NUOVE SOSTANZE PSICOATTIVE (NPS): NUOVE DIMENSIONI CLINICHE E PSICOPATOLOGICHE
GIOVANNI MARTINOTTI,
CATTEDRA DI PSICHIATRIA
UNIVERSITÀ “G.D’ANNUNZIO”
UNIVERSITY OF HERTFORDSHIRE
AGENDA:
Nuove Sostanze
http://www.thedrugswheel.com/
“SBALLO”
Forte impatto psicopatologico.
NEW PSYCHOACTIVE SUBSTANCES
A new psychoactive substance (NPS) is defined as 'a new narcotic or psychotropic drug, in pure form or in preparation, that is not controlled by the United Nations drug conventions, but which may pose a public health threat comparable to that posed by substances listed in these conventions’
NEW PSYCHOACTIVE SUBSTANCES
INTERAZIONE TRA SOSTANZE PSICOATTIVE E SISTEMI NEUROTRAMETTITORIALI
Synthetic cannabinoids CB1-CB2
Psychostimulants D2
Lysergics 5HT
Ketamine and derivates NMDA
Opiates δ
Κ
μ
Bromo-dragonfly
Bromo-DragonFLY (B-FLY) fa parte di un gruppo di sostanze psicoattive derivanti dalle fenetilamine, dette “Fly-drugs” per la somiglianza della loro struttura chimica ad una mosca
B-FLY ha potenti effetti allucinogeni ed entactogenici, che possono perdurare fino a 2-3 giorni dopo l’assunzione di una singola dose.
Corazza et al., Curr Clin Pharmacol. 2011
LUNGA EMIVITA
25C-NBOMe
25I-NBOMe (2C-I-NBOMe, Cimbi-5, 25I, N-BOMB) è un allucinogeno della classe dei lisergici, inizialmente utilizzato in biochimica per mappare il recettore 2A della serotonina.
E’ estremamente potente, pochi microgrammi sono in grado di provocare effetti sostanziali
Bersani et al., 2014
POTENZA ELEVATA
NPS “MASCHERATE” DA SOSTANZE TRADIZIONALI�
Fentanili ad altri nuovi oppioidi (NSO)
Di Chiara et al., 2019
Fentanili ad altri nuovi oppioidi (NSO)
Il nuovo trend in arrivo dagli USA è quello del consumo di oppioidi sintetici (es. fentanyl, ossicodone, idrocodone), centinaia di volte più potenti rispetto agli oppioidi naturali come l’eroina e la morfina.
Il fentanyl è un anestetico/analgesico usato nel trattamento del dolore cronico severo e nell’anestesia intraoperatoria.
Disponibili sul mercato ricreativo sia come prodotti farmaceutici “sottratti” all’uso terapeutico umano/animale, sia come prodotti contraffatti.
Possono inoltre essere utilizzati per tagliare dosi di eroina in modo da determinare effetti più rapidi e potenti negli utilizzatori.
A causa dell’elevata potenza, il rischio di overdose e di depressione respiratoria è altissimo. Il naloxone è stato utilizzato fino a 12mg nel trattamento delle overdose da fentanyl.
Di Chiara et al., 2019
Sostanze tradizionali potenziate
SOSTANZE “VINTAGE” MOLTO DIVERSE DAL PASSATO�
Pianta della cannabis
Tetrahydrocannabidiol (THC)
THC
CBD
Cannabidiolo (CBD)
THC VS. CBD: IL CONTENUTO FA LA DIFFERENZA�
Murray et al., World Psychiatry. 2016
IL RUOLO EFFETTIVO DI CANNABIS NELLO SVILUPPO DELLE PSICOSI
NPS e psicosi indotte
Substance Related Exogenous Psychosis (SREP)
Caratteristiche
Martinotti et al., Handbook of Novel Psychoactive Substances, Routledge, 2018; Fraser et al., Schizophrenia Res. 2012
IL CHEMSEX
CHE COS’E’ IL CHEMSEX?
