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PRIMA LA GRAZIA

IL PRIMATO DELLA GRAZIA

NELL’EDUCAZIONE

MORALE DEI BAMBINI

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CHE COS’ERA PER TE IL

PECCATO?

AFFRONTIAMO DISCORSI NON FACILI,

A PARTIRE DAL NOSTRO VISSUTO BAMBINO.

CHIEDITI…

CHE COS’ERA

LA MISERICORDIA?

E IL PERDONO?

CHE COSA SONO OGGI PER TE QUESTE REALTÁ?

COME LE VIVI?

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Attingendo alla nostra esperienza,

possiamo scegliere di rispondere

in due modi diversi.

 

Primo modo: la via della definizione e dei concetti.

Secondo modo: la via della narrazione di realtà.

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Primo modo, primo esempio

- Per me il peccato, come ho imparato da bambina al catechismo e come penso anche oggi, è un’offesa fatta a Dio, il quale è buono e ci vuole bene, quindi non merita di essere offeso. La misericordia invece è il perdono di Dio, che ci arriva sempre, anche se commettiamo un peccato smisuratamente grosso… proprio come dice Gesù quando racconta le parabole del padre buono e della pecora che si è allontanata.

PECCATO,

MISERICORDIA

PECCATO

PERDONO

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Secondo modo, secondo esempio

-Pesco nella memoria del mio passato,

trovo un luogo (ad esempio, il confessionale della mia parrocchia),

un tempo (ad esempio quando ero una bambina di prima elementare),

un protagonista (ad esempio, io),

alcuni personaggi (ad esempio le mie compagne e un paio di confessori),

un inizio,

uno svolgimento,

una fine

e confeziono la mia storia vera.

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Tutte le settimane, al sabato pomeriggio, noi bambini e bambine andavamo in chiesa a confessarci e lungo la strada ci raccontavamo i nostri peccati. Io però non li raccontavo mai, perché ne avevo troppi e mi vergognavo. Le mie amiche dicevano di commetterne tre o quattro al massimo, io invece ne avevo sempre da nove a undici: emergevano dal mio vissuto al termine di estenuanti esami di coscienza quotidiani che affrontavo insieme a mia mamma o da sola nel mio cortile assolato. Ricordo ancora come incominciava davanti al confessore la mia “filastrocca peccaminosa”: “Benedicimi padre perché ho peccato, non mi confesso da una settimana e i miei sono questi: mi sono guardata indietro, ho parlato e qualche volta ho riso in chiesa…”. Questi erano i primi tre e secondo me erano i più gravi perché venivano commessi all’interno dell’edificio sacro. Seguivano le disubbidienze alla mamma e al papà, le bugie, le parolacce e altre cose così.

Questo elenco era lungo, mi angosciava e per di più lo dovevo sciorinare sotto le orecchie del parroco, che era molto severo e non ne passava liscia una. È vero che il senso di liberazione che seguiva l’assoluzione mi ripagava di tutto, ma il resto era un supplizio. Ecco, questi sono i miei ricordi di quei tempi e non sono certamente belli!.

PECCATI

PECCATO,

PECCATI.

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ORA TOCCA A TE!

PESCANDO NELLA TUA MEMORIA, COMPILA LA TABELLA

E CONDIVIDI LA TUA NARRAZIONE

LUOGO

TEMPO

PROTAGONISTA

TU

PERSONAGGI

INIZIO

SVOLGIMENTO

FINE

EVENTUALI RIPERCUSSIONI SUL PRESENTE

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ORA

SEGUI LA RELAZIONE FISSANDO L’ATTENZIONE

SUI PUNTI PRINCIPALI

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M.T.

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Prima la Rivelazione

Primato della Grazia

Incontro/confronto con l’amore del Padre e di Gesù

Sguardo positivo sulla vita

Guida della Parola per un cammino di crescita e di conversione

Non solo evitare il peccato, ma anche fare il bene

Esame di coscienza (o lettura della vita) nella serenità

No al peccato senza Misericordia

SINTESI

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RIAPPROPRIAZIONE:

RITORNIAMO ALL’ESPERIENZA ASCOLTATA

Riflettiamo sulle domande che seguono, riferendoci a ciò che abbiamo sentito.

