L’Europa divisa.
Dalla cortina di ferro al crollo del muro
1945-1989
La resa del Nazismo
il primato sovietico
Operazione Overlord, ovvero Sbarco in Normandia
(6 giugno 1944)
La sacca della Ruhr (marzo-aprile 1945)
Inizia l’invasione della Germania da ovest
Francia
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Battaglia di Stalingrado
(luglio 1942 - febbraio 1943)
Il punto di svolta della �Seconda guerra mondiale
Fronte orientale (marzo-aprile 1945)
Inizia l’invasione della Germania da est
Elbe Day (25 aprile ‘45)
Nel cuore della Germania l’incontro tra USA e URSS
L’Armata Rossa assedia Berlino
30 aprile ‘45: suicidio Hitler
La bandiera sovietica sventola sul Reichstag
2 maggio ‘45
Il Reichtag, simbolo di Berlino, distrutto dai sovietici
il generale Alfred Jodl firma nei quartier generali Alleati di Reims in Francia i documenti di resa della Germania
7 maggio 1945
Il nuovo ordine
Conferenza di Yalta (Crimea)
febbraio 1945
W. Churchill
F.D. Roosevelt
I. Stalin
- pianificano la divisione della Germania in 4 aree
- prefigurano la spartizione dell’Europa
novembre-dicembre 1943 Conferenza di TEHERAN:
Muore Roosevelt
12 aprile 1945
Gli succede
Harry Truman
Harry Truman (1945-1952)
Bombardamento di Hiroshima e Nagasaky
6 - 9 agosto 1945
Un chiaro messaggio all’Unione sovietica
Piano Marshall
5 giugno 1947
L’Europa occidentale entra nella sfera d’influenza americana
NATO
firma del Patto Atlantico
4 aprile 1949
L’Europa occidentale entra nella sfera d’influenza americana
1948, l’inizio della Guerra Fredda
«Diamo il benvenuto alla Russia nel suo giusto posto tra le più grandi Nazioni del mondo. Siamo lieti di vederne la bandiera sui mari. Soprattutto, siamo lieti che abbiano luogo frequenti e sempre più intensi contatti tra il popolo russo e i nostri popoli. È tuttavia mio dovere prospettarvi determinate realtà dell'attuale situazione in Europa. Da Stettino nel Baltico a Trieste nell'Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente.
Dietro quella linea giacciono tutte le capitali dei vecchi stati dell'Europa Centrale e Orientale. Varsavia, Berlino, Praga, Vienna, Budapest, Belgrado, Bucarest e Sofia; tutte queste famose città e le popolazioni attorno a esse, giacciono in quella che devo chiamare sfera Sovietica, e sono tutte soggette, in un modo o nell'altro, non solo all'influenza Sovietica ma anche a un'altissima e in alcuni casi crescente forma di controllo da Mosca.»
Winston Churchill, conferenza dal titolo “Risorse di pace”, Westminster College di Fulton, nel Missouri, 5 marzo 1946
L’Europa divisa in sfere di influenza:
- americana, la parte occidentale;
- sovietica, la parte orientale.
La ‘cortina di ferro’ come effettivamente si consolidò fino al 1989
La cortina di ferro
Ora una pista ciclabile
La Germania divisa
Repubblica Federale Tedesca (BRD - ovest)
Repubblica Democratica Tedesca (DDR - est)
dal 7 ottobre 1949
Gennaio 1947: Bizonia Marzo 1948: Trizonia
Marzo 1947: Dottrina Truman Giugno 1948: Nasce il Marco
Aprile 1947: Piano Marshall Giugno 1948: Reazione URSS
Il destino di Berlino
Berlino ovest è interamente circondata dalla DDR
Si collega con la Germania Ovest (BRD) attraverso corridoi stradali e ferroviari
Il ponte aereo voluto da Truman in soccorso di Berlino ovest
Il ponte aereo voluto da Truman in soccorso di Berlino ovest
II^ crisi: Berlino est in rivolta
(giugno 1953)
Carro armato sovietico reprime lo sciopero operaio, sfociato in rivolta popolare.
