Giulio Brusasco
Mio programma in #4 lezioni – UNI3 2025-26�Introduzione ( light ☺ !) «alle reti» e «alla rete»
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#1) Generalità: le reti (primordiali, poi analogiche, poi digitali):
- Necessità di ‘segnalazione’ («protocolli») nelle reti (specie se digitali, tutte)
#2 Internet, « la rete »: coi suoi ∞ servizi (incluso telefonare 🡪 VoIP )
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Questo programma è impossibile farlo in 10 ore, ma lui non lo vuol capire …
a) Cos’è una rete? (la rete? = 1 nuvola)�
Rappresentazione a nuvola di una generica rete moderna: Telefonica, Radiomobile, Internet, …(non incluse le reti broadcast, TV ecc.) .
Sono basate su sistemi trasmissivi vari (es. reti broadcast, fili in rame, fibre, collegamenti wireless,…), terminali (fissi o mobili), commutatori (TDM o IP), nodi di servizio.
Nodi di
commutazione
Sistemi
trasmissivi (interni
alla rete)
A
B
C
D
Sistemi trasmissivi
(tra utente e rete)
Terminali fissi
Nodi di servizio
Terminali mobili
Maaa .. andiamo con ordine …
Cos’è una Rete ? – Gli inizi …
Ok!
🡪 l’ informazione da trasmettere era “codificata”:
Esempi: 2 nuvolette vicine? 🡪 «cavalli in avvicinamento»!
1 nuvoletta? 🡪 «grazie, ho capito»
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Le Telecomunicazioni (TLC) e l’informazione da scambiare
( es. : cavalli in arrivo; Attenzione! ; ) … e ancora oggi 🡪 Faro? «di Genova»
due cavalli in arrivo
Attenti !
Le antiche reti tele-informative :
Anche oggi trasmettiamo usando delle “codifiche” ,
ma sono innumerevoli (grazie ai bit 🡪 era digitale):
Coi bit sono infatti possibili codifiche praticamente illimitate, quindi capaci di veicolare tutta l’ informazione che ci serve.
Ma andiamo per gradi,
cominciamo da Meucci... ☺
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Inizio delle telecomunicazioni “elettriche” ( 1856 ) :�col ‘telefono’ di Meucci, … “la voce scorre su 2 fili”
1856: invenzione del “telefono” dovuta ad Antonio Meucci (Firenze 13.4.1808 - Long Island 18.10.1889). 81 anni
"......queste alterazioni di corrente, trasmettendosi all'altro capo del filo, imprimono analoghe vibrazioni al diaframma ricevente, riproducendo la parola ".�(A. Meucci, 1857)
Nascono però i fili del telefono… (twisted-pairs, una coppia di 2 fili ritorti)
Il nome ‘tele-fono’ era appropriato🡪 un apparato trasmissivo, portava la fonia a distanza. Ma collegava un solo altro utente, gli mancava la commutazione.
8
Talvolta i fili sorreggono i pali - ☹ -
9
- Ma come a breve vedremo, ‘sti fili ritorti’ fanno anche altri miracoli …
Post Meucci: inizia la commutazione
(si inizia con quella ‘manuale’) (poi si aggiungerà quella ‘automatica’ 🡪 ‘Autocommutatori’)
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Centralino manuale
Sandro
Giuliano
Paolo
Italo
Ha un telefono a manovella
Commutazione manuale: noi e il banco della centralinista
Pietro
11
Se il “telefono” di Meucci era solo …“trasmissione”, con Strowger(1884 !) e poi Bell nasce dunque la “commutazione”.
E con questa (manuale e poi automatica) nascono le prime vere ‘reti’ (telefoniche).
commutazione
manuale
Alexander (04)
John (01)
Paul (03)
Bob (05)
Peter (06)
Harry (02)
Autocommutatore Strowger (1884)
automatica
Tecnologia? Elettromeccanica (Relè)
L’avvio della commutazione automatica non determinò la fine rapida di quella manuale.
Giusto per ricordare: in Italia negli anni ‘50 – ’60 per chiamare ‘lontano’ bisognava parlare con un operatore nazionale ( centralino ) e dire chi si voleva chiamare. Questo chiamava manualmente un collega del posto remoto, che a suo volta chiamava l’utente.
Per chiamare il centralino o si teneva la ‘cornetta’ alzata per un po’ senza selezionare o bisognava avere un telefono a manovella (o essere in una cabina telefonica pubblica e la si girava. Il centralinista vedeva una lucetta acendersi). Dopo aver parlato si chiudeva e si veniva da lui/lei richiamati se l’utente era stato trovato. Anche un’ora dopo.
