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GLI STEREOTIPI

DI GENERE NELLA LETTERATURA INFANTILE

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CHE COS’È UNO STEREOTIPO?

La parola stereotipo deriva dal greco stereos (rigido, duro) e typos (impressione) e con questo termine ci si riferisce a qualsiasi opinione rigidamente precostituita e generalizzata, cioè non acquisita sulla base di un’esperienza diretta. Gli stereotipi nascono dal bisogno di categorizzare e di semplificare alcuni aspetti della vita raggruppandoli per caratteristiche comuni.

Esistono vari tipi di stereotipi relativi ad etnia, sessualità, nazionalità, religione, politica, professione, stato sociale, ricchezza.

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GLI STEREOTIPI DI GENERE

Gli Stereotipi di genere sono stereotipi relativi all’attribuzione di caratteristiche psicologiche e comportamentali differenziate a seconda del genere (maschio o femmina). Secondo gli stereotipi di genere le donne e gli uomini presentano "naturalmente" determinati elementi caratteriali, specifiche attitudini o competenze proprio perché sono donne o uomini. Ciò influisce in modo significativo nelle scelte che queste e questi compiono nel corso della loro vita perché creano un terreno favorevole all'esercizio della soggettività: si tenderà quindi a leggersi attraverso gli stereotipi.

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ESEMPI DI STEREOTIPI DI GENERE

L’esempio principale degli stereotipi di genere è sicuramente ľuomo che deve andare a lavorare e portare soldi a casa e la donna che deve restare a casa a occuparsi delle faccende domestiche e dei figli. Anche alcuni lavori sono stereotipati, come per esempio lavori manuali che richiedono forza vengono considerati prettamente maschili

Sono stereotipi non solo i ruoli o i lavori che vengono attribuiti semplicemente degli aggettivi che spesso vengono riferiti al genere maschile, come: forti, avventurosi, coraggiosi, attivi, indipendenti, astuti, sicuri di sé, infedeli. Stereotipi di ruolo: il lavoro

Stereotipi riferiti al genere femminile: emotive, premurose, paurose, piagnucolose, educate, buone, ingenue, servizievoli, vanitose. Stereotipi di ruolo: cura della casa e dei figli

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GLI STEREOTIPI DI GENERE NELLA

LETTERATURA DELL’INFANZIA

Gli stereotipi di genere li possiamo riscontrare anche nella letteratura dell’infanzia perché, soprattutto negli testi per bambini meno recenti, si possono trovare differenze tra il ruolo maschile e femminile riguardanti ogni azione della vita quotidiana: ad ognuno dei generi si associano diversi pregiudizi o comportamenti “tipici” .I bambini leggendo i libri sin da piccoli iniziano a riscontrare i pregiudizi e gli stereotipi di genere sin dall’infanzia ad esempio riguardanti giochi, ruoli, colori, preferenze e molto altro.

Gli elementi delle fiabe che contribuiscono ad accentuare le differenze di genere sono:

- le attività, professioni e non, svolte dai personaggi, che possono incidere sulle aspirazioni future;

- l’uso degli aggettivi: i maschi vengono qualificati con qualità positive o comunque connotati positivamente (sicuro, coraggioso, concentrato, pensieroso, avventuroso, tronfio, saggio, ...); le femmine sono connotate in modo spregiativo o con debolezza e fragilità (antipatica, civetta, pettegole, vergognosa, silenziosa, servizievole, delicata...);

- gli spazi: il genere femminile è associato a spazi chiusi, in una dimensione privata-familiare (casa, castello); il genere maschile è associato a spazi aperti, proiettato in un contesto pubblico – lavorativo (al lavoro o in luoghi lontani, dedicati al divertimento...);

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RUOLI DI MASCHIO E FEMMINA NELLE FIABE

Nella maggior parte dei casi la differenza di genere nelle fiabe si realizza tramite due figure principali ricorrenti: un Principe e una Principessa. Nella maggior parte dei casi però, la “principessa” di turno è ben lontana dall’essere la combattente attiva artefice del proprio destino, e si limita a dipendere da qualcun altro (solitamente un principe) per diventare un'adulta realizzata. Svariate fiabe quindi ci mostrano una varietà di nomi e di “eroine” accomunate da un unico destino e dalla medesima subordinazione: sono leali, belle, buone e gentili, ma di fatto inadeguate alla sopravvivenza.

Accanto alla figura della donna buona e inattiva, docile e remissiva, che per questo alla fine viene sempre premiata, si affiancano altri prototipi di figure femminili: si tratta di donne che non sono generalmente né mogli né madri e per questo rappresentate come streghe malvagie, oppure come fate buone; entrambe personaggi non umani, ma fantastici che agiscono, in negativo o in positivo, tramite doti non loro: le magie.

