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���Marcello Dudovich(1878-1962)

Il pioniere del manifesto pubblicitario in Italia

Universita’ delle LiberEtà di Roveredo

Vincenzo Quartana - 9 febbraio 2023

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Marcello Dudovich Il pioniere del manifesto pubblicitario in Italia

  • Questo documento ha lo scopo di illustrare l’eredità artistica di Marcello Dudovich il quale, attraverso i suoi splendidi manifesti pubblicitari, ha dato nell’arco di oltre 50 anni un contributo fondamentale allo sviluppo della pubblicità in Italia.

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Marcello Dudovich Il pioniere del manifesto pubblicitario in Italia

  • Attraverso l’opera di Marcello Dudovich, viaggeremo idealmente in mezzo secolo di storia italiana, dal periodo precedente alla prima Guerra Mondiale fino agli anni ‘50 del ventesimo secolo.

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Marcello Dudovich Il pioniere del manifesto pubblicitario in Italia

  • Conosceremo anche alcune delle aziende per le quali Marcello Dudovich ha realizzato i suoi bellissimi manifesti.
  • Un viaggio nell’epoca d’oro della cartellonistica pubblicitaria italiana.

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I primordi del manifesto

  • I «manifesti» hanno una storia antichissima. La loro prima apparizione risale ai Greci e poi ai Romani. Tracce di manifesti sono stati trovati ad Alessandria d’Egitto e a Pompei.
  • L’invenzione della stampa nel 1450 favorirà il loro sviluppo.
  • Dopo l’invenzione di nuovi metodi di stampa, verso il 1850, il francese Jules Chéret realizza i primi veri manifesti pubblicitari per le Folies-Bergère e per molte importanti industrie. E l’epoca della Belle Epoque.
  • L’opera di Chéret è a tutti gli effetti un «mezzo di espressione artistica» ed egli è considerato il precursore del manifesto pubblicitario.

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I primordi : Jules Chéret

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Per saperne di più…

Alcune aziende di cui approfondiremo la storia :

  • Borsalino
  • La Rinascente
  • Grandi Magazzini Mele di Napoli
  • Bambole Lenci
  • Bitter Campari
  • Marsala Florio
  • Liquore Strega
  • Pasta Stucky di Venezia

  • Dado Liebig
  • Automobili STAE – Torino
  • Automobili Bugatti
  • Detersivo Persil
  • Trasvolate transoceaniche 1933
  • Dipinti murali al Ministero dell’Aeronautica a Roma.
  • E tante altre…

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Toulouse-Lautrec e Alfons Mucha

  • Molti artisti famosi, come Henri de Toulouse-Lautrec e Alfons Mucha si cimenteranno nella produzione di manifesti.
  • Nei decenni successivi, il manifesto pubblicitario si affermerà definitivamente come una vera e propria «opera d’arte» e con supporti come le famose Colonne Morris nelle grandi città (Parigi, Vienna, Berlino e Chicago).

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Il manifesto pubblicitario � come opera d’arte

  • La comparsa dei manifesti pubblicitari, a fianco delle insegne commercial, accompagna la rivoluzione industriale e unisce l’efficacia delle insegne e della pubblicità alle innovazioni della tecnologia di stampa a colori.
  • «Il manifesto è un grido tra la folla, deve fermare chi passa, deve tirare per la giacca… dev’essere il pugno nell’occhio. Il manifesto è la voce dei muri…».

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Il manifesto pubblicitario � come opera d’arte

  • Le origini del manifesto come foglio di carta stampata si legano a tre invenzioni che, tra fine Settecento e inizio Ottocento, hanno permesso la diffusione seriale e la realizzazione a colori dei manifesti pubblicitari :
  • Litografia per la riproduzione di opere d’arte
  • Torchio litografico a stella
  • Cromolitografia

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Marcello Dudovich (1878-1962)

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manifesti di propaganda politica

Stati Uniti

Polonia

Cina

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Marcello Dudovich (1878-1962)

  • Marcello Dudovich, nato nel 1878 a Trieste e morto a Milano nel 1962, è stato non solo un importante pubblicitario ma anche un pittore, fotografo e illustratore italiano.
  • Assieme ad altri artisti del suo tempo, come Leopoldo Metlicoviz, Leonetto Cappiello, Gino Boccasile ed altri, è considerato un indiscusso maestro e un pioniere del cartellonismo pubblicitario italiano.

