello]
Volare oh, oh�Cantare oh, oh�Nel blu dipinto di blu�Felice di stare lassù�
Nel blu dipinto di blu
[Strofa] Ma tutti i sogni nell'alba
svaniscon perché�Quando tramonta la luna
li porta con sé�Ma io continuo a sognare
negli occhi tuoi belli�Che sono blu come un cielo
trapunto di stelle
[Ritornello] Volare oh, oh�Cantare oh, oh�Nel blu degli occhi tuoi blu�Felice di stare quaggiù�
[Ponte] E continuo a volare felice
più in alto del sole�Ed ancora più su�Mentre il mondo pian piano
scompare negli occhi tuoi blu�La tua voce è una musica dolce
che suona per me
[Ritornello] Volare oh, oh�Cantare oh, oh�Nel blu degli occhi tuoi blu�Felice di stare quaggiù�Nel blu degli occhi tuoi blu�Felice di stare quaggiù�Con te
Anni Sessanta in Italia
Gli anni dopo il 1963 vengono intesi come una sorta di preparazione alla stagione del Sessantotto.
Sanremo, superato il suo primo decennio di vita, è il principale punto di riferimento dell’industria musicale. Il successo dei Beatles e di altri gruppi inglesi mette al centro l’Inghilterra. Di poco successivo è il boom italiano del folk e di Bob Dylan.
Canzoni più impegnate
Nella seconda metà degli anni Sessanta si diffondono canzoni più «impegnate» e aggiornate, sia nei temi trattati dai testi, sia per i riferimenti musicali che risentono del sound tipico dei gruppi inglesi.
Grande successo arride a C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, interpretata nel 1966 da Gianni Morandi, che cita i due gruppi elevandoli a simbolo dell’identità giovanile e del pacifismo. È una canzone sul Vietnam, sul tramonto della felicità di un giovane costretto ad andare in guerra.
I gruppi
Il modello delle band inglesi, in particolare dei Beatles, influenza il mondo della canzone italiana, anche nella formazione di gruppi musicali. A partire dal 1965-66 si assiste a una rapida ascesa dei complessi musicali, delle band, sulla scena italiana.
Molti di questi gruppi eseguono cover di brani di successo inglesi o americani, perpetuando una prassi già ben consolidata nel corso degli anni Cinquanta.
Dik Dik
Alcune cover di successo, ad esempio, vengono presentate dal gruppo Dik Dik.
Sognando la California (1966): cover di California Dreamin’ dei The Mamas & The Papas, con testo italiano di Mogol.
Senza luce (1967): Cover di A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum.
Equipe 84
Alcuni gruppi s’ispirano dichiaratamente ai Beatles, imitandone aspetto, atteggiamenti e stili musicali, come gli Equipe 84, leader Maurizio Vandelli. La canzone 29 settembre del 1967 ebbe un grande successo. Il brano venne considerato il battesimo in Italia della musica «beat».
https://www.youtube.com/watch?v=vGCA-320cbM
Il Festival di Sanremo del 1967
Il Sanremo del 1967 è considerato una sorta di spartiacque nella storia culturale della canzone italiana.
Il 27 gennaio 1967, a soli 28 anni, Luigi Tenco si tolse la vita in seguito all’esclusione di una sua canzone dalla gara del Festival. La sua morte fu un tragico evento di cronaca che scosse profondamente il panorama musicale e culturale italiano. Anni più tardi nacque il Club Tenco dedicato a tutelare la memoria dell'artista e della canzone d'autore.
La morte di Luigi Tenco è considerata un momento chiave nella costruzione simbolica della «canzone d’autore», anche per la sua coincidenza con la vigilia del Sessantotto e con le prime agitazioni nelle Università.
Luigi Tenco e la «canzone d’autore»
Le novità artistiche, culturali e sociali delle canzoni di Tenco rappresentano la volontà di una profonda rottura con la musica tradizionale italiana. Tenco sente la necessità di trattare tematiche nuove per l'epoca, quali il sentimento umano nella sua durezza, l’amore nelle sue molteplici declinazioni, la guerra e i temi dell’emarginazione. Alcune sue canzoni anticipano i temi del Sessantotto.
Ascolta queste tre canzoni:
Mi sono innamorato di te (1962) https://www.youtube.com/watch?v=_0WkOaxsljk
Vedrai vedrai (1965) https://www.youtube.com/watch?v=P3BfsqXX4lY
Ognuno è libero (1966) https://www.youtube.com/watch?v=RW4e7YomULc