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L’insufficienza epatica affrontata con La Fitoterapia

Zora Del Buono

Bologna 21-04-2024

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1500 grammi circa, 2.5 % del peso in adulti, il 50% alla nascita, il 20% del suo peso adulto è sangue.

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Funzioni del FEGATO�

  • 1- far arrivare il succo biliare nell’intestino
  • 2- metabolismo glucidico polimerizzando il glucosio in glicogeno da accumulare negli epatociti per liberare il glucosio quando serve
  • ( funzioni glicogenetica e glicogenolitica)
  • 3- metabolismo proteico scinde gli aminoacidi formando urea e risintetizza nuove proteine
  • 4-sintesi e demolizione dell’emoglobina, stimola eritropoiesi
  • 5- azione detossificante neutralizza xenobiotici di varia natura.
  • 6- metabolismo del colesterolo
  • 7- attivazione vitamina D3
  • 8- sintesi del precursore dell’angiotensina I, che è coinvolta nella regolazione della pressione arteriosa
  • 9- regola produzione immunoglobuline
  • 10- immagazzina vitamine lipo ed idro-solubili e minerali fra cui ferro e rame.

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Epatopatie

  • Insufficienza epatica: Diminuzione del funzionamento delle cellule epatiche, interessa soprattutto la funzione biliare mentre la insufficienza epatica grave interessa le funzione di regolazione metabolica degli epatociti. (sintomi: porpora, immunodeficienze, allergie, alterazioni della glicemia e del lipidogramma)

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Piccola insufficienza epatica

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Sintomi secondari

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Bile

Secreta dal fegato, ( 500-600 ml al giorno) liquido giallo-verde, composta da acidi e pigmenti biliari, nonché da colesterolo, lecitina, Sali inorganici di sodio e potassio. la cistifellea

Le vie biliari ( dotto epatico, dotto cistico, colecisti e coledoco) raccolgono, conservano, e consentono alla bile di raggiungere l’intestino ( duodeno) e svolgere importanti funzioni

  1. Emulsionare i grassi
  2. Stimolare i movimenti peristaltici
  3. Regolare il microbiota intestinale.

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Sintomi calcolosi

  • Dolore notturno o all’alba
  • Fianco dx
  • Irradia scapola spalla dx
  • Durata> 30 ‘
  • Può dipendere da eccesso di colesterolo, pochi Sali biliari, iperbilirubinemia, discinesia colecisti.
  • Più frequente nelle donne
  • > dopo i 65 anni
  • Fattori di rischio: familiarità, obesità, variazioni brusche peso, terapie con estroprogestinici, iper trigliceridemia con bassi HDL, tiroidite di Hashimoto, troppe gravidanze.

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Insufficienza biliare

  • Una carenza di bile può essere la causa principale della formazione dei calcoli nella cistifellea (a causa del lento e scarso flusso biliare che non la tiene pulita); ed inoltre, provoca molti problemi digestivi:
  • - digestione lenta e/o difficile di alcuni cibi
  • - eruttazioni
  • - necessità di bevande gassate ai pasti
  • - gonfiore
  • - acidità
  • - gastralgie (dolori allo stomaco)
  • - rigurgiti acidi (gastro-esofagei)
  • - ernia iatale.

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Insufficienza biliare

  • Una scarsa quantità di bile non riesce a neutralizzare il contenuto gastrico acido che arriva nel duodeno (dopo una lunga permanenza nello stomaco).
  • l’alcalinità, nell’intestino tenue, dovrebbe sopravanzare l’acidità e creare un ambiente alcalino, perché è l’alcalinità che stimola la secrezione pancreatica ed enterica (intestinale), gli enzimi oltre a funzionare solo a pH alcalino necessitano della bile per emulsionare gli alimenti (con la lecitina) e permettere così la loro digestione.
  • L’organismo deve produrre in media 0,7 litri di Bile e 1,5 litri di succhi pancreatici, entrambi contenenti bicarbonato, per poter neutralizzare l’Acido Cloridrico (HCl) proveniente dai succhi gastrici dello stomaco.

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Medicina Tradizionale Cinese

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Fegato protagonista

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La revisione di letteratura condotta da Anupriya Tripathi e colleghi della University of California, San Diego (USA), pubblicata nel 2020 su Gastroenterology & Hepatology

  • Comunicazione tra fegato e microbiota intestinale  coinvolto nello sviluppo e/o progressione di patologie epatiche di varia entità e tipologia, in cospicuo incremento negli ultimi decenni.
  • Le malattie a carico del fegato si dividono generalmente in patologie da fegato grasso, alcoliche e non alcoliche, tutte accumunate da un’eziologia a base infiammatoria.
  • L’asse fegato-intestino diventa particolarmente delicato in presenza di disbiosi intestinale. Infatti, l’integrità della barriera intestinale risulta notevolmente compromessa, permettendo in questo modo il passaggio nel torrente circolatorio di diversi microorganismi e sostanze.
  • Tra questi ci sono le endotossine e il DNA batterico, con conseguente attivazione dei recettori immunitari epatici (il fegato implicato anche nel metabolismo degli xenobioti) e innesco della cascata infiammatoria che andrà a concludersi, se non trattata, con la trasformazione irreversibile del tessuto epatico fisiologico in tessuto fibroso inerte.

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�In che modo comunicano fegato e intestino?�

  • Sono diverse e bidirezionali le vie di comunicazione tra fegato e intestino e si snodano attraverso il tratto biliare, la vena porta e la circolazione sistemica.
  • Gli acidi biliari, sintetizzati dagli epatociti a partire dal colesterolo, facilitano l’emulsione e l’assorbimento dei grassi agendo soprattutto a livello del duodeno e dimostrando una stretta correlazione con il microbioma intestinale.
  • In condizione di disbiosi infatti, si ha uno sbilanciamento tra la quota di acidi biliari riassorbiti nell’ileo e ritrasportati al fegato, di norma il 95%, e quella non coniugata che ritorna al fegato per assorbimento passivo, il restante 5%.
  • Lo squilibrio degli acidi biliari dovuto a disbiosi si riflette a sua volta in un’alterazione del circolo enteroepatico con effetti metabolici non ancora del tutto chiari oltre che andare a favorire l’inizio di una risposta immunitaria e progressione dell’eventuale patologia epatica in corso.