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Gli inizi di Marcello Dudovich

  • Marcello Dudovich riceve la sua prima formazione nell'ambiente cosmopolito fin de siècle del Circolo Artistico triestino. Studia alle Scuole Reali della città giuliana. >
  • Nel 1895, a soli 17 anni, compie un viaggio di studio a Monaco di Baviera che si rivelerà decisivo per la sua maturazione artistica perché lo mette a contatto con le arti figurative tedesche.
  • I suoi primi cartelloni risentono, nell'impostazione liberty della decorazione e nei nudi allegorici, dei modi di vari disegnatori locali che Dudovich ebbe occasione di conoscere.

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Il cartellone pubblicitario come � opera d’arte

  • Artisti come Gustav Klimt e Koloman Moser lasceranno un profondo segno nell’opera di Marcello Dudovich che saprà far tesoro delle nuove linee artistiche, raccogliendone stimoli ed indicazioni perfettamente rintracciabili nelle sue opere.

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L’esperienza milanese

  • Nel 1897, si trasferisce a Milano dove viene assunto come litografo alle Officine Grafiche Ricordi.
  • In questo ambiente, l’artista ha modo di confrontarsi con i lavori di alcuni dei più apprezzati cartellonisti dell’epoca.
  • Frequentando corsi di disegno accademico, amplia la sua formazione artistica e apre un proprio studio di pittura.

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L’esperienza milanese

  • Inizia quindi a produrre autonomamente le prime opere di grafica pubblicitaria per diversi stabilimenti litografici.
  • Sviluppa collaborazioni con importanti case automobilistiche italiane, dalla Fiat, alla Maserati e all’Alfa Romeo, realizzando anche manifesti per grandi eventi e nuovi prodotti.

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Il cartellone pubblicitario come � opera d’arte

Nel 1899, a Bologna, a soli ventun’anni, inizia a produrre cartelloni pubblicitari, copertine, illustrazioni e schizzi per varie riviste, arrivando a vincere anche la Medaglia d’Oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900.

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Illustratore della «Belle Epoque»

  • Nel 1906 ritorna nuovamente a Milano, dove prepara un avvenimento d’importanza europea: l’Esposizione Internazionale del 1906.
  • Sono gli anni in cui Dudovich disegna uno dei suoi più famosi manifesti, quello per il cappello Borsalino.
  • L’artista frequenta con assiduità i pubblici ritrovi milanesi, entrando in contatto con i più grandi personaggi che animano la vita culturale della città.

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Illustratore della «Belle Epoque»

  • Egli descrive gli ambienti dove si muovono i borghesi, dove si esibisce la mondanità, riuscendo però quasi ad idealizzare un mondo del quale diviene interprete, una nuova società fiorente e in continua crescita.
  • Dudovich aveva già la capacità di cogliere i momenti di vita sociale che si svolgevano attorno a lui con una grazia, un’eleganza e una leggerezza che nessun altro possedeva.
  • Più che un prodotto, il suo manifesto cercava di proporre uno stile di vita. Fu un abilissimo comunicatore.

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La moglie, musa ispiratrice

L’artista si trasferisce quindi a Bologna per sei anni e qui conoscerà la futura moglie, Elisa Bucchi, giornalista di moda, che sposerà nel 1911 e che rappresenterà la musa ispiratrice dei bei tratti femminili raffigurati nelle sue campagne pubblicitarie. Il loro rapporto rimarrà strettissimo nonostante i molti dissidi.