MEFEDRONE (4-METILMETCATINONE)
GHB (ACIDO GAMMA-IDROSSIBUTIRRICO)
METANFETAMINA
Acido gamma-idrossibutirrico (GHB)
Busardo, F.P.; Kyriakou, C. GHB in biological specimens: which cut-off levels should be taken into consideration in Forensic Toxicological Investigation? Recent Pat. Biotechnol., 2014, 8(3), 206-214.
Mefedrone
Il mefedrone (methylmethcathinon / 4-MMC, metcatinone (2-metilammino-1-fenilpropano), è anche conosciuto come “meow meow”, “m-cat”, “bubbles”, “miaow”, “meph” e talvolta è spacciato come “sale da bagno”. Si tratta di una sostanza prodotta sinteticamente, strettamente imparentata con la cathina, il principio attivo contenuto nella pianta del khat. La differenza tra il mefedrone e la pianta del khat è paragonabile a quella tra la cocaina e le foglie di coca.
Busardò, F.P.; Kyriakou, C.; Napoletano, S.; Marinelli, E.; Zaami, S. Mephedrone related fatalities: a review. Eur. Rev. Med. Pharmacol. Sci., 2015, 19(19), 3777-3790.
Metanfetamina
Yu, S.; Zhu, L.; Shen, Q.; Bai, X.; Di, X. Recent advances in methamphetamine neurotoxicity mechanisms and its molecular pathophysiology. Behav. Neurol., 2015
Popper
Lowry, T.P. Psychosexual aspects of the volatile nitrites. J. Psychoactive Drugs, 1982, 14(1-2), 77-79.
Rispetto all’attività sessuale, tali sostanze:
Accanto a questi effetti appositamente ricercati, non mancano rischi e collateralità
Aumento del rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili
Effetti lievi o moderatamente gravi, quali: nausea, vomito, diarrea, sonnolenza, ipersalivazione, mancanza di coordinazione, confusione, amnesia, perdita di urina, tremore, agitazione ed euforia
Effetti gravi, quali: coma, convulsioni, bradicardia, ipotensione, dispnea ingravescente fino all’arresto respiratorio, crisi psicotiche
Dipendenza fisica ed assuefazione
Principali studi sul fenomeno
La metanfetamina è utilizzata da più di un decennio come sostanza unica o in combinazione con il mefedrone che ha effetto psicostimolante e in combinazione possono innescare senso di eccitazione e facilitare intense sensazioni di eccitazione sessuale.
La metanfetamina è utilizzata per aumentare il desiderio sessuale e per ridurre l’inibizione comportamentale talvolta esponendo i soggetti ad un rischio potenziale di malattie sessualmente trasmissibili come l’HIV.
Le conseguenze neurobiologiche sull’utilizzo delle metanfetamine prevedono meccanismi di neurotossicità e apoptosi cellulare soprattutto se l’utilizzo della sostanza è prolungato e in individui fragili.
Gli autori hanno reclutato soggetti che praticano Chemsex attraverso un questionario anonimo online sviluppato in collaborazione con Istituzioni nel campo della salute sessuale in Germania.
Il questionario indagava gli aspetti sociodemografici, i sintomi psichiatrici autoriferiti, caratteristiche psicosociali e relative alla salute. Il campione includeva soggetti omosessuali e bisessuali che utilizzavano sostanze stupefacenti.
969 partecipanti rispondevano ai criteri di inclusione e la sostanza più consumata, oltre all’alcool, è rappresentata dal popper e dall’uso di cannabis. Il 76,6% dei partecipanti lavorava regolarmente e il 58,1% di essi abitava in una città densamente popolata.
Il 30,4% dei soggetti aveva una diagnosi positiva all’infezione da HIV e la prevalenza di epatite C si attestava al 20,9%.
Rispetto agli studi precedenti, non ci sono state differenze sui sintomi dell’ansia e della depressione e non vi sono differenze in soggetti che hanno ricevuto cure psichiatriche.
L’associazione tra ADHD e l’utilizzo di sostanze stupefacenti è stata ampiamente documentata anche in relazione ad una maggiore probabilità di sviluppare disturbi depressivi e rischio suicidario.