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Cirrosi�

  • È considerata l’ultimo grado di danno epatico in termini di severità. Alterazioni batteriche sono state osservate in diversi studi clinici condotti su pazienti cirrotici in seguito ad abuso di alcol o epatite virale (Chen et al., Bajaj et al) come anche in modelli sperimentali.
  • A prova del coinvolgimento batterico nello sviluppo di cirrosi, modelli murini privi di recettori epatici per endotossine batteriche (TLR2, TLR4, TLR9 e NLP3) sono risultati protetti da fibrosi epatica.

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Potremo consigliare per la colecisti:

  • Fumaria off
  • Boldo
  • Tarassaco off

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Nomenclatura: effetto depurativo, poi lassativo ed infine purgativo.

  • Colagoghi: favoriscono la deplezione brusca della vescicola biliare, con un potere coleretico meno marcato, per la bile che riversano nel lume intestinale modificano il transito.
  • Coleretici: Aumentano la secrezione biliare a livello dell’epitelio delle vie biliari e del fegato, inducendo un’azione colagoga secondaria.
  • Epatoprotettori: implicano stimolo e rigenerazione della cellula epatica

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1 • MACERAZIONE

E DECANTAZIONE

La pianta, secca o spontanea, viene posta in una damigiana a macerare in alcool etilico spagi-rico e resta in serra per un periodo di 28 giorni, in condizioni controllate di luce, temperatura e umidità, con tutta l’energia della musica.

Durante questo periodo (mese filosofico), la pianta informa il liquido, trasmettendogli qualità e principi attivi.

Preparazione spagirica secondo Erbenobili

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Al termine del mese filosofico, i residui della pianta vengono tolti dalla soluzione e sottoposti a una prima fase di torchiatura, che permette di rompere le fibre vegetali e liberare gli elementi funzionali ancora intrappolati.

2 • TORCHIATURA

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3 • CALCINAZIONE E RIUNIONE DEI SALI

I residui della pianta torchiata sono posti in muffola ventilata a 850°C, per ottenere ceneri ancora ricche di principi attivi, elementi funzionali e sali minerali. Queste ceneri vengono cristallizzate e rappresentano i sali della pianta.

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4 • DINAMIZZAZIONE

La dinamizzazione è la circolazione in serra all’interno di due damigiane sigillate, per un periodo di 12 giorni.

In questa fase il prodotto ripete il processo di espansione (tramite evaporazione per riscaldamento, durante il giorno, grazie all’energia solare) e condensazione per raffreddamento (durante la notte, grazie all’energia lunare).

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EPAVIN

  • Ingredienti: estratti idroalcolici (acqua, succo di uva, alcol etilico, parte di pianta 20%) di:
  • Tarassaco (Taraxacum officinale Web.) radice, 
  • Cardo mariano (Silybum marianum Gaertn.) frutto,
  • Carciofo (Cynara scolymus L.) foglie,
  • Crespino (Berberis vulgaris L.) corteccia dei rami,
  • Boldo (Peumus boldus Mol.) foglie,
  • Ravanello nero (Raphanus sativus L.) radice, 
  • Rabarbaro cinese (Rheum palmatum L.) radice,
  • Crisantello (chrysantellum americanum V.) parti aeree,
  • Desmodium (Desmodium adscendens (Sw.) DC.) foglie,
  • Combreto (Combretum micranthum G. Don.) foglie,
  • oli essenziali di:
  • Menta (Menta piperita L.),
  • Rosmarino (Rosmarinus officinalis L.).

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EPAVIN

  • Classica combinazione della tradizione erboristica che abbina molte piante per potenziare l’effetto drenante e disintossicante.
  • particolare tropismo a livello epatico tale da esplicare e coadiuvare  una fisiologica azione coleretica, colagoga e detossificante e quindi capace di ripristinare le fisiologiche funzionalità del fegato.
  • Questo integratore drenante, grazie ai suoi componenti, coadiuva e contrasta i disturbi dovuti dall’assunzione di cibi poco tollerati e favorisce la digestione e l’assimilazione degli stessi.

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�Descrizione e proprietà dei costituenti attivi di questo integratore drenante�

  • Epavin è l’integratore specifico in tutti i casi in cui è necessario sorreggere e proteggere le funzionalità del fegato: uso prolungato e continuativo di farmaci di sintesi, alimentazione ricca di proteine e grassi, disfunzioni metaboliche, digestione lenta, pesantezza post-prandiale.

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Farmacognosia

  • Il dosaggio consigliato è di 25 – 45 gocce 2 volte al giorno diluita in acqua o in una bevanda calda. Si consiglia preferibilmente di assumere l’integratore drenante prima di pranzo e cena.
  • Controindicazioni
  • Chi cerca una dieta purificante per il fegato può integrare benissimo Epavin al proprio programma alimentare,
  • Controindicato in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei costituenti.
  • Effetti Collaterali derivati dall’uso di questo integratore alimentare drenante: Non riscontrati ai normali dosaggi. Sovradosaggi del purificante Epavin potrebbero indurre disturbi gastrointestinali minori.

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Cardo Mariano

  • I FRUTTI del cardo mariano e, in misura minore, le foglie e le radici, contengono anche altre sostanze attive (amine biogene, olio essenziale, albuminoidi e tannino), che potrebbero essere alla base dell'azione regolatrice del sistema neurovegetativo, deputato al controllo del tono dei vasi sanguigni.

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  • Il cardo mariano si usa con successo nel caso di:
  • Emicrania e nevralgia.
  • Esaurimento e astenia (affaticamento)
  • Cinetosi (nausea e vomito durante i viaggi): prendere una tazza di tisana prima di partire
  • Reazioni allergiche: febbre da fieno, orticaria e asma.
  • PARTI UTILIZZATE: i frutti (semi), le foglie e la radice.
  • la pianta non ha alcuna controindicazione se non qualche cautela nei gravi ipertesi.

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Sylibum Marianum Epatoprotettore

  • Utilizzato in epatite virale, tossica, da farmaci
  • stabilizzatore di membrana
  • inibisce i sistemi di trasporto trans-membrana degli epatociti impedendo in parte l’ingresso di sostanze tossiche
  • aumenta il pool del glutatione che è responsabile della detossificazione epatica
  • aumenta l’attività protettiva antiossidante inibendo la perossidazione dei lipidi
  • aumenta la captazione dei radicali liberi.
  • Potente azione contro l’avvelenamento da Amanita Phalloides entro 24 ore dall’ingestione.

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CARDO MARIANO

  • La silimarina è un estratto standardizzato ottenuto dai frutti del cardo mariano (Sylibum marianum) che contiene come principali costituenti la silibina, silidianina e silicristina attualmente molto utilizzato nelle disfunzioni del fegato poiché ha effetto epatoprotettivo e accelera il processo di rigenerazione del fegato.
  • Esplica anche una funzione di difesa contro numerose sostanze come il tetracloruro di carbonio, la galattosamina, le tossine dell’Amanita falloide (falloidina) e l’alcool.
  • La silibina è stata oggetto di numerosi studi biochimici e farmacologici nei quali ha dimostrato interessanti proprietà ma anche una scarsa biodisponibilità. Per questo motivo la silimarina utilizzata viene complessata con i fosfolipidi (fosfatidilcolina) oppure resa più biodisponibile grazie a metodiche spagiriche.

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CARDO MARIANO

  • Studi randomizzati in doppio cieco in pz con cirrosi alcolica
  • Attività protettiva contro aflatossina B1
  • Attività epatoprotettiva diminuisce gamma-GT e bilirubina in pz con Fibromatosi epatica
  • Diminuisce Transaminasi SGOT e SGPT e fosfatasi alcalina

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Cardo mariano

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SILIMARINA

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Cardo Mariano

  • Stimola l’attività della Polimerasi A dunque aumenta la sintesi di acidi nucleici ribosomiali ed il numero dei ribosomi negli epatociti, aumenta la biosintesi enzimatica e stimola la capacità di rigenerazione epatica.
  • Applicazioni Cliniche: Epatiti, Cirrosi, Steatosi, protezione epatica in corso di Chemioterapia.

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Desmodium ascendens

  • Foglie e stelo, Fabacea
  • Medicamento tradizionale della foresta africana nelle itterizie.
  • Antispasmodico, epatoprotettore, antiallergico( nel Ghana viene usato x trattare il terreno asmatico)
  • Nell’Epatite A e B al debutto e nella prevenzione di effetti della chemioterapia
  • Il desmodium adscendens svolge un'azione mirata ad aumentare la velocità di rigenerazione delle cellule del fegato, ripristinando una corretta funzionalità.
  • Inoltre, non è trascurabile l'azione antiossidante nei confronti del temibile acido arachidonico, svolgendo di fatto un'azione anti infiammatoria, sia nei soggetti allergici, sia nei confronti dell'apparato vascolare. Può essere rimedio preventivo in tutti i trattamenti farmacologici ad impatto epatotossico, quali antibiotici e antimicotici.

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Desmodium ascendens

  • PROPRIETA’
  • All’Università di Tolosa sono stati effettuati degli studi su questa pianta e analizzando i principi attivi emerge un’alta concentrazione di alcaloidi (isovitexina, tra gli altri), saponine, flavonoidi e antociani. Inoltre, la pratica ha dimostrato che questa pianta protegge e ripara le cellule del fegato, aiutando a mantenere il sistema immunitario in buone condizioni. Viene usata di sovente anche nel trattamento dei cambi di stagione per preparare al meglio il corpo.
  • Una pianta utile anche a proteggere il fegato durante i trattamenti con alcuni farmaci, ad esempio il paracetamolo, utile sarebbe assumerla prima dell’inizio del trattamento e continuare poi alcuni giorni dopo la fine della somministrazione dei farmaci.

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Drenaggio Epatobiliare

  • Boldo Plemus Boldo, Monimiacea, si usano foglie
  • Ha un HE a componenti monoterpeniche e eterosidi , alcaloidi tra cui la Boldina. Aumenta la secrezione biliare, è spasmolitico, la boldina protegge gli epatociti dagli effetti tossici del Tetracloruro di Carbonio ed azione elettiva su secrezione biliare e fluidificazione, agendo come lassativo.

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cicoria

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Boldo

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Taraxacum off o dente di leone

  • Pianta erbacea con foglie dentellate e fiori gialli a rosette
  • Utilizzate radice ( Principio attivo amaro, lactucopicrosina, inulina- coleretica) e foglie ( Inulina, flavonoidi, carotenoidi-antivirale e coleretica)
  • Stimolante estrogenico
  • controindicato se ostruzione acuta vie biliari

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Proprietà terapeutiche�

  • Il tarassaco si utilizza, a livello terapeutico, in tutte le sue parti. Le foglie presentano un buon contenuto di vitamine A, del gruppo B, C e D, di ferro, potassio (nelle parti aeree fino al 4,3%) e zinco. Solitamente venivano utilizzate per guarire lo scorbuto o altre malattie provocate da carenze alimentari. La parte più ricca di nutrienti, però, è la radice, che contiene vitamina A e C, sali minerali come potassio, calcio, sodio, zinco, ferro, manganese, magnesio. Inoltre, è elevata la presenza di inulina (in autunno può arrivare a costituire il 40% dell’intera radice), tannino, flavonoidi, fitosteroli, taraxacina, che le dona il caratteristico sapore amarognolo, e che fa parte dei sesquiterpeni lattonici che ne caratterizzano l’azione, acido linolico e linoleico (precursori degli acidi grassi omega-3 e omega-6).
  • Tra le proprietà più note della radice di tarassaco ci sono sicuramente quelle depurative, dato che è in grado di stimolare la funzionalità del fegato, della bile e dei reni che, in questo modo, lavorano al meglio per trasformare le tossine ed eliminarle dall’organismo ed epatoprotettive anche vs tossici.
  • Park CM, Youn HJ et al Food Chem toxicol 2010 Feb 17