Poi si poté parlare anche all’estero e sempre ancora solo tramite operatori, chiamando il 15 o il 170. Fino a circa gli anni ‘80-90.
Dettagli sugli autocom. in slide successive
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Coppie di contatti
Moto di
sollevamento
Moto di
rotazione
Il selettore Strowger è azionato dagli impulsi elettrici inviati durante la rotazione del disco combinatore
1
2
3
10
Il selettore strowger
Nodo
Commutazione
urbano
1923: primo servizio interurbano automatico elettromeccanico in Europa (Siemens – Baviera)
Nodo
Commutazione
urbano
Nodo
Commutazione
urbano
Circuiti (canali)
di fonia e di
segnalazione
Il primo servizio interurbano automatico
Sandro
Giuliano
Paolo
Italo
Pietro
Nodo locale
Nodo locale
Nodo locale
Nodo di
Transito
Circuiti (canali)
di fonia e di
segnalazione
Le centrali telefoniche (Nodi) di transito
Questa figura vale dal punto di vista concettuale per illustrare il concetto di «transito di commutazione», realizzato sia per le vecchie centrali analogiche e addirittura già anche in quelle elettromeccaniche, sia per le «odierne» reti telefoniche digitali TDM - PCM al momento ancora in funzione in Italia ma oramai poche e anche quelle ancora per poco, sostituite dalla tecnologia VoIP - Internet).
Le centrali di transito non hanno utenti (che stanno solo sulle «locali»), possiamo dire che le transito abbiano come «utenti» proprio le centrali locali, permettendo così i collegamenti tra utenti telefonici attestati a nodi locali diversi (p.es., Paolo e Sandro)
Rete di connessione
Elaboratore di comando
Segnlazione di utente
e
Comandi (da Elaboratore)
Segnlazione di rete
e
Comandi (da Elaboratore)
comandi
fonia
fonia
Schema a blocchi di un autocommutatore TDM-PCM
If di utente
If di giunzione
Sut
Srete
giunzioni
«E1» verso altre centrali
1965: AT&T (Bell Labs) introduce la prima centrale di commutazione con controllo elettronico a programma registrato (SPC), denominata 1ESS (Succasunna, NJ – USA)
1976: sempre AT&T realizza la prima centrale completamente elettronica e digitale denominata 4ESS (Chicago, IL – USA )
Classificazione
Rete di connessione | EM | EM | EL | PCM |
comando | EM | SPC | SPC | SPC |
tipologia | EM | SE | EL | D |
Verso la commutazione “silente” finale : SPC e PCM
(quelle ancora oggi in servizio, sia pure in via di estinzione in Italia )
Legenda:
EM = elettromeccanico
EL = elettronico
SE = semielettronico
SPC = Storage Program Control (x elaboratore di comando)
D = digitale
«Oggi»: Autocommutatore Digitale (D), a divisione di tempo TDM, con modulazione digitale TDM-PCM, controllato tramite elaboratori elettronici e loro apposito software (SPC)
Senza relè, erano assai rumorosi
Giunzioni da e verso altri
Nodi di
commutazione
Informazioni di segnalazione
Informazioni di segnalazione
Le braccia e la mente di un autocommutatore SPC - PCM
Sut
Srete
‘circuito’ interno all’autocommutatore
Rossi
Bianchi
Riassumendo … ~ 120 anni di? -> commutazione di circuito
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Ampiezza (mV)
Tempo (mS)
1
2
3
10
8
0
7
5
1
5
4
6
2
Grafico disegnato dall’oscilloscopio: 10 millisecondi della nostra voce elettrica
(i suoi milli-Volt varianti)
Usiamo allora un buon Oscilloscopio ‘a memoria’ e questo ci farà vedere il grafico di un pezzo di ancuni millisecondi della nostra voce analogica mentre viaggiava verso la destinazione 🡪 Vedremo sul suo schermo dell’oscilloscopio alcune onde della nostra voce (e sarà di certo andata su e giù varie volte… ).
Ma il valore da misurare cambia continuamente nel tempo mentre parliamo, non riusciremmo perciò a vedere niente se usassimo un semplice ‘tester’ o un ‘voltmetro a lancetta’…
Richiami - rappresentazione grafica di segnali (ad es. elettrici) che variano nel tempo …
Questa slide è un esercizio per leggerli, esercitiamoci a ‘leggerli’, ‘a vederli’
Es.: vogliamo ‘vedere’ , leggere la nostra voce in viaggio nei fili di Meucci,
nel doppino telefonico …
La nostra voce nei fili di Meucci è diventata un segnale elettrico la cui ‘ampiezza’ è misurabile in Volt in qualunque punto a nostra scelta lungo il doppino.
