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TALETE DI MILETO

Veronica Foresta 1a F

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TALETE DI MILETO

Talete di Mileto (in greco antico: Θαλῆς, Thalês; Mileto, 640 a.C./625 a.C. circa – 548 a.C./545 a.C. circa) è stato un filosofo, astronomo e matematico greco antico. Da Aristotele, Talete viene indicato come il primo filosofo della storia del pensiero occidentale che iniziò la ricerca dell’archè (ἀρχή), «principio», identificato da lui nell'acqua, da cui tutto ha avuto origine. Egli è considerato come uno dei sette savi dell'antica Grecia e come primo «filosofo», colui che per primo si occupò delle scienze naturali, matematiche, astronomiche. Il suo metodo di analisi della realtà lo rende una delle figure più importanti della conoscenza scientifica: favorì l'ancora generica concezione naturalistica dei filosofi della scuola di Mileto caratterizzata da osservazione dei fenomeni e dimostrazione logica. Secondo Apollodoro di Atene, Talete nacque nel I anno della 35ª olimpiade (640 a.C.) o, secondo molti studiosi moderni, nel I anno della 39ª olimpiade (624 a.C.). In base alla versione di Diogene Laerzio, Talete sarebbe nato a Mileto, in Asia Minore, figlio di Essamio e Cleobulina; secondo altre, avrebbe avuto origine fenicia e sarebbe appartenuto alla stirpe dei Telidi; un’ultima variante sostiene che Talete sarebbe nato in Fenicia e, dopo esserne stato esiliato, sarebbe emigrato a Mileto.

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SETTE SAPIENTI

Fin dall'antichità fu considerato uno dei sette sapienti e, sebbene le liste di questi siano variabili tra gli autori, il nome Talete è sempre presente. Si diffusero numerosi racconti con Talete, primo tra i sapienti, come protagonista: secondo Callimaco, l'arcade Baticle lascia in punto di morte una coppa d'oro al figlio Anfalce, affinché costui la consegni al migliore dei sapienti. Anfalce la dona a Talete, questo la invia a Biante, il quale la dona a Periandro finché la coppa, dopo essere passata da tutti i sette sapienti, torna a Talete, che la dedica ad Apollo. In altre versioni alcuni pescatori rinvengono un tripode o un altro oggetto prezioso e, dopo aver chiesto all'oracolo, lo donano al "più sapiente", in alcuni casi Biante, in altri Talete, in altri ancora Pittaco; il tripode passa tra i sapienti finché l'ultimo lo dona ad Apollo.

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ANEDDOTI

Platone e Aristotele riferiscono due aneddoti su Talete.

Nel Teeteto, Platone, ritrae Talete come un pensatore immerso in riflessioni teoriche che non si accorse di cadere in un pozzo. Per questo una servetta lo derise, dicendo che desiderava conoscere le cose del cielo ma non si accorgeva di quelle sotto i suoi piedi.

Aristotele mostra l'intraprendenza di Talete e le sue capacità nelle attività pratiche. Per rispondere a chi lo accusava di essere povero egli previde, grazie a calcoli astronomici, un'abbondante raccolta di olive e in inverno si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra molto bassa data la scarsa richiesta. Al momento della raccolta delle olive, Talete poté affittarli al prezzo che voleva e poté dimostrare che per un filosofo è facile arricchirsi.

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BIOGRAFIA

Non si hanno notizie certe sulla famiglia di Talete. Forse si sposò ed ebbe un figlio, avrebbe poi detto di non volere avere figli . Si dice che, vecchio e sfinito, sia morto assistendo a una gara atletica (tra il 548 e il 545 a.C.) a settantotto anni o novanta.

Gli autori antichi dubitavano dei lavori a lui attribuiti:

          • Astronomia nautica (Ναυτικὴ ἀστρολογία)
          • Sul solstizio (Περὶ τροπῆς) e Sull'equinozio (Περὶ ἰσημερὶας)
          • Dei princìpi (Περὶ ἀρχῶν)

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MASSIME

L'essere più antico è Dio, perché non generato.

Il più bello è il mondo, perché opera divina.

Il più grande lo spazio, perché tutto comprende.

Il più veloce l'intelletto, perché passa attraverso tutto.

Il più forte la necessità, perché tutto domina.

Il tempo è più saggio di tutti, scopre sempre tutto.

A chi gli domandava se fosse venuta prima la notte o il giorno, rispondeva che era precedente la notte, di un giorno.

La cosa più semplice è dare consigli a un altro.

La cosa più piacevole è avere successo

Il divino è ciò che non ha né inizio né fine

Gli ingiusti non possono sfuggire all'attenzione degli dei.

Lo spergiuro non è peggiore dell'adulterio.

La sventura si sopporta più facilmente se ai propri nemici le cose vanno peggio.

Si vive virtuosamente non facendo quello che rinfacciamo agli altri.

È felice chi è sano nel corpo, ricco nell'anima e ben educato.

