Toponomini e microtoponimi dell’area di Monte Cesarò, Partinico
P.C.T.O. – Classe IV B O.S.A., A.s. 2020-2021
Stralcio della Carta Tecnica Regionale, scala 1:10.000, Sezione N. 594140, Partinico
(Fonte: Assessorato Territorio e Ambiente – www.cartosicilia.it)
Stralcio della Carta Tecnica Regionale, CTR, Sezione
N. 594140, scala 1:10.000
a Muntagna ru Rre
u Mulinu ri Mirtu
u Mulinu ri Mirtu Sardu
a Chiesa e aTurri
ri S. Caterina
u Teatro ri Danilu Dolci
Cricchia ri aḍḍu
Camumiḍḍa
Cavaḍḍu
Mìula
Mìrtu
Vurrània
Ggiri
u Castiḍḍazzuu
u Muruu
u Puzzu
Cardèḍḍa
Spàraciu
bbiancu
Exit
Il Monte Cesarò (a Muntagna ru Rre)
Ferdinando I di Borbone Re delle Due Sicilie,
già IV di Napoli e III di Sicilia (1751-1825)
Il Mulino Mirto (u Mulinu ri Mirtu)
Comune: Partinico (PA)
Cartografia: IGMI F° 249 III S.E. Partinico, scala 1:25.000
CTR: Sezione N. 594140, scala 1.10.000
Quota Mulino Mirto: 262 m s.l.m.
Coordinate geografiche Mulino Mirto:
Lat 38°01’42’’N - Long 13°07’25” E
Alimentazione: F.so S. Caterina
Motivi di interesse: È uno dei mulini meglio conservati del partinicese. Ubicato in Loc. S. Caterina, sul versante NO di C.zo Scalia (443 m s.l.m.), presenta diversi ambienti destinati alla molitura, alla conservazione delle granaglie e dei prodotti della macina. Sono visibili, ancora oggi la sāia (che convogliava l’acqua alla «botte di carico»), il garrāffu (locale inferiore del mulino) dove era situata la cannēdda (canaletta in metallo) da dove l’acqua a forte pressione veniva indirizzata sulle pale della ruota orizzontale a raggiera.
Il Mulino Mirto Sardo
(u Mulinu ri Mirtu sardu)
Comune: Borgetto (PA)
Cartografia: IGMI F° 249 III S.E. Partinico, scala 1.25.000
CTR: Sezione N. 594140, scala 1:10.000
Quota Mulino Mirto Sardo: 311 m s.l.m.
Coordinate geografiche Mulino Mirto Sardo:
Lat 38°01’46’’ N - Long 13°07’55” E
Alimentazione: F.so S. Caterina
Motivi di interesse: È ubicato in Località Costa di Mennoli sul versante Nord di C.zo Scalia (443 m s.l.m.). Il mulino si presenta in uno stato di pessima conservazione aggravato, alcuni anni fa, da un incendio doloso che ne distrusse completamente alcuni tetti a capriate. Si conservano i muri perimetrali e diversi ambienti interni. Sono visibili, ancora oggi, la sāia (che convogliava l’acqua alla «botte di carico» dotata di due condotti tronco-comici), due garrāffi (locali inferiori del mulino) dove erano situate le cannēdde (canalette in metallo) per mezzo delle quali l’acqua, a forte pressione, veniva indirizzata sulle pale delle ruote orizzontali a raggiera). Nel garrāffo di sinistra è ancora oggi osservabile la ruota orizzontale a pale e la cannēdda.
La Chiesa e la Torre di S. Caterina
(a Chesa e a Turri ri S. Caterina)
Comune: Partinico (PA)
Cartografia: IGMI F° 249 III S.E. Partinico, scala 1:25.000
CTR: Sezione N. 594140, scala 1:10.000
Quota Torre e Chiesa di S. Caterina: 247,19 m s.l.m.
Coordinate geografiche Torre e Chiesa di S. Caterina:
Lat 38°01’41’’ N - Long 13°07’12” E
Motivi di interesse: I due manufatti sono ubicati in Località S. Caterina. Entrambi si presentano in uno stato di pessima conservazione aggravato, alcuni anni fa, da crolli dolosi che li rasero al suolo quasi completamente. Si conservano i muri perimetrali e l’ambiente interno del pianoterra della Torre. La Chiesa al suo interno, fino al giugno del 2011, presentava un solo altare e sulla parete, sopra l’altare, i resti di un affresco, raffigurante una Madonna che allatta che meritava di essere restaurato. Della Torre e della Chiesa abbiamo notizia in un atto di proprietà del 1569.
I luoghi della memoria: il Teatro di Danilo Dolci
(u Teatru ri Danilu Dolci)
Il Teatro voluto e fatto costruire, negli anni ’70 del novecento, dal sociologo Danilo Dolci è ubicato nei pressi del Centro Educativo Mirto. Il manufatto è stato ricavato sul versante Sud di M. Cesarò, a quota 292 m s.l.m., (Lat 38°01’48’’N - Long 13°07’26” E). Le gradinate sono state intagliate nell’affioramento delle rocce calcareo-dolomitiche costituenti il M. Cesarò. Tali rocce sono costituite da dolomie, calcari dolomitici con intercalazioni di grossi banchi e lenti di brecce e megabrecce. Si presentano bianco-grigiastre, a luoghi saccaroidi, vacuolari, spesso fratturate, tettonizzate, massive e con stratificazione poco evidente. Sono composte sostanzialmente dal minerale dolomite, la cui formula chimica è CaMg(CO3)2 (carbonato doppio di calcio e magnesio). Un campione di calcare dolomitico ha un aspetto microcristallino (testimoniato da un intenso luccichio) e di solito presenta una superficie piuttosto alterata e ossidata dagli agenti esogeni. Esso inoltre risulta molto compatto e mostra una frattura scheggiosa, con cariature (cavità) di dimensioni varie e più o meno vaste e profonde.
Tetragonolobus biflorus (Desc.) Ser.
(ginestrino aranciato - cricchia ri aḍḍu)
Anthemis arvensis L. (camomilla bastarda – camumiḍḍa: fam. Asteraceae)
Equus caballus L. (cavallo – cavaḍḍu; Equidae)
Buteo buteo L. (poiana comune – mìula - aḍḍinazza; Accipitridae)
Myrtus communis L. (mirto - mirtu – murtiḍḍa – pumiḍḍa zzurbusi; Myrtaceae)
Ruta chalepensis L. (ruta frangiata – ruta d’Aleppo – aruta – matrazza; fam. Rutaceae)
Borago officinalis L. (borragine comune – vurrània – vurrània cu ciuri azzolu; Boraginaceae)
Scheda
Beta vulgaris L. subsp. maritima (L.) Arcang. (bietola marittima - ggiri ri muntagna; Chenopodiaceae)
Scheda
Il Castellaccio (u Castiḍḍazzu)
Un tratto del muro di recinzione del Podere Reale (u Muru)
Pozzo borbonico sito
nel Podere Reale (u Puzzu)
Sonchus oleraceus L. (grespino comune - cardèḍḍa; fam. Asteraceae)
Scheda
Un tratto del muro di recinzione del Podere Reale (u Muru)
Asparagus albus L.
(asparago bianco - spàraciu bbiancu; Asparagaceae)
Scheda