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Misure elettriche industriali

Monitoraggio dei Processi Industriali 2025-2026

Francesco Santoni

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Misurazione di grandezze elettriche�in ambito industriale

Misurazioni in DC

  • Misurazione di tensioni e correnti
  • Misurazione di resistenze
  • Misurazione di potenze in Corrente Continua

Misurazioni in regime sinusoidale monofase (AC)

  • Misurazione di tensioni e correnti alternate
  • Misurazioni di potenza attiva tramite wattmetro elettrodinamico
    • Richiami sulla definizione di potenza attiva, reattiva, e apparente
    • Wattmetri elettrodinamici

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Misure elettriche industriali

  • Misure di grandezze elettriche effettuate in un contesto industriale, effettuate su apparati, macchine e impianti
  • Obiettivo: valutare il funzionamento e verificarne la conformità a specifiche tecniche
  • Classe di precisione di uno strumento:
    • incertezza estesa relativa di uno strumento, espressa come percentuale
    • NOTA: l’incertezza estesa associata a una grandezza X può essere dedotta dalla classe di precisione C dello strumento e dal valore di misura XM attraverso la seguente relazione:

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Misure elettriche industriali

  • Definizione delle condizioni:
  • Condizioni nominali (rated operating conditions): sono le condizioni operative per le quali le caratteristiche metrologiche di uno strumento non eccedono dei limiti specificati. Le condizioni nominali riguardano campi o valori sia per il misurando sia per le grandezze di influenza. «Condizione di funzionamento che deve essere rispettata durante la misurazione» (VIM)
  • Condizioni limite (limiting conditions, absolute maximum ratings): sono quelle che lo strumento può sopportare senza subire danni o una degradazione delle proprie caratteristiche metrologiche. Possono essere riportate condizioni differenti per il trasporto, per il deposito a magazzino e per le condizioni operative. «Condizione di funzionamento estrema che uno strumento di misura o un sistema di misura deve poter sopportare senza danno e senza degrado» (VIM)
  • Condizioni di riferimento (reference conditions): previste durante le prove di verifica o la taratura dello strumento. «Condizione di funzionamento prescritta per la valutazione delle prestazioni di uno strumento di misura o di un sistema di misura o per il confronto di risultati di misura» (VIM)

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Misurazioni DC - estensione portata voltmetro

  • In ambito industriale è spesso necessario misurare tensioni e correnti che eccedono portata max di un multimetro (qualche kV, qualche A)
  • Estensione portata voltmetro: inserimento resistenza serie R

Tensione misurata:

Stima tensione Vx:

Massima tensione misurabile:

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Misurazioni DC - estensione portata voltmetro

  •  

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Misurazioni DC - estensione portata amperometro

  • Inserimento resistore in parallelo R (di conduttanza GR)

Corrente misurata:

Stima della corrente

Massima corrente misurabile:

Valutazione incertezza:

Portata estesa a scapito di un aumento dell’incertezza

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Misurazione resistenza industriale

  • Metodo convenzionale: multimetro digitale, misura una resistenza eccitandola con un proprio generatore di corrente, e misurando la tensione ai suoi capi.
  • Ambito industriale: misurazione della resistenza in condizioni operative, con il carico sotto tensione
  • Metodo voltamperometrico: misurazione tensione e corrente

  • Non usare multimetro in modalità ohmetro per misurare resistenza sotto tensione!

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Misurazione resistenza industriale

  • Due possibilità: voltmetro a monte o a valle dell’amperometro
  • Se la strumentazione fosse ideale (voltmetro con resistenza di ingresso infinita, amperometro con resistenza di ingresso nulla) le due configurazioni circuitali sarebbero equivalenti
  • misurazione di resistenza è affetta dal consumo dello strumento (voltmetro o amperometro) posizionato a valle (cioè vicino al carico)

voltmetro a monte

voltmetro a valle

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Voltmetro a monte

  • la corrente IM misurata dall’amperometro è quella che attraversa effettivamente il carico, mentre la tensione misurata VM è quella del carico sommata alla caduta di potenziale VA sull’amperometro

  • Stima resistenza:

  • VM=Vx+VA=V, IM=Ix=V/(RA+Rx), in cui VA è la caduta di potenziale ai capi dell’amperometro, cioè ai capi di RA (l’amperometro ideale è un cortocircuito).