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Proprietà terapeutiche�

  • Il tarassaco facilita il processo digestivo svolgendo un’azione di stimolazione delle secrezioni (saliva, succhi gastrici o intestinali) delle ghiandole dell’apparato gastrointestinale.
  • La presenza di flavonoidi e di potassio, inoltre, rendono questa radice fortemente diuretica. In questi casi si trova spesso abbinato ad altre piante come ad esempio la betulla o il cardo mariano.
  • Secondo diversi studi, questa pianta è in grado di riattivare la funzione immunologica e potenziare la risposta immunitaria grazie alla presenza di ossido nitrico, che stimola l’attività fagocitaria delle cellule.
  • Rallenta la predisposizione dell’organismo per la formazione dei calcoli biliari. La cura in questo caso non dovrebbe essere inferiore alle quattro settimane. Il tarassaco, infine, è di supporto anche in caso di stitichezza.
  • Hook I, McGee A et al Int J Pharmacog 1993; 31(1):29-34
  • Scutz, K, Carle R, Schieber A. J Ethnopharmacol 2006 Oct 11;107(3):313-23)

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Tarassaco Controindicazioni�

  • La presenza di sostanze amare aumenta la secrezione clorido-peptica e potrebbe provocare acidità gastrica. È controindicato in caso di gastrite e ulcera peptica, infiammazione o calcoli delle vie biliari dato che rende la bile più abbondante e più fluida, potrebbe smuovere i calcoli dando vita a una colica.
  • Da evitare anche in caso di reazioni allergiche ai lattoni sesquiterpenici contenuti nel fitocomplesso
  • sono registrate interazioni con farmaci FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), paracetamolo e acido acetilsalicilico (aspirina), con alcuni diuretici, ipoglicemizzanti o integratori a base di potassio.
  • Non andrebbe impiegato se non indicato a livello medico nella cura dei bambini sotto i dodici anni o nelle donne in gravidanza o allattamento.

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Taraxacum off

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Cynara Scolymus Carciofo

  • Nome Scientifico: Cynara scolymus L., sin. Cynara cardunculus L.
  • Famiglia: Asteraceae (Compositae)
  • Origine Pianta coltivata dappertutto come ortaggio.
  • Parti Utilizzate: La droga è costituita dalle foglie, presenti in Farmacopea Ufficiale. Si usano le foglie del primo anno
  • Costituenti chimici: Composti caffeilchinici (cinarina); Flavonoidi (luteolina); Tannini; Steroli; Poliacetileni; Lattoni sesquiterpenici (cinaropicrina); Sali minerali; Acidi organici.
  • sconsigliato nella ostruzione acuta delle vie biliari.

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CARCIOFO

  • attività colagoga, coleretica ed epatoprotettiva.
  • tali proprietà sono ascritte principalmente ai sesquiterpeni, all'acido idrossicinnamico e ai flavonoidi contenuti nelle foglie della pianta.�L'azione eupeptica e stomachica esercitata dal carciofo, invece, è imputabile sia ai sesquiterpeni, sia ai composti caffeilchinici.
  • Queste molecole, pertanto, sono in grado di stimolare l'appetito e di aumentare la secrezione acida dello stomaco, favorendo così anche i processi digestivi.�possiede anche proprietà ipocolesterolemizzanti, antigottose e antimalariche.

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CARCIOFO

  • I sesquiterpeni, i flavonoidi e l'acido idrossicinnamico contenuti nel carciofo svolgono un ruolo epatoprotettivo, oltre a possedere attività colagoghe e coleretiche. Per questo motivo, la pianta è un rimedio molto utile e largamente impiegato per favorire le regolari funzionalità epatobiliari.

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Il Chrysantellum americanum

  • Il Chrysantellum americanum, o chrysantellum indicum, è il nome scientifico del crisantello americano, una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae originaria del Perù e della Bolivia.
  • Ampiamente diffusa anche in Africa, in cui cresce ai bordi delle strade o nei campi incolti, soprattutto nelle zone dell’altipiano, si tratta di una piccola pianta costituita da un stelo sottile e gracile con foglie alterne.
  • I suoi fiori sono di colore giallo e arancione e si raggruppano tra loro in piccoli capolini.
  • La parte che viene generalmente utilizzata è la sua sommità fiorita.

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Il Chrysantellum americanum

  • Il Chrisanthellum americanum per chi soffre di problemi ad elaborare le sostanze lipidiche (ha una marcata azione sull’abbassamento dei trigliceridi e del colesterolo) è la pianta che più si sposa con la tavola dell’Italiano medio.
  • Contiene vit.P e combatte la fragilità dei capillari, oltre ad essere colagoga e coleretica stimola un’induzione enzimatica sul citocromo P450 facilitando la detossinazione cellulare.
  • Utile nei casi di calcolosi biliare, salivare e renale, epatite, cirrosi, dislipidemie, ipercolesterolemia, emorroidi, ipertrigliceridemia, aterosclerosi, disturbi del microcircolo, gotta, fragilità capillare, cattiva digestione .
  • Il crisantello americano, in sinergia col carciofo svolge le seguenti funzioni:
  • la funzione antiedematosa e vaso-protettiva;
  • favorisce la microcircolazione;
  • migliora l’irrorazione periferica;
  • azione antinfiammatoria;
  • attiva le ghiandole surrenali.
  • della secrezione biliare, di calcoli renali, biliari o salivari e nei casi di dismetabolismo lipoproteico.

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Il Chrysantellum americanum

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  • Possiede proprietà epatoprotettiva, risulta essere molto utile nei casi di insufficienza della secrezione biliare e in epatopatie. 
  • Non sono segnalati effetti secondari o tossici, se assunti secondo le dosi consigliate. 
  • Qualora invece se ne faccia un uso spropositato e superiore può comportare il rischio di pirosi, ovvero dolore e bruciore retrosternale.
  • Per chi soffre di ulcera o gastrite, il consumo di crisantello americano non è consigliato.

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Epatopatie

  • Rosmarinus officinalis L. Ha un tropismo elettivo per la colecisti e le vie biliari. Le proprietà epatoprotettive e coleretiche di questa pianta sono note da tempo.
  • E' anfocoleretico, cioè regolarizza la motilità della cistifellea, con attività antispastica, ha un’azione antiradicalica, tutt’altro che secondaria, sulle cellule epatiche.
  • Altre proprietà importanti sono quella antidistonica del neurovegetativo e quella diuretica.

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Discinesie Biliari

  • Rosmarino off MG e HE. Ac Rosmarinico, flavonoidi, diterpeni. Grande drenante epatico, colagogo, coleretico, diuretico, spasmolitico, protegge l’epatocita dalla perossidazione .

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Menta

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  • Menta: pianta aromatica della famiglia delle Laminacee, erbacea perenne, la droga è rappresentata dalle foglie ricche di oli essenziali e principi attivi, ha azione antispastica della muscolatura liscia muscolare dell’apparato digerente e respiratorio, nella tisana espettorante è usata anche come correttore del gusto.
  • L'olio essenziale di menta è ricavato dalla Mentha piperita, una pianta della famiglia delle Lamiaceae. Conosciuto per le sue proprietà digestive, antistress e antibatteriche, è utile in caso di alitosi, nausea e colite
  • Olio essenziale (-alfa-mentolo, antinocicettivo, è un alcole monoterpenico, mentone un carvone caratteristico delle mente dolci, chimicamente un cetone monoterpenico che viene metabolizzato a alcoole mucolitico, mentofurano, eucaliptolo,(1,8 cineolo) mucinogeno antisettico, limonene)
  • Più nel dettaglio, a questa pianta - soprattutto alle sue foglie e all'olio essenziale da esse estratto - sono ascritte proprietà spasmolitiche, colagoghe, antibatteriche, secretolitiche e  analgesiche.�

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Rabarbaro cinese

  • Somministrato a piccole dosi, il rabarbaro agisce come amaro-digestivo. A dosi più alte, invece, il rabarbaro agisce come lassativo; per questo è usato nella stitichezza cronica con grandi vantaggi. Fra le piante medicinali contenenti glucosidi antrachinonici il rabarbaro è quella meglio tollerata, grazie alla presenza dei polifenoli.
  • Il rabarbaro ha inoltre attività colagoghe ed è quindi indicato nel trattamento delle malattie croniche del fegato.

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Kinkeliba o Combretum Micranthum

  • Combretacea, dal Senegal, usata tradizionalmente come tonico, contro l’obesità e come colagogo, contiene acidi fenolici, flavonoidi (vitexine 1,2%) proantocianodioli, steroli.
  • È un regolatore dell’attività biliare

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Esempio di prescrizione: �

  • Per piccola insufficienza epatica con fegato da stasi. Per una azione di drenaggio epatobiliare, epatico, coleretico e colagogo, antispastico, in base alla fitoterapia francese:
  • Taraxacum dentis leonis TM
  • Cynara scolymus TM
  • Combretum rainbaultii TM

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  • associare:
  • HE Rosmarinus Officinalis
  • HE Mentha x piperita

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Esempio 2: Dopo epatiti acute e croniche

  • Sarà frequente la citolisi e lo sviluppo di colestasi. Bisogna assicurare una ripresa completa nell’organo fegato, evitando il passaggio alla fase fibrosa ed alla sclerosi.
  • Piante di sostegno all’azione epatica generale, epato-rigeneranti, quale il CARDO MARIANO, che a questa azione aggiunge quella coleretica dolce e decongestionante del sistema portale.

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Esempio 3: Dopo epatiti croniche

 

  • In casi gravi ( dove l’insufficienza precede la malattia) si utilizzerà un’azione coleretica più incisiva grazie a FUMARIA, parti aeree fiorite, che agisce anche come vagotonico, migliorando la secrezione pancreatica (drenaggio pancreatico esocrino), e che si associa favorevolmente con Rosmarino e Menta.
  • Nelle forme con importante colestasi, si associerà il Carciofo, fino a miglioramento.

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PREMESSA NECESSARIA

  • Pertanto, mentre l’inverno è un periodo di conservazione e di mantenimento, il periodo che va da fine Febbraio ad Aprile rappresenta un momento di pulizia e rinnovamento.
  • Secondo la Medicina Tradizionale Cinese la primavera è il periodo dell’anno in cui la funzionalità epatica e la disintossicazione sono più attive e rappresenta perciò il momento migliore per intraprendere un trattamento drenante.

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Depurare l’organismo, drenare i liquidi corporei, eliminare le tossine�

  • Sottoporre l’organismo periodicamente a un trattamento di disintossicazione dovrebbe essere la prassi.
  • L’organismo lavora a pieno regime se gli organi sono puliti, svolgendo meglio il lavoro di sostegno, di filtro e di pulizia dell’organismo.
  • La Depurazione è utile
  • prima di ogni trattamento chirurgico
  • nelle situazioni d’intossicazione
  • prima della comparsa delle allergie stagionali, almeno 2 mesi prima
  • durante le allergie per modularne e regolarne l’intensità
  • una valida pratica di igiene del nostro corpo in modo ciclico, 2-3 volte l’anno
  • Il drenaggio segue nell’organismo la direzione dall’interno verso l’esterno e dal profondo verso la superficie.

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Caratteristiche di una buona depurazione

Il trattamento deve essere:

  • dolce e graduale
  • deve sostenere la funzione d’organo
  • ciclico, per mantenere e per rinforzare l’organismo

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Detossificare gli emuntori�

  • La depurazione stimola un singolo organo o un apparato emuntorio, ma per sbloccare le tossine intrappolate nei tessuti, il drenaggio è un’azione che coinvolge l’intero organismo, stimolando l’eliminazione delle tossine nella sua totalità (detossificare). 

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Svolge un’azione stimolante sul Sistema Reticolo Endoteliale (SRE)

  • La detossificazione elimina i metaboliti che si liberano dal continuo ricambio cellulare, deputato a fagocitare e neutralizzare tossine e sostanze estranee all’organismo umano.
  • Gli emuntori sono gli organi che consentono il mantenimento dell’omeostasi corporea, ossia l’equilibrio acido-basico dei liquidi organici, intra ed extra cellulari, deputati all’eliminazione dei materiali di rifiuto dell'organismo.

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Rigenera l'organismo

  • I vantaggi sono evidenti già dalle prime settimane di assunzione: il paziente è più attivo ed energetico, la pelle sarà più tonica e luminosa, aumenterà la diuresi.
  • Più in generale, si percepisce una rinnovata sensazione di benessere ed armonia fisica e mentale.

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L’intervento detossificante

  • Dev’essere preciso nei minimi particolari;
  • le scorie devono essere veicolate dal profondo, dall’intimità cellulare e tissutale verso le superfici di congiunzione con l’ambiente esterno.
  • Tutto ciò può realmente avvenire soltanto quando la sinergia organotropica dei rimedi vegetali impiegati stimola, sorregge e guida la tendenza centrifuga dei detriti tossici
  • Va favorito il passaggio da un organo nobile ad un organo meno nobile, unico modo per non provocare “danni”, ovvero “crisi di eliminazione”.

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LA MODALITÀ DI CONSIGLIO

  • La posologia, chiave di lettura del drenaggio che si effettua, deve essere inferiore a quella stabilita per la dose fitoterapica in quanto che quello che si ricerca è un effetto disintossicante e depurativo, in alcuni casi propedeutico ad un trattamento etiologico, ma non direttamente terapeutico.
  • Un miglioramento è avvertibile dal paziente ed è senz’altro un vantaggio ma il rischio nel quale non bisogna cadere è quello di trasformarlo in un trattamento. Pertanto la dose consigliata è di 20-30 gocce diluite in acqua da assumere al risveglio.
  • La durata del drenaggio pre-terapeutico non dovrà superare i trenta giorni; infatti non è opportuno iniziare un trattamento etiologico con tempi più lunghi. Questo trattamento prepara il paziente e deve essere effettuato con piante maneggevoli, sprovviste di effetti secondari, la cui applicazione sia semplicemente quella depurativa.

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Emuntori

  • Sono rappresentati dai seguenti organi, visceri e tessuti.
  • 1) Reni e vie urinarie 2) Fegato e vie biliari 3) Intestino 4) Polmoni e mucose ORL 5) Pelle, ghiandole sudoripare e sebacee
  • Gli emuntori si definiscono principali o secondari. Emuntori principali sono: fegato, cistifellea, intestini, pelle e ghiandole sebacee, (eliminazione di scarti mucolitici); rene e ghiandole sudorifere (eliminazione di scarti acidosi).
  • Emuntori secondari sono: le vie respiratorie, le mucose dell’apparato ORL, il polmone e nella donna la mucosa uterina.

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DEPURVIN:

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  • Bardana (Arctium lappa L.) radice, marrubio (Marrubium vulgare L.) parti aeree, crescione (Nasturtium officinale L.) parti aeree fiorite, piantaggine (Plantago major L.) foglie, crespino (Berberis vulgaris L.) corteccia, borsa del pastore (Capsella bursa-pastoris Medik.) parti aeree, genziana (Gentiana lutea L.) radice, salsapariglia (Smilax sp.) radice, Fumaria (Fumaria officinalis L.) parti aeree fiorite.

In presenza di carico tossinico piuttosto importante

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�Stimola l’attività di tutti gli organi emuntori; favorendo drenaggio e depurazione; realizzato da piante fresche, più attive. �

  • Oltre a Bardana e Salsapariglia, contiene Marrubio con az diuretica e leggermente lassativa , colagogo, depurativo attraverso l’apparato respiratorio.
  • Crescione parti aeree, ricco in antiossidanti, diuretico, drena sangue, reni, colecisti, pelle, fegato, intestino
  • Piantaggine, antinfiammatoria diuretica drenante su intestino e reni leggermente lassativa
  • Crespino ad azione drenante epatobiliare regola la motilità colecistica
  • Borsa del pastore Antiradicali liberi grazie a mercaptani e isotiocianati
  • Genziana Aumenta succo gastrico e motilità dell’intestino favorendo la digestione. Amaro eupeptico; agisce su colecisti, stomaco.
  • Fumaria parti aeree regolatrice del flusso biliare, antispastica mm liscia, favorisce corretta motilità emuntoriale.

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Bardana

Marrubio

Crescione

Crespino

Genziana

Bardana

Marrubio

Crescione

Piantaggine

Bardana

Marrubio

Crescione

Piantaggine

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Bardana

Crescione

Crespino

Fumaria

Genziana

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Bardana

Crescione

Bardana

Crescione

Polmone = Piantaggine , Marrubio

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Potremo consigliare:

Fumaria off

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Fumaria off

  • Costituenti chimici della droga ( parti aeree)
  • Alcaloidi isochinolinici (famariina, protopina);
  • Flavonoidi;
  • Mucillagini;
  • Acidi organici.
  • La fumaria è utilizzata come coleretico, epatoprotettore e antispastico per la muscolatura liscia dello sfintere di Oddi; è indicata in presenza di dispepsie biliari, digestioni difficili, stitichezza, pesantezza postprandiale, meteorismo e alitosi.
  • Attività biologica
  • la fumaria è una pianta dotata di proprietà depurative, epatoprotettive e antispastiche, che si esercitano soprattutto a livello dei dotti biliari, ma anche a livello del tratto gastrointestinale.
  • Inoltre, la pianta è in grado di esercitare un'azione anfocoleretica, ossia è capace di regolare il flusso biliare aumentandolo se è insufficiente e diminuendolo se è eccessivo.�Infine, da alcuni studi condotti sulla pianta, è emerso che alcuni degli alcaloidi in essa contenuti sono in grado di esercitare un'interessante attività inibitoria nei confronti dell'acetilcolinesterasi. Le azioni depurative cutanee non sono supportate da evidenze scientifiche.
  • Effetti collaterali
  • Dopo l'assunzione di fumaria per dosaggi elevati possono comparire diarrea e sedazione del SNC.
  • Controindicazioni
  • Evitare l'assunzione di preparati contenenti fumaria in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti, in gravidanza e durante l'allattamento, né nei bambini.
  • Interazioni Farmacologiche
  • cautela per la possibile sommazione di effetti con farmaci sedativi ed ipotensivi.