La bambina del raccontino è consapevole del primato della Grazia, oppure ritiene che tutto dipenda da lei?

Questa bambina dà l’impressione di essersi incontrata con l’amore del Padre e di Gesù e di sentirsi da loro accolta e amata?

Com’è lo sguardo di questa bambina sulla sua vita? È positivo o negativo?

Secondo voi, questa bimba cerca anche di fare il bene, oppure è più che altro abbattuta perché non riesce a evitare il male?

Come avviene l’esame di coscienza per questa bambina? È un momento sereno e colmo di fiducia nel perdono del Signore, oppure accade all’interno di un clima teso e di severità con sé stessa?

Questa bimba mostra di capire bene che cosa sia il peccato… ma conosce anche la misericordia?

I peccati per questa bambina diventano motivo di conversione, oppure rischiano di bloccare la sua crescita morale?

PECCATI

PECCATO

PECCATI

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Finalmente un giorno nel confessionale non trovai il mio solito parroco, ma un giovane confessore del vicino seminario. Credo che lui intuì la mia angoscia, perché mi lasciò parlare e poi non seppe resistere alla curiosità, sbirciò da un buchino della grata, mi lanciò uno sguardo divertito e scintillante e disse con la voce colma di tenerezza: “Ma va là che sei un angioletto!”

Oh signori, come mi sentii felice e liberata! Fu lì che conobbi la d del Signore e sperimentai il suo perdono. Mia nonna mi aveva sempre detto che alle brave bambine sarebbero spuntate le ali, ma io sapevo che a me non sarebbe mai successo, perché avevo troppi peccati Invece ora un prete del confessionale, uno che parlava a nome di Gesù, mi diceva che ero un angioletto! Non raccontai a nessuno questa mia scoperta, ma il fatto mi rimase dentro con una grandissima dolcezza: davvero il Signore mi amava, davvero non guardava i miei peccati, davvero desiderava soltanto perdonarmi. Sentivo la mia vita colmarsi di riconoscenza e comprendevo finalmente anche la vera essenza del peccato, il quale per un cristiano non è comprensibile al di fuori della misericordia e del perdono.

MISERICORDIA

PERDONO.

PECCATI,

PECCATI.

PECCATO

MISERICORDIA

PERDONO.

Ma ecco come continua la vicenda della bambina

LE RISPOSTE EVIDENZIANO I DANNI DI UN’EDUCAZIONE MORALE SBAGLIATA

La bambina conosceva finalmente l’amore del Signore attraverso la comprensione, l’apprezzamento e la tenerezza di un suo ministro!

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CONCETTI DI CUI TENERE CONTO

ESPERIENZE DA FAR VIVERE

Non c’è comandamento senza Rivelazione, perché l’iniziativa è di Dio e la legge è superata dalla Grazia. É necessaria la guida della Parola di Dio per un cammino di crescita e di conversione.

All’origine vi è l’incontro/confronto con l’amore del Padre e di Gesù.

Narrazione e attività sulla parabola della pecora ritrovata. ……………………………………………………………………………………………………

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Preghiera: microcelebrazione? Preghiera personale e/o familiare?...............................

Occorre uno sguardo positivo sulla vita.

É necessario creare l’abitudine a una lettura periodica della vita (esame di coscienza).

Lettura del vissuto a partire dai motivi per cui ringraziare (Confessio laudis).

Esame di coscienza con la rosa dei legami, per esplorare i quattro punti cardinali della vita?

Per un cristiano il peccato è sempre collegato alla misericordia di Dio e al suo perdono.

Celebrazione penitenziale?

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PROGETTIAMO, usando se vogliamo il materiale offerto

Un cristiano è chiamato, non solo a evitare il peccato, ma anche a fare il bene.

Propositi e gesti di carità di gruppo, familiari e/o personali?.................................................

