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TELESCOPIO MUONICO

Hackaton 2024

G. Casanova, G. Contiero, A. Tresoldi

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INDICE

Introduzione: i raggi cosmici

Obiettivo

Evoluzione del progetto

Risultati

Problemi e soluzioni

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I RAGGI COSMICI

  •  

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OBIETTIVO

  • L’obiettivo del progetto è stato di costruire un rivelatore di muoni per misurarne il flusso e la distribuzione angolare, sfruttando l'energia che depositano nella materia che attraversano.
  • Si sono usati blocchi di plastiche scintillanti lette con rivelatori di luce al silicio, collegate con schede di tipo Arduino DUE + ArduSipm.
  • Nel rilevatore tali scintillatori devono essere sovrapposti così da poter verificare coincidenze di segnali rilevati.

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EVOLUZIONE DEL PROGETTO

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PRIMI PASSI

  • Inizialmente sono stati utilizzati gli scintillatori forniti dall’INFN, di dimensioni 6 cm x 6 cm, capendone e verificandone il funzionamento.
  • Per farlo, sono stati collegati alle schede Arduino, opportunamente inizializzate con numero di serie e valore di tensione operativa.
  • Tali schede presentano un programma apposito di acquisizione di conteggi e ADC per minuto.
  • Nell’ottica, tuttavia, di implementare scintillatori di dimensioni e, dunque, di efficacia maggiori, si è deciso di attaccare gli ArduSipm all’oscilloscopio e leggerne il segnale in uscita.

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OSCILLOSCOPIO: �MODALITÀ DI ACQUISIZIONE

  • Le sonde dell’oscilloscopio sono state poste sulle uscite TTL delle schede Arduino: il segnale ricevuto è dunque un’onda quadra in corrispondenza di un conteggio.
  • Sovrapposti gli scintillatori, si è posto il trigger sul canale collegato a quello soprastante e, in corrispondenza di esso, si sono fotografate le forme d’onda inviate dai rilevatori tramite l’acquisizione in remoto dell’oscilloscopio.
  • Di queste, le coincidenze sono le onde quadre presenti nel canale non triggerato.
  • Con questo metodo, tuttavia, non si ha alcuna informazione sull’intensità del segnale.

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COSTRUZIONE SCINTILLATORI

  • Attaccare il SiPM allo scintillatore (15x6x2 cm) tramite grasso ottico;
  • Rivestimento in Teflon (fig.1);
  • Schermatura dello scintillatore:
    • Strato in carta d’alluminio (fig.2);
    • Copertura con nastro nero isolante (fig.3).
  • Collegamento alle schede Arduino.

Fig.1

Fig.2

Fig.3

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PROTOTIPO DI TELESCOPIO:�UNO SCINTILLATORE GRANDE E DUE PICCOLI

  • Si è utilizzato come trigger lo scintillatore più grande per verificare le coincidenze su due scintillatori piccoli.
  • In questo caso, gli Arduino sono stati collegati all’uscita Scope, che restituisce un segnale di tensione proporzionale all’energia rilasciata dal passaggio rilevato.
  • Si effettua così, tramite il trigger, una selezione dei segnali, distinguendo tra possibili cosmici e radiazione ambientale.
  • Gli scintillatori più piccoli restituivano segnali però poco intensi e sporchi di rumori di intensità massima paragonabile a quella delle possibili coincidenze.

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IL TELESCOPIO: �ASSETTO E ACQUISIZIONE DATI

  • I due scintillatori così costruiti sono stati inseriti in scanalature create in una struttura di poliestere, affinché, ruotandola, fossero solidali tra di loro.
  • Collegate le schede all’uscita scope, si è quindi variato l’angolo di inclinazione della struttura ed attivato l’acquisizione di dati su 500 forme d’onda triggerate sul primo canale.
  • L’apertura angolare, lungo il verso di rotazione, era di 60°.

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COINCIDENZE: �COME DISTINGUERLE?

La determinazione delle coincidenze avviene tramite 3 processi di selezione:

  1. Trigger (132 mV) dell’oscilloscopio sullo scintillatore soprastante per tagliare i segnali meno intensi;
  2. Sulle forme d’onda raccolte del restante canale:
    1. Limite inferiore sull’area;
    2. Range di presenza del massimo della curva.

Scintillatori

Trigger

Calcolatore

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RISULTATI OTTENUTI

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FLUSSO MUONICO:�CONFRONTO TRA SCINTILLATORI

  •  

Scintillatori piccoli

Scintillatori grandi

0.141 +/- 0.006

0.130 +/- 0.005

T test: 1.53

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DISTRIBUZIONE ANGOLARE

Q-square

43.56

N° dof

6

P-value

9.02 e-08

 

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  • A 30° gradi il rate è maggiore del valore sulla verticale che invece dovrebbe essere il massimo.
  • Ciò è probabilmente dovuto all’apertura angolare del sistema (+/- 30°): a 30° dallo zenit si rilevano dunque anche i segnali relativi alla verticale.
  • Inoltre lo spessore attraversato dai possibili muoni è maggiore e quindi più elevata è anche l’energia rilasciata dal plastico e l’intensità dei segnali ricevuti dall’oscilloscopio.

Q-square

17.08

N° dof

4

P-value

0.001867

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PROBLEMI RISCONTRATI �E POSSIBILI SOLUZIONI

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  • Metodi di conteggi diversi: TTL per scintillatori piccoli, Scope per quelli grandi. Il confronto sul flusso è quindi limitato in quanto con i primi non è possibile fare alcuna selezione sull’intensità del segnale ed affermare con maggiore sicurezza che esso sia imputabile al passaggio di una particella cosmica;
  • Selezione coincidenze con uscita Scope: la soglia sull’area taglia segnali di intensità minori che visivamente invece riteniamo coincidenze. Al contempo, si è rilevato il metodo di distinzione migliore. Interpolando infatti le forme d’onda (sia con andamento esponenziale, sia esponenziale + retta), l’algoritmo eseguiva con successo fit anche su segnali che erano decisamente rumori;
  • Malfunzionamento finale di uno degli scintillatori;
  • Limitata selettività del telescopio: l’apertura angolare del telescopio è elevata. Per ridurla si sarebbero dovuti distanziare gli scintillatori, a discapito di un decremento nel numero di coincidenze rilevate.

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IN UN FUTURO…