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Yemen

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Lo Yemen (in arabo: اليمن, al-Yaman) è uno si estende all'estremità meridionale della Penisola araba; il suo nome ufficiale è Repubblica Unita dello Yemen.

Confina a nord con l'Arabia Saudita e a est con l'Oman. Le sue coste sono bagnate a ovest dal Mar Rosso e a sud dal Golfo di Aden (Oceano Indiano).

Oltre al territorio continentale, alla Repubblica dello Yemen appartengono anche l'arcipelago di Socotra, composto da quattro isole tra cuil'isola omonima (nell'Oceano Indiano), e gli arcipelaghi di Perim e Kamaran nel Mar Rosso.

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Nonostante la posizione defilata sullo scacchiere internazionale, lo Yemen è uno dei più antichi centri di civilizzazione del mondo.

I primi insediamenti umani conosciuti sul suo territorio risalgono al II millennio a.C.

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La fertilità del suolo consentiva la crescita e la coltivazione di piante da cui si potevano estrarre prodotti particolarmente richiesti dalle culture circostanti, tra cui l'incenso. E di questo, i Sabei, che per primi colonizzarono il paese, seppero approfittare. Tanto che tra i beduini si diffuse l'idea di una terra in cui la natura dava tutto, senza bisogno di lavorare.

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Tra il IX secolo a.C. ed il VI secolo d.C., nello Yemen si svilupparono diversi regni, tra cui quello più noto (citato anche nella Bibbia) fu quello di Saba, che controllavano diversi importanti centri commerciali.

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Attirati dai lucrosi traffici commerciali, i romani provarono ad occupare queste terre con Augusto, ma la spedizione fallì.

Intorno al 520 d.C. fu il regno etiope di Aksum ad annettersi lo Yemen

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Nel 570 il paese entrò a far parte dell'impero dei Sasanidi (ultima dinastia indigena a dominare la Persia prima della conquista islamica).

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Nello Yemen si trova una delle località archeologiche più famose del medio oriente, la diga di Ma’rib, costruita per raccogliere le acque del Wadi Dana, per consentire all’uomo la sopravvivenza in un territorio altrimenti semi-arido. Costruita molti secoli prima, la diga rovinò per incuria attorno al VI secolo, causando la distruzione dell’omonima città.

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A seguito della distruzione di Ma’rib, molti sabei migrarono in nord Africa e nelle zone settentrionali della penisola araba.

Con l’avvento dell’islam (VII secolo), la regione cadde sotto il controllo del Califfato, pur con ampi spazi di autonomia, a causa della sua posizione periferica.

Minareto della moschea al-Muhdhar a Tarim

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Fino al XII secolo, in Yemen si susseguirono diverse dinastie locali

Moschea di Sa'dah

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Per quasi due secoli, dal 1226 al 1454, lo Yemen fu governato dalla dinastia turca dei Rasulidi, pienamente indipendenti.

In questo periodo si accentuò la differenza tra le due parti dello Yemen: mentre a nord di Yarim si andarono affermando gli imam zayditi, la zona meridionale costiera si arricchì grazie all’agricoltura ed ai commerci.

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Fu in questo periodo, nel XIII secolo, che apparve nello Yemen l'arbusto detto qāt, dalle virtù stimolanti e leggermente euforiche. Il suo uso fu dapprima limitato ai sufi, ma in seguito si diffuse in tutti gli strati della popolazione dell'intero paese, caratterizzato da una forte gerarchizzazione delle classi sociali.

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Tra il 1517 ed il 1538 gli Ottomani sottomisero entrambe le regioni dello Yemen, che ritornò indipendente sono nel 1630.

I porti di Mokha, Hodeida e Betelfashi divennero il centro dell'esportazione mondiale del caffè, che in quell'epoca venne scoperto anche dagli europei.

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Gli ottomani ripresero il controllo della regione nel 1849, pur limitandosi a controllare le sole città costiere, ad eccezione di Aden e di alcuni protettorati limitrofi, che nel frattempo erano divenuti colonia britannica.

Lo Yemen del nord tornò indipendente dall’impero ottomano nel 1918, e nel 1962 fu proclamata la Repubblica Araba dello Yemen.

Nel 1967 i britannici, sotto la pressione di forze insurrezionaliste fomentate dai paesi arabi, concessero l’indipendenza allo Yemen del sud, che nel 1970 divenne Repubblica democratica popolare dello Yemen.

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Nel 1978 iniziò nel nord il Governo assolutista di Alī Abd Allāh Ṣāleḥ, esteso in seguito al sud con l'unione del 1990. In quell'anno infatti i due Stati yemeniti si riunirono in un unico Stato, l'attuale Yemen. Nel luglio 1994 alcuni ufficiali e politici di ispirazione marxista proclamarono la secessione della regione meridionale dello Yemen che assunse il nome di Repubblica Democratica dello Yemen con capitale Aden.

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Non riconosciuto internazionalmente, questo tentativo di secessione venne stroncato in due settimane di combattimenti dalle forze governative. Non si verificarono rappresaglie di rilievo e fu garantita l'amnistia ai combattenti e ai membri della frangia secessionista, con l'eccezione dei capi che riuscirono in buona parte a fuggire all'estero. Successivamente vennero avviate riforme politiche allo scopo di evitare nuove possibili ribellioni, in particolare venne stabilita l'elezione del presidente della repubblica con voto popolare.

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L’aspetto fisico

Dal punto di vista geografico, in Yemen possiamo identificare 4 regioni principali:

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Economia

Lo Yemen è il più povero dei paesi arabi.

Quasi la metà della popolazione è occupata in agricoltura, anche se solo il 3% del territorio è coltivabile. I principali prodotti sono il cotone ed il caffè. L’allevamento riguarda gli ovini ed i dromedari. È molto praticata la pesca.

Nel paese si trovano giacimenti di petrolio e gas naturale.

Non vi è un vero e proprio sistema industriale, mentre sta sviluppandosi il turismo.

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Le pianure costiere

Queste zone, dette Tihāma(terre calde) sono molto aride.

Tuttavia sono presenti diverse lagune, spesso malsane perché infestate da insetti portatori della malaria.

Le Tihāma terminano bruscamente ai piedi degli altopiani occidentali.

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Gli altopiani occidentali

Quest'area di rilevi collinari e montani è oggi intensivamente terrazzata per far fronte al fabbisogno di cibo, presenta la più alta quantità di precipitazioni d'acqua della Penisola araba. Qui l'agricoltura si presenta molto diversificata, con predominanza di colture di sorgo, ma con la presenza di coltivazioni di cotone e di alberi da frutta, tra cui il mango.

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Gli altipiani centrali

Si trovano ad un’altezza media superiore ai 2000 metri, e ricevono minori precipitazioni rispetto agli altipiani occidentali, perché posti al riparo delle montagne. Tuttavia la pioggia è sufficiente a consentire colture estensive di frumento ed orzo.

La capitale San’a si trova in questa regione.

La cima più alta è il Jabal Nabi Shuab (3760m.)

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Il deserto di Rub’ al Khali

Si trova ad est, ad un’altitudine media di 1000 metri, e non riceve alcuna precipitazione piovosa.

È popolato unicamente da beduini, che allevano mandrie di dromedari