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Materiale

Parabola della pecora, raccontata in modo che si senta la passione del pastore

Siamo in una vallata verde, dominata da uno stupendo cielo azzurro. Sull’erba non ancora alta avanza un pastore. È un bel pastore sapete e ha una faccia simpatica; tiene sulle spalle una pecorella e tutti e due sorridono. Non si sa perché, non si sa per che cosa, ma entrambi sorridono. Tutti e due. A sinistra, lontano lontano, si vede un gregge tutto raccolto dentro un recinto. Il pastore sta andando proprio verso quel gregge: si vede che è lui il padrone di quelle pecore. Ma quante saranno quelle pecore? Mah… così a occhio e croce potrebbero essere un centinaio. «Un uomo ha cento pecore» racconta infatti Gesù nel Vangelo». Cento. Non sono poche cento pecore, formano un bel gregge. Questo pastore sicuramente porta le sue pecore durante il giorno a pascolare, per nutrirle, e le disseta ai ruscelli o ai pozzi, come fanno tutti i pastori. La sera le riporta nel recinto e mentre entrano le conta, altrimenti non potrebbe sapere se ci sono tutte o no.�    Una sera come sempre le conta: “Una, due, tre, quattro, cinque... sei, sette… dieci, undici... venti, trenta, quaranta… novantanove! Come novantanove? Perché novantanove? Devono essere cento e sono novantanove?” Il pastore le riconta, ma le pecore sono sempre novantanove: il numero non cambia! È chiaro, una si è persa. Non si sa come, non si sa perché, ma si è persa.

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Che cosa fa allora il pastore? Secondo me, potrebbe scegliere di fare quattro cose. Prima scelta. Il pastore dice: “Peggio per lei. Sarebbe potuto stare attenta, rimanere con le sue compagne; avrebbe potuto obbedire e venire dietro a me e starmi vicina, ma se n’è andata. Si è persa, peggio per lei. Anzi, guarda, sono talmente arrabbiato che se il lupo la mangia mi fa anche un piacere”. E va a letto. Seconda scelta. Il pastore dice: “Adesso andrei anche a cercarla, quella sventatella, ma è calata la notte, è sceso il buio, è arrivata l'umidità… Come faccio ad andare in giro adesso? Come faccio a vederla? Non posso rischiare di finire in un crepaccio o di prendermi una polmonite a causa sua! Allora, per adesso vado a dormire e mi riposo. Domani mattina, quando porto in giro le altre, la cerco e la chiamo: se la trovo, va bene, se invece l’ha mangiata il lupo, pazienza, dopo tutto ne ho altre novantanove!” Terza scelta. Il pastore dice: “Oh sentite, io sono stanco, me ne vado a riposare e poi semmai ci penserò domani”. Quarta scelta. Il pastore va subito a cercare la sua pecora. Guardate, io credo proprio che il pastore sceglierà la prima opzione. É stata la pecora ad allontanarsi, non l’ha mandata via lui. Peggio per lei, no? Questo pastore poi ha cento pecore: una in più o in meno, su cento, non è una grande perdita. Secondo me, farebbe bene a scegliere la prima ipotesi e dire: “Si arrangi quella pecora disubbidiente!”�    

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Invece il pastore di questa parabola che cosa fa? Fa la cosa più sciocca, secondo me: va subito a cercare la pecora! Subito va a cercarla, subito. Non aspetta neanche che venga l'alba, che ci sia un po' di luce. No, no: va subito, nel bel mezzo della notte, nella notte umida, nella notte buia e spaventosa. Non si sa come, non si sa perché, ma va subito a cercarla. Non ha paura di nulla: va a cercare la sua pecora e «se riesce a trovarla» dice Gesù nel Vangelo «si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite».

Oh ma è proprio un pastore strano questo! Chiudiamo di nuovo gli occhi e guardiamolo ancora. Ma a voi non sembra che… assomigli a qualcuno? Non vi sembra di conoscerlo, di averlo già visto? Ma certo, questo pastore assomiglia a Gesù! È Gesù questo pastore! Quindi non solo Gesù ha raccontato questa storia, ma ha parlato di sé stesso! 

