IL BULLISMO: � ROMPIAMO IL SILENZIO�
LE ALUNNE: DELLA CORTE GIULIA TERESA, BENCIVENGA RAFFAELLA, SABATINO MARIAVITTORIA, CACCIAPUOTI ILENIA, DE CRISTOFARO ANTONIA, CANTONE FRANCESCA, NATOLI BERNADETTE, PACCONE ERMINIA, PICCOLO GIORGIA MARIA
DOCENTE: SONIA PANARO 2ASU
COSA SI INTENDE PER BULLISMO?
Con il termine bullismo si indica una forma di comportamento sociale di tipo violento, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone ritenute più deboli. Oggi il bullismo è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti.
In Italia il 22,3% degli studenti e studentesse delle scuole superiori è stato vittima di bullismo (19,4% in modo occasionale e 2,9% in modo sistematico); Il 18,2% ha preso parte attivamente a episodi di bullismo verso i compagni.
IL BULLISMO E LE SUE DIVERSE FORME
Il bullismo può manifestarsi in molteplici forme, alcune evidenti e altre più sottili e difficili da riconoscere. Comprendere queste differenze è fondamentale per saperle individuare e affrontare.
Bullismo Fisico
Il bullismo fisico è la forma più visibile e riconoscibile. Consiste in atti di violenza diretta contro la vittima, che possono includere:
•Spintoni, schiaffi, calci e pugni
•Danneggiamento o sottrazione di oggetti personali
•Aggressioni fisiche vere e proprie
BULLISMO VERBALE
Il bullismo verbale si manifesta attraverso l’uso della parola per ferire o umiliare la vittima. Può includere:
BULLISMO PSICOLOGICO
Questo tipo di bullismo mira a minare la stabilità emotiva e le relazioni sociali della vittima, spesso in modo sottile e manipolatorio. Include:
•Esclusione intenzionale dal gruppo o da attività sociali
•Diffusione di bugie o maldicenze per isolare la vittima
•Manipolazione delle amicizie per creare divisioni
•Umiliazione pubblica o privata senza ricorrere a insulti diretti
BULLISMO SESSUALE
Questa forma di bullismo include comportamenti a sfondo sessuale non consensuali, come:
BULLISMO OMOFOBO E RAZZISTA
Questa categoria comprende atti di bullismo motivati da pregiudizi legati all’orientamento sessuale, all’identità di genere, all’etnia, alla religione o ad altre caratteristiche personali. Può manifestarsi in modi diversi:
CONSEGUENZE AL BULLISMO
Il bullismo è un fenomeno che va ben oltre l’atto in sé. Le sue conseguenze possono lasciare segni profondi e duraturi nella vita di chi lo subisce. Dal punto di vista psicologico, il bullismo mina la fiducia in sé stessi, generando bassa autostima, ansia e, nei casi più gravi, depressione. La vittima può arrivare a isolarsi, sentendosi inadeguata e sola, sviluppando anche disturbi del sonno o stati di costante nervosismo. Sul piano emotivo, il bullismo provoca ferite invisibili: paura, vergogna, frustrazione e un senso di colpa ingiustificato. Le conseguenze non si fermano alla mente. Anche il corpo ne risente. Fisicamente, lo stress emotivo può manifestarsi con mal di testa, dolori cronici, problemi gastrointestinali e persino disturbi alimentari. Inoltre, il bullismo incide pesantemente sulla vita scolastica. Le vittime possono perdere interesse per lo studio, avere un calo nel rendimento e, in alcuni casi, arrivare ad abbandonare la scuola per paura di affrontare un ambiente ostile. Infine, ci sono le conseguenze sociali: difficoltà a creare e mantenere relazioni, isolamento dal gruppo dei pari e problemi di integrazione anche in contesti futuri, come il lavoro o la vita adulta. Per questo è fondamentale riconoscere i segnali del bullismo e intervenire subito, perché le parole e i gesti possono ferire tanto quanto, se non più, della violenza fisica. Non possiamo restare indifferenti: la consapevolezza e il supporto possono fare la differenza nella vita di chi soffre.
LA STORIA DI ANDREA SPEZZACATENA
Una testimonianza di una vittima del bullismo che è ormai nota a tutti è proprio quella di Andrea Spezzacatena, denominato anche «il ragazzo dai pantaloni rosa» il motivo di questo pseudonimo è che i suoi pantaloni rossi dopo un lavaggio sbagliato si sono scambiati diventando rosa e hanno fatto si che Andrea fosse stato vittima di insulti omofobi. Questo non fu l’unico evento drammatico che ricordiamo, infatti venne anche illuso dai suoi compagni di dover partecipare ad una festa dove tutti i ragazzi si sarebbero vestiti da ragazze e viceversa, ma Andrea fu l’unico a travestirsi, motivo di prese in giro psicologiche e fisiche. Andrea non resse tutto ciò e decise di farla finita un giorno di novembre 2012, pochi giorni prima del suo quindicesimo compleanno.
La madre di Andrea, Teresa Manes, dopo la tragica perdita del figlio ha trasformato il suo dolore in una missione per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli del bullismo. Ha scritto il libro « Andrea, oltre il pantalone rosa», in cui racconta la storia di suo figlio e le dinamiche che lo hanno portato al gesto estremo.
Oltre alla sua attività di scrittrice, Teresa partecipa a numerosi incontri nelle scuole e in vari contesti sociali, condividendo la sua esperienza per educare e prevenire episodi di bullismo tra i giovani. Il suo impegno l’ha portata a essere un punto di riferimento nella lotta contro il bullismo in Italia. 
La storia di Andrea è stata recentemente adattata nel film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, uscito nel 2024, con l’attrice Claudia Pandolfi nel ruolo di Teresa. Il film mira a sensibilizzare ulteriormente il pubblico sull’importanza di combattere il bullismo e il cyberbullismo.
«NON ESSERE L’ECO CHE RIPETE L’ODIO, SII LA VOCE CHE SPEZZA IL SILENZIO»