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SUL FASCISMO

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1919: L’Italia all’indomani della Prima guerra mondiale

  • Problemi economici
  • Problemi sociali
  • Problemi politici

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Crisi economica

  • Sviluppo abnorme di alcuni settori industriali
  • Sconvolgimento dei flussi commerciali
  • Grave deficit del bilancio statale
  • Inflazione galoppante

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Mobilitazione sociale – il «biennio rosso»

  • Operai: infiammati dalle notizie che giungono dalla Russia dei soviet
  • Contadini: decisi ad ottenere la terra promessa a molti di loro durante la guerra
  • Ceti medi: si organizzano per contrastare gli effetti economici della guerra e per difendere i loro ideali patriottici

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Partito popolare (PPI)

  • fondato nel 1919 da don Luigi Sturzo
  • si ispira apertamente alla dottrina cattolica
  • mantiene uno stretto legame con la Chiesa di Roma preoccupata di arginare la minaccia socialista
  • ha due correnti interne: una democratica (Romolo Murri) e una moderata

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Partito socialista (PSI)

  • partito di massa: nel 1920 raggiunge i 200.000 iscritti
  • prevalenza della corrente massimalista che si pone l’obiettivo di instaurare anche in Italia la repubblica sociale fondata sulla dittatura del proletariato
  • gruppo riformista guidato da Filippo Turati e favorevole alla collaborazione con i governi borghesi
  • Gruppo “comunista” guidato da Antonio Gramsci: affascinato dall’esperienza di lotta dei soviet

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Fasci di combattimento

  • fondati a Milano da Benito Mussolini nel 1919
  • si schierano a sinistra e si dichiara favorevole alla repubblica
  • fautori di un acceso nazionalismo e di una feroce avversione nei confronti dei socialisti
  • raccolgono ex repubblicani, ex sindacalisti rivoluzionari, ex arditi di guerra
  • Stile aggressivo, tutto teso verso l’azione diretta: assalto alla sede dell’Avanti! nell’aprile del 1919

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La “vittoria mutilata”

  • Patto di Londra (1915): Dalmazia agli italiani, Fiume all’impero austro-ungarico
  • Conferenza di Versailles: Orlando e Sonnino chiedono l’annessione di Fiume
  • Opposizione di Wilson non vincolato dal Patto di Londra
  • La delegazione italiana abbandonano per protesta la conferenza di pace

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Le agitazioni sociali del 1919

  • Tumulti nelle principali città italiane per il caro-vita: aumento annuo dei prezzi superiore al 30%
  • Gli scioperi nell’industria passano dai 300 del 1918 ai 1660 del 1919 e ai 1880 del 1920
  • Scioperi anche nei servizi pubblici
  • Bassa Padana: leghe contadine (rosse e bianche)
  • Centro-sud: fenomeno dell’occupazione delle terre incolte

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Le elezioni del 1919: inizia l’instabilità

  • Le prime tenute con il metodo della rappresentanza proporzionale (assicurava alle liste un numero di seggi proporzionale ai voti ottenuti)
  • Vittoria dei socialisti, che si affermano come primo partito in Italia, seguiti dai popolari
  • Il PSI rifiuta però qualsiasi collaborazione con i gruppi borghesi per cui i nuovi governi si baseranno sull’accordo tra popolari e liberal-democratici
  • Nei 4 anni successivi 6 ministeri (Orlando, Nitti, Giolitti, Bonomi, 2 Facta)

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Le elezioni politiche del 1919

Partiti

Voti

%

Seggi

Partito socialista

1.834.792

32,3

156

Partito popolare

1.167.354

20.5

100

Liberali-democratici -radicali

904.0195

15,9

96

Partito democratico

622.310

10,9

61

Partito liberale

490.630

8,6

41

Partito dei combattenti

232.923

4,1

20

Partito radicale

110.692

2,0

12

Altri partiti

322.178

5,7

23

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1920: l’occupazione delle fabbriche

  • Governo Giolitti: impone la liberalizzazione del prezzo del pane per avviare il risanamento del bilancio statale, ma non riesce a tassare i profitti di guerra
  • Vertenza tra il mondo imprenditoriale (che avverte i primi segni della crisi produttiva) e il movimento operaio (desideroso di sperimentare i consigli di fabbrica)
  • Gli industriali si oppongono alle richieste degli operati chiudendo le fabbriche e gli operai rispondono occupando gli stabilimenti
  • Giolitti riesce a far accogliere le richieste economiche degli operai al padronato

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1921: nasce il Partito comunista