    E se questo pastore è Lui, allora noi siamo le pecore e stiamo insieme in questo gregge che è la Chiesa, la nostra comunità. E quella pecora lì, proprio quella lì che si è persa e lui si è presa in braccio, siamo ancora noi quando ci allontaniamo da Lui e dalla nostra comunità, perché scegliamo il peccato e il male invece del bene.�    E qual è la bella notizia che ci comunica Gesù a questo proposito? Ci dice che ci perdona e viene a cercare anche quando noi gli giriamo le spalle. Ma perché? Perché Gesù fa così?�  

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Modello di lettura del vissuto per bambini

L’esame di coscienza non dev’essere un percorso moralistico. Il modello che presentiamo usa la metafora del viaggio e dell’esplorazione interiore, annodandola intorno allo schema tripartito suggerito dal cardinal Martini (confessio laudis, confessio vitae, confessio fidei) e alla modalità tradizionale di esaminare la coscienza, che si muove intorno al tema delle relazioni (i rapporti con Dio, con gli altri, con il mondo e le cose, con sé stessi). 

I punti di forza della proposta sono quattro: 

*si esplora il mondo interiore dando la mano a Gesù e questo allontana l’ansia e i sensi di colpa;

*prima di pensare alle mancanze, i bambini sono invitati a pensare alle proprie qualità e alle proprie azioni belle, così da incominciare il viaggio nella positività;

*il discernimento corre nel segno della gioia (seguire Gesù fa sentire felici, allontanarsi da lui provoca tristezza);

*gli elenchi dei peccati e delle virtù mantengono sempre la concretezza del pensiero, del linguaggio e dell’esperienza infantile, evitando genericità e linguaggi sconosciuti ai piccoli; 

*le positività e le negatività comportamentali sono volutamente numerose per permettere diverse opzioni: cambiando il testo evangelico di riferimento e/o scegliendo di volta in volta gli esempi di comportamento e i propositi più adatti alla situazione del momento, si possono preparare altri schemi simili. Naturalmente anche le brevi preghiere, che qui raccolgono i pensieri e i sentimenti dei bambini, sono suscettibili di sostituzione, ad esempio con orazioni bibliche. Con le opportune modifiche, si può infine inserire il testo all’interno di una celebrazione penitenziale comunitaria. 

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Schema generale

La guida introduce l'esame di coscienza: "Facciamo il Segno della croce. Stiamo per partire per un viaggio importante, che si svolgerà in quel luogo meraviglioso e segreto che si chiama coscienza personale. Il nostro compagno di viaggio è Gesù e noi sappiamo che in sua compagnia tutto fiorisce e diventa più bello. Mentre camminiamo con Lui non dimenticheremo alcune cose importanti: Gesù è sempre dalla nostra parte e noi gli piacciamo molto così come siamo; Lui vuole che la nostra gioia sia piena e per questo c’insegna come camminare nella vita;  ogni nostro miglioramento lo rende felice e questa felicità arriva fino a noi; se non riusciamo a migliorare, Lui non si spazientisce, continua a credere in noi e sa che prima o poi ci riusciremo. Per tutte queste ragioni, non dobbiamo mai avere paura di scendere in profondità nella nostra coscienza: l’unica cosa che potrà succederci sarà l’abbraccio dolcissimo del nostro Gesù. Ora facciamo silenzio, mandiamo via tutto ciò che ci disturba, dentro e fuori di noi. Siamo soli davanti a Gesù, soltanto noi e Lui … nessun altro vede nel nostro cuore. Siamo i padroni assoluti della nostra coscienza.  Non preoccupiamoci se non capiamo tutto bene, oppure se ci sembra di aver dimenticato tante cose: Gesù ci farà comprendere e ricordare ciò che è importante per noi in questo momento. Guardiamo l’immagine e ascoltiamo”. La guida mostra un dipinto che illustra il brano evangelico prescelto (in questo caso la pecora ritrovata), poi legge o racconta. Spiega brevemente usando la seconda persona singolare, per posizionarsi sul binario dell’intimità.

