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LE APPLICAZIONI INTERNAZIONALI DELLA CRIMINOLOGIA

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DEFINIZIONE DI CRIMINOLOGIA

  • La criminologia è la scienza che studia i reati, gli autori, le vittime, i tipi di condotta criminale (e la conseguente reazione sociale) e le forme possibili di controllo e prevenzione. È una disciplina sia teorica che empirica, sia descrittiva che esplicativa, sia normativa che fattuale.
  • L'oggetto fondamentale di studio è il reato, la cui definizione è sociale e normativa.

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INTERNATIONAL HUMANITARIAN LAW (IHL)

  • Conosciuto anche come il diritto dei conflitti armati (o “jus in bello”). Si applica a tutti i conflitti armati. Questo tipo di diritto cerca di bilanciare interessi umanitari e militari. Non si rivolge solo agli Stati ma anche agli individui.
  • Le fonti principali del IHL sono:
  • Il Customary International Law, le 4 Geneve Conventions del 1949, i 2 protocolli del 1977 e la Hague Convention del 1907

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INTERNATIONAL HUMAN RIGHTS LAW

  • Insieme di norme che garantiscono le libertà che spettano ad ogni essere umano, in quanto tale.
  • I diritti umani sono protetti da un sistema di accordi basato su: convenzioni, risoluzioni, dichiarazioni, Customary international Law

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������GENOCIDIO��

Il termine fu coniato da un avvocato ebreo polacco, Rhapael Lemkin.

Deriva dall’unione del termine greco

Geno” =razza

E del termine latino

Cide” = uccisione

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U.N. CONVENTION ON THE PREVENTION AND PUNISHMENT OF THE CRIME OF GENOCIDE (1948)�DEFINISCE IL GENOCIDIO COME:

Acts committed with intent to destroy, in whole or in part, a national, ethnic, racial, or religious group

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DEFINIZIONE DI GENOCIDIO

  • Art. II Convenzione Nazioni Unite

Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti,commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale,etnico, razziale o religioso, come tale:

  • a) uccisione di membri del gruppo;
  • b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo;
  • c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;
  • d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo;
  • e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.

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GENOCIDI NEL 20°SECOLO

Tenendo presente la definizione di genocidio, quanti esempi di tale crimine sono rinvenibili nel 20°secolo?

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PRINCIPALI GENOCIDI DEL 20° SECOLO

  • The Herero Genocide, Namibia, 1904-05�Death toll: 60,000 (3/4 of the population) �
  • The Armenian Genocide, Ottoman Empire, 1915-23 �Death toll: Up to 1.5 million �
  • The Ukrainian Famine, 1932-1933�Death toll: 7 million�
  • The Nanking Massacre, 1937-1938

Death toll: 300,000 (50% of the pop)�

  • The World War II Holocaust, Europe, 1942-45 �Death toll: 6 million Jews, and millions of others, including Poles, Roma, homosexuals, and the physically and mentally handicapped, �
  • The Cambodian Genocide, 1975-79 �Death toll: 2 million �

  • The East Timor Genocide, 1975- 1999 �Death toll: 120,000 (20% of the population) �
  • The Mayan Genocide, Guatemala, �1981-83 �Death toll: Tens of thousands �
  • Iraq, 1988

Death toll: 50-100,000�

  • The Bosnian Genocide, 1991-1995 �Death toll: 8,000 �
  • The Rwandan Genocide, 1994 �Death toll: 800,000 �
  • The Darfur Genocide, Sudan , �2003-present �Death toll: debated. 100,000? 300,000? 500,000?

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GLI “8 STAGES” DEL GENOCIDIO

  • Per la criminologia, comprendere il processo che determina il verificarsi del genocidio è uno dei più importanti passaggi per prevenire futuri atti della stessa natura

  • Gli “Eight Stages” del genocidio furono delineati per la prima volta da Greg Stanton, Department of State,1996.

  • I primi “6 stages” sono avvertimenti premonitori:

      • Classificazione
      • Simbolizzazione
      • Deumanizzazione
      • Organizzazione
      • Polarizzazione
      • Preparazione

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STAGE 1: CLASSIFICAZIONE

  • “Noi versus Loro”

  • Distinzione fra nazionalità, etnia, razza o religione.

  • Società bipolari (Rwanda) più a rischio di genocidio poichè non esiste la possibilità di affievolire le classificazioni attraverso matrimoni misti.