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Il cinema a Torino

  • Tra il 1917-1920 l’artista si stabilisce a Torino, capitale del cinema italiano degli esordi, dove lavora nel campo cinematografico, realizzando un numero imprecisabile di manifesti per film.

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Dudovich imprenditore

  • Nel 1920 Dudovich fonda a Milano la società editrice STAR, per la quale lavorerà per tutti gli anni Venti e Trenta, un ventennio d’intensa produzione per marchi rinomati come La Rinascente, Generali, Agfa-Film, Fiat, Michelin, Pirelli.
  • Dudovich realizza per la IGAP i due manifesti qui a fianco.

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I manifesti per la grande industria

  • Fra il 1920 e il 1922, partecipa all’Esposizione internazionale d’arte di Venezia con uno dei suoi più grandi successi, un dipinto ad olio dal titolo “La Signorina dalla Veletta”.
  • Nel 1930 disegna il celebre manifesto per i pneumatici Pirelli e realizza manifesti per altre importanti società italiane e straniere come Shell, Bugatti, Martini, Campari, il marsala Florio, e i Grandi Magazzini Mele di Napoli.

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Il soggiorno in Libia� (1936-1937)

  • Nel 1936, su invito di Italo Balbo,  Dudovich si reca in Libia per un lungo soggiorno che  lo influenzerà moltissimo: il suggestivo ambiente esotico offre all’artista una quantità di soggetti e di spunti e ravviva la sua appannata freschezza creativa. Farà un secondo soggiorno in Libia nel 1951.

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Il soggiorno in Libia� (1936-1937)

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Il soggiorno in Libia� (1936-1937)

  • Dudovich realizza quattro manifesti sulla Libia: due sulla prima Fiera Campionaria tenutasi a Tripoli nel 1927, uno sul Gran Premio di Tripoli del ‘37 e un’altro che fa la pubblicità dell’hotel Uaddan di Tripoli con la mano di Fatima che ricorda i cinque pilastri dell’Islam.

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Anni ’50 : nascono i designers

  • Fino agli anni ‘50, i manifesti pubblicitari hanno rappresentato il modo principale per fare «comunicazione d’impresa».
  • All’alba degli anni ’50, il mondo non si riflette più però nelle opere di Dudovich, i cartellonisti della seconda generazione sono  “designers pubblicitari”, e le immagini rispondono alle leggi di mercato dell’»usa e getta».
  •  I cartelloni contengono immagini che non rievocano più opere d’arte, ma sono legati al concetto di consumismo e di prodotto.

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Il ricordo di Marcello Dudovich

  • Dal 1945 in poi Marcello Dudovich, da indiscusso maestro del manifesto pubblicitario, raccoglierà soddisfazioni con vari riconoscimenti che vengono tributati alla sua opera di cartellonista storico, attraverso numerose mostre ed esposizioni in tutta Europa.
  • Marcello Dudovich muore a Milano il 31 marzo 1962 all’età di 84 anni.

Marcello Dudovich (autoritratto)

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Dudovich : più di 600 manifesti � in quasi 50 anni di attività

  • Nella sua lunga carriere professionale, Marcello Dudovich ha realizzato oltre 600 fra manifesti e disegni dedicati a moltissimi argomenti, dalla moda all’automobile, dai liquori e vermouth al turismo, dai grandi magazzini alle assicurazioni e molto altro.
  • La collezione più ricca a livello nazionale dei manifesti di Dudovich si trova presso la collezione Salce di Treviso che contiene più di 24.000 opere di famosi illustratori.
  • I manifesti di Marcello Dudovich alimentano ancora oggi un ricco mercato di collezionismo.

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Dal Liberty all’Art-Déco

  • In più di 50 anni di attività, Marcello Dudovich ha attraversato stili e mode dei suoi tempi, dal Liberty all’Art-Déco fino alle tendenze artistiche del primo Novecento, caratterizzandosi sempre in maniera originale e, spesso rivoluzionaria, e anticipando il linguaggio della moderna comunicazione pubblicitaria, di cui può considerarsi uno degli iniziatori.
  • Nei suoi manifesti, Dudovich ha restituito l’atmosfera della sua epoca, inquieta ma allo stesso tempo creativa.