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"Incomincia il tuo viaggio con Gesù, per esplorare il paesaggio della tua coscienza seguendo i quattro punti cardinali riportati nella rosa dei legami. Ricorda che i peccati sono peccati soltanto se vengono commessi liberamente, sapendo di offendere Gesù: ad esempio, se uno non va a Messa perché i genitori glielo impediscono, o perché non sa di doverci andare, o ancora perché è ammalato, non commette un peccato. 

  • Le azioni scritte in verde rendono felice Gesù e anche te, aprono il cuore al ringraziamento e alla lode. 
  • Le azioni scritte in blu rattristano te e Lui. 
  • I peccati evidenziati con il grassetto blu sono gravi: se vengono commessi liberamente e coscientemente, rompono l’amicizia con Gesù e allontanano dalla comunità cristiana; anch’essi però vengono perdonati da Gesù se ci si pente.

 

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1) A est, dove sorge il sole, trovi il tuo Signore.

Ascolto e seguo Gesù quando… 

(Presentare ai bambini solo alcune delle voci seguenti, scegliendole in base al testo evangelico o alla situazione del gruppo dei bambini stessi.) 

  • Vado a Messa con gioia per incontrarmi con Lui; 
  • vado al catechismo volentieri per ascoltare le sue Parole; 
  • recito le preghiere al mattino e alla sera, per dirgli che gli voglio bene, per ringraziarlo di ciò che mi dà e per chiedergli il suo aiuto; 
  • lo penso spesso durante il giorno, lo chiamo dentro di me e gli dico qualche parola bella; 
  • lo prego brevemente, per ringraziarlo prima di mangiare; 
  • lo vado a trovare in chiesa e rimango un po’ a fargli compagnia e a confidarmi con Lui. 

Mi allontano da Gesù quando… 

(Presentare ai bambini soltanto alcune delle voci seguenti…)

  • Non vado a Messa perché non voglio andarci o perché ho qualcosa di più interessante da fare; 
  • brontolo per andare al catechismo o non ci vado proprio; 
  • non prego quasi mai e lascio che i giorni passino senza pensare a Gesù; 
  • imitando qualche adulto bestemmio il nome di Dio. 

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2) A sud, dove il sole è più alto, trovi gli altri.

Sono felice di stare con gli altri quando… (Presentare ai bambini soltanto alcune delle voci seguenti…)

  • … quando ascolto e ubbidisco ai genitori, alle maestre, alla catechista e al parroco; sono gentile con loro e li aiuto,
  • sto con i nonni anche quando sono un po’ noiosi, 
  • vado d’accordo con i miei fratelli e con le mie sorelle, 
  • gioco e parlo con tutti i miei compagni, 
  • difendo i più piccoli o deboli e chiamo aiuto se vedo qualche ingiustizia, 
  • presto volentieri le mie cose, 
  • rinuncio a comperare qualcosa per me o a qualche mio giocattolo, per darlo a chi ne ha bisogno. 

Mi allontano triste e arrabbiato dalla mia comunità e dagli altri, quando…  (Presentare soltanto alcune…)

  • …do ingiustamente la colpa agli altri, oppure li offendo senza motivo, 
  • dico le bugie per imbrogliare qualcuno,
  • rifiuto di giocare con i compagni che mi sono antipatici e li prendo in giro, 
  • tengo dentro al cuore la rabbia, l’invidia, la gelosia, l’odio, l’antipatia e il rancore,
  • picchio e/o dico parolacce ai fratelli, alle sorelle, agli amici o ai compagni,
  • mi vendico e reagisco con violenza alle offese degli altri senza chiedermi il perché del loro comportamento,
  • non do mai niente a nessuno e non voglio dare una mano a chi ha bisogno di aiuto,
  • non ascolto e disubbidisco a mamma e papà, alle maestre, alla catechista e al parroco,
  • non seguo le regole dei giochi perché voglio sempre vincere io,
  • non intervengo quando vedo delle ingiustizie,
  • voglio che gli altri si occupino di me, ma io non voglio pensare a loro, sono sgarbato e dico parolacce. 