  • La classificazione è il metodo primario per dividere la società e creare lotte di potere fra gruppi.

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CLASSIFICAZIONE (RWANDA)�

I coloni belgi ritenevano che i Tutsis rappresentassero una nobiltà naturalmente superiore, discendenti dalla tribù israelita di Ham. La famiglia reale ruandese era Tutsi.

I Belgi classificavano gli Hutus e i Tutsis in ragione della forma del naso, dell’altezza e del tipo di occhi. Un altro indicatore per distinguere i contadini Hutus e i pastori Tutsis era dato dalla consistenza numerica del bestiame di appartenenza.

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PREVENZIONE: CLASSIFICAZIONE

    • Promuovere identità comuni (nazionali, religiose, umane.)

    • Usare linguaggi comuni (Swahili in Tanzania, scienze, musica.)

    • Contrastare attivamente politici e partiti di impronta razzista e impegnati in politiche di divisione.

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STAGE 2: SIMBOLIZZAZIONE

  • Nomi: “Jew”, “German”, “Hutu”, “Tutsi”.
  • Lingua.
  • Tipologia di abiti.
  • Uniformi di gruppo: Nazi Swastika armbands

  • Simboli e colori religiosi:
      • Yellow star for Jews
      • Blue checked scarf Eastern Zone in Cambodia

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STAGE 2: SIMBOLIZZAZIONE (RWANDA)

L’“Etnia” fu riportata sui documenti di identità, per la prima volta, dalle autorità coloniali del Belgio nel 1933.

Ai Tutsis fu dato accesso a limitati programmi educativi e al sacerdozio cattolicoto. Agli Hutus fu garantita meno assistenza da parte delle autorità coloniali.

Al momento dell’indipendenza, queste preferenze furono ribaltate. Gli Hutus furono favoriti.

Questa carta d’identità fu usata più tardi per distinguere i Tutsis dagli Hutus nel massacro dei Tutsis del 1994 che contò più di 800,000 morti.

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SIMBOLIZZAZIONE (NAZI GERMANY)

Passaporto Ebreo: “Reisepäss”

Doveva essere portato da tutti gli ebrei, dal 1938. Precedente alla stella gialla

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SIMBOLIZZAZIONE (NAZI GERMANY)

I nazisti, dal 1941, obbligarono tutti gli ebrei dei Paesi europei occupati ad indossare la stella gialla di Davide come segno di riconoscimento

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SYMBOLIZATION (NAZI GERMANY)�

  • Omosessuali = triangoli rosa
  • Identificazione di omosessuali da parte delle Ssnei campi causava la discriminazione da parte dei compagni di detenzione.

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SIMBOLIZZAZIONE (CAMBOGIA)

  • La gente, nelle zone dell’Est, vicino al Vietnam, era accusata di avere “Khmer bodies, but Vietnamese heads.”
  • Furono deportati in altre zone per lavorare spesso fino alla morte
  • Furono contrassegnati con una sciarpa a quadri blu e bianca (Kroma)

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PREVENZIONE: SIMBOLIZZAZIONE

  • Rimozione di caratteristiche etniche, religiose, razziali e nazionali dai documenti di identità.
  • Eliminare le imposizioni di simboli distintivi su gruppi mirati (imposizione di abito giallo agli Hindus nell’Afghanistan Talebano).
  • Combattere l’uso di parole razziste rivolte a gruppi (“niggers, kaffirs,” etc.) e lavorare per renderle culturalmente inaccettabili

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STAGE 3: DISUMANIZZAZIONE

  • Un gruppo nega la caratteristica di umanità in un altro gruppo e fa sembrare il gruppo delle vittime disumano.

  • La disumanizzazione supera la normale repulsione umana verso l’omicidio.

.

Kangura Newspaper, Rwanda: “The Solution for Tutsi Cockroaches”

Der Stürmer Nazi Newspaper:

“The Blood Flows; The Jew Grins”

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DISUMANIZZAZIONE

Didascalia: Può lo stesso spirito diffondersi in questi corpi?

Da un opuscolo di propaganda nazista:

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DISUMANIZZAZIONE�

  • Propaganda dell’odio attraverso discorsi, stampe e pubblicità televisiva o via radio, volta a diffamare le vittime del gruppo.