I PERSONAGGI FEMMINILI

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I PERSONAGGI MASCHILI

Dei principi dei cartoni invece raramente sappiamo, o ci ricordiamo, i nomi; sappiamo poco delle loro vite e delle loro personalità, quello che importa è ciò che essi rappresentano: il coraggio e la determinazione di seguire le proprie aspirazioni, allontanandosi dal proprio ambiente e avventurandosi in mondi sconosciuti e affascinanti, al fine di salvare la principessa e di diventare adulti realizzati: non importa chi siano, ma ciò che essi personificano.

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CENERENTOLA E BIANCANEVE

Le prime principesse divenute famose e probabilmente anche le più conosciute sono Biancaneve e Cenerentola.

Entrambe le protagoniste vengono sempre descritte come devote alle faccende domestiche a cui si dedicano senza lamentarsi, quasi lo considerassero come un loro compito indiscutibilmente “naturale” (ad esempio Biancaneve giunta alla casetta dei sette nani, vedendo il disordine e lo sporco, spontaneamente si mette a ordinare e “non stette a pensarci su: prese scopa e strofinaccio e, di buona lena ripulì ogni cosa!”). Sono dolci, carine e gentili, educate, dai tratti delicati e anche sensibili, sognatrici, e desiderose di incontrare il bel principe azzurro a cui dare il primo bacio di “vero amore” e con cui sposarsi e vivere finalmente felici e contente. Spesso inoltre in diversi libri o film, come anche in La bella e la bestia, le ragazze più belle e ingenue vengono rappresentate bionde.

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La povera ragazza era costretta a compiere in casa tutti i lavori più pesanti. Si alzava prima dell'alba, andava a prendere l’acqua, accendeva il fuoco, cucinava, lavava e puliva i pavimenti. Nonostante tutto questo, Cenerentola rimase gentile e cortese sognando che un bel giorno la felicità sarebbe arrivata”.

“La principessina affrontava

ogni fatica senza un lamento. Anzi sempre allegra e sorridente: solo un desiderio era solita confidare, cantando, alle amiche colombe: «Vorrei un amore tutto per me, sogno la felicità che un giorno verrà,

mi dirà amore amore son qua!»”.

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IL PROGETTO

POLITE è l’acronimo di Pari Opportunità nei LIbri di TEsto ed è un progetto realizzato tra la fine degli anni 90’ e i primi anni del 2000. L’esito finale del progetto è stata la stesura di un codice di autoregolamentazione degli editori che consisteva nel fornire dei punti e alcune idee secondo cui gli autori dovevano prendere in considerazione la prospettiva di genere nei loro libri.

Le caratteristiche di un libro scolastico attento all’identità di genere sono:

  1. evitare di rappresentare le donne in maniera sottomessa rispetto agli uomini, o viceversa;
  2. fornire rappresentazioni equilibrate delle differenze, evitando di illustrare abitudini innate di ragazzi e ragazze;
  3. rappresentare entrambi i sessi in un'ampia variazione di ambiti professionali;
  4. adeguare e aggiornare la scelta delle illustrazioni e del linguaggio;

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GLI ANTISTEREOTIPI

Gli antistereotipi sono l’opposto degli stereotipi, nel nostro caso sono relativi all’attribuzione di caratteristiche psicologiche e comportamentali differenziate a seconda del genere. Per esempio, riferiti al genere maschile, i bambini vengono descritti come timidi, insicuri, molto sensibili o poco coraggiosi; invece riferiti al genere femminile vengono presentate ragazze o donne coraggiose, attive, avventurose, disubbidienti ed esperte in materie tecniche.

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IMMAGINI RAPPRESENTANTI ANTISTEREOTIPI

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ribelle

Ci sono diversi libri che racchiudono antistereotipi, quello più conosciuto è Ribelle. La storia parla di una principessa di nome Merida, la ragazza è coraggiosa, audace e insofferente alle regole di corte e preferisce cavalcare e tirare con l'arco piuttosto che sedere a tavola composta o pettinare i propri riccioli rossi. Questo è un esempio di antistereotipo perché mostra una PRINCIPESSA fare cose considerate da uomini, ovvero cavalcare e tirare con l’arco. E’ un esempio per tutti i bambini che assimilano l’essere appunto “ribelli”, e per questo motivo può essere un personaggio più amato.

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storie della buonanotte per bambine ribelli

Un altro libro per l’infanzia che ha come argomento centrale proprio gli antistereotipi di genere è storie della buonanotte per bambine ribelli; si tratta di una raccolta di storie vere riguardanti le vite straordinarie di donne straordinarie che hanno saputo combattere e dimostrare il proprio valore anche in un mondo stereotipato come il nostro. esistono più volumi e solo nel primo sono elencate circa 100 donne che hanno cambiato il mondo con il loro coraggio e la loro intraprendenza. tra queste troviamo Coco Chanel, Cleopatra, Elisabetta Ⅰ, Frida Kahlo, Jane Austen, Malala Yousafzai, Rosa Parks, Rita Levi Montalcini e tantissime altre.