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Parti Utilizzate�

  • Si utilizzano principalmente le radici, raccolte nell'autunno del primo anno di vegetazione o nella primavera del secondo anno, ma anche le foglie, il rizoma, gli acheni.

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Costituenti chimici�

  • Olio essenziale; composti polinsaturi, vitamine del complesso B, amminoacidi, oligoelementi
  • LIGNANI, fra cui ritroviamo l' arctigeniina ed il suo glucoside arctiina;
  • Lattoni sesquiterpenici, fra cui troviamo l'arctiopicrina;
  • Derivati dell’Acido caffeico: acidi caffeilchinici
  • Polisaccaridi; Triterpeni; Fitosteroli; Tannini; Poliini e polieni; composti acetilenici solforati
  • Inulina 30-45%; Acido arctico; Lappatina; acido costusico.
  • Polifenoli.
  • J Pharmac Biomed Anal 2010 Jan 20;51(2):399-404

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BARDANA

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Proprietà

antioncogena

attività epatoprotettiva,

antidermopatica,

ipoglicemizzante,

antiuricemica,

antinfiammatoria

antiossidante.

BARDANA

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Arctium Lappa o Bardana�

  • È tra i coadiuvanti di origine naturale più efficaci nelle terapie drenanti, depurative e disintossicanti.
  • Si tratta di una pianta molto utile per le affezioni della pelle, come psoriasi, acne, dermatiti, dermatosi, eczema e tante altre patologie legate a disordini metabolici e biologici.
  • La pianta, infatti, è ricca di acidi fenolici dalle spiccate proprietà antisettiche ed antinfiammatorie.

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Arctium Lappa o Bardana�

  • E’ annoverabile tra i rimedi naturali per la cistite e diversi altri tipi di infiammazioni.
  • La radice contiene diversi principi attivi tra cui l’ inulina, sostanza prebiotica.
  • Questo la rende un ottimo coadiuvante in tutte le terapie depurative e drenanti per fegato, reni, intestino e pelle.

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Salsapariglia radix

  • Descrizione della pianta
  • La salsapariglia (Smilax aspera) è una pianta arbustiva dal portamento lianoso della famiglia delle Smilacacee. Il fusto è flessibile e ricoperto di spine, le foglie, a forma di cuore, hanno i margini dentati e spinosi.
  • originaria dell’America tropicale, ambientata in Sud italia fino ad un’altitudine di 300 metri.
  • La salsapariglia nel nostro paese è nota anche con il nome di “stracciabrache” e di “strazzacausi”, questi termini indicano le possibili conseguenze dovute alla presenza delle acuminate spine nella pianta.
  • Se viene strofinata in maniera vigorosa, la salsapariglia produce una schiuma saponosa, che assomiglia a quella dei cavalli quando sudano abbondantemente. Da questa schiuma deriva il nome: Salsa (schiuma appunto a causa di salsasaponina) e pariglia (coppia di cavalli usata per traino carri, ecc.).
  • Controindicazioni: La salsapariglia può causare irritazione della mucosa gastrica. Va evitata quando si assumono farmaci diuretici e digitalici.

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La salsapariglia

  • La salsapariglia è una pianta dall'azione diuretica, depurativa, espettorante ed emetica. Molto utile contro influenza, artrite, asma, gotta, reumatismi ed eczemi
  • la sua radice contiene principi attivi come la smilacina, la salsasaponina, che sono saponine, glucidi, colina, tannini, potassio e calcio.
  • La salsapariglia è nota come fitodepuratore poichè tollera molto bene i metalli e accumula scarsamente il piombo, lo zinco e il cadmio nelle sue foglie. Perciò è utile per ridurre il rischio di trasferimento dei metalli nella catena alimentare.  

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  • Modalità d’uso
  • Della salsapariglia si utilizza la radice.

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CRESPINO

  • Berberis vulgaris L. o Berberis thumbergii DC Berberidaceae Sinonimi italiani: Berberis.
  • Profilo farmacognostico: PARTI USATE: Corteccia della radice e i frutti.
  • COMPONENTI PRINCIPALI: Alcaloidi isochinolinici berberina (ca. 1,3%) ed altri: berberrubina, berbamina, palmatina, ossiacantina, ecc. Inoltre: tannini; amido. T.B.: Le radici si raccolgono in ottobre-novembre, recidendone una o due al massimo e richiudendo la buca con la terra, si puliscono si recidono le radichette e si taglia via la corteccia in piccoli pezzi. I frutti si raccolgono maturi in settembre-ottobre.
  • Caratteri organolettici: SAPORE: Amaro.

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CRESPINO-Berberis

  • TERAPIA Azioni: Colagogo, antiemetico, tonico della milza, tossico sul protozoo Leishmania donovani.
  • I principi attivi conferiscono a questa droga vegetale azione:
  • ipocolesterolemizzante; ( molti studi attuali sulla sindrome metabolica, con l’uso di forme fitosomate.) ed ipoglicemizzante.
  • ipotensiva;
  • Il crespino viene utilizzato come amaro-tonico, per favorire l'appetito e la digestione attraverso la produzione e la secrezione di bile da parte della cistifellea e grazie a una stimolazione della funzionalità epatica.  
  • Indicazioni: Calcoli biliari, colecistite, colelitiasi, itterizia, leishmaniosi, malaria.
  • Avvertenze e controindicazioni: Dosi elevate dei preparati della radice possono manifestare effetti collaterali.
  • Evitare nella diarrea e nella prima fase della gravidanza.
  • L’E.S.C.O.P. ne raccomanda un uso attento, in ragione del contenuto dell’alcaloide berberina.