Case report di un uomo di 44 anni ricoverato dopo essersi iniettato crystal meth. Positiva l’anamnesi familiare ai disturbi psichiatrici, il paziente presentava due patologie psichiatriche concomitanti (ADHD e disturbo depressivo), ed esperiva l’uso di sostanze psicoattive e chemsex come autocura.
E’ necessario ampliare l'approccio psicoeducazionale per fornire ai pazienti informazioni sui trattamenti disponibili e svolgere attività di prevenzione e proporre interventi di supporto psicologico che consentano un adeguato follow-up di pazienti con comorbidità ai disturbi psichiatrici.
PSICHEDELICI: TRA RISCHI E POSSIBILITA’ TERAPEUTICHE
Le sostanze psichedeliche: fondamenti
HALLUCINOGENS
Classic Psychedelics
Serotonin 5HT-2A receptor agonism
Psilocybin
Mescaline (Peyote)
Lysergic acid diethylamide (LSD)
N,N-Dimethyltryptamine (DMT)
Ibogaina
Dissociative
Glutamatergic NMDA receptor antagonists
Ketamine
Methoxetamine (MXE)
Phencyclidine (PCP)
Dextromethorphan (DXM)
Nitrous oxide
Emphathogens/ Entactogens
Mixed serotonin and dopamine reuptake inhibitors and releasers
NMDA
Mephedrone
mechanism
example
mechanism
mechanism
example
example
Reiff CM et al. J Psychiatry 2020; 177 (5): 391-410
PSICHEDELICI SEROTONERGICI
LSD
LSA (Morning Glory)
Mescalina
Psylocibina
Bufotenina
Ayahuasca
PSYLOCIBINA
La psilocibina è un allucinogeno naturale presente in diverse specie di funghi, noti come funghi allucinogeni o psicoattivi, appartenenti soprattutto al genere Psylocibe. La psilocibina è stata identificata nel 1958 e poi sintetizzata nel 1959 da Albert Hofmann; essa appartiene al gruppo delle triptamina/indolamine allucinogene ed è strutturalmente correlata alla serotonina.
La psilocibina è un profarmaco, ossia una molecola biologicamente inattiva che una volta ingerita viene convertita nella forma attiva psilocina attraverso una reazione di defosoforilazione.
La psilocina è un agonista parziale di diversi recettori serotoninergici, in particolar modo 5HT2A/C e 5HT1A.
PSYLOCIBINA
Gli effetti della psilocibina sono molto variabili e dipendono dallo stato mentale (set) e dall'ambiente (setting) in cui il soggetto mette in atto l'esperienza: tra gli effetti riportati sono inclusi disorientamento, euforia, ansia estrema fino alla paranoia, sentimenti di intensa gioia o intensa tristezza, allucinazioni e distorsioni visive, alterata percezione del tempo e dello spazio, oltre ad un corteo di sintomi fisici tra cui midriasi, alterazioni del ritmo cardiaco e della pressione sanguigna, nausea, tremori, dolori muscolari.
AYAHUASCA
Con il termine “Ayahuasca” le popolazioni indigene del bacino del Rio delle Amazzoni sono solite indicare una bevanda dai poteri magici e curativi, che viene prodotta miscelando diverse piante: classicamente si tratta di un decotto a base di Psychotria viridis e Banisteriopsis caapi.
Le due piante si distinguono per il contenuto di principi attivi; mentre la Psychotria viridis contiene dimetiltriptamina (DMT), la Banisteriopsis caapi contiene alcaloidi dell’armala (Peganum harmala o Ruta siriana): armina, tetraidroarmina, armalina.
AYAHUASCA
La DMT è una molecola dalle proprietà allucinogene, agis ce come antagonista dei recettori della serotonina.
E’ facilmente e rapidamente inattivata dagli enzimi endogeni monoaminoossidasi (MAO); gli alcaloidi dell’armala invece, sono dei MAO inibitori.
Per tale motivo, solo dalla miscela delle due piante nell’Ayahuasca deriva il manifestarsi delle visioni/allucinazioni a seguito dell’assunzione del decotto.