  • Membri delle vittime del gruppo sono descritti come animali, vermi o malattie. (nel caso del Genocidio in Rwanda - 1994, televisioni e radio anti-Tutsi lanciarono messaggi del tipo: “kill the cockroaches” and “If this disease is not treated immediately, it will destroy all the Hutu.”)

  • La disumanizzazione invoca la superiorità di un gruppo e l’ inferiorità dell’ “altro.”

  • La disumanizzazione giustifica le uccisioni chiamandole “pulizie etniche,” o “purificazioni” come Such eufemismi per nascondere l’orrore degli omicidi di massa.

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PREVENZIONE: DISUMANIZZAZIONE

  • Protesta vigorosa contro l’uso di parole disumanizzanti che si riferiscano ad esseri umani in termini di “sporcizia”, “vermi”, animali in genere o malattie. Negare a chi usa questi termini il visto d’entrata in un paese e congelare I loro beni esteri e le loro eventuali elargizioni.
  • Perseguire gli “hate crimes” e l’incitamento a commettere genocidio.
  • Bloccare I mezzi di comunicazione che utilizzano propaganda disumanizzante in luoghi a rischio di genocidio.

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PREVENZIONE: DISUMANIZZAZIONE

  • Offrire programmi volti alla tolleranza via radio, TV e stampa.
  • Indirizzare leaders politici e religiosi a parlare di e ad educare alla tolleranza
  • Organizzare gruppi inter-etnici, inter-religiosi e inter-razziali per l’identificazione di possibili strategie contro l’odio e il genocidio.

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STAGE 4: ORGANIZZAZIONE

  • Il Genocidio è un crimine di gruppo, quindi deve essere organizzato.
  • Lo stato, normalmente, organizza, arma e supporta finanziariamente I gruppi che dirigono i massacri (La partecipazione dello stato non è un requisito legale)
  • I piani sono stabiliti da elites che decisono per una “soluzione finale” di uccisioni di massa (genocidal killings).

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ORGANIZZZAZIONE (RWANDA)

  • Elites di “Hutu Power” armarono milizie di giovani chiamate Interahamwe (“Quelli che stanni insieme”).

  • Il governo e gli uomini d’affari dell “Hutu Power”fornirono alle milizie più di 500,000 maceti e altre armi e organizzarono campi di addestramento per insegnare loro come difendere i villaggi, sterminando tutti i Tutsi.

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PREVENZIONE: ORGANIZZAZIONE

  • Trattare i gruppi “genocidari” come gruppi di criminalità organizzata, quali essi effettivamente sono. Considerare l’affiliazione a tali gruppi illegale e arrestare e perseguire i capi
  • Negare il visto ai leaders di “hate groups” e congelare I loro fondi all’estero.
  • Imporre l’embargo di armi agli “hate groups” e ai governi che supportano l’odio religioso o etnico.
  • Creare commissioni UN per rafforzare l’embargo e richiedere ad ogni membro UN di arrestare tutti I venditori di armi che lo violino.

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STAGE 5: POLARIZZAZIONE

  • Gli estremisti guidano I gruppi lontano.
  • Hate Groups polarizzano la stampa e le reti di informazione pubblica.
  • Vengono promulgate leggi che proibiscono matrimoni misti o interazioni sociali.
  • I politici moderati sono messi sotto silenzio, intimiditi, spaventati, uccisi. �

  • Manifestazioni pubbliche furono organizzate contro i commercianti ebrei.
  • I dissenzienti moderati tedeschi furono I primi ad essere arrestati ed inviati nei campi di concentramento.

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POLARIZZAZIONE

  • Vengono organizzati attacchi contro i gruppi selezionati.

  • I centri culturali dei gruppi selezionati sono attaccati.

A Kristalnacht nel 1938, centinaia di sinagoghe furono bruciate.

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PREVENZIONE: POLARIZZAZIONE

  • Protestare vigorosamente contro leggi o politiche che segregano o marginalizzano gruppi o che deprivano interi gruppi dei diritti dei cittadini

  • Proteggere fisicamente I leaders moderati con l’uso di guardie armate e veicoli blindati
  • Richiedere il rilascio di leaders moderati, se arrestati, oppure condurre indagini se sono stati uccisi.
  • Opporsi a colpi di stato da parte di estremisti.

