VIAGGIO DELLA MEMORIA:
QUANDO
IL RICORDO DIVENTA TESTIMONIANZA
Istituto Comprensivo Assisi 2
Scuola Secondaria
di primo grado
“Galeazzo Alessi”
Classi III C e III F
Con il prezioso contributo
di Claudio Claudi
Istituto Comprensivo Assisi 2
Scuola Secondaria di primo grado “Galeazzo Alessi”
INTRODUZIONE
Le nostre classi, III C e III F, hanno affrontato un percorso coinvolgente ed interessante sul tema della memoria.
Ripercorriamo i nostri passi, da quelli più propriamente "scolastici" a quelli mossi all’esterno, a contatto diretto con il nostro territorio.
Abbiamo esaminato vari brani antologici, in particolare sul tema della Shoah, ma soprattutto abbiamo avuto il piacere di leggere il libro “Il campione e la Bambina” del nostro concittadino Paolo Mirti, il quale si è reso disponibile a presentarcelo e a rispondere alle nostre domande presso l'Auditorium della scuola. Il libro parla del ruolo di Assisi nella Seconda Guerra mondiale e, soprattutto, di come la nostra città ha messo in salvo diverse famiglie ebree, con un duplice filone narrativo: la vicenda del campione Gino Bartali (famoso ciclista che ebbe legami con Assisi poiché trasportava in bici i documenti falsi per i clandestini, con la scusa che si stava allenando) e quella della piccola Lea, la protagonista del libro, una ragazzina ebrea rifugiata ad Assisi con la sua famiglia, i Viterbi.
Al di fuori della scuola, abbiamo svolto delle uscite didattiche: ci siamo recati all’Archivio di Stato di Assisi, dove abbiamo visionato documenti dell’epoca e al Museo della Memoria, dove abbiamo avuto l’occasione di approfondire cosa accadde nella nostra città e chi vi operó in modo significativo, rendendoci conto che tutto corrispondeva a quanto letto nel libro di Mirti.
Inoltre la scuola, in occasione del 27 gennaio, ha organizzato un pomeriggio per visionare un cartone animato su Anna Frank presso il cinema Esperia di Bastia Umbra: il filmato, di circa un' ora e mezza, raccontava la vicenda di Anna Frank dal punto di vista dell'amica immaginaria, Kitty, una ragazza dai capelli rossi che prendeva vita dalle pagine del diario.
Attraverso questo percorso abbiamo maturato la nostra idea di memoria, presa in prestito dal saggista e sceneggiatore Paul Benjamin Auster: essa e`"lo spazio in cui le cose accadono per la seconda volta"
ARCHIVIO DI STATO DI ASSISI
L’ESPERIENZA ALL’ARCHIVIO DI STATO
Nell’ambito del progetto interdisciplinare volto a trattare la tematica relativa al dramma della guerra e alla necessità della pace, è risultata molto significativa l’esperienza presso la sezione dell’Archivio di Stato di Assisi, poiché noi studenti abbiamo potuto leggere dei documenti originali che ci hanno resi più consapevoli degli eventi relativi alla Prima Guerra mondiale: è stato come aver toccato il vissuto reale di uomini e donne in un tempo che appare lontano.
Durante la visita la Dottoressa Romani ci ha mostrato documenti di notevole interesse concernenti prevalentemente la «Grande Guerra»: tali fonti, che riguardano l’impatto del conflitto sulla società, ci hanno permesso di comprendere il significato dell’espressione «fronte interno». Abbiamo inoltre avuto modo di leggere e interpretare i differenti materiali d’archivio sotto la guida della Dottoressa Romani, che ha fatto infine visionare dei documenti inediti. Ci ha molto colpito quello riguardante gli Atti della seduta del Comune in data 04/08/1921
Nel testo viene messo in rilievo il dovere dei cittadini di rendere onore a tutti coloro che si erano sacrificati per la patria e che erano stati vittime dell’atroce conflitto. L’Assessore Meccoli, con parole di una bellezza poetica, ricorda che a quell’epoca in tutta Italia venivano edificati monumenti ai caduti e che Assisi non si sarebbe potuta esimere da questa «manifestazione di onore, di gentilezza e di pietà».
L’ESPERIENZA ALL’ARCHIVIO DI STATO
Il messaggio racchiuso nel discorso dell’Assessore è profondamente connesso al valore della memoria quale testimonianza che unisce gli uomini di ogni tempo e di ogni luogo, ma che al contempo traccia il ritratto di un territorio e della sua storia.
ATTI ORIGINALI DEL CONSIGLIO COMUNALE RIUNIONE DEL 4 AGOSTO 1921
ATTI DEL CONSIGLIO COMUNALE�RIUNIONE DEL 4 AGOSTO 1921
L’Assessore Meccoli, a nome della Giunta Municipale, riferisce circa le varie pratiche fatte per la creazione di un ricordo marmoreo in onore di tutti i cittadini assisani caduti nella recente guerra, e, accennando alle difficoltà incontrate per la scelta del luogo in cui il ricordo stesso dovrà sorgere, afferma che la soluzione più opportuna sarebbe quella di apporre al muraglione del Giardino Margherita nel viale Alessi le lapidi che ricordano i nomi dei caduti e di collocare un monumento nel prato antistante.
“Comunque”, egli dice, “è ormai tempo di assolvere al nostro dovere. Così la più piccola brigata, come la più grande città della Penisola hanno affidato al marmo e al bronzo, sotto il manto dell’arte, i nomi dei cittadini vittime del sentimento del dovere verso la patria. Assisi, mai seconda a nessuna consorella nella manifestazione di onore, di gentilezza e di pietà non può ricusarsi di rendere questo omaggio”.