VISUAL EFFECTS
SUPERIMPOSED HALLUCINATIONS AND ILLUSIONS
Color Enhancement
Higher pattern perception
Sinestesie
Visuals
Le sostanze psichedeliche: evoluzione storica
Kurt Beringer (1893 – 1949)
Ad Heidelberg, Karl Wilmanns, un amburghese nato in Messico, educa Jaspers e motiva Prinzhorn a raccogliere le produzioni espressive dei pazienti e ad intraprendere ricerche sulle sostanze allucinogene. Beringr nel 1925 discute la tesi sulla mescalina (edita 1927); e compie altri studi con Willy Mayer-Gross. Con l’avvento del nazismo, nel 1931 Beringer lascia e definisce Göring “chronischer Morphinist”
Jaspers e gli psichedelici
“Le esperienze vissute durante le intossicazioni sono di grande interesse. Sono strani fenomeni, il cui fascino crea curiosità per tali esperienze e il cui godimento comporta grandi pericoli, e rappresentano "psicosi modello", in cui si può sperimentare qualcosa di molto più simile alle psicosi acute, soprattutto schizofreniche, che alle esperienze di sogni“.
Jaspers, 1959, General Psychopathology
La mescalina, principale agente psichedelico del peyote, viene isolata nel 1897 dal chimico tedesco Arthur Carl Wilhelm Heffter (1859 – 1925) e sintetizzata nel 1919 da Ernst Späth (1886 – 1946).
Nell’estate del 1932 G.E. Morselli, a Milano, assume della mescalina, ne parla a Londra (1935) ed in successivi studi (1936, 1944-1945, 1959): l’esperienza è considerata un modello di psicosi e confrontata con la schizofrenia (saggio sulle allucinazioni, 1943)
Morselli e la mescalina
La Mescalina ottiene la “notorietà” negli anni cinquanta, prima con gli studi del dottor Humphry Osmond in un ospedale di Saskatchewan, poi con lo storico “trip” con 400 mg di Aldous Huxley sotto la supervisione dello stesso Osmond, sulle colline fuori Los Angeles. ��Questa esperienza spinse Huxley a scrivere Le porte della percezione (fonte di ispirazione per il nome del gruppo The Doors) e a dare il suo contributo nello sviluppo della cultura psichedelica. Con LSD, psilocibina, psilocina e altri psichedelici avrà infatti ampia diffusione negli anni sessanta e settanta, e sarà d’ispirazione a numerosi gruppi musicali e politico/culturali.�
"Mentre gli ansiolitici tendono a coprire i problemi e i conflitti del paziente, riducendone la gravità e l'importanza, gli allucinogeni portano i conflitti in superficie e li rendono più intensi, in modo che possano essere più chiaramente riconoscibili e aperti alla psicoterapia"
(Hofmann, 1979)
Le sostanze psichedeliche: fondamenti
Le sostanze psichedeliche: fondamenti
Nutt. Dialogues in clinical neuroscience. 2019.
MDD
GAD
ADDICTION
MDMA
AUD
PTSD
PSILOCIBINA
PSYCHEDELICS – ASSISTED PSYCHOTERAPY?
Psilocibina: rischio di abuso
Le sostanze psichedeliche: razionale biologico
Nutt et al. Cell 2020
REBUS MODEL 🡪 Relaxed Beliefs Under Psychedelics
Nutt et al. Cell 2020
Le sostanze psichedeliche: razionale biologico
Brain on psilocybin (RSFC-fMRI)
Petri et al. 2014: See also Roseman et al. 2014 & C-H et al., 16 PNAS: see also Madsen et al., 2021
Carhart-Harris et al. Pharmacological Reviews. 2019. Nutt. Dialogues in clinical neuroscience. 2019
ENTROPIC BRAIN NELLA DEPRESSIONE
Default Mode Network Hyperactivity
MIND WANDERING
ALTERATED ACTIVITY OF ACC
Le sostanze psichedeliche: razionale biologico
Carhart-Harris et al. Sci Rep. 2017
Le sostanze psichedeliche: razionale biologico
Le sostanze psichedeliche: Meccanismi Cognitivi e Psicologici
Psichedelici e Depressione
Psilocibina nella Depressione Resistente: evidenze cliniche
Psilocibina nella Depressione Resistente: evidenze cliniche
Psilocibina nella Depressione Resistente: evidenze cliniche
Un mese dopo le sessioni ad alto dosaggio
75% -- tra le prime cinque esperienze personali più significative della loro vita,
83% -- tra le prime cinque esperienze spiritualmente più significative della loro vita,
94% -- aumento moderato o molto moderato del senso di benessere o di soddisfazione della vita,
89% -- ha sostenuto un cambiamento positivo del comportamento.
