CYBERBULLISMO
Di Lorenzo Zanoni, Linda Buda, Federico Casadio e Eleonora Caputo
Che cos’è il cyberbullismo?
Il cyberbullismo è una particolare forma di bullismo, caratterizzato da un comportamento aggressivo attuato che però è esclusivamente in forma digitale, spesso mediante l’uso dei social media.
I social media, infatti, ci espongono al mondo intero, talvolta risulta difficile evitare i cosiddetti “leoni da tastiera”.
Il cyberbullismo può presentarsi in vari tipi, come il flaming (postare e/o inviare messaggi offensivi alla vittima) o il cyberbashing (dove la violenza non solo viene praticata nel mondo informatico, ma anche nella vita reale).
Quali sono le cause? A cosa porta?
Ora come ora, non vi è una causa scatenante specifica, ma sicuramente si possono riconoscere aspetti sociali ricorrenti. Secondo l’ISTAT i casi registrati sono più elevati nelle zone disagiate, dove sono spesso presenti anche problemi socio-economici significativi, cioè l’aggravarsi di comportamenti antisociali che possono portare alla criminalità. Senza contare che se l’atto viene perpetrato a scuola, potrebbe indurre le vittime ad aver paura della scuola, e quindi infierendo sul loro prospettive educative e lavorative.
Chi sono le vittime?
Dal punto di vista anagrafico, a finire nel mirino dei bulli sono in particolare preadolescenti e giovani adolescenti: nella fascia d’età 11-16 anni, mediamente il 22% ne è stato vittima negli ultimi mesi. Man mano che si cresce, però, i numeri sembrano iniziare a scendere.
Ancora peggiore, è la condizione di quei giovani che non si riconoscono nel tradizionale binomio di genere maschio-femmina. Le ragazze e i ragazzi che si definiscono “non binari”, infatti, sono i più vessati in assoluto da questo fenomeno. A prova di questo, dati mostrano che 4 ragazzi su 10 sono stati vittime di bullismo proprio per il loro orientamento sessuale ed oltre un terzo (35%) è stato come minimo preso in giro per l’aspetto fisico.
Fonte: TGCOM24
Ma, a volte, è il “genere” che può fare grande differenza. Le femmine, ad esempio, sono molto più esposte al "body shaming" rispetto ai maschi (circa 1 ragazza su 3 è stata recentemente colpita da questo tipo di attacchi, mentre tra i ragazzi la frequenza scende a 1 su 6).
Anche il genere può fare la differenza
Un esempio di tutto ciò: Amanda Todd
Il caso risale al 10 ottobre 2012, quando la ragazza era solo una quindicenne. Amanda era vittima di bullismo e anche di cyberbullismo.
Durante l'adolescenza si sentiva sola e quindi decise di conoscere altre persone online tramite videochiamate, così nacquero subito nuove amicizie. Un giorno decise di farsi fotografare il seno da un ragazzo attraverso la webcam e dopo pochi giorni lo stesso ragazzo minacciò di diffondere la foto se la ragazza non gliene avesse subito mandata un'altra.
Fonti: WikiBook e Donna Glamour
Amanda scoprì tramite la polizia che la foto precedentemente mandata stava già circolando in rete. Amanda cambiò diverse scuole e compagnie ma si ritrovò sempre sola e in difficoltà, le sue foto in rete continuavano a perseguitarla. I commenti e gli insulti sui social erano numerosi e Amanda in poco tempo perse i suoi amici e il rispetto. Tentò una prima volta di suicidarsi bevendo candeggina ma riuscì a sopravvivere e fu trasferita in ospedale fino a quando non la trovarono senza vita nella sua camera da letto.
Come si può combattere?
Per arginare l’ondata di cyberbullismo è necessario essere a conoscenza di cosa si può fare, in accordo con l’UNICEF, sia a livello di istituzioni sia come componenti di una comunità:
Inoltre, la legge…
Con la legge n° 71 del 29 maggio 2017, L’Italia ha adottato disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo. L’associazione per il fondo delle nazioni unite per l’infanzia(UNICEF) si è dimostrata soddisfatta della legge, ma ha anche affermato che gli strumenti utilizzati per proteggere e intervenire sul fatto possano essere migliorate.
Fonte: ARTICOLO GAZZETTA UFFICIALE