V
Terminologia informatico-trasmissiva di base - Richiami
Un gruppo di 8 bit consecutivi forma «un Byte». ( I bit hanno un ordine: >>>>>>>> )
Vari Bytes in sequenza formano un «Pacchetto».
Vari Pacchetti in sequenza (anche di lunghezze diverse) formano un «File».
Quando «qualcosa» si trasmette, è importante la velocità.
(in bit) : Kbit/s, Mbit/s, Gbit/s, …
(16 Kbit/s = 2 KB/s ; 24.000 Kbit/s = 24 Mbit/s = 3 MB/s ; 2.000 MB/s = 2 GB/s, … )
I bit (Bytes) possono poi pure venir «memorizzati», su un disco, su una RAM, ecc., od elaborati da una CPU (un «processore»)
1 Byte (8 bits)
1 Pacchetto
(6 Byte, 48 bit)
1 File
(3 Pacchetti)
(12 byte, 96 bit)
0/1
primo bit del Byte ad essere trasmesso
22
BIT di cosa? Cosa raccontano?
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La fonia raccontata da bit PCM - come funziona «il PCM»?
Il termine PCM significa «Pulse Code Modulation», «modulazione digitale ad impulsi» ed è la modulazione digitale utilizzata per la telefonia negli autocommutatori digitali TDM PCM i cui «schemi a blocchi» sono in alcune slide precedenti.
Questo standard fu inventato e specificato a inizio anni ‘70 dall’allora CCITT (poi diventato ITU-T, un organismo tecnico dell’ONU) e fu subito adottato a livello mondiale dai vari operatori di telefonia e costruttori di centrali funzionanti «a Divisione di Tempo» (TDM = Time Division Multiplex).
Così da metà anni ‘70 si poté telefonare con qualità digitale a livello mondiale.
In particolare, queste centrali telefoniche digitali devono saper «affettare» = dividere il tempo in ‘fettine’ 8.000 volte al secondo: questo, deve essere fatto nelle interfacce (i/f) d’utente e giunzione e nelle reti di connessione.
La fonia raccontata da bit PCM - come funziona «il PCM»?
Il principio di realizzazione del PCM telefonico è quello del campionamento (v. la lezione di Maurizio Ardito). Applicato al caso della telefonia, si decise che i segnali fonici di interesse fossero limitabili e quindi venissero limitati ad una banda B = 4 KHz. B non è grandissima ma dà discreta qualità (per la telefonia).
Nel PCM telefonico le fonie dei vari utenti sono campionate 8.000 volte al secondo (per il teorema di Shannon, B=4 KHz) e gli 8.000 campioni così ottenuti al secondo vengono «quantizzati» su 8 bit (1 Byte ) ciascuno.
Così in totale ogni fonia diventa un flusso continuo di 64.000 bit/s, ovvero 8.000 Byte/s, e questo per ciascun verso della fonia (A>B e A<B). In totale 2 *64kb/s per ogni telefonata.
Nota: le centrali però non sono collegate con fili specifici (giunzioni) per ogni singola chiamata, ma il «filo/giunzione» che viene usato trasporta un «Flusso E1», dove 32 segnali a 64kb/s sono «multiplati» digitalmente da apparati detti «Multiplatori» (v. 1 slide successiva).
Un E1 trasporta 2.048.000 bit/s ( = 32 fonie * 8.000 Byte/s * 8 bit)
Altro racconto: i Protocolli di Segnalazione
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I Protocolli di Segnalazione
27
28
Trattamento della «chiamata» a circuito. Segnalazione
CICb
SP
SP
SP
SP
L1
T1
L2
T2
CICa
CICc
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
CICa
CICb
CICc
E1
CIC = circuito ‘fonico’ a 64 kbps. E1 un insieme di 32 CIC multiplati (in totale «.. è un 2 Megabit»).
In realtà uno dei CIC non porta ‘fonia’ ma trasporta i byte di segnalazione. Di solito è il CIC numero 16.
L1 L2 T1 T2 = Centrali Locali o di Transito che sono anche dei Signaling Point (SP ISUP)
I CIC di fonia ? 🡪 ciascuno trasporta una singola fonia digitale bidirezionale, tramite un flusso continuo di bit (64 kbit/s per ogni senso trasmissivo)
Un esempio di segnalazione: ISUP telefonica, usata nelle centrali SPC TDM
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un po’ di spiegazioni … Se osserviamo i nomi dei protocolli di segnalazione funzionanti in ogni centrale TDM vediamo che il software del mondo TDM PCM opera su 4 livelli : MTP 1-2-3 e ