MAMME
TESSITRICI
DI VITE FELICI
Prima puntata della vita di Maryàm, adolescente pensosa e sognatrice, che viveva in un paese insignificante e senza storia.
Aveva 16 anni e quindi si trovava in quell’età della vita trepida e colma di emozioni, in cui l’affettività si fa più intensa e il mondo interiore è più eloquente, ma anche più confuso; è l’età durante la quale le gioie e i dolori assumono proporzioni gigantesche, in cui i sogni si fanno importanti e i progetti di vita si definiscono gradualmente. E Maryàm, come tutte le ragazze della sua età, di tutti i tempi e di tutti i paesi del mondo, aveva un grande sogno e dei bellissimi progetti.
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Prima sosta meditativa
L’adolescenza: sogni e progetti
Un giorno incontrò Yoséf, occhi buoni e riccioli neri, palestrato dal lavoro, e s’innamorò. Questo ragazzo veniva dal sud, aveva una buona professione, guadagnava a sufficienza. Condivideva con lei sogni e passioni: era insomma il marito ideale per Maryàm.
Seconda sosta meditativa
L’innamoramento
Con l’accordo dei genitori, come si usava a quei tempi, i due giovani si erano fidanzati e ora progettavano il matrimonio. Disegnavano il futuro di una vita insieme e ideavano l’eternità pensando ai figli che sarebbero arrivati.
Uno di loro sarebbe stato il più grande di tutti, un grande condottiero, forse un re, che avrebbe dato la pace e la prosperità al suo popolo. Questo era il grande sogno di Maryàm e di tutte le sue amiche ed era un sogno condiviso anche da Yoséf. I giorni erano buoni e il tempo scorreva clemente.
Terza sosta meditativa
Il fidanzamento
Maryàm e Yoséf però non erano soli: con loro c’era l’Ombra, l’ombra dell’Altissimo, che li seguiva ovunque con divina tenerezza. Dio ci teneva ai progetti e al sogno dei due ragazzi, ma il suo infinito cuore custodiva un desiderio molto più grande: con il suo amore Egli voleva coprire tutta l’umanità e per questo voleva il sì di una ragazza, voleva due giovani come tanti, ma disposti a fidarsi di Lui oltre ogni evidenza, oltre ogni apparenza di assurdità. E fu così che la sua imperscrutabile sapienza decise di mettere le sorti dell’umanità nel cuore e nella volontà di una ragazzina e del suo promesso sposo, il cui casato illustre si era oramai annacquato nello scorrere delle generazioni.
Dio scelse Maryàm, perché sapeva ascoltare le sue parole nella Scrittura sacra e sapeva mettersi davanti a Lui senza paura e senza distrazioni.
Dio scelse Maryàm e la sconvolse. Si presentò a lei, nella ferialità della sua casa, mandandole un messaggero con due grandi ali, e la salutò cambiandole il nome, chiamandola “Piena di Grazia”.
Maryàm si spaventò, ma l’essere alato le disse di non avere paura, le rivelò che avrebbe avuto un figlio e si mise a favoleggiare di troni, di regni e di re. “Un figlio? Da chi?” Si chiese Maryàm, che non si era lasciata incantare dalle parole altisonanti del personaggio. Era presto per un figlio, si disse: era fidanzata, ma non sposata, dunque non aveva ancora conosciuto l’intimità del matrimonio.
Da dove sarebbe venuto il seme destinato ad allungare le radici nel suo grembo? Stranissime parole pronunciarono le ali, due ne comprese Maryàm: l’ombra dell’Altissimo l’avrebbe coperta e una sua parente anziana aspettava un bambino. La prima parola compresa fu la base della fiducia nella seconda: non indagò Maryàm, ma disse il suo sì e il messaggero alato se ne andò.
Quarta
sosta
meditativa:
la vocazione
Quinta sosta
meditativa:
la rivelazione
della vita
Alda Merini�
La fede è una mano che ti prende le viscere,
la fede è una mano che ti fa partorire
E l’impossibile accadde, l’impossibile si avverò nell’incontro
Beato Angelico
Nome: Mariamna (accorciato in Mariàm e grecizzato in Maria) Genitori: Gioacchino e Anna (secondo tradizione) Luogo di nascita: Nazareth (Galilea) Residenza: Nazareth (Galilea) Età: tra i 12 e i 16 anni, secondo l’usanza. Professione: casalinga Religione: ebraica Lingua madre: aramaico. | � Progetti: matrimonio con Yoséf, figli. Desiderio o sogno: diventare la mamma del Messia. |
Nome: Yoséf (italianizzato in Giuseppe) Paternità: Giacobbe (Mt) o Eli (Lc) Casato: Davide (linea dinastica del Messia) Luogo di nascita: Betlemme (Giudea) Residenza: Nazareth (Galilea) Età: tra i 16 e i 20 anni. Professione: carpentiere (falegname + muratore + fabbro). Stato sociale: medio basso. Religione: ebraica Lingua madre: aramaico. | � Progetti: matrimonio con Mariamna, figli. Desiderio o sogno: diventare il papà del Messia. |
Avrà pensato Maria al suo Giuseppe e al suo amore perduto? Avrà visto addensarsi sul suo capo le pietre con le quali avrebbero potuto lapidarla in quanto adultera e perché incinta di un uomo che non era il fidanzato avuto per legge e al quale doveva per legge fedeltà? Non può non averci pensato Maria: credo che il suo sì sia stato appesantito dal dolore e dalla paura.
Maria camminava sul crinale friabile di una promessa.
Ma era la promessa di Dio.
Botticelli
E Giuseppe? Ha tre possibilità:
2. rompere il fidanzamento senza dire nulla, assumendosi lui la colpa di una promessa non mantenuta; essendo uomo non incorrerebbe nei rigori della legge;
3. sposare la ragazza, fingendo di non sapere che non lo ama e accogliendo un figlio non suo.
Giuseppe scelse
la seconda
possibilità.
E arriva il sogno, cioè l’ispirazione divina:
«Quello che è generato in lei viene dallo Spirito Santo»
e Giuseppe capisce che può continuare ad amare Maria, la sua Maria.
Giotto
Chiesa di Sant'Andrea a Spello.
"Giuseppe accetta la maternità di Maria", particolare.
Affresco attribuito al pittore rinascimentale Dono Doni (1505 - 1575).
Espressione intensa e abbraccio forte di Giuseppe,
abbandono confidente di Maria:
profondità dell'amore che unisce i due fidanzati.
Gloria al Padre
Non indagò Mariàm, ma, detto il suo sì, si mise in cammino verso la cugina.
E mentre andava, Maria, arca di Dio in viaggio, sentiva che la sua carne aveva incominciato a lavorare nel segreto, dove le dita di Dio plasmavano il suo bambino, traendolo dal suo stesso seme.
Ecco il cuoricino che pulsa sangue umano, ecco dipanarsi il sistema nervoso, slegarsi gli arti, spuntare i piedini e le manine… E in questa immaginaria ma reale ecografia il seme di Dio non si vede ma c’è e nel ventre della Donna arde ed esplode quella luce invisibile che non smetterà mai più di guidarci.
Sesta sosta meditativa
La gravidanza
E quando arrivò da Elisabetta, Maria incominciò a vedere un primo avverarsi di questa Parola, perché fu proprio la cugina ad aiutarla a capire ciò che stava succedendo in Lei: “
Sei la madre del mio Signore!”.
E la vita che germogliava nel grembo di Elisabetta, quel piccolissimo Giovanni chiuso nella sua culla di carne, riconobbe l’Altro ed esultò.
Ghirlandaio
Allora turbamento e paura si sciolsero in Maria e fecero spazio alla gioia sfrenata che solo la consapevolezza della vicinanza estrema di Dio può dare.
Raffaello
Maria ora poteva cantare, ma fu Elisabetta a gridare la prima beatitudine del Nuovo Testamento: “Beata te che hai creduto”. Beata perché credente. La fede non è marginale,
contiene e trasmette il germe della felicità.
Credere in Dio è e rimane la prima e ultima occasione di felicità per l’umanità.
Arcabas
Le due madri ora si raccontano
i corpi trasfigurati dalla gioia
abitati dai figli
e sono le prime a profetare nel Vangelo.
Giotto
Narrano una fede che cammina,
che crede l’impossibile,
che fa memoria,
che dà spazio alla Parola,
si fida della promessa,
vive le relazioni nella premura e nel servizio,
legge la storia,
canta un Dio capace di ribaltare ciò che sembrava definitivo,
canta la gioia e la festa.
Rileggiamo più volte, nel silenzio
Ma da dove viene tutta questa gioia?
La fede di Maria ha capito Dio:
ha visto che è un Dio innamorato
e compie meraviglie…
Nel Magnificat per dieci volte ripete:
E’ Lui che ha guardato, è Lui che ha fatto,
è Lui che solleva…
Al cuore del cristianesimo non ci sono
le mie azioni buone o cattive
ma l’azione di Dio
Settima sosta
meditativa
Il matrimonio
Giotto
E Giuseppe sposò Maria
Scavata nella roccia (grotta,
abitazione notturna)
Una tettoia e un fornello
di sassi (capanna, abitazione
diurna)
Rifugio notturno per gli animali
(stalla)
Casa povera
Ottava sosta meditativa
La nascita dei figli
Giotto
Giotto
Matrimonio
Nascita dei figli
Battesimo dei figli
Visita dei parenti
Protezione (covid)
Marachella
Ma com’era il rapporto di Gesù con sua mamma?
È facile immaginare la scena. Gesù è circondato dalla folla, sta parlando e a un certo punto tra i discepoli corre un’agitazione strana, inusuale.
“Oh guarda, guarda chi arriva… è la mamma del Maestro, di Gesù, ci sono anche i suoi fratelli… vai a dirglielo, corri!”
“Maestro, maestro, è arrivata tua mamma, sono arrivati i tuoi fratelli… vogliono vederti… corri Gesù, sono qui!”, ma Lui li gela all’istante, li spiazza:
“Mia madre e i miei fratelli sono quelli che ascoltano la Parola e la mettono in pratica”.
E va be’, ma sono dure queste parole di Gesù dette alla sua mamma e poi a quanto pare Lui non esce nemmeno a salutarla. Disorienta un po’ questa cosa…
E se io vi dicessi... Se vi dicessi che in questo momento Gesù sta rivolgendo a Maria il suo complimento più bello?
È così sapete, è proprio così. Secondo voi, dove sta la grandezza di Maria?
Per capire dobbiamo ritrovarla ragazzina, davanti a quell’essere alato, quello strano messaggero che le chiedeva di ribaltare la sua vita in nome di una promessa oscura e incomprensibile. Dobbiamo aprire, spalancare l’udito dell’anima per risentire quell’“Ecco la serva del Signore”, che disse quando ancora era sulla soglia dell’esistenza, agli albori della sua giovinezza. Dobbiamo sentire il turbamento e le pulsazioni del suo cuore giovanissimo, messo di fronte a un compito molto più grande di lei.
La grandezza di Maria sta nell’aver ascoltato e messo in pratica da subito, recandosi da Elisabetta, la Parola di Dio, nell’aver detto “sì”, quel sì che ha dato avvio alla salvezza. Ecco perché non c’è nessuno più degno di lei di essere la madre.
Per capire la maternità di Maria dobbiamo guardarla stupita e silenziosa davanti ai Magi,
profuga in Egitto…
Beato Angelico
Raffaello
Gentile da Fabrianoo
Renato Guttuso
…invitata attenta e partecipe alle nozze di Cana (dove la spunta lei)
Veronese
…e soprattutto devastata sotto la croce, costretta a veder uccidere il suo unico figlio.
Dobbiamo vedere il suo sguardo inchiodato al legno, dove Gesù gridava l’abbandono del Padre...
�E lei, la Madre, sempre dentro il progetto di Dio, mai un passo fuori dalla sua volontà.
Ecco dove sta la grandezza di Maria.
Masaccio
E Gesù amava tanto sua madre che nel momento supremo dell’agonia, quando ormai il respiro si chiudeva nella sua gola, si è preoccupato di trovarle un figlio, un suo sostituto sulla terra.
Gesù stava chiudendo la vita terrena tra dolori atroci, quando disse:
«Donna, ecco tuo figlio»
«Figlio, ecco tua madre»
E da quel giorno Maria è anche nostra madre,
nostra e dei nostri figli.
Da allora ogni mamma cristiana condivide la sua maternità con Maria
Piero della Francesca
Allora possiamo dire che Maria e i parenti, che sono lì con lei, sono considerati da Gesù in una luce molto favorevole, anzi la più favorevole, perché vengono descritti proprio come coloro che accolgono e mettono in pratica la Parola di Dio.
E la grandezza di Maria è possibilità di grandezza anche per noi, perché anche a noi è dato di poter ascoltare e seguire la Parola di Dio.
È questa la notizia bella che ci è data, ribadita come beatitudine dallo stesso Luca poco più avanti. A un certo punto una donna grida: «Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato», Gesù dice: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
«Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
=
Beati coloro che hanno fede.
La mamma cristiana
1. condivide la maternità con Maria
2. è una tessitrice
DIO CI CREA
E POI
PER TUTTA LA NOSTRA VITA
CERCA DI INSEGNARCI
COME ESSERE FELICI
GRAZIE ALLA FEDE.
E NOI POSSIAMO FARE LA STESSA COSA
CON I FIGLI CHE CI SONO AFFIDATI.
DECALOGO PER MAMME TESSITRICI DI VITE FELICI
1. Partecipa alla Messa domenicale con la tua famiglia e frequenta i sacramenti, anche la riconciliazione.
2. Nutri e coltiva la fede, tua e di tuo marito, attraverso la preghiera personale e di coppia, anche breve, e qualche bella lettura.
3. Metti il Vangelo bene in vista nella tua casa, al posto d’onore, e ogni tanto leggine una pagina con i tuoi bambini; parla spesso di Gesù ai tuoi figli, rendendolo «uno di famiglia».
4. Costruisci nella tua casa l’angolo della preghiera e crea spazi quotidiani, leggeri e divertenti, di preghiera familiare. (Chiedi consigli alle catechiste)
5. Manda i bambini alla catechesi con assiduità, come all’impegno settimanale più importante dopo la Messa domenicale, e partecipa con la famiglia, per quanto possibile, alla vita della tua comunità.
6. Cerca un santuario non molto lontano da casa tua, presso il quale organizzare ogni tanto qualche gita familiare.
7. Metti al collo dei tuoi bambini una medaglietta con l’immagine di Gesù o di Maria e la data del Battesimo sul retro.
8. Non festeggiare solo il compleanno dei tuoi bambini, ma anche il giorno del Battesimo e l’onomastico.
9. Acquisisci l’abitudine di benedire i tuoi bambini con un segno di croce sulla fronte.
10. E siccome la fede non può disgiungersi dalla carità, educa i tuoi bambini a uno sguardo attento, che eviti con i compagni ogni forma di esclusione, e assomigli allo sguardo di Dio, il quale vede cose buone e belle in ognuno di noi.
Come?
GRAZIE!!!!