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Seacleaner

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Linee Guida per il monitoraggio dei resin pellets sulle coste

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Cosa sono i resin pellets?

i pellet di resina non solo rappresentano una materia prima fondamentale per l’industria plastica, ma anche una significativa fonte di inquinamento da microplastiche a causa della loro dispersione accidentale nell’ambiente.

    • I resin pellets o comunemente chiamati “lacrime di sirena” sono i costituenti primari, ovvero il punto di partenza, per realizzare tutti gli oggetti di plastica di uso comune.
    • Sono piccoli granuli, generalmente a forma di cilindro o disco (diametro < 5 mm).
    • Durante la produzione industriale o il trasporto, i pellet possono accidentalmente fuoriuscire essere dispersi e finire nell’ ambiente.
    • Questi piccoli granuli possono essere trasportati dai fiumi e dalle piogge fino agli oceani, dove si accumulano lungo le coste e sulle spiagge

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Questi inquinanti persistenti posso essere ingeriti dagli animali marini e contaminano la catena alimentare.

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I pellets sono in grado di assordire inquinanti chimici come PCB, DDT, e altri POPs presenti nell'acqua. Questi contaminanti sono altamente tossici e persistenti, aumentando i rischi ecologici e sanitari

Principali problematiche legate ai resin pellets nell'UE:

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Milioni di tonnellate di pellet finiscono ogni anno negli oceani europei.

Tipi di danni ambientali:

    • Danni puramente estetici per la presenza dei pellets sulle spiagge
    • Danni fisici per inquinamento marino e costiero
    • Danni chimici, i granuli assorbano sostanze chimiche grazie alla loro superficie idrofobica, e possono quindi costituire un vettore di contaminazione chimica, anche trasportando tali sostanze lontane dalla zona in cui sono state assorbite

Attualmente non esiste una regolamentazione specifica e severa a livello

internazionale o europeo per prevenire la dispersione di resin pellets lungo la

catena di approvvigionamento.

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Studi sulla degradazione: Vengono condotti esperimenti per analizzare come

diversi materiali si degradano nell’ambiente marino.

Studio della dispersione:

Si esaminano le rotte seguite dai rifiuti. Questo permette di capire quali aree siano

maggiormente colpite dall’ accumulo di detriti e di studiare le condizioni che

influenzano tali accumuli.

Educazione e divulgazione:

coinvolgimento delle scuole e dei cittadini per trasformare la conoscenza

scientifica in comportamenti consapevoli e azioni pratiche per prevenire e ridurre

l’inquinamento marino.

Monitoraggio e Classificazione: raccolta dati sui rifiuti

marini per

classificare e quantificare i rifiuti lungo le coste.

Obiettivi del progetto:

SeaCleaner è un progetto di Citizen Science, frutto della collaborazione tra il CNR-ISMAR e l’INGV, che si occupa del problema dei rifiuti antropogenici in ambiente marino

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Fase 1

Preparazione del monitoraggio

Fasi del monitoraggio

Fase 2

Monitoraggio in spaggia

Fase 3

Analisi in classe

Fase 4

Analisi dettagliate a cura

degli Enti di Ricerca

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Fase 1

Preparazione del monitoraggio

    • Definizione dell'area di studio: scelta di una spiaggia con granulometria fine, lunga almeno 50 metri.
    • Materiali necessari: quadrato di 50 cm di lato, contenitori etichettati, bindella metrica o corda, fogli di campagna.
    • Organizzazione degli studenti: suddivisione in gruppi e assegnazione dei compiti: definizione del numero dei moduli di lavoro in base al numero degli studenti e alla dimensione della spiaggia.
    • Raccolta dei metadati: condizioni meteo-marine, coordinate GPS, larghezza e lunghezza dell’area, eventi atmosferici recenti, vicinanza a foci o porti.

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Schema di monitoraggio (MODULO)

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Fase 2

1. Misurazione della spiaggia

      • Identificare un tratto lungo 50 metri (lunghezza minima consigliata).
      • Strumenti utili: bindella metrica, corda pre-misurata o passi standardizzati.
      • Suddivisione dell’area in fasce parallele alla linea di riva

2. Organizzazione della classe

      • Suddividere gli studenti in gruppi (almeno 3 gruppi per modulo).
      • Assegnare un responsabile per ciascun gruppo
      • Ogni gruppo si occuperà di una fascia (R, M, B).

3. Procedura di campionamento

      • In ogni fascia (R, M, B), posizionare il quadrato tre volte in punti casuali in ciascuna fascia.
      • Contare e raccogliere i resin pellets superficiali visibili dentro il quadrato.
      • Riporre i pellets raccolti nella provetta corrispondente con etichetta adeguata.

4. Ripetizione del campionamento

      • spostarsi di circa 3 metri tra un modulo e l’altro.
      • Ripetere il processo per il numero di moduli pianificato.

Monitoraggio in spiaggia

R: Retrospiaggia (zona più interna).

M: Metà spiaggia (zona intermedia).

B: Battigia (zona vicino al mare).

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    • Conta e misurazione: uso di carta millimetrata per misurare le dimensioni dei pellets con successiva foto di ogni foglio.
    • Classificazione del colore: distinzione tra gradazioni di ingiallimento e pellets colorati artificialmente utilizzando il colorimetro.
    • Esame microscopico: verifica di biofouling, forma e porosità dei pellets.
    • Test di galleggiabilità: distinzione preliminare dei polimeri in base alla densità.
    • Restituzione dei dati: compilare delle tabelle cartacee o un file excel in cui inserire i dati per ogni pellet.

Fase 3

Analisi in classe

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Analisi avanzate: utilizzo di tecniche come ATR/FT-IR per studiare il degrado e l’assorbimento di inquinanti.

Contributo alla mappatura nazionale: i dati raccolti aiutano a identificare le aree critiche e monitorare i contaminanti.

Fase 4

Coinvolgimento degli Enti di Ricerca

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Conclusioni

1. Impatti Educativi

    • Formazione scientifica pratica: gli studenti imparano il metodo scientifico applicandolo a un caso reale utilizzando strumenti tecnici come GPS, schede di catalogazione e strumenti di analisi.
    • Aumento della consapevolezza ambientale: comprendono la gravità del problema dell’inquinamento plastico.

2. Contributo alla Citizen Science

    • Supporto alla ricerca scientitica: i dati raccolti dagli studenti vengono integrati nei database di ricerca, aumentando la copertura geografica e temporale delle analisi.

3. Benefici per l’Ambiente

    • Rimozione diretta dei resin pellets
    • Prevenzione dell’inquinamento secondario

4. Supporto alla Gestione Ambientale

    • I risultati del monitoraggio possono essere utilizzati per elaborare strategie di prevenzione e gestione dei rifiuti plastici.