  • contributo di tipo B, sempre positivo e pari alla resistenza RA

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Voltmetro a valle

  • tensione misurata VM coincide con la tensione sul carico Vx, mentre la corrente misurata dall’amperometro è

in cui IV è la corrente che scorre nel voltmetro, cioè attraverso RV (il voltmetro ideale è come un circuito aperto)

Resistenza misurata:

  • A causa del consumo del voltmetro viene misurata la resistenza del parallelo tra la resistenza incognita e quella equivalente del voltmetro, che è di nuovo un contributo di tipo B nel contesto considerato.
  • Errore commesso è sempre di segno negativo

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Metodo voltamperometrico: scelta configurazione

  • Per resistenze di valore elevato, è conveniente utilizzare la configurazione con il voltmetro a monte, perché essendo la resistenza dell’amperometro piccola, l’errore relativo è dato da

che tende a zero al crescere di Rx (si consideri che RA è spesso non superiore a 10 Ohm).

  • Per resistenze di basso valore (10 Ohm o inferiori) è invece conveniente la configurazione con voltmetro a valle. L’errore relativo infatti è dato da

che tende a zero se Rx tende a zero.

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Metodo voltamperometrico: incertezza di misura

  • Propagazione incertezza, sorgenti di incertezza scorrelate

  • Incertezza relativa

  • Risultato generale: l’incertezza relativa del rapporto di due grandezze scorrelate è dato dalla somma quadratica delle incertezze relative associate a tali grandezze. Si osservi che un risultato identico si ottiene anche per il prodotto di due grandezze scorrelate

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Compensazione del consumo

  • contributo all’incertezza dovuto al consumo degli strumenti è di tipo B, e può essere compensato se le resistenze del voltmetro e/o dell’amperometro sono note
  • Esempio: voltmetro a monte, la stima compensata della resistenza è data da

  • l’incertezza residua su Rx, dopo la compensazione:

.

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Misurazione di correnti in ambito industriale

  • Può richiedere soluzioni differenti da quelle usate per l’elettronica di segnale. Motivazioni:
    • Misure sotto carico
    • Corrente eccede le specifiche
    • Inserimento dell’amperometro in serie al circuito misurando può essere pericolosa o non attuabile (necessità di assicurare continuità del servizio)

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Metodo voltamperometrico

  • Far scorrere la corrente incognita attraverso un resistore di shunt noto R e misurare la caduta di potenziale ai capi di R

  • Svantaggi per alte correnti
    • Consumo di potenza elevato
    • Incertezza (auto-riscaldamento resistore shunt)
    • Assenza di isolamento galvanico
  • Non sempre possibile mantenere l’isolamento galvanico
  • Soluzioni:
    • Trasformatore di corrente
    • Pinza amperometrica basata sulla legge di Faraday-Neumann-Lentz
    • Pinza amperometrica basata sull’effetto Hall

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Trasformatore

Relazioni trasformatore ideale senza perdite

Fig. 1 – Schema circuitale di un trasformatore di tensione, connesso ad una sorgente di tensione (al primario) e a un carico (al secondario).

Rapporto spire kN

Trasformatore di tensione: rapporto di trasformazione e sfasamento noti accuratamente

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Trasformatore per misura di tensioni AC (TV)

  • Il primario del trasformatore è connesso in parallelo al carico, il secondario a un voltmetro.

  • Riduttore di tensione: NS<NP VS<VP
  • Carico collegato al secondario deve avere impedenza elevata, per evitare correnti elevate

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Trasformatore per misura di correnti AC (TA)

  • Primario del trasformatore è connesso in serie al carico, il secondario a un amperometro.