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La donna protagonista

  • La donna è la grande protagonista dei manifesti di Dudovich : al centro del cartellone o della locandina, c’è lei.
  • Le donne di Dudovich sono le “perfette testimonial del consumo coercitivo, eleganti signore dalla forte carica seduttiva alle quali non si può dire di no”.

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I manifesti : la moda

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I manifesti : la moda

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I manifesti : la moda

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I manifesti : la moda

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Borsalino

l manifesti di Borsalino del 1930, per la loro sintesi magistrale e l’assoluta eleganza del segno grafico, sono entrati nella storia della grafica pubblicitaria, non solo italiana.

 

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Cappelli Borsalino

  • La «Borsalino fu Lazzaro» viene creata nel 1857 ad Alessandria da Giuseppe Borsalino.
  • Nel 1900 vince il Gran Premio all’Esposizione Internazionale di Parigi per l’alta qualità dei suoi cappelli.
  • Nel 1900 inizia la collaborazione con Marcello Dudovich. I suoi manifesti sono considerati dei capolavori dell’arte pubblicitaria.
  • Negli anni d’oro, La Borsalino è arrivata a produrre un milione di cappelli all’anno.
  • Nel 1930, Hollywood adotta i cappelli Borsalino come «oggetti di culto»: (Humphrey Bogart e Ingrid Bergman nel film Casablanca del 1942).

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La Rinascente � (50 manifesti fra il 1921 e il 1956)

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  • La Rinascente viene fondata a Milano nel 1917 da Senatore Borletti. Egli era già proprietario dei grandi magazzini Bocconi creati a Milano alla fine dell’800, sull’esempio dei grandi magazzini francesi «Au Bon Marché» e «Lafayette».
  • Il nome La Rinascente viene ideato da Gabriele D’Annunzio per simboleggiare la «rinascita dei grandi magazzini».
  • D’Annunzio era un grande amico di Borletti che finanzierà in gran parte l’impresa di Fiume.

La Rinascente

(50 manifesti fra il 1921 e il 1956)

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La Rinascente

(50 manifesti fra il 1921 e il 1956)

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La Rinascente

(50 manifesti fra il 1921 e il 1956)

  • Nel 2016 ha ricevuto il premio come «miglior Department Store al mondo».
  • Macy’s di NYC, Galeries Lafayette di Parigi, Harrods di Londra, ecc…
  • La sua missione è di promuovere il Design, l’Arte e il Made in Italy.

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La Rinascente

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� La Rinascente�

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La Rinascente

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� La Rinascente�

Prima della realizzazione

finale del manifesto,

Dudovich effettuava spesso un disegno a mano libera o un bozzetto basato su una fotografia di una modella presa da lui stesso.

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La Rinascente

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La Rinascente

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Magazzini Mele di Napoli

I «Grandi Magazzini Italiani» di Napoli sono il primo grande negozio di abbigliamento in Italia, fondato nel 1889 dai fratelli Emiddio e Alfonso Mele. Cesserà l’attività nel 1932.

Dal 1906 al 1914, Dudovich creerà una ventina di bellissimi manifesti per i Magazzini Mele, descrivendo i salotti dell’alta borghesia, dove le dame sfoggiano abiti e strascichi in seta e pelliccia, cappellini, gioielli e pettinature elaborate.

I soggetti maschili sono sempre in minoranza, come fossero semplici ospiti fra quelle belle dame.

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Magazzini Mele di Napoli

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Magazzini Mele di Napoli

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Magazzini Mele di Napoli

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Le bambole Lenci

  • Il 23 aprile 1919 Enrico Scavini, agente di commercio, e la moglie Elena König, di nazionalità svizzera, fondano a Torino una manifattura specializzata nella produzione di bambole di pezza.
  • Le bambole Ars Lenci” erano lavorate mediante una tecnica messa a punto dal cognato Harald König, (il pannolenci), che consisteva nel dare forma agli scampoli di feltro pressandoli a caldo all’interno di stampi metallici.