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3) A ovest, dove il sole tramonta rendendo luminosa la bellezza del mondo, trovi la natura e le cose.

Vivo felice nella natura e nel mondo quando… 

(Presentare ai bambini soltanto alcune delle voci seguenti, scegliendole in base al testo evangelico e alla situazione del gruppo dei bambini stessi).

  • …mi fermo ad ammirare la bellezza della natura e ringrazio il Signore che me l’ha donata. 
  • uso con rispetto gli oggetti e gli ambienti di tutti, 
  • tengo bene le mie cose per farle durare nel tempo, 
  • seguo le regole della raccolta differenziata e del riciclaggio. 

Mi sento male quando… 

(Presentare soltanto alcune delle voci che seguono, scegliendole in base al testo evangelico e alla situazione del gruppo dei bambini stessi)

  • …rubo le cose degli altri,
  • non restituisco gli oggetti che ho chiesto in prestito,
  • faccio del male agli animali,
  • sciupo il materiale comune della scuola e dell’oratorio,
  • non osservo i divieti per la protezione della natura.

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4) A nord, dove fa freddo e bisogna stare in casa, trovi te stesso. 

Sono contento di me stesso quando… 

(Presentare ai bambini soltanto alcune delle voci che seguono, scegliendole in base al testo evangelico e alla situazione del gruppo dei bambini stessi)

  • …seguo le regole della strada e non vado inutilmente nei pericoli, per non sciupare il dono della vita, 
  • guardo me stesso come mi guarda Gesù, che mi trova sempre prezioso e straordinario, così mi voglio bene anch’io,
  • non m’importa di essere più o meno bravo o più o meno bello degli altri,
  • amo la verità e cerco di essere sempre sincero,
  • sto attento a scuola, svolgo i compiti e studio, non perché sono obbligato, ma perché è bello imparare tante cose nuove,
  • rispetto il mio corpo e riconosco che è un bellissimo regalo di Dio da usare nel modo giusto per onorare Lui,
  • seguo le indicazioni dei genitori che riguardano la mia salute. 

Sono scontento di me, quando… 

(Presentare ai bambini soltanto alcune delle voci seguenti, scegliendole in base al testo evangelico e alla situazione del gruppo dei bambini stessi). 

  • …voglio sempre essere il più bravo, quello che parla più di tutti e che comanda sugli altri, 
  • non osservo le regole della famiglia, della scuola e degli altri ambienti che frequento, 
  • svolgo male i compiti, non sto attento a scuola, non studio o studio male, così non imparo niente, 
  • sto troppo tempo davanti alla TV o con i video – giochi, invece di leggere e giocare all’aria aperta, 
  • dico le bugie per difendermi,
  • faccio un sacco di storie per mangiare ciò che voglio io e non ciò che è sano. 

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Preghiera

Dopo l’esplorazione interiore, rivolgiti a Gesù con una preghiera che esprima il tuo pentimento. 

Avevi ragione tu, Gesù. Sono qui a darti ragione. Facendo di testa mia, ho creduto di stare meglio, ma ho sbagliato: solo con te, solo seguendo le tue parole e i tuoi desideri si sta bene nel cuore; solo tu mi sai dare una grande gioia e una grande libertà. Ti chiedo perdono Gesù! 

Passo avanti

Scegli il tuo proposito tra i seguenti. 

  • Prometto di passare in chiesa per salutare Gesù. 
  • Prometto di non escludere nessuno dai miei giochi. 
  • Prometto che domani svolgerò i compiti con cura. 
  • Prometto di restituire ciò che mi verrà prestato. 
  • Altro (decidi tu da solo .......................................................................)

Conclusione

Termina rivolgendoti di nuovo a Gesù. Credo in te, Gesù: credo che tu ti occupi di me, che mi vuoi bene e mi perdoni sempre. Anch’io ti voglio bene e ho bisogno di Te, perché a volte sbaglio e poi mi sento male e non so come rimediare. Voglio migliorare per farti piacere e per essere più felice insieme a te. Per questo ti prometto di ………………………  

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CIAO

E

GRAZIE!