  • Riduttore di corrente: NS>NP IS<IP
  • Carico collegato al secondario deve avere impedenza bassa, per evitare sovratensioni
  • Vantaggi TA: isolamento galvanico, assenza di autoriscaldamento
  • Svantaggi: isteresi del nucleo ferromagnetico (distorsione non-lineare), banda limitata

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Pinza amperometrica �basata su Legge di Faraday

  •  

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Pinza amperometrica basata su Legge di Faraday

  • Miglioramento dell’accoppiamento primario-secondario: “gancio” della pinza costituito da un nucleo (core) di ferrite, che concentra il flusso del campo magnetico generato dal filo accoppiandolo meglio con il secondario
  • Soluzione alternativa: bobina di Rogowski,
    • Solenoide il cui asse di simmetria viene “ripiegato” formando una circonferenza che circonda il filo percorso dalla corrente misuranda
    • Può essere fatto rientrare ed adattato alla forma del conduttore
    • Vantaggi: non ha nucleo ferromagnetico, non è soggetta a fenomeni non lineari. Banda operativa molto elevata, e viene quindi utilizzata per la misurazione di fenomeni impulsivi

Schema concettuale della Bobina di Rogowski.

Realizzazione della Bobina di Rogowski con rientro del conduttore all’interno della bobina stessa.

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Pinza amperometrica �basata su Legge di Faraday

  • Gancio deve essere disposto in modo da circondare solo il conduttore in cui circola la corrente misuranda.
  • Se circonda due o più conduttori, la pinza amperometrica misura la f.e.m. indotta dalla composizione dei flussi concatenati, legata alla somma algebrica delle correnti.
  • Esempio: se circonda due fili attraverso i quali scorrono correnti di pari intensità e verso opposto, i campi magnetici da essi generati si elidono a vicenda, e la pinza amperometrica misura una corrente molto inferiore a quella reale
  • Pinza amperometrica: strumento portatile digitale, che comprende un voltmetro, convertitore A/D integrato in un microcontrollore. Di conseguenza, dato il basso costo dell’elettronica di condizionamento, spesso la pinza amperometrica è integrata in un multimetro digitale palmare (figura)

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Pinza amperometrica basata sull’effetto Hall

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Pinza amperometrica basata sull’effetto Hall

  • Condizione di equilibrio tra i due fenomeni: distribuzione di carica non uniforme sulla lastra, che genera un campo elettrico E.
  • Carica q è sottoposta alla forza elettrostatica del campo E ed alla Forza di Lorentz, uguali in modulo e opposte in verso

  • Tensione di Hall, tra i lati della lastra

  • Quindi, B può essere misurato indirettamente tramite misura V

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Pinza amperometrica basata sull’effetto Hall

  • Dato B, si può misurare indirettamente la corrente che scorre nel conduttore
  • Legge di Biot-Savart per filo rettilineo di lunghezza infinita: B tangente alla circonferenza e modulo dato da

  • Stima della corrente (VM=tensione di Hall misurata dal sensore)

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Pinza amperometrica basata sull’effetto Hall

  • Due possibili architetture sensore di Hall:
    • a misura diretta: illustrato finora
    • a compensazione di campo: amplificatore in retroazione, utilizzato come generatore di corrente controllato in tensione. Tensione di controllo (che è la grandezza effettivamente misurata) è regolata automaticamente per produrre una corrente che bilancia il flusso di B misurando. Maggiore complessità circuitale, ma maggiore sensibilità
  • Vantaggi sensore di Hall (rispetto a pinza basata su legge di Faraday):
    • Può misurare anche correnti costanti (DC)
    • Banda passante elevata (150 kHz)
    • Può misurare correnti elevate

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Misurazione di potenza DC

  • Si può effettuare con il metodo voltamperometrico (circuiti a monte e a valle visti in precedenza)
  • Stima potenza:
  • contributo all’incertezza di tipo B, dovuto al consumo dello strumento posto più a valle

voltmetro a monte

voltmetro a valle

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Misurazione di potenza DC

  • Voltmetro a monte

  • Voltmetro a valle

voltmetro a monte

voltmetro a valle

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Misurazione di potenza DC - incertezza

Incertezza relativa νP associata alla misurazione di potenza: somma quadratica delle incertezze relative νV e νA

Dimostrazione:

  • Propagazione incertezza per grandezze scorrelate:

  • Incertezza relativa:

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Misurazione di potenza DC - compensazione

  • Anche per le misurazioni di potenza, se la resistenza dello strumento a valle è nota, l’errore dovuto al consumo dello strumento potrebbe essere compensato, rimuovendone il contributo
  • Valutazione incertezza di misura residua: applicando la legge di propagazione delle incertezze al modello di misura definito dalla procedura di compensazione

