CELEBRARE IN FAMIGLIA?
MA DA QUANDO?
Dalla relazione
di M. Tettamanti, pubblicata in Servizio per la catechesi (a cura di), Comunità e famiglia generano nella fede, Centro ambrosiano, Milano 2019, p. 101 e ss.
Fotografie di Anna e Benedetta Abati e di Maria Cappelletti
E PERCHÉ POI????
Dal CCC (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La famiglia cristiana è il primo luogo
dell’educazione alla preghiera
dove i figli di Dio imparano a pregare “come Chiesa”
e a perseverare nella preghiera.
Dal CCC (Catechismo della Chiesa Cattolica)
La famiglia cristiana è il primo luogo
dell’educazione alla preghiera
dove i figli di Dio imparano a pregare “come Chiesa”
e a perseverare nella preghiera.
E PERCHÉ POI????
NELLA TUA FAMIGLIA I FIGLI IMPARANO A PREGARE? FACCIAMO UN’INDAGINE!
QUANDO SI PREGA NELLA TUA FAMIGLIA ?
1. TUTTI I GIORNI: MATTINA, SERA E AI PASTI
2. TUTTI I GIORNI ALLA SERA
3. UNA VOLTA OGNI TANTO
4. MAI
5. ALTRO …
QUALI PREGHIERE RECITATE PREFERIBILMENTE?
1. LE FORMULE TRADIZIONALI
2. IL “PADRE NOSTRO”
3. FACCIAMO IL SEGNO DELLA CROCE
4. NESSUNA PREGHIERA
5. ALTRO …
PENSI CHE SIA POSSIBILE PREGARE IN FAMIGLIA?
1. CERTAMENTE SI’
2. SI’, MA SOLO QUALCHE VOLTA QUANDO SI HA TEMPO
3. FORSE, MA NON ABBIAMO MAI PROVATO.
4. ASSOLUTAMENTE NO.
5. ALTRO …
PENSI CHE SIA POSSIBILE CELEBRARE DEI RITI IN FAMIGLIA?
1. SI’
2. FORSE SI’, MA NON SO COME SI FA.
3. NO, I RITI SI CELEBRANO SOLO IN CHIESA.
4. NON LO SO.
5. ALTRO …
Orazio Gentileschi
La famiglia è “luogo teologico”.
La “liturgia della casa” è un’irrinunciabile dimensione della vita familiare.
L’INCARNAZIONE: DAL TEMPIO ALLA CASA
MA CHE COS’E’ LA LITURGIA?
Che cos’è la preghiera?
LA LITURGIA E’ COMPOSTA DA
PREGHIERE
RITI
RELAZIONE
Arte somma della relazione
Comprende
atteggiamenti di
ascolto
domanda
ringraziamento
richiesta di perdono
educa le relazioni familiari
La preghiera in famiglia
è il centro propulsore
dei rapporti familiari
Una famiglia che prega è una famiglia unita.
Ecco perché i
percorsi
diocesani
propongono
spesso
preghiere
e riti
familiari
Esempio: l’icona pellegrina
= azioni/gesti che si ripetono e hanno un valore simbolico
Importanti per tutti soprattutto per i bambini
RITI
perché
Marcano il tempo e lo rendono diverso e amico ( scienze umane).
Scandiscono il ritmo della vita.
Hanno una funzione di protezione e di difesa.
S’imprimono nell’anima dei bambini e penetrano nell’inconscio, dove s’innestano e agiscono come vere e proprie immagini terapeutiche.
A tutti i bambini, ma soprattutto ai bimbi con autismo, la ripetitività dei riti comunica sicurezza.
I riti sociali e familiari
sono molti e diversi
I riti familiari disegnano l’identità e la cultura della famiglia
e quindi un vissuto di appartenenza
indispensabile all’autostima dei bambini.
Associandoli o declinandoli nelle categorie del religioso,
si uniscono alla preghiera
e sono capaci di rendersi presenti all’esistenza
nelle modalità di quel reale che è proprio della fede
e quindi in grado di sostenere la vita nello scorrere del tempo.
ALLEANZA TRA RITI E PREGHIERA
I riti della soglia aprono e chiudono le porte del tempo.
Motivazione pedagogica: difficoltà di uscire.
IN CASA
s’incontrano persone di famiglia, che danno sicurezza e accettazione piena
FUORI
l’ignoto
BISOGNO DELL’OGGETTO TRANSAZIONALE:
Perché non qualcosa che richiami il Trascendente?
I RITI: TIPOLOGIA
IL SALUTO
Motivazione pedagogica:
Bisogno della certezza di ritrovare i propri legami
e il proprio mondo.
Perchè non il segno di croce sulla fronte
per richiamare l’identità religiosa?
Figliolo, non solo papà e mamma ti accompagnano con il pensiero, ma anche Gesù, che ti vuole bene … Tutto in te è buono e bello, tutto è amato da Dio, tutto è benedetto da Lui: ringraziamolo insieme!
I RITI - TIPOLOGIE
I RITI DELLA SOGLIA
Riti serali
Motivazione pedagogica
Difficoltà ad accettare lo stacco della coscienza proprio del sonno: la ripetizione dei gesti (storia, bacio della buona notte…) disegna una patria, un territorio conosciuto, in cui abitare senza timore.
Il rito delle preghiere serali con la benedizione dei genitori richiama alla coscienza dei bambini le presenze benefiche e protettrici di Gesù, Maria, l’angelo… che propiziano il sonno.
I RITIDELLA SOGLIA
I RITI - TIPOLOGIE
Riti del risveglio
Motivazione pedagogica
La nuova giornata si presenta carica di impegni a volte preoccupanti: c’è un bisogno di rassicurazione, dell’abbraccio sorridente dei genitori.
Lo sguardo all’icona, il segno della croce, una breve preghiera e la benedizione dei genitori dicono che Gesù accompagna e sostiene.
RITO DEI PASTI
Specie di gioco arcano, a metà strada tra la dimensione seria del gioco e quella ludica della preghiera
PREGHIERA AI PASTI: LODE VELOCE E INTENSA
IL RITO FAMILIARE (PASTO E SERVIZIO) + IL RIFERIMENTO AL SIGNORE
=
fa nascere un rito nuovo, religioso e sociale, che nutre corpo e anima
ricostruendo armoniosamente l’unità della persona
I RITI - TIPOLOGIE
Motivazioni pedagogiche
festa di compleanno: per dire «Ti vogliamo bene» (un famigliare a turno è al centro della festa)
Festa del Battesimo e dell’onomastico
I RITI DELLA FAMIGLIA
Il racconto vero e affascinante dispiega i colori della celebrazione, le
parole, i gesti …
fa nascere il desiderio di ringraziare il Padre
La memoria collettiva diventa propria
e rinforza l’io personale, familiare e cristiano, dando
gioia, sicurezza, dolcezza.
Battesimo: non solo noi / anche Dio ti ama / ti ha reso suo figlio
Quattro momenti
2) spiegazione del significato;
3) approfondimento della vita del santo che porta lo stesso nome: per imitarlo, chiedere protezione, sentirsi parte della comunione dei santi;
4) preghiera al santo.
FESTA DELL’ONOMASTICO
I RITI DELLA FAMIGLIA
PER I MOMENTI DI GRANDE INVESTIMENTO EMOTIVO
Nelle situazioni caotiche, i riti riordinano e ristrutturano il mondo affettivo del bambino.
NEL LUTTO
lo spazio creato dai riti permette di credere nella possibilità di una relazione che continua oltre la morte
I RITI DELLA FAMIGLIA
Ascoltiamo, a questo proposito, la storia vera di Virginia.
I primi a capire che era successo qualcosa di brutto furono come sempre i bambini. Forse fu l’irrigidirsi improvviso di Tatiana mentre rispondeva al telefono, o lo sguardo smarrito che lanciò al nuovo compagno; forse fu lo strattone involontario con il quale trascinò con sé la bambina, uscendo in fretta dal salone … Fatto sta che la notizia circolava già un attimo dopo, spargendo tempeste di gelo e di paura nel gruppo della prima comunione e in tutto l’oratorio: era morto il papà di Virginia! Proprio mentre arrivava da Cinisello Balsamo per incontrare la sua bambina, un brutto incidente sull’autostrada se l’era portato via in un momento.
Nei giorni che seguirono, le notizie si rincorsero rapidamente, circondate dallo stesso sconcerto del primo momento: il corpo del papà veniva portato in Svizzera, dove abitava la sua famiglia d’origine, e Virginia con la mamma seguiva il feretro; la bambina ancora non sapeva perché stava andando dai nonni paterni che nemmeno conosceva. La catechista della bambina era molto addolorata e preoccupata: conosceva l’amore della piccola per il suo papà e anche la fatica che le ci era voluta per accettare il nuovo compagno della madre.
Quando la bambina tornò dal funerale corse ad abbracciare la catechista, ma era inconsolabile. La catechista le parlò con dolcezza, ma non sapeva che cosa consigliarle: la mamma, originaria di un Paese dell’est, veniva da decenni di ateismo di stato, non c’erano nonni né parenti che pregassero o frequentassero la Chiesa e non c’era nemmeno una tomba sulla quale pregare. Finalmente le profondità amorevoli della Spirito si aprirono, per sostenere le due donne, la piccola e l’anziana, unite dallo stesso dispiacere. “Senti Virginia” disse la catechista: “voglio darti un consiglio. Tu sai che il tuo papà sta con Gesù: dove c’è l’uno c’è l’altro. Potresti allora fare così: al sabato mattina, nell’ora in cui il tuo papà arrivava da te, potresti prendere un lumino…” “Sì, ce l’ho” disse sommessamente la bambina. “Lo accendi, lo metti sul davanzale e guardando il cielo incominci a recitare piano piano le preghiere che hai imparato al catechismo. Pregando parli con Gesù e sai che il tuo papà è lì con Lui. Puoi pregare anche per il babbo e chiedergli di aiutarti. Vedrai che lo farà.” La bambina accettò, sembrava sollevata. Nei giorni che seguirono si appropriò del suo piccolo rito fino a renderlo quotidiano e fu felice quando la mamma si unì a lei nella preghiera. Quando con i suoi compagni scrisse qual era la cosa più bella successa durante l’anno, scrisse: “Mio papà mi guarda dal cielo”.
PREGHIERE TRADIZIONALI
*“Padre nostro” consegnato da Gesù;
altre formule date dalla
sapienza della Chiesa;
* sono un dono, che arriva alla memoria e alle labbra nei momenti difficili;
* formano un legame con tutti i cristiani.
CARATTERISTICHE DELLA PREGHIERA FAMILIARE
Deve intrecciarsi con il vissuto quotidiano,
con le circostanze
e i ritmi della vita familiare.
Quindi…
Preghiere non eccessivamente impegnative,
più immediatamente affettive e divertenti,
piccoli riti che spargano bellezza
e creino gioia e unione.
ACCOMPAGNATE DA SEMPLICI GESTI RITUALI
PREGHIERA DELLA FAMIGLIA
MODI DIVERSI DI PREGARE IN FAMIGLIA
Albero genealogico della preghiera familiare da costruire attraverso interviste ai famigliari (“Qual è la tua preghiera preferita?)e recitare giorno per giorno
Zia
Maria
Gloria
Papà
Padre
nostro
Nonno
Mario
Angelo
di Dio
Nonna
Rosa
L’eterno
riposo
h
Nonno
Teo
Ave
Maria
Nonna
Lia
Credo
Mamma
Ti adoro
Io
Atto
di dolore
Sorella
Manuela
Gesù
Bambino
PREGHIERE DELLA FAMIGLIA
MODI DIVERSI DI PREGARE IN FAMIGLIA
“MODELLO GAUTHIER”: PREGHIERA SCANDITA IN TRE TEMPI
3) Gesto rituale
(accensione candela, segno di pace, bacio a un’icona o al crocifisso…)
4) Recita di qualche formula tradizionale e segno della croce.
PREGHIERE DELLA FAMIGLIA
Preghiera reciproca (“Io prego per… La mamma per…)
Preghiera /azione: coloro (o lavoro ) e prego nel silenzio, pensando alla vicinanza di Gresù.
Preghiera a schema quadripartito:
entrata e uscita (segno della croce)
ascolto (una pagina del Vangelo o un salmo)
risposta (formula tradizionale, canto, un gesto…).
PELLEGRINAGGI FAMILIARI:
scegliere il santuario familiare e organizzare una gita di famiglia almeno ogni anno.
la libertà, l’allegria, il divertimento … le belle emozioni unite alla preghiera
arricchiscono la memoria cognitiva ed emotiva
PREGHIERE DELLA FAMIGLIA
CELEBRAZIONE EUCARISTICA SETTIMANALE:
rende possibile, valorizza, porta al culmine la preghiera familiare
Unire l’esperienza ad altre più piacevoli per i bambini (riti complementari),
quindi capaci di creare belle emozioni e memorie (ad esempio giochi in oratorio, visita alla zia delle caramelle, sosta al bar per comperare un dolce…).
PER LA PREGHIERA IN CASA
Allestisci un luogo raccolto
TUTTO DIVENTA CULTO GRADITO A DIO
ÈD È COSI’ CHE TUTTO NELLA FAMIGLIA …
Il gioco
dei bambini
Il lavoro
domestico
I compiti
scolastici
Il lavoro
fuori casa
Le gite
familiari
La cura
degli anziani o delle persone con disabilità
Il momento
dei pasti
Il sonno
Il gioco
coniugale
PREGHIAMO
Signore Gesù,
nonostante le nostre fragilità e le nostre insicurezze,
Tu ci ritieni degni di collaborare con te
al grande gioco della vita.
Rendici capaci di regalare ai nostri figli
il dono inestimabile della fede,
che ci consegna alla tenerezza del tuo abbraccio festoso,
apre i nostri occhi alla luce del giorno
e ci rende forti nelle ombre inevitabili della notte.
Fa’ o Signore,
che i nostri bambini,
questi bambini che ci hai affidati perché li crescessimo per te,
siano capaci di affrontare la vita con coraggio e gioia.
Custodisci Signore il loro sorriso,
terra sacra,
luogo in cui splende la potenza del tuo amore.
Dona a loro e a noi la fede che genera meraviglie
e fa della vita canto e danza,
stupore ed esperienza dell’infinito Amen
G
R
A
Z
I
E