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Le bambole Lenci

  • Le bambole Lenci riscuotono uno strepitoso successo in tutto il mondo e nel 1927 inizia anche la produzione di bambole in ceramica disegnate dai grandi artisti dell’epoca.
  • L’azienda ha 100 dipendenti e le bambole Lenci sono esportate e premiate in tutto il mondo.
  • La crisi del ‘29 e la morte del fondatore danno purtroppo un colpo durissimo alla Lenci.

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Le bambole Lenci

  • Oggi le storiche bambole e le splendide ceramiche Lenci sono oggetti da collezione e sono esposti nei musei più importanti da Parigi a Chicago e da New York a Tokio.
  • Molto materiale aziendale è conservato presso l’Archivio della Città di Torino.

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Le bambole Lenci

Fra il 1923 e il 1931, Marcello Dudovich realizza per Lenci più di 60 bozzetti di bambole.

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vermouth, liquori,ecc…

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vermouth, liquori,ecc…

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vermouth, liquori,ecc…

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I manifesti Campari

Siamo al BAL TABARIN di Montmartre adibito a rappresentazioni di arte varia oltre che al ballo degli spettatori. I locali di questo tipo erano anche chiamati «cafés-chantants». Siamo nell’epoca della Belle Epoque. Qui si esibivano artisti famosi come Edith Piaf e Maurice Chevalier. E qui Dudovich ambienta un suo famoso manifesto per il Bitter Campari.

In questo manifesto del bitter Campari del 1901, l'intera scena viene virata completamente al rosso. Un rosso intenso che rappresenta al tempo stesso il fuoco della passione, ma anche la tinta accesa della famosissima bevanda pubblicizzata dal manifesto.

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vermouth, liquori, ecc…

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Vermouth, liquori, ecc…

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Vermouth, liquori, ecc…

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Vermouth, liquori, ecc…

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vermouth, liquori, ecc…

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vermouth, liquori, ecc…

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vermouth, liquori, ecc…

  • La pubblicità del liquore Strega è uno dei capolavori di Dudovich, a distanza di quasi 100 anni è ancora presente nei repertori pubblicitari dell’azienda.
  • L’immagine è quella di una donna sensuale, al tempo stesso seducente ed elegante, come tutte le figure femminili disegnate dall’artista.

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La pasta Stucky A Venezia, il più grande mulino del mondo

  • Negli anni venti, Dudovich realizza un manifesto pubblicitario per la pasta Stucky di Venezia, che prende il nome dal fondatore dell’azienda.
  • Il molino Stucky di Venezia, sull’isola della Giudecca, era stato fondato nel 1883 da Giovanni Stucky, appartenente a una famiglia di mugnai di origine svizzera.
  • Fu il più grande centro di produzione e commercio di cereali al mondo dell’epoca e la sua produzione arrivò a 2500 quintali di farina al giorno con 1500 operai.

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La pasta Stucky A Venezia, il più grande mulino del mondo

  • Giovanni diventò l’uomo più ricco di Venezia e fu il promotore della Biennale.
  • Fu anche il primo proprietario del Palazzo Grassi di Venezia.
  • Negli anni, aveva conservato la cittadinanza svizzera, la religione protestante e la lingua tedesca.
  • Nel 1910, Giovanni Stucky viene assassinato da un folle alla stazione di S. Lucia. Inizia cosi il declino dell’azienda la cui attività si concluderà nel 1955.

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  • L’edificio che ospitava il molino Stucky, situato sull’isola della Giudecca, è in stile neo-gotico che richiama quello delle città anseatiche ed è uno dei più belli della città. Fu il primo edificio a essere dotato di energia elettrica a Venezia.
  • Dal 2007, l’edificio è diventato un hotel a 5 stelle della catena Hilton.