  • Delusione degli operai rispetto alle attese rivoluzionarie
  • La dirigenza sindacale e quella del Partito socialista vengono accusate di aver mantenuto un comportamento incerto
  • II congresso del Comintern e ammissione dei partiti operai nella internazionale comunista
  • Congresso di Livorno: la minoranza di sinistra abbandona il PSI per fondare il Partito comunista d’Italia
  • Il “biennio rosso” si conclude con una sinistra è sempre più divisa

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Le azioni squadriste

  • Successo travolgente dell’offensiva fascista in tutte le province padane, in Toscana e in Umbria e in alcuni grandi città del centro-nord
  • Le squadre si spostavano in camion verso i centri rurali e assaltavano municipi, camere del lavoro, sedi delle leghe, case del popolo.
  • Successo fascista dovuto anche alla connivenza della classe dirigente e degli apparati statali nella lotta contro i “rossi”
  • Molti delitti rimangono impuniti, e la magistratura applica nei confronti dei fascisti criteri più morbidi rispetto a quelli usati contro i sovversivi di sinistra

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Le elezioni del 1921

  • Ingresso di candidati fascisti nei cosiddetti blocchi nazionali: liste di coalizione in cui conservatori, liberali e democratici si uniscono per impedire una nuova affermazione dei partiti di massa
  • I risultati delle elezioni non cambiano molto il quadro politico: i socialisti subiscono una piccola flessione, i popolari addirittura si rafforzano, i gruppi liberal-conservatori migliorano la loro posizione, ma non controllano il parlamento
  • Vera novità: 35 deputati fascisti, con a capo Mussolini, entrano alla Camera dei deputati

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Le elezioni politiche del 1921

Partiti

Voti

%

Seggi

Partito socialista

1.631.435

24,7

123

Partito popolare

1.347.305

20,4

108

Blocchi nazionali �(conservatori, giolittiani e fascisti)

1.260.007

19,1

**105

Partito liberale - democratico

684.855

10,4

68

Partito democratico-sociale

309.191

4,7

29

Partito liberale

470.605

7,1

43

Partito comunista

304.719

4,6

15

Partito Fascista

29.549

0,5

2

Altri partiti

570.480

8,5

42

** di cui 35 fascisti

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La fine dello Stato liberale

  • Nella primavera del 1922 il partito fascista si rende protagonista di azioni sempre più ampie e clamorose nelle province di Ferrara, Bologna e Cremona
  • I socialisti non sono in grado di rispondere in modo efficace e accettano troppo tardi di abbandonare la linea intransigente per appoggiare un governo di coalizione democratica
  • Disastrosa la decisione dei dirigenti sindacali di proclamare per il 1° agosto 1922 uno sciopero generale contro le violenze fasciste. Reazione violenta delle camicie nere

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La marcia su Roma

  • Assicuratosi il controllo della piazza e sbaragliato il movimento operaio Mussolini si prepara alla conquista del potere
  • Mussolini intavola trattative con autorevoli esponenti liberali, rassicura la monarchia rinnegando i suoi ideali repubblicani e si guadagna il favore degli industriali annunciando di voler ridare spazio all’iniziativa privata
  • 27 ottobre 1922: tutte le forze fasciste si mobilitano e si dirigono verso Roma
  • Nonostante la superiorità dell’esercito, il 28 ottobre Vittorio Emanuele III rifiuta di firmare lo stato d’assedio.
  • Il 30 ottobre Mussolini riceve l’incarico di formare il nuovo governo a cui partecipano 5 ministri fascisti oltre a liberali, democratici e popolari.

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L’ITALIA ALL’INDOMANI DELLA PRIMA GUERRA MODIALE

PRESA DEL POTERE DA PARTE DEL FASCISMO

Crisi economica del primo dopoguerra

Crisi politica del primo dopoguerra

Malcontento sociale

Ceti medi:

paura del comunismo

Operai:

biennio rosso

Nazionalismo

Crisi dei partiti tradizionali e ascesa dei partiti di massa

Sottovalutazione del fenomeno fascista (liberali, Giolitti)

Divisioni nel Partito socialista

Delusione dei reduci

Mito della vittoria mutilata

Violenza squadristica

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Verso lo stato autoritario

  • 1923 Legge elettorale maggioritaria “Acerbo”: i 2/3 dei seggi sarebbero andati alla lista che avesse ottenuto almeno il 25% dei consensi
  • 1924 Elezioni ancora nel segno della violenza squadrista, con risultati clamorosi: 404 seggi alla Lista Unitaria Destre, 106 seggi opposizione
  • 1924 Il deputato socialista Giacomo Matteotti denuncia alla Camera il clima di violenza in cui si sono tenute le elezioni. Il 10 giugno viene rapito e ucciso da un gruppo di squadristi.
  • Scartata la proposta comunista dello sciopero generale i pochi deputati dell’opposizione decisero di astenersi dai lavori parlamentari (secessione dell’Aventino) → obiettivo è isolare il fascismo e costringere il re a liquidare Mussolini