Diceva di ricordarsi degli amici, presenti e assenti; di non abbellirsi nell'aspetto ma nei comportamenti; di non arricchirsi in modo malvagio; di non cadere in discredito agli occhi di coloro con i quali si è legati da un patto; di aspettarsi dai figli gli stessi benefici arrecati ai genitori.

Infine, sosteneva che la morte non è diversa in nulla dalla vita.

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ACQUA PRINCIPIO DI VITA

Talete fu considerato il primo filosofo per aver indicato l’acqua come principio originario: «Acqua principio di vita».

Aristotele notò che il nutrimento di tutte le cose è umido, che i semi hanno una natura umida e che il caldo è umido; poiché l'acqua è alla base delle cose umide, l'acqua è il principio di tutte le cose. L'importanza dell'acqua è evidente anche in un altro concetto e cioè il disco della Terra (gli antichi ritenevano che fosse piatta) poggia e galleggia come un pezzo di legno sull’acqua e quest’ultima, muovendosi, trasmetteva il suo moto provocando i terremoti.

L'acqua e l'aria (che secondo Anassimene erano il principio), poiché non distingueva tra cose animate e inanimate, sono sostanze vive in grado di modificarsi e di essere esse stesse le cause di queste modifiche (influenze da concezioni animiste più antiche).

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ANIMA DELLE COSE

Talete è stato indicato da alcuni studiosi come un anticipatore del moderno modo di pensare scientifico non accettando acriticamente le spiegazioni mitologiche del suo tempo. Egli cercò di semplificare e spiegare la varietà dei fenomeni naturali che producevano il moto, all'epoca non altrimenti comprensibili, senza ricorrere a spiegazioni mitologiche o teologiche su basi razionali e sulle osservazioni. Riteneva che le modifiche causate dai fenomeni naturali dipendessero dall’anima della natura stessa che muove le cose: l’anima, che forse riteneva immortale, si comportava come il magnete la cui anima fa muovere, cioè attira, il ferro. Identificava l’anima con la materia stessa e perciò non esiste dualismo tra anima e materia.

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TALETE MATEMATICO

A Talete sono stati attribuiti anche cinque teoremi di geometria elementare:

  • Un cerchio è diviso in due parti uguali da qualunque diametro
  • Gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali
  • Se due rette si incrociano, gli angoli opposti al vertice sono uguali
  • Due triangoli sono uguali se hanno un lato e i due angoli adiacenti uguali
  • Un triangolo inscritto in una semicirconferenza è rettangolo

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TEOREMA DI TALETE

Fissato un bastone per terra stabilì che l'altezza di una piramide era in relazione alla lunghezza della sua ombra come l'altezza del bastone era in relazione alla lunghezza della sua ombra. Il metodo descritto da Plutarco è un'applicazione del teorema noto come teorema di Talete.

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CONOSCENZE ASTRONOMICHE

Secondo Erodoto, durante una battaglia tra i Medi e i Lidi si verificò un'eclissi solare, che pose fine alla battaglia. Erodoto annota che Talete aveva annunciato agli Ioni questa eclissi anche se non è chiaro in che termini e con quali mezzi ne aveva previsto l'anno. Secondo gli storici moderni, sia l'eclissi citata da Erodoto sia l'eclissi totale verificatasi il 28 maggio 585 a.C., furono visibili in Asia Minore. Dal punto di vista storico questa notizia comporta alcuni problemi. Cicerone afferma che al momento dell'eclissi prevista da Talete il re dei Medi era Astiage e non il padre, Ciassare, come sostiene Erodoto. Nella traduzione armena del Chronicon di Eusebio, l'eclissi è posta nel corso di una battaglia tra Aliatte e Astiage, inoltre un frammento papiraceo di un commento a una poesia di Alceo cita una battaglia tra Aliatte e Astiage, probabilmente la stessa battaglia in cui si verificò l'eclissi.

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CONCLUSIONI

Da quello che ho potuto capire da questa ricerca, Talete è una delle figure più importanti della storia dell'umanità in quanto è stato filosofo, astronomo, fisico e matematico.

Dal punto di vista filosofico alcune sua concezioni risentivano, in parte, delle credenze dell'epoca in cui è vissuto. Egli però si è sforzato di superare i preconcetti del suo tempo e per questo motivo le sue idee sono ancora importanti per la nostra cultura. I suoi concetti sull'acqua come principio di vita, pur se limitati dalle conoscenze della sua epoca, si possono considerare un’intuizioni embrionale di cosa essa rappresenta per lo sviluppo della vita sul nostro pianeta e di come ce la spieghiamo oggi. �Dal punto di vista della matematica e della geometria le sue riflessioni sono attualmente utilizzate e hanno pure fatto parte del programma scolastico dell'anno appena trascorso. Ho capito inoltre che le sue osservazioni sono comunque la base di buona parte della geometria che utilizzeremo anche nei prossimi anni e che quindi, oltre ad Euclide ed ai suoi studi, studieremo anche altri teorizzatori che hanno valutato le scienze da prospettive differenti .