La pasta Stucky :il più grande mulino al mondo

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L’ex molino Stucky di Venezia, oggi hotel Hilton a 5 stelle

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Il dado Liebig

  • A metà degli anni ‘20, Marcello Dudovich realizza questi due splendidi manifesti per il dado Liebig.
  • A questo marchio, è legata un’interessante storia imprenditoriale e di marketing.

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Il dado Liebig

  • Justus von Liebig, docente all’università di Monaco, inventa nel 1850 un processo che permetteva la concentrazione della carne in un “dado” facilmente conservabile e pronto all’uso, una volta sciolto nell’acqua bollente.
  • Il dado “Liebig” ebbe un ruolo determinante nell’evoluzione dei sistemi nutritivi, diventando il sinonimo dell'estratto di carne usato per insaporire qualunque pietanza.

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Le figurine Liebig

  • Al marchio Liebig è legata una tappa innovativa nel mondo della pubblicità.
  • Nel 1872, per lanciare il “dado”, fu creata una campagna basata sulla diffusione di figurine riguardanti scene di vita con protagonista l’estratto di carne. L’iniziativa ebbe uno straordinario successo, avviando un fenomeno di costume e di collezionismo durato fino al secondo dopoguerra.

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Cioccolato,caramelle, ecc…

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Cioccolato,caramelle, ecc…

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Le Assicurazioni

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Le Assicurazioni

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Le Assicurazioni

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L’industria

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Automobili

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Automobili

Splendido manifesto realizzato da Marcello Dudovich nel 1908 per la STAE, "Società Torinese Automobili Elettrici« e aggiudicato ad una asta londinese per la somma di 10.000 euro.

E' il prezzo più alto finora mai raggiunto da un manifesto pubblicitario.

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La Bugatti

  • Nel 1922, Dudovich realizza questo manifesto per la Bugatti, casa automobilistica francese creata da Ettore Bugatti nel 1909.
  • I punti di forza della Bugatti sono : lusso, sportività, eleganza, potenza, velocità.
  • Il suo primo modello è la Type 13 del 1910, mentre il suo modello più prestigioso è la Type 41 del 1926, simbolo del lusso e dell’opulenza, usata dalle Case Reali di mezza Europa. Misurava più di 6 metri di lunghezza.

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La Bugatti

  • Le vetture Bugatti hanno ottenuto oltre 10.000 vittorie, fra cui la Targa Florio, e battuto 37 record mondiali di velocità.
  • Oggi Bugatti (con la Maserati e la Porsche) è un marchio di Volkswagen, via la società Rimac (Croazia).

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La Bugatti

Le vetture

d’epoca Bugatti continuano ad alimentare ancora oggi un ricco mercato fra i collezionisti di auto d’epoca.

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Biciclette

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viaggi e turismo

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viaggi e turismo

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viaggi e turismo

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viaggi e turismo

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Viaggi e turismo

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Viaggi e turismo

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Sigarette

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I giornali

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I giornali

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La rivista Simplicissimus

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Propaganda

Marcello Dudovich realizzerà durante il ventennio numerosi manifesti di propaganda per il regime.

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Propaganda

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Propaganda

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Propaganda

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Teatro

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Teatro

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Nella Regini, «regina» dell’operetta

  • Molto avvenente ed elegante, dopo aver studiato canto presso il Conservatorio di Torino, Nella Regini inizia nel 1910 una carriera artistica densa di successi nelle compagnie di giro dell’operetta, diventando una delle primedonne della «piccola lirica» italiana, la cui capitale è Trieste.

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Manifestazioni di città

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Manifestazioni di città

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Manifestazioni di città

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Nel manifesto qui a sinistra, Dudovich rende in modo mirabile il bianco del lenzuolo appena lavato con Persil, attraverso il«gioco del bianco e del grigio» oltre all’aggiunta del colore blu sullo sfondo.

Il giallo è il colore del dinamismo e del benessere.

