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PROPAGANDA DURANTE RIVOLUZIONE FRANCESE

Lavoro di Chiara Antonini, Alice Erasmi, Marica Iannaccone, Emma Mondellini e Rosy Tete

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L’IMPORTANZA DELLA PROPAGANDA

  • Diede alla rivoluzione INTERNAZIONALITA’
  • Aveva un importantissimo ruolo nei Club
  • Aveva forte influenza sulla reputazione dei politici

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La morte di Marat, Jacques-Louis David

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LA STAMPA E I GIORNALISTI

  1. Con la «Dichiarazione dei diritti dell’uomo» aumenta la produzione della stampa.
  2. Tutte le Gazzette parlano di argomenti rivoluzionari
  3. Importante la «Gazzetta Universale di Firenze» o la «Gazzetta urbana Veneta»
  4. Nonostante la censura non si riuscì mai a limitare il contrabbando
  5. Compaiono i primi periodici femminili
  6. Nel 1796 nasce il giornalismo politico

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PRIMA DELLA RIVOLUZIONE

  • Forti limiti e restrizioni a causa della CENSURA
  • Pubblicazioni periodiche e di argomenti non politici
  • Riflesso degli ordini dell’Ancien Regime

DOPO LA RIVOLUZIONE

  • Aumento della produzione
  • Presenza unicamente di argomenti politici
  • Giornali molto più diffusi e venduti in tutta Europa
  • Aumento della lettura da parte della popolazione
  • Abolizione della CENSURA imposta dal regime
  • Sviluppo della stampa Politico-propagandistica

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LA RIVOLUZIONE DEI GIORNALISTI

La Rivoluzione francese viene accompagnata da massicce CAMPAGNE DI STAMPA. Inoltre possiamo affermare che l’OPINIONE PUBBLICA era manipolata dai giornalisti.

I capi rivoluzionari scrivevano articoli sui propri giornali; una parte polemizzava contro l’altra sulla carta stampata, cha da Parigi si diffondeva per tutta la Francia.

In queste pagine si deliberavano i principi umanitari ma anche gli errori e gli orrori di ciò che accadeva.

In tale libertà di espressione e partecipazione risiede il calore fondante della Rivoluzione, che infiammò l’intero continente, provocando la reazione dei governi assolutistici.

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NAPOLEONE GIORNALISTA�LUNGIMIRANTE MA INTERESSATO

In questo modo viene definito da Fausto Lupetti che scrive su di lui un libro dove mette in risalto le sue abilità da giornalista.

Fondò dei giornali come il MONITEUR, gazzetta ufficiale e megafono di propaganda.

Inoltre cercò la complicità degli altri giornali per la sue imprese, sappiamo che era particolarmente attento alla rassegna stampa.

Bonaparte viene definito un giornalista «a modo suo» ma anche un precursore come uomo di governo dell’uso della comunicazione.

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RUOLO PROPAGANDISTICO DEL TEATRO

Durante la Rivoluzione

La storia del teatro francese dalla presa della Bastiglia al Termidoro è a lungo rimasta nell’ombra. Solo in tempi recenti, con conferenze, pubblicazioni, convegni è stato rotto il silenzio sull’universo teatrale rivoluzionario. All’inizio del secolo scorso si guardava al teatro della Rivoluzione come al frutto mediocre di esaltazioni rivoluzionarie. Non fu un semplice specchio di passioni o ideologie politiche (come, ad esempio, durante l’assolutismo o l’Ancien Regime)

1791- LIBERALIZZAZIONE DEI TEATRI

  • Fine dell’aristocrazia teatrale
  • Cambiano i temi, i soggetti e diminuisce la paura della censura

Durante il periodo napoleonico

  • Teatro diventa fondamentale per raggiungere le classi basse, che non sapevano leggere
  • Soprattutto spettacoli lirici, per esaltare le imprese dell’imperatore con inni
  • Censura= diminuzione dei teatri in tutto il paese (nella capitale da 33 a 9)
  • C’erano appositi uffici che controllavano ciò che andava in scena
  • C’erano anche compagnie ambulanti di attori, controllate dai prefetti, ma che avevano comunque maggiore autonomia (ad esempio la compagnia di Saucerotte)

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MONETE E MEDAGLIE

Le medaglie non sono solo strumenti di celebrazione o di ricordo di fatti e personaggi, ma sono anche un POTENTE STRUMENTO PROPAGANDISTICO

Durante la Rivoluzione Francese, ad esempio:

  • medaglia-moneta coniata dai fratelli Monneron di Parigi= celebra la festa del 14 luglio 1790 per la nuova costituzione (patto federativo)

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Un’altra testimonia l’orrore suscitato in tutta Europa per la notte di Luigi XVI, ghigliottinato nel 1793.