ATTI DEL CONSIGLIO COMUNALE�RIUNIONE DEL 4 AGOSTO 1921
IL MONUMENTO CHE NON C'È PIÙ
Veduta della Basilica da Via de Gasperi (1892). Sulla destra e`visibile l’abside della cappella del cimitero
NEL 1832 UN DEVASTANTE TERREMOTO COLPISCE
SANTA MARIA DEGLI ANGELI
E DISTRUGGE
LE TRE NAVATE DELLA BASILICA.
Già nel 1839 si progetta di costruire un ricovero per i mercanti partecipanti alla fiera del Perdono, da edificare in fondo alla piazza.
Il progetto poi non ha seguito.
Si opta per il rifacimento post terremoto della basilica.
Segue i lavori, per incarico papale, Fra Luigi Ferri.
S. Maria degli Angeli,
fiera del 1889
Veduta della facciata della Basilica e del cimitero dal lato sud (1920 circa)
Risale al 1846 la supplica rivolta a Papa Gregorio XVI per ottenere un sussidio per la costruzione di un cimitero nel piazzale antistante alla Basilica.
Si fanno carico della spesa per la costruzione, ammontante a 30.000 lire, i frati francescani che affidano il progetto agli architetti Luigi Poletti e Giovanni Santini (disegno del Poletti). L'esecuzione dei lavori è appaltata alla ditta Rondoni di Assisi ed occupa quattro anni, dal 1846 al 1850.
Il cimitero, in stile neoclassico, circondato dalle arcate di un portico che richiamano quelle del Palazzetto mediceo, viene utilizzato fino al 1884, quando principiano i lavori per la costruzione del nuovo cimitero in via Foligno.
Comincia da questo momento una fase di abbandono fino agli inizi degli anni Venti del XX secolo, quando si fa strada l'idea di trasformare il vecchio cimitero, di cui veniva ancora utilizzata la cappella votiva e che era circondato da olmi (vendita del fogliame), in un monumento ai caduti.
Facciata del cimitero nel giorno del collocamento della statua della Madonna, nel 1930
Foto del cimitero (anni ‘20 del XX secolo) in occasione della posa della prima pietra della nuova facciata della Basilica
Interno della cappella del cimitero
Il progetto è caldeggiato da un Comitato Pro monumento, scontento del fatto che ai caduti della Prima Guerra mondiale sia stata riservata nel 1919 solo una lapide commemorativa posta sotto le logge del Palazzetto del Capitano del Perdono.
Il terreno su cui sorge il vecchio cimitero appartiene però alla Parrocchia di S. Maria degli Angeli.
Inizia quindi un carteggio tra il Comune di Assisi, che fa da intermediario, i religiosi, che vogliono lasciare il cimitero così com'è, senza abbatterlo o modificarlo, e il comitato che vuole trasformarlo in un monumento ai caduti.
Relativamente alla posizione dei religiosi rispetto ai lavori per la trasformazione del cimitero in monumento ai caduti e riguardo al notevole valore storico-artistico del cimitero stesso, significativa risulta a livello documentario la lettera del 26 giugno 1924 inviata dal parroco di Santa Maria degli Angeli al Sovrintendente dell’Ufficio regionale per la Conservazione dei Monumenti di Perugia.
Tre sono gli aspetti fondamentali oggetto della missiva:
Foto del monumento ai caduti dalla loggia interna della facciata della basilica
1948: la statua della Madonna “si muove”!
Piazza prima e dopo l’abbattimento del monumento
INTERVISTA A CLAUDIO CLAUDI
Le nostre domande
1. Perché ha deciso di analizzare proprio questo monumento?
2. Su quali fonti si è basato per ricostruirne la storia?
3. È rimasto stupito di quello che ha scoperto oppure si aspettava di fare una scoperta così dettagliata e precisa?
4. È stato facile accedere a tutte queste informazioni e quindi studiarle?
5. Quanto tempo ha impiegato a completare la ricerca?
6. Come mai ha voluto avviare un progetto del genere, cosa l’ha spinto di più?
7. Vorrebbe che il monumento fosse ancora presente?
8. Qual era il significato del monumento? Che cosa rappresentava?
9. Da chi fu maggiormente voluto il monumento ai caduti?
10. Le salme del cimitero, al momento della demolizione, dove furono spostate?
11. Come reagirono gli angelani quando fu costruito, quanto divenne monumento ai caduti e quando fu abbattuto?
12. A suo parere ai caduti della prima guerra mondiale doveva essere riservata solo una lapide o poteva essere fatto qualcosa di più?
13. Perché, secondo lei, è importante ricordare un monumento andato perduto come questo?
14. Da cosa nasce questa sua passione per la storia?
15. Che importanza ha oggi, secondo lei, ricordare?
16. Secondo lei ai giovani piacerebbe, nell'era del virtuale e della tecnologia, studiare questi tipi di argomenti e documenti?
INTERVISTA A CLAUDIO CLAUDI
Le nostre domande
MEMORIA E`……
LA PORTA DELL’ IMMORTALITA`
FUTURO
EVITARE GLI STESSI ERRORI
UN CASSETTO DI RICORDI
CIO`CHE E`IMPOSSIBILE DA DIMENTICARE
UN RICORDO INDIMENTICABILE
CONSERVARE
IL RICORDO DI ESPERIENZE PASSATE
RICORDARE IL PASSATO
DONO DEL PASSATO
RICORDI POSITIVI E NON, CHE DETERMINANO LE NOSTRE EMOZIONI
CIO`CHE MANDA AVANTI IL MONDO
IMMAGINE DEL PASSATO
IL RICORDO DI CIO`O DI CHI E`IMPORTANTE
RIVIVERE MOMENTI BELLI
FORZA
RICORDARE PER NON DIMENTICARE