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I Cdd milanesi

Come si vive con la disabilità grave

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I nostri centri

  • Panoramica Nei nuovi CDD Cilea e Anfossi: dopo anni di lotte siamo riusciti a realizzare 2 nuovi CDD che potrebbero ospitare 30 utenti ciascuno.
  • I nostri ragazzi sono distribuiti sul territorio Milanese in 40 Centri, la maggior parte di questi ricavati in ex scuole materne costruite negli anni del boom demografico.
  • 15 a gestione Comunale e 25 a gestione privata.
  • Le patologie richiedono un forte intervento sociosanitario.
  • Ma è importante sottolineare che i CDD non sono Ospedali ma centri di riabilitazione e cura, sia fisica che relazionale.
  • Sono luoghi dove i nostri ragazzi devono imparare a vivere e relazionarsi con l’ambiente dei 9 municipi dove sono posizionati e dove vivono. E’ importante l’integrazione dei Centri nel quartiere.

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Legge 22 giugno 2016, n. 112�

  • Art.2 La presente legge disciplina misure di assistenza, cura e protezione nel superiore interesse delle persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perchè gli stessi non sono in grado di fornire l'adeguato sostegno genitoriale, nonchè in vista del venir meno del sostegno familiare, attraverso la progressiva presa in carico della persona interessata già durante l'esistenza in vita dei genitori. Tali misure, volte anche ad evitare l'istituzionalizzazione, sono integrate, con il coinvolgimento dei soggetti interessati, nel progetto individuale di cui all'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, nel rispetto della volontà delle persone con disabilità grave, ove possibile, dei loro genitori o di chi ne tutela gli interessi.

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  • Così recita la legge, un grazie va al Comune di Milano e soprattutto allo staff delle Assistenti Sociali che si sono attivate  fin dal primo bando, per consentire ai disabili dei CDD, quasi tutti  con scheda SIDI inferiore a 5, a partecipare ai progetti di autonomia programmati in base alle caratteristiche dei ragazzi.

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testimonianza

  • Per la nostra famiglia poter sperimentare il Dopo di noi, ma durante noi, è un esperienza dura ma sicuramente molto positiva.
  • La difficoltà più grande è stata per noi genitori: separarsi dal proprio figlio affidandolo e fidandosi di persone competenti ma per lo più non conosciute è stata una bella prova!
  • Nostro figlio ha accettato di buon grado questa nuova esperienza, è tornato sempre tranquillo e contento, e non essendo in grado di verbalizzare i suoi stati d’animo, questa è stata la conferma della riuscita della “sua prima palestra di autonomia “.
  • Ora cominciamo a vedere con più serenità il suo distacco da noi, non ancora imminente, speriamo, ma comunque inevitabile.
  • Esperienza da consigliare a tutte le nostre famiglie.

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Vancanze sollievo

  • Le Vacanze sollievo sono una palestra di autonomia che deve essere ampliata a tutti gli utenti, con beneficio per gli stessi e per le famiglie. Con un maggiore controllo delle Strutture ospitanti, in modo che anche I più gravi possano usufruirne.

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  • Chiaro, poi, che se l’Isee Ordinario previsto è di 40.000€ saranno sempre pochi quelli che potranno usufruire dei contributi per le Vacanze.  
  • Le vacanze sono da ampliare con nuove strutture adeguate, controllate dalle famiglie - è importante una forte comunicazione e sensibilizzazione - si può ricorrere anche ad appartamenti messi a disposizione da Enti del territorio - le vacanze sono da rendere fruibili a tutte le famiglie - il catalogo vacanze va reso disponibile durante tutto l'anno

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Attività integrative

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  • Resta da elogiare l’impegno dei sigoli Direttori e degli educatori che propongono : teatro, musica, arte, composizione, giardinaggio e soprattutto operano per l’inclusione nei quartieri dove sono ubicati I CDD.

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  • Le attività integrative sono da rendere stabili nel corso dell’intero anno di apertura dei centri. E’ Necessario elaborare le attività in funzione del bisogno del sigolo Ospite. E’ da considerare valida la psicomotricità che può dare risultati molto positivi.

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  • Attualmente le attività integrative iniziano invece a metà ottobre e terminano a maggio dell'anno successivo.�Quindi gli utenti dei centri rimangono scoperti da queste attività nei mesi di settembre, metà ottobre, giugno e luglio,e questo non è proattivo al mantenimento di determinate abilità.

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Compartecipazione alla spesa

  • Abbiamo ottenuto l’applicazione dell’ISEE Sociosanitario per la Compartecipazione alla spesa dei CDD dopo mesi di discussione, e abbiamo chiesto più volte che venga applicato ISEE SOCIOSANITARIO per tutti i contributi inerenti le prestazioni sociosanitarie che ci riguardano.
  • Riteniamo che questa modalità possa contribuire come sostegno alla realizzazione di risposte adeguate per il miglioramento dei servizi.

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Considerazioni finali

  • Pensiamo che le persone siano persone e non numeri.�I ragazzi che frequentano i CDD sono persone più fragili di altri, le loro famiglie devono essere seguite, ascoltate, comprese e aiutate.�Abbiamo sempre ritenuto che il discorso del pagare il giusto fosse corretto… fino ad un certo punto.��L'impoverimento delle famiglie dove si vive la disabilità è più che evidente, più pesante la disabilità più oneroso il carico familiare. Chi può  permettersi un badante, deve essere aiutato e sostenuto. L'istitituzionalizzazione , cioè il ricovero in Residenzialità, deve essere evitato il più possibile e solo in casi estremi. Ma per fare questo è doveroso da parte delle Istituzioni (Regione e Comune), intervenire a sostegno delle famiglie in difficoltà, non solo economiche ma strutturali.
  • Soprattutto devono essere potenziate le strutture della territorialità dove le Assistenti sociali debbano essere messe in grado di rispondere adeguatamente alle necessità dei più fragili.