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Medaglia-moneta inglese (messaggio propagandistico anti-francese) denominata «a map of France»- data 1794

Si può leggere, al rovescio, la frase «possa sempre l’Inghilterra essere al contrario».

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PROPAGANDA DEI SIMBOLI NELLA REPUBBLICA CISALPINA

  • I francesi fino al 1815 misero radici in Romagna, diffondendo un clima di rinnovamento sociale, culturale ed economico in seguito alla Rivoluzione Francese. Le guerre come si sa hanno sempre provocato consistenti mutamenti istituzionali e i nuovi soggetti che sono succeduti ai precedenti hanno sempre cercato di costruire un diverso rapporto tra il cittadino e lo Stato, così la necessità di discutere e informare è divenuta sempre più urgente e importante.
  • La situazione successiva al 1796 fu un fiorire di testi a stampa come bandi, editti, circolari, notificazioni, inviti, opuscoli. La vastità della documentazione prodotta durante la Rivoluzione Francese dimostra che la scrittura ebbe un ruolo predominante. I francesi infatti non lasciarono nulla al caso per trasmettere il più velocemente possibile le loro nuove idee e una nuova politica e lo scopo di trasmetterle fu la preoccupazione dominante del gruppo dirigente che scaturì dalla Rivoluzione Francese che capì immediatamente l’importanza delle immagini come mezzo di convinzione più diretto.

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  • In Emilia Romagna la pratica della divulgazione mediatica fu molto più importante e necessaria che in altre parti; infatti questi territori provenivano da secoli di dominio pontificio dal quale non avevano tratto alcuna innovazione. Il clero padrone ben si guardava dall’erudire un popolo per lo più contadino che tutto sommato non le aveva dato mai molti problemi e che nonostante la povertà a cui era stato costretto era rimasto sempre fedele e vicino al Papa.
  • Pertanto i francesi, scesi in Italia, diedero molta importanza alla comunicazione e lo scopo fu raggiunto imponendo i propri simboli, facilmente riconoscibili, come strumenti di divulgazione dei principi fondativi, di formazione di un’identità nazionale e di aggregazione del consenso sociale.

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LA LIBERTÀ CHE GUIDA IL POPOLO

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SIMBOLI

I simboli che furono utilizzati e incisi negli atti su carta sono solitamente a corredo di una figura femminile che per i francesi era Marianna, cioè il simbolo della Francia Rivoluzionaria mentre in Italia rappresentò più semplicemente la Repubblica.

  • Berretto frigio: cappuccio di forma conica con la punta ripiegata. Copricapo donato dal padrone agli schiavi liberati nell’antica Roma, quindi da allora assunse il valore simbolico di libertà.
  • Corona di alloro: onorificenza della Repubblica o dell’Impero. Simbolo di gloria.
  • Palma: significato di vittoria, di rinascita.
  • Corona turrita: massimo simbolo di valore militare, significato simbolico della Nazione.

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Fascio littorio: composto da un mazzo di ramoscelli di betulla e una scure tenute insieme da cinghie di cuoio. Simbolo del potere coercitivo, autorità dello Stato. 

Piramide e occhio onniveggente: simbolo del potere.

Squadra e compasso: simboli del lavoro.

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Archipendolo: simbolo prima massonico poi rivoluzionario associato alla giustizia. 

Caduceo: bastone alato con due serpenti attorcigliati, simbolo di pace e prosperità. Il bastone è manifestazione di equilibrio mentre i serpenti il bene e il male degli uomini. 

Bilancia e spada: sono due attributi della Giustizia; la bilancia suggerisce l’idea di equilibrio, equità, che è  compito della Giustizia conservare. La spada rimanda al potere che la giustizia deve fare rispettare.

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BIBLIOGRAFIA/ SITOGRAFIA

Aideolaspezia.org

Repubblica.it

Avvenire.it

Lamoneta.it

Cultura.biografieonline.it

Skuola.net

wikipedia.org/Club_dei_Cordiglieri

www.historiafaentina.it

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DIETRO LE QUINTE…