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STAGE 6: PREPARAZIONE

  • Membri dei gruppi vittimizzati sono obbligati a vestire simboli identificativi
  • “Liste della morte” sono compilate.
  • Le vittime sono separate in ragione della loro identità etnica o religiosa

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PREPARAZIONE

  • Viene imposta la Segregazione in ghetti , le vittime sono forzatamente condotte in campi di concentramento

  • Le Vittime sono anche deportate in zone di carestia per farle morire di fame.

Segregazione forzata in Ghetti – Poland 1939 - 1942

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PREPARAZIONE

  • Vengono effettuate scorte di armi

  • Campi di sterminio vengono costruiti. Questa costruzione di strutture per le esecuzioni costituisce un ulteriore passo verso l’attualità del rischio di genocidio

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PREVENZIONE: PREPARAZIONE

  • Con l’evidenza di liste della morte, equipaggiamento di armi, formazione delle milizie e massacri di “prova”, dovrebbe essere dichiarato l’”allerta genocidio”
  • Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe mettere in guardia circa il proprio imminente intervento (ma solo se realmente interverrà) e la diplomazia dovrebbe avvisare I possibili presunti autori
  • Soccorsi umanitari dovrebbero essere preparati.

  • Le forze militari di intervento dovrebbero essere organizzate da un punto di vista logistico ma anche finanziario.

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STAGE 7: STERMINIO(GENOCIDIO)

  • Lo sterminio ha inizio, e diventa l’uccisione di massa giuridicamente chiamata “genocidio” Molti genocidi sono commessi dai governi

Einsatzgrupen: Nazi Killing Squads

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STERMINIO (GENOCIDE)

Il governo ha organizzato lo sterminio dei Tutsis in Rwanda in 1994

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STERMINIO(GENOCIDIO)

Roma (Gypsies) in a Nazi death camp

  • Il massacro diventa “sterminio” perchè gli uccisori non credono nella natura umana delle vittime. Al contrario, essi procedono alla “pulizia” della società da impurità, malattie, animali, vermi, scarafaggi o nemici.

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STERMINIO (GENOCIDIO)

  • Sebbene lo sterminio sia spesso organizzato dal governo, le forze armate collaborano con le milizie locali.

Rwandan militia killing squads

Nazi killing squad working with local militia

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STERMINIO: FERMARE IL GENOCIDIO

  • Organizzazioni regionali, governi nazionali, e il servizio di sicurezza dell’UN dovrebbero imporre sanzioni che minino la disponibilità economica del regime
  • Vendita ed importazione di petrolio dovrebbero essere interrotte, bloccando le rotte via mare e via terra.
  • I criminali dovrebbero essere perseguiti dalla International Criminal Court.

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EXTERMINATION: STOPPING GENOCIDE

  • Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dovrebbe autorizzare l’intervento armato di forze armate regionali o di forze UN, come previsto dal Cap. 7 della Carta UN
    • “The Mandate must include protection of civilians and humanitarian workers and a No Fly Zone.
    • The Rules of Engagement must be robust and include aggressive prevention of killing.
    • The major military powers must provide leadership, logistics, airlift, communications, and financing.
    • If the state where the genocide is underway will not permit entry, its UN membership should be suspended.

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STAGE 8:NEGAZIONE

  • La negazione è sempre presente nel genocidio, sia durante che dopo le violenze.
  • La continua negazione è fra I più sicuri indicatori di futuri massacri “genocidari”.
  • La negazione estende il crimine di genocidio alle future generazioni delle vittime. È una continuazione dell’intento di distruggere il gruppo.
  • Le tattiche di negazione sono prevedibili.

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NEGAZIONE:NEGARE L’EVIDENZA.

  • Negare che ci siano state uccisioni di massa.

  • Contestare e minimizzare le statistiche

  • Bloccare l’accesso ad archivi e testimonianze

  • Terrorizzare o uccidere testimoni

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NEGAZIONE: NEGARE L’EVIDENZA

  • Distruggere l’evidenza. (bruciare I corpi, gli archivi, scavare fosse comuni e bruciarle, buttare I corpi in fiumi o nel mare)

Olocausto: forni crematori

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NEGAZIONE:ATTACCARE CHI DENUNCIA LA VERITÀ

  • Attaccare I motivi di chi denuncia la verità, ritenerli oppositori della religione, dell’etnia o della nazionalità di coloro che negano.
  • Evidenziare atrocità commesse dal gruppo delle vittime, implicando che non sono nella posizione di accusare nessuno.