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La borsa pastore (Capsella bursa-pastoris) parti aeree

  • Pianta della famiglia delle Brassicaceae. Oltre ad avere un'azione emostatica, le sue proprietà astringenti sono utili anche per la circolazione e la diarrea.
  • Le parti aeree della borsa pastore contengono flavonoidi (rutina, luteolin-7rutinoside), olio essenziale, alcaloidi (burserina), glucosidi (acido bursinico) e tannini, che conferiscono alla pianta proprietà antiemorragiche, emostatiche e astringenti. 
  • Il nome del genere capsella e quello specifico bursa-pastoris deriva dalla forma dei frutti della pianta, simili a bisacce dei pastori e venne attribuito nel 1792 dal botanico tedesco Friedrich Kasimir Medikus (1736-1808).
  • I principi attivi, in particolare l'acido bursico, presenti nel fitocomplesso hanno tutti la proprietà di arrestare le emorragie interne.
  • Inoltre la pianta è in grado di far contrarre la muscolatura dell’utero, regolarizzando il flusso ematico durante le mestruazioni. 
  • L'azione astringente della borsa pastore è utile al sistema enterico, anche in caso di diarrea.
  • Controindicazioni
  • Per le sue proprietà la borsa pastore è controindicata durante la gravidanza e l'allattamento, e in caso di pressione bassa. L'uso è sconsigliato per i soggetti che manifestano ipersensibilità verso il componente.

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Genziana. Gentiana lutea (Gentianaceae)  �

Parti usate: radice

  • Costituenti�principali: sostanze amare (genziopricroside, genzioside, gentisina, ac. gentisico, genzianina, genzialudina)
  • Categoria:
  • droga a componenti vari (ma soprattutto monoterpeni iridoidi)
  • Impieghi: amaro eupeptico; attenzione a pericolose sofisticazioni  con veratro, emostatico
  • Riferimenti�bibliografici: pag. 367 Repertorio fitoterapico�OEMF, 1996

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Genziana(Gentianae radix Ph.Eur.)

  • Gentianaceae.
  • Descrizione: pianta erbacea dell’area Alpina.
  • Parte usata: le radici.

Costituenti: iridoidi come genziopicrina (3 %), amarogentina(0,05 %)Titolo: indice di amaro (IA) <10.000

  • Genziopicrina amarogentinaI A = 12.000 IA

Uso razionale di Genziana: viene usata per preparare:

  • eupeptici, cioè per facilitare la digestione;
  • aperitivi, cioè per stimolare l’appetito.

Sarà efficace come eupeptico se i disturbi digestivi derivano da:

  • scarsa secrezione gastrica;
  • scarso tono muscolare.

Sarà invece controindicata in presenza di:

  • bruciori di stomaco;
  • dolori e crampi:
  • ipertono muscolare.

L’uso degli amari come aperitivo è invece legato soprattutto a fattori psicosomatici.

Le forme d’uso. Vanno impiegate forme che consentano l’interazione con i recettori dell’amaro.

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Plantago:�500 mg pianta in e.f.�

  • La Piantaggine Plantago Lanceolata L. foglie e.f. è una pianta della famiglia delle Plantaginaceae.�L’estratto secco che si ricava dalle foglie contiene:
  • glucosidi, flavonoidi (luteolina), mucillagini, tannini, pectine, acido salico, sali minerali. La presenza di questi principi attivi conferisce alla pianta proprietà espettoranti, antibatteriche e antinfiammatorie. 
  • Quest’ultima è dovuta all’aucubina, che per idrolisi libera aucubigenina, un attivo con proprietà antiallergica e decongestionante, il cui meccanismo di azione si esplica nell’inibizione della sintesi dei mediatori dell’infiammazione. 
  • L’aucubigenina inoltre contrasta la proliferazione del batterio Staphilococcus Aureo, rivelandosi un rimedio batteriostatico nei confronti di questo microrganismo. Per questa ragione la piantaggine è utilizzata efficacemente negli stati infiammatori delle vie respiratorie in genere, in caso di tosse, catarro bronchiale, bronchite cronica.
  • Fonti:�Assessment report on Plantago lanceolata folium. EMA/HMPC/437859/2010

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Zora Giovanna Del Buono

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Plantago foglie

  • Ha azione emolliente lenitiva decongestionante che favorisce il ripristino della salute e dell’equilibrio dopo danneggiamento da stress o infezioni localizzate.

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Marrubio:�parti aeree

  • Marrubium vulgare L. ; Agisce come fluidificante e mucolitico; per cui favorisce l’eliminazione del catarro fermo risultando particolarmente indicato nei fumatori o nei soggetti con bronchite cronica. Drena l’apparato respiratorio.

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Zora Giovanna Del Buono

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DEPURVIN

  • DEPURVIN 60 GOCCE IN 500 ML DI ACQUA DA BERE DURANTE TUTTO IL PERIODO nelle candidosi genitali e intestinali

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  • DEPURVIN 80 gocce in un litro di acqua da bere durante il giorno nelle infezioni intestinali o nell’ AMMONIEMIA

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Detossificazione genito-urinaria

  • Si può consigliare Depurvin al fine di detossificare l'organismo con effetto drenante che aiuta, mediante le urine, ad eliminare anche le tossine e batteri presenti nel tratto urinario con modalità d'uso di 60 gocce diluite in mezzo litro di acqua da bere durante l'arco della giornata.
  • Tale trattamento va seguito per 30 giorni. 
  • In associazione può essere consigliato Fortif 2 che ripristina la flora batterica delle vie uro-genitali con modalità d'uso di 2 capsule al mattino prima di colazione per i primi 20 giorni.

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FAQ

  • 1) Posso consigliare Depurvin a Donne in allattamento? Solo sotto stretta supervisione medica.
  • 2) Posso consigliare Depurvin a Donne in gravidanza? No per la presenza di Bardana con possibile azione sulla muscolatura uterina.
  • 3) Posso consigliare Depurvin in età pediatrica? No, Controindicato per la presenza di Fumaria, Crespino
  • 4) Si può consigliare Depurvin in pazienti con allergia al Nichel? Sì, Depurvin è naturalmente privo di Nickel.
  • 4) Si può utilizzare Depurvin in Chetogenica? Non vi sono particolari controindicazioni.

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GRAZIE PER L’ATTENZIONE!