Berlino est
Dwight Eisenhower (1952-60)
Da Stalin a �Nikita Krusciov
(1953-1964)
Rivolta di Poznan, 1956
Operai in sciopero �chiedono pane
Rivolta di Poznan, 1956
Repressione armata sovietica
Rivolta di Budapest, �23 ottobre-10 novembre 1956
Attacco ai carri armati sovietici
«Gli ungheresi chiedono democrazia e libertà. Il vecchio motto che non si sta seduti sulla punta delle baionette vale anche per i carri armati. Si può schiacciare una rivolta, ma se questa, come è avvenuto in Ungheria, è un fatto di popolo, le esigenze ed i problemi da essa poste rimangono immutati. Il movimento operaio non aveva mai vissuto una tragedia paragonabile a quella ungherese, a quella che in forme diverse cova in tutti i paesi dell'Europa orientale, anche con i silenzi, i quali non sono meno angosciosi delle esplosioni della collera popolare. Quanto di meglio noi possiamo fare per i lavoratori ungheresi è aiutarli a risolvere i problemi da essi posti a base del rinnovamento della vita pubblica nel loro e negli altri paesi dell'Europa orientale, aiutarli a spezzare gli schemi della dittatura in forme autentiche di democrazia e di libertà. Daremo tutta l'opera nostra in aiuto del popolo ungherese perché possa attuare il socialismo nella democrazia, nella libertà, nell'indipendenza.»
Pietro Nenni, su l’“Avanti!” 28 ottobre 1956
Giorgio Napolitano e altri alti dirigenti del PCI si schierano apertamente a favore dell’Armata rossa.
Un muro ‘antifascista’
155 km di filo spinato
12 agosto 1961
15 agosto del 1961, il terzo giorno della costruzione del Muro di Berlino�Conrad Schumann, soldato dell’esercito dell’est,
salta il filo spinato e si rifugia in Germania Ovest
Monumento al ‘salto’ di Conrad Schumann
verso la libertà
Una divisione cieca
Bernhauer strasse
in fuga da una finestra che dà sull’altro lato del muro di Berlino
Bernhauer strasse
finestre delle case che sorgono sul confine murate per evitare le fughe
La seconda generazione del muro
La seconda generazione del muro
Striscia della morte
terra di nessuno tra due muri paralleli
116 torri di guardia
Un tubo di amianto sulla sommità del muro per rendere più difficile la fuga
L’erba di Stalin
terra di nessuno tra due muri paralleli
Peter Fechter, 18 agosto 1962
un diciottenne lasciato morire sotto gli occhi delle guardie orientali e occidentali
Peter Fechter, 18 agosto 1962
il suo corpo è portato via dalle guardie di Berlino est
Foto di Jensen di Wikipedia in tedesco - Trasferito da de.wikipedia su Commons., CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1906391
John Fitzgerald Kennedy (1960-63)
26 giugno 1963
Kennedy in visita a Berlino ovest
«Duemila anni fa l'orgoglio più grande era poter dire civis Romanus sum (sono un cittadino romano). Oggi, nel mondo libero, l'orgoglio più grande è dire 'Ich bin ein Berliner.' Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso delle parole 'Ich bin ein Berliner!'»
J.F. Kennedy, 26 giugno 1963
III generazione del muro
1968
Caduta del comunismo
Un gigante dai piedi d’argilla
L’URSS negli anni ‘80 entra in crisi
Michail Gorbacëv
1985-1991
Salvare l’URSS
Aziende sovietiche
L’economia in mano
alla burocrazia
Al servizio della comunità e non del profitto:
Missione impossibile
1989
le prime elezioni libere
Introduzione graduale della concorrenza:
Le prime crepe
I ministri degli Esteri di Austria e Ungheria, Alois Mock e Gyula Horn, tagliano il filo spinato sul confine tra i due paesi, il 27 giugno 1989 (AP Photo/Bernhard J. Holzner)
On 19 August 1989, Hungarians and Austrians gathered in friendship at the border, paving the way to unification
Monumento alla breccia nella Cortina di ferro
Inversione di ruoli
Implosione della DDR
Il 9 novembre 1989, in seguito ad un malinteso, Günter Schabowski annunciò nel corso di una conferenza stampa che tutte le norme per i viaggi all'estero erano state revocate con effetto immediato.
In realtà il piano era di far entrare in vigore le nuove regole solo il giorno successivo.
Il crollo del muro
9 novembre 1989
Effetto domino
La fuga dal patto di Varsavia
Il colpo di stato
Agosto, 1991
Uscire dal comunismo
Un sogno o un incubo
Apocalisse economica