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NEGAZIONE:NEGARE L’INTENTO “GENOCIDARIO”

  • Dichiarare che le morti non furono volontarie (derivanti dalla carestia, dalla migrazione o da malattie)
  • Accusare “forze fuori controllo” delle uccisioni
  • Accusare I morti di passati conflitti etnici.

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NEGAZIONE:ACCUSARE LE VITTIME

  • Enfatizzare le peculiarità delle vittime. Esse non sono come noi (violente e infedeli)
  • Ritenere le vittime sleali o ribelli in guerra.
  • Usare il termine “guerra civile” anzichè genocidio.
  • Reclamare che anche il gruppo dei negazionisti abbia sofferto grandi perdite in termini di vite umane durante la guerra, ritenere di aver agito per legittima difesa.

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NEGAZIONE: NEGARE INTERESSI ATTUALI (AI ‘PERPETRATORS’)

  • Evitare espressioni sconvolgenti come “il processo di pace”, “guardare al futuro e non al passato”
  • Evitare di assicurare vantaggi ai perpetratori o ai loro discendenti attraverso la costruzione di canali relazionali legati a specifici settori (petrolio, vendita di armi, alleanze, basi militari

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NEGAZIONE: NEGARE FATTI CHE RIENTRINO NELLA DEFINIZIONE LEGALE DI GENOCIDIO.

    • Si tratta di “crimini contro l’umanità”, non “genocidio”.
    • Si tratta di pulizia etnica, non genocidio.
    • Non esistono abbastanza prove di uno specifico intento di distruggere un gruppo, in quanto tale, (“Many survived!”- UN Commission of Inquiry on Darfur.)
    • Ritenere che I soli “veri” genocidi siano come l’Olocausto “in tutto”.

(Ignorare “in parte” la Genocide Convention.)

    • Affermare che dichiarandolo genocidio saremmo legalmente obbligati ad intervenire. (Noi non vogliamo intervenire.)

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APPLICAZIONI CRIMINOLOGICHE ALLO STUDIO DEL GENOCIDIO

  • Nel caso del genocidio in Darfur, alcuni criminologi hanno sviluppato uno specifico strumento di indagine:

L’Atrocity Documentary Survey (ADS)

questo strumento doveva servire a descrivere e spiegare il genocidio. Ha raccolto dati provenienti da 1.100 persone rinchiuse nei campi per rifugiati in Chad

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ESITI DELLA RICERCA

A seguito dei dati raccolti attraverso le testimonianze è stato possibile:

  • Mappare il territorio nel quale le violenze sono accadute ed assimilarle a particolari circostanze per formulare possibili strategie preventive
  • Dare voce alle vittime
  • Configurare profili di responsabilità personale individuale
  • Trasformare l’iniziale accusa, formulata dal procuralore Luis Moreno-Ocampo davanti alla ICC di “crimini contro l’umanità” in quella di “genocidio”

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PREVENIRE IL GENOCIDIO�

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PERCHÈ LE NAZIONI UNITE NON FERMANO I GENOCIDI?

  • Le Nazioni Unite rappresentano gli Stati, non le persone.

  • Dalla fondazione delle UN:
    • Oltre 45 genocidi e “politicidi”
    • Oltre 70 million di morti

  • Prevenzione del genocidio ≠ risoluzione del conflitto

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PREVENZIONE :

  1. Segnali premonitori

2. Risposte

rapide

3. Tribunali per

la responsabilità

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Lo sviluppo del genocidio è dovuto :

  • Mancanza di istituzioni internazionali che lo prevengano

•Mancanza di risposte rapide ed immediate che lo fermino

UNAMIR peacekeeper in Rwanda, April 1994

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Lo sviluppo del genocidio è dovuto :

  • Mancanza di interesse politico a prevenirlo pacificamente ed a contrastarlo con l’uso della forza

UN Security Council votes to withdraw

UNAMIR troops from Rwanda, April 1994

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MEMORIAL AGLI 800,000 RWANDESI UCCISI,� APRILE – LUGLIO, 1994

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HALABJA, KURDISTAN, IRAQ

Memorial ai 5000 uccisi durante l’attacco chimico.16 Marzo 1988. 182,000 Kurdi morirono nel genocidio di Anfal