Psichedelici e Addiction
Nine studies (four preclinical, five observational) were included in the review. Preclinical studies in rodents reported reductions in amphetamine self-administration and anxiety, and in alcohol- and methylphenidate-induced conditioned place preference.
Observational studies among healthy ritual ayahuasca users and patients with SUDs reported reductions in drug use, anxiety, and depression, and increases in quality of life and well-being.
translation of preclinical data to humans is limited, observational studies do not allow us to infer causality, and there is a lack of standardization on ayahuasca doses.
AYAHUASCA E ADDICTION�
Esketamina e Alcohol Use Disorder
Ibogaina: una vecchia/nuova conoscenza
L'ibogaina è un alcaloide con proprietà allucinogene derivato dalla radice della Tabernanthe iboga, un arbusto presente nelle foreste pluviali dell'Africa occidentale. L'ibogaina è stata utilizzata per secoli nelle celebrazioni spirituali dagli aderenti alla religione Bwiti, culto molto diffuso nell'Africa centro-occidentale (Gabon, Zaire e Camerun).
Gia nei primi anni '60 è stato ipotizzato che l’ibogaine potesse essere efficace nell'interruzione della dipendenza da eroina senza portare a crisi d'astinenza.
Ibogaina: meccanismo d’azione
L'ibogaina è una triptamina. Il suo meccanismo d'azione è molto complesso e non ancora del tutto compreso. Sembra possedere importanti affinità per i recettori N-metil-D- aspartato (NMDA), può bloccare in modo competitivo il trasportatore attivo della dopamina (DAT), inibisce in modo non competitivo il trasportatore della serotonina (SERT) dimostrando un'elevata potenza come inibitori della ricaptazione della serotonina.
I suoi effetti allucinogeni e psicotropi sembrano essere dovuti all'azione agonistica dell'ibogaina sul recettore della serotonina 5HT2A.
L'Ibogaina nel trattamento del SUD
Diversi studi hanno evidenziato l’efficacia dell’ibogaine nel trattamento della dipendenze da oppiacei, cocaina, alcool, cannabis e metanfetamine:
Uno studio condotto su 27 pazienti ha mostrato non solo una ridizione del craving per eroina e cocaina ma anche la diminuzione di sintomi depressivi auto-riferiti.
Ibogaina: un trattamento sicuro?
Sebbene i risultati mostrino una certa efficacia dell'ibogaina nel trattamento delle dipendenze, la sua cardiotossicità e la sua mortalità destano preoccupazione. Diversi decessi dovuti a morte cardiaca improvvisa sono stati registrati in seguito ad assunzione di ibogaina. La mancanza di studi clinici controllati non permette di dare una risposta definitiva sull'efficacia terapeutica dell'ibogaina e sulla sua effettiva sicurezza. Sono necessari nuovi studi in doppio cieco randomizzati con placebo per definire con certezza il suo livello di efficacia e tossicità e per valutare il rapporto rischio/beneficio.
Nuove molecole sintetiche derivate dall’ibogaina sono in fase di sviluppo con l'intento di creare un farmaco con l'efficacia terapeutica dell'ibogaina ma senza i suoi effetti avversi cardiaci.
La riduzione del danno
Sostanze e riduzione del danno
Nell’alcolismo ha senso fare una politica di riduzione del danno?
Sostanze e riduzione del danno
E’ etico spiegare ad un paziente come drogarsi?
E’ possibile seguire un paziente che continua ad assumere sostanze ?
Sostanze e riduzione del danno
E’ etico spiegare ad un paziente come drogarsi?
E’ possibile seguire un paziente che continua ad assumere sostanze ?
Grazie per l’attenzione,
giovannimartinotti
giovannimartinotti_md
giovannimartinotti.com