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L’Edificazione dello Stato fascista

  • LE LEGGI FASCISTISSIME:
  • i deputati dell’opposizione sono dichiarati decaduti dal loro mandato,
  • scioglimento dei partiti politici e delle organizzazioni sindacali. Vengono riconosciute solo due organizzazioni, una per gli imprenditori, l’altra per i lavoratori, affidate a dirigenti fascisti
  • soppressione della libertà di stampa,
  • il capo del governo non è più responsabile dinanzi al Parlamento e può emanare norme giuridiche senza approvazione della Camera,
  • tribunali speciali contro gli oppositori politici e Istituzione della polizia segreta (OVRA)
  • prefetti e podestà vengono affiancati da esponenti del partito.

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L’organizzazione capillare del consenso

  • Dilatazione e burocratizzazione del PNF (nel 1939 gli iscritti erano oltre 2 milioni e mezzo)
  • Fascistizzazione del paese attraverso organizzazioni sportive e ricreative: Opera nazionale dopolavoro, circoli di fabbrica e di quartiere
  • Organizzazioni giovanili: Figli della Lupa, Balilla, Avanguardisti, Gioventù italiana del Littorio, Gruppi universitari fascisti

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L’organizzazione capillare del consenso

L’obiettivo è la nazionalizzazione delle masse:

  • Utilizzo dei mass media per la propaganda: stampa, cinema, informazione → 1925: istituto Luce; 1937: Cinecittà

  • Grandi parate scenografiche

  • Ruolo fondamentale della radio

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Rapporti con la Chiesa Cattolica

  • nel 1929, Mussolini firma con la Santa Sede i Patti lateranensi, che rappresentano, per il fascismo, un grande successo politico sancito dal plebiscito elettorale; per la Chiesa, l'acquisizione di una posizione privilegiata nei rapporti con lo Stato
  • Il Concordato regola i rapporti tra regno d'Italia e Chiesa: esonero dal servizio militare per i sacerdoti, validità civile del matrimonio religioso, insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, libertà di azione per le organizzazioni cattoliche

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Il fascismo e l’economia

- battaglia del grano per l’autosufficienza nel settore dei cereali. Conseguenze: scopo quasi raggiunto, ma sacrificio dell’allevamento e delle colture specializzate

  • quota novanta: rivalutazione della lira (90 lire per una sterlina)
  • La bonifica delle Paludi Pontine intorno alla capitale
  • Costruzione di villaggi rurali e città (Sabaudia e Littoria) → ruralizzazione delle masse e politica demografica (tassa sul celibato del 1927 e premi alle famiglie numerose, il ruolo delle donne)

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La politica estera del fascismo

  • La fase imperialista del regime
  • (1935) guerra contro l’Etiopia (unico grosso stato indipendente dell’Africa)

+ sfogo alle ambizioni imperiali del fascismo (sconfitta di Adua del 1896)

+ mobilitazione popolare che avrebbe dovuto far scivolare in secondo piano i problemi economici del paese

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La politica estera del fascismo

  • L’aggressione all’Etiopia nell’ottobre 1935 spinge la Società delle Nazioni a decretare sanzioni economiche nei confronti dell’Italia
  • La mobilitazione popolare: il miraggio di nuovi posti di lavoro e di nuove opportunità di ricchezza. Milioni di coppie donano l’oro delle proprie fedi nuziali alla patria
  • Maggio 1936: sconfitta del negus Hailé Selassié. Le truppe italiane entrano in Adis Abeba → viene proclamato l’impero

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La politica estera del fascismo

  • Bilancio dell’impresa africana:
  • Insuccesso sul piano economico: Etiopia paese povero di risorse naturali; non adatto ad insediamenti agricoli
  • Successo sul piano politico: Mussolini aveva costretto le democrazie occidentali ad accettare il fatto compiuto

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La politica estera del fascismo

  • Mussolini è convinto di aver conquistato per l’Italia uno status di grande potenza, si avvicina sempre di più a Hitler:
  • (luglio 1936) Intervento nella guerra civile spagnola
  • (ottobre 1936) Asse Roma-Berlino
  • (1938) Accordi di Monaco
  • (1939) Patto d’acciaio

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La politica estera del fascismo

  • Marzo 1938: Mussolini approva l’Anschluss dell’Austria da parte della Germania nazista
  • Settembre 38: a Monaco Hitler, Mussolini, Daladier e Chamberlain si accordano per lo smembramento della Cecoslovacchia
  • Aprile 39: Italia occupa la Albania
  • Maggio 39: Patto d’Acciaio con Hitler (reciproca assistenza tra i due stati in caso di guerra difensiva o offensiva)