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Misurazioni in regime sinusoidale monofase

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Misurazioni di potenza attiva in AC

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Termine costante nel tempo potenza attiva

potenza media assorbita dal bipolo in un periodo

Termine a frequenza doppia

a media nulla

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Misurazioni di potenza attiva in AC

  • Potenza attiva: PA=VeffIeffcos(ϕ)
  • Potenza reattiva: QR=VeffIeffsin(ϕ) , energia ciclicamente immagazzinata dai componenti reattivi (capacitivi e induttivi)
  • Potenza apparente SA=VeffIeff

  • Strumento per la misura della potenza attiva: wattmetro
    • Digitale (campiona V e I)
    • Elettrodinamico (analogico)

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Wattmetro elettrodinamico

  • Bobina fissa:
    • utilizzata per le misurazioni di corrente (amperometrica)
    • spessore relativamente elevato, con un numero ridotto di avvolgimenti ed una resistenza RA
    • percorsa dalla corrente misuranda
  • Bobina mobile:
    • utilizzata per le misurazioni di tensione (voltmetrica)
    • sezione sottile e un numero elevato di avvolgimenti
    • impedenza è dominata dalla componente resistiva RV
    • corrente in fase con la tensione

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Wattmetro elettrodinamico

  • Tra le due bobine si crea quindi una coppia elettromagnetica, proporzionale al prodotto PA=VeffIeffcos(ϕ)
  • Coppia elettromagnetica: equilibrata dalla coppia antagonista di una molla di richiamo.
  • Effettuando una taratura della molla, è possibile realizzare uno strumento a lancetta, che indica la potenza attiva
  • Diverse portate:
    • voltmetriche (realizzate tramite resistenze collegabili in serie alla bobina voltmetrica)
    • amperometriche (spesso due, ottenute collegando in serie o in parallelo due bobine)
    • portata wattmetrica è di volta in volta il prodotto tra quella voltmetrica e quella amperometrica
  • Possibili configurazioni:
    • Bobina voltmetrica connessa a monte (figura)
    • Bobina voltmetrica connessa a valle

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Wattmetro elettrodinamico

  • Errore di autoconsumo:
    • bobina voltmetrica a monte: errore è dato dal consumo della bobina amperometrica, cioè dalla caduta di potenziale ai suoi capi
    • bobina voltmetrica a valle: errore è dato dal consumo della bobina voltmetrica, cioè dalla corrente che la attraversa

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Wattmetro elettrodinamico

  • Altre sorgenti di incertezza:
    • induttanza della bobina voltmetrica: fa sì che la corrente che scorre nella bobina non sia in fase con le tensione ai suoi capi
    • mutua induttanza tra le due bobine del wattmetro, che ha un effetto simile

  • Errore di fase denominato θ, se errore è piccolo cos(θ)≅1

  • L’errore relativo percentuale ε%, definito come 100⋅(PM-PA)/PA, è

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Wattmetro elettrodinamico

  • ε% dipende sia dalle caratteristiche del wattmetro (cioè da θ), sia dalle caratteristiche del circuito sotto esame (cioè da ϕ).
  • per valori di ϕ prossimi a 90° (misure a basso cos(ϕ), cioè a basso fattore di potenza) la tangente di ϕ assume valori molto elevati
  • Es: a un fattore di potenza cos(ϕ)=0.04 corrisponde tan(ϕ)≅24.98. Supponendo che l’errore proprio di fase θ del wattmetro sia pari a 0.002 radianti, l’errore percentuale relativo è pari al 4.99%. Si osservi a tal riguardo che i wattmetri elettrodinamici possono appartenere a classi di precisione anche fino a 0.1.
  • In genere, θ non è né noto né costante, per cui il suo contributo all’incertezza di misura non può essere compensato.
  • Sono stati quindi sviluppati strumenti specifici di maggior pregio, detti wattmetri per basso cos(ϕ), nei quali, riducendo la coppia della molla antagonista, è possibile ridurre la portata wattmetrica senza ridurre quella voltmetrica e quella amperometrica.