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Arte e Chiesa: un’alleanza fra tutte

Don Alberto Zanetti – Ufficio catechistico nazionale

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  • È bene che ogni catechesi presti una speciale attenzione alla “via della bellezza” (via pulchritudinis). Annunciare Cristo significa mostrare che credere in Lui e seguirlo non è solamente una cosa vera e giusta, ma anche bella, capace di colmare la vita di un nuovo splendore e di una gioia profonda, anche in mezzo alle prove. In questa prospettiva, tutte le espressioni di autentica bellezza possono essere riconosciute come un sentiero che aiuta ad incontrarsi con il Signore Gesù. Non si tratta di fomentare un relativismo estetico, che possa oscurare il legame inseparabile tra verità, bontà e bellezza, ma di recuperare la stima della bellezza per poter giungere al cuore umano e far risplendere in esso la verità e la bontà del Risorto. (Evangelii Gaudium 167).

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  • Secondo le prime parole della Genesi, Dio «creò il cielo e la terra» (Gen 1,1) e questa divisione di tutto il creato in due parti è sempre stata considerata fondamentale. Cosi nella confessione di fede chiamiamo Dio «Creatore di tutte le cose visibili e invisibili», Creatore così delle visibili come anche delle invisibili. Questi due mondi - il visibile e l’invisibile – sono in contatto. Tuttavia la differenza fra loro è così grande che non può non nascere il problema del confine che li mette in contatto, che li distingue ma altresì li unisce. Come si può intenderlo?

(P. Florensckij, Le porte regali)

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L’arte come �traccia �dell’umano

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Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,�Silenziosa luna?�Sorgi la sera, e vai,�Contemplando i deserti; indi ti posi.�Ancor non sei tu paga�Di riandare i sempiterni calli?�Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga�Di mirar queste valli?

Dimmi, o luna: a che vale�Al pastor la sua vita,�La vostra vita a voi? dimmi: ove tende�Questo vagar mio breve,�Il tuo corso immortale?

E quando miro in cielo arder le stelle;�Dico fra me pensando:�A che tante facelle?�Che fa l’aria infinita, e quel profondo�Infinito seren? che vuol dir questa�Solitudine immensa? ed io che sono?�Così meco ragiono.

G. Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

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  • Essere cristiano non è prima di tutto assolvere un dovere o agire per un mondo migliore, ma in ogni circostanza e senza condizioni ricevere un dono gratuitamente offerto… il problema più grande dell’evangelizzazione oggi è di rendere il cristianesimo non solo comprensibile, ma molto di più, desiderabile, buono per la propria vita. La vita cristiana trova la sua sorgente nella Buona Novella. Non va quindi, allora e prima di tutto, assaporata? (A. Fossion)

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L’arte come risveglio

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  • Molti cristiani stanno male nella loro pelle di cristiani. La fede, così come essi la vivono e se la spiegano a se stessi, appare come un vestito troppo stretto… dare loro ragione della fede vuol dire mostrare la plausibilità per una vita autenticamente umana e la desiderabilità del messaggio cristiano. Come mai non riusciamo a far percepire che la fede cristiana è possibile e desiderabile, perché bella? È questa, certamente, la sfida più importante dell’evangelizzazione oggi. (E. Biemmi)

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La missione dell’arte

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  • Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un arma contro la rassegnazione, la paura, l’omertà. Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vive la curiosità e lo stupore (P. Impastato)