Marchi famosi

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Nel manifesto dell’inchiostro «Rapid», qui a destra, la figura della donna è immersa

nell’indefinito : una novità creativa

assoluta di Dudovich per quegli anni.

Marchi famosi

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Marchi famosi

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Marchi famosi

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Cosmetici e gioielli

La gioielleria Calderoni nasce nel 1840  nella Milano romantica dominata dalla dinastia asburgica.

Nel 1870 inaugura la prestigiosa sede di piazza Duomo e ben presto viene eletta punto di riferimento di tutta l'alta aristocrazia meneghina, fino a diventare anche fornitore ufficiale della Real Casa Italiana e a conquistare l'aristocrazia e le Case Reali europee.

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Varia

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Milano, Sant’Ambrogio – Olio su tela di Marcello Dudovich

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  • Fra il 1931 e il 1933, Marcello Dudovich realizza all’interno del Ministero dell’Aeronautica, voluto da Italo Balbo e progettato dal giovane architetto Roberto Marino, una serie di 9 dipinti murali.
  • Sono 9 «tempere grasse», realizzate assieme a suo genero Walter Resentera, per celebrare le prodezze dei conquistatori dell’aria della sua epoca.

Dipinti murali al � Palazzo dell’Aeronautica a Roma

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Dipinti murali al � Palazzo dell’Aeronautica a Roma

  • Nel 2021 si è svolta presso il Ministero della Difesa una Mostra di questi dipinti murali e di altri manifesti dell’artista triestino allo scopo di «ricostruire l’atmosfera di un tempo irrequieto e creativo, cruciale non solo per la storia della Forza Armata, ma fortemente  significativo per le arti e la cultura di un’epoca ammaliata dalla modernità, dall’innovazione e dalla tecnologia”.
  • Nel 2023, l’Aeronautica Militare celebrerà i cento anni della sua fondazione.

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Dipinti murali al � Palazzo dell’Aeronautica a Roma

  • Questi dipinti, oggi perfettamente restaurati, vogliono esaltare le gesta eroiche degli aviatori italiani.
  • Il dipinto «Verso la luna” ci mostra, un po’ paradossalmente, un aereo che traina uno dei grandi transatlantici che all’epoca facevano la spola tra l’Europa e l’America (probabilmente il Rex), a voler dimostrare il sorpasso dell’aereo sulle navi come mezzo per il trasporto dei passeggeri.

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Dipinti murali al � Palazzo dell’Aeronautica a Roma

Gli innamorati

Il bivacco

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Dipinti murali al � Palazzo dell’Aeronautica a Roma

  • In questa scena, detta “Il convegno”, nell’uomo che legge il giornale accanto al telefono, in attesa che arrivi la chiamata al volo, e con in basso a destra un’orchestrina che suona, è stato riconosciuto il grande pilota Umberto Maddalena.
  • Amico di Balbo, fra le tante imprese di cui fu protagonista ci fu la ricerca dei naufraghi del dirigibile Italia, disperso nell’Artico.

Questi dipinti murali di Dudovich fanno parte della «Grande Committenza 1920-1940» voluta da

Italo Balbo per celebrare gli atti eroici degli aviatori italiani, comprese le sue due trasvolate transoceaniche.

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Idrovolante Savoia-Marchetti S55X

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Il »manifesto morale» di Marcello Dudovich

  • «Lasciatemi parlare con gioia di un tempo in cui gli inviati speciali non venivano spediti su campi di battaglia, ma su campi di corse e di golf per ritrarvi le belle donne, la mondanità elegante, le raffinatezze della moda»...
  • «Si viaggiava da una nazione all'altra senza passaporto e senza carta d'identità: una cosa meravigliosa»...
  • «Esisteva poi una specie di «internazionale dell'intelligenza» che superava tutte le frontiere e anche gli eventuali dissensi politici»...
  • «Era un'epoca in cui non si poteva che avere fiducia nell'avvenire»…

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Marcello Dudovich1878-1962

Il pioniere del manifesto pubblicitario italiano