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La rivoluzione digitale�Storie e miti (anni 90-oggi)�Gabriele Balbi gabriele.balbi@usi.ch�Professore associato in media studies�USI Università della Svizzera italiana��Fondazione Dalmine �Ciclo di incontri «Il secolo dei media: la comunicazione dalla radio ai social»�3 dicembre 2021�

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Inserire Mentimeter

Domanda per nuvola di parole (1 opzione a testa): Qual è la prima parola che associate a «rivoluzione digitale»?

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Alcuni libri su cui è basata questa lezione

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Dare senso agli ultimi 30 anni di evoluzione dei media

  1. Dalla rivoluzione alla trasformazione digitale: breve storia di un’ideologia centrale per la società contemporanea

  • In che modo la rivoluzione digitale ha trasformato/rivoluzionato il mondo dei media «tradizionali»?

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1.

La rivoluzione digitale

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Definire la rivoluzione digitale

  • Wikipedia (come fonte): «[…] il passaggio dalla tecnologia meccanica ed elettronica analogica a quella elettronica digitale che, iniziato nei paesi industrializzati del mondo durante i tardi anni Cinquanta con l’adozione e la proliferazione di computer e memorie digitali, è proseguito fino ai giorni nostri in varie fasi storiche, all’interno della cosiddetta terza e quarta rivoluzione industriale. Si fa riferimento a questo periodo di cambiamento e di sviluppo tecnologico anche con l’espressione rivoluzione informatica, per indicare gli ampi cambiamenti socio-economici apportati dalle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC, o in inglese ICT). Grazie allo sviluppo di dispositivi interattivi, World Wide Web, digitale terrestre e smartphone, si è assistito alla proliferazione e alla moltiplicazione dei canali d’accesso all’informazione, che hanno cambiato le modalità in cui avviene l’atto comunicativo»
  • Nomi varabili: rivoluzione dell’informazione, rivoluzione digitale, trasformazione digitale (e molte altre)
  • Date variabili: 1800? Dagli anni ’50? Dagli anni ‘70? Dagli anni ‘90?

Incertezza come strategia e come valore

National Geographic, 1995

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Quali sono le retoriche principali con cui si presenta la rivoluzione?

  • L’ultima erede delle grandi rivoluzioni del passato (in particolare di quella industriale, della rivoluzione francese e del libro)
  • Una rivoluzione che si interseca e scatena alle grandi rivoluzioni del presente: es. Twitter o Facebook revolutions, rivoluzione verde, ecc.
  • Una rivoluzione dirompente
  • Una rivoluzione totale e globale/universale
  • Una rivoluzione irresistibile
  • Una rivoluzione che avverrà in futuro
  • Una rivoluzione permanente
  • Una quasi-religione della contemporaneità

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L’eredità (e i parallelismi) con le rivoluzioni passate: es. Rivoluzione industriale

«Siamo tutti decisamente privilegiati ad essere immersi in questa grande rivoluzione dell’informazione, in cui il computer ci influenzerà molto profondamente, probabilmente più della rivoluzione industriale» (Michael Dertouzos, MIT Laboratory for Computer Science, 1983)

«Mi chiedo spesso se il termine ‘rivoluzione industriale’ esistesse nella coscienza dei nostri antenati che l’hanno vissuta. Sospetto che l’uomo e la donna comuni che vivevano nella Gran Bretagna del 18° e 19° secolo facessero semplicemente quello che dovevano fare per tirare avanti e lavorassero molto più a lungo e più duramente di noi oggi. Ora, abbiamo molti privilegi rispetto ai nostri antenati, una migliore assistenza sanitaria, un’aspettativa di vita più lunga e un maggiore accesso alle informazioni. Questo ci dà l’opportunità di fare un passo indietro e apprezzare che stiamo vivendo davvero una rivoluzione digitale» (David Ferguson, iCEO di Nucleus Financial, 2012)

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Dirompente

«Perché WIRED? Perché la rivoluzione digitale sta attraversando le nostre vite come un tifone bengalese, mentre i media mainstream continuano a schiacciare il pulsante snooze. E perché le ‘riviste’ specializzate nell’industria dei computer sono troppo occupate […] per discutere il significato o il contesto di cambiamenti sociali così profondi, il cui unico parallelo è probabilmente la scoperta del fuoco» (Louis Rossetto, 1993)

l’intelligenza artificiale «avrà un impatto sull’umanità superiore al fuoco, all’elettricità, a internet» (Sundar Pichai, amministratore delegato di Alpabeth, 2021)

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Totale e globale/universale

«Molti movimenti intellettuali sono chiaramente guidati da principi nazionalistici o etnici, ma questo non vale per la rivoluzione digitale. Le sue caratteristiche e il suo fascino sono universali come la musica rock» (Nicholas Negroponte, 1995)

«abbiamo bisogno di un cambiamento che non sia incrementale, ma rivoluzionario […] «probabilmente possiamo risolvere gran parte dei problemi degli esseri umani» (Larry Page, origine incerta della citazione)

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Irresistibile

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Futuro e permanenza

«Le persone spesso mi chiedono se ci stiamo avvicinando alla fine della rivoluzione digitale […]. Credo sia vero il contrario. Per molti versi, gli incredibili progressi degli ultimi decenni hanno davvero gettato le basi per un cambiamento molto più profondo. […] Insieme, hardware e software saranno il catalizzatore per i progressi nei prossimi 10 anni che supereranno di gran lunga i cambiamenti degli ultimi 30 anni»

(Bill Gates, 2008 … e molte altre volte)

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Una quasi-religione

(con i suoi padri fondatori, evangelisti e guru, eretici, Mecche, reliquie)

«[…] la convinzione quasi religiosa che una diffusa adozione di computer e sistemi di comunicazione e un ampio accesso all’informazione elettronica produrrà automaticamente un mondo migliore per l’umanità. È una forma particolare di entusiasmo che caratterizza le mode sociali degli ultimi decenni del ventesimo secolo. Molte persone che sono diventate ciniche o scoraggiate riguardo ad altri aspetti della vita sociale sono affascinate dalle presunte qualità redentrici dei computer e delle telecomunicazioni. […] è un’eloquente ideologia contemporanea. Qui uso il termine «ideologia» nel senso comune della scienze sociali: un insieme di credenze che esprime i bisogni e le aspirazioni di un gruppo, classe, sottocultura o cultura.» (Landgon Winner, 1984)

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Perché è un’ideologia?

  • Offre una determinata «visione del mondo» che riesce a spiegare tutti i fenomeni a tutti (o la maggior parte de) gli esseri umani
  • Totalizzante: tutto è cambiato dalla rivoluzione digitale
  • È utile a imporre un’egemonia culturale e ad «orientare» i comportamenti: non si può contrapporsi alla rivoluzione
  • Pensiero falso o distorto: è una menzogna? No, è una narrazione globale
  • È utile a politica, imprenditoria, consumatori globali per «giustificarsi»

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La presentazione dell’iPhone (2007)

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2.

In che modo la rivoluzione digitale ha trasformato/rivoluzionato il mondo dei media «tradizionali»?

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La digitalizzazione dei media: Uno sguardo d’insieme

  • La rivoluzione digitale ha permesso la nascita di molti nuovi media (contro l’idea della überbox anni ‘80): computer, Web e social media, telefonia mobile, dispositivi di ogni tipo da indossare, ecc. ecc.

  • La digitalizzazione ha trasformato e sta trasformando l’universo mediale precedente:
    • Produzione, distribuzione e consumo sono più veloci, più economici (fino al gratis), più facili, più dal basso, ecc.
    • Quantità e gratuità dell’informazione che circola
    • Crollo di alcuni mercati ed emersione di altri «inimmaginabili»
    • Nuove pratiche mediali e «abitudini»

  • Ma non ha spazzato via del tutto i media precedenti così come li abbiamo costruiti e adottati in centinaia di anni: 4 tesi (con relativi dati ed esempi)

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1. Se per tradizionale si intende «analogico», in realtà occorre comprendere la co-evoluzione di analogico e digitale, spesso visti come concetti antagonisti

  • Industria editoriale: Amazon e i libri di carta
  • La materialità del digitale
  • Riflessione: l’evoluzione dei concetti

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Dispositivi digitali: andamento delle vendite globali di personal computer, smartphone, tablet e wereables, 1996-2020 in milioni di unità.

Fonte: Gartner per computer e smartphone; IDC per tablet e wereables).

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2. La rivoluzione digitale non ha modificato l’universo dei media tradizionali in maniera lineare, in alcuni casi è stata dirompente, in altri ha fallito

  • Disruption nell’industria fotografica (ma la LOMO?), in quella musicale (ma i CD?), in quella televisiva (ma la TV lineare?)
  • Fallimenti digitali: industria libraria, industria radiofonica (DAB)
  • Riflessione: adottare una prospettiva simmetrica tra vincenti e perdenti

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Raffronto tra la percentuale di popolazione che acquista libri di carta ed ebook nel 2020, vari paesi del mondo.

Fonte: Statista.

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3. I media precedenti persistono e, in alcuni casi, prosperano

  • Fotografia: il medium del digitale nato nel 1839; circa 1.4 trilioni di foto all’anno
  • Broadcasting lineare: abitudine radicale dagli anni ‘20 del Novecento; la flessione tra i giovani; la «rinascita» col Covid
  • Stampa: in declino, ma cartaceo resta centrale
  • Riflessione: il concetto di persistenza tecnologica, culturale, metaforica, di pratiche d’uso

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Ricavi globali della stampa, 2015-2020. Fonte: World Press Trend, 2021

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4. I media tradizionali possono riemergere e vengono idolatrati (la digitalizzazione produce l’idolatria dell’analogico)

  • Industria musicale: il ritorno del disco in vinile
  • Industria telefonica: la riproposizione del Nokia 3330
  • Riflessione: nostalgia e retrotopia nella società digitale (incluso Meta e il suo guardare al digitale degli anni ‘90)

Commercial: The Rebirth of Nokia

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Vendita di dischi nel mercato americano, 1995-2020. Milioni di esemplari. Fonte: MRC Data, Nielsen Music, Billboard

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Conclusione: i «miti» della rivoluzione digitale

  • Personaggi
  • Luoghi
  • Oggetti
  • Aziende
  • Effetti a senso unico
  • «Idee»

Ma il mito forse più interessante è proprio quello della rivoluzione in sé e del fatto che sia sempre e comunque dirompente e distruttiva per ciò che c’era prima (incluso il sistema dei media tradizionale)

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Grazie per l’attenzione! Discutiamo? � ��� �

@gabriele_balbi

gabriele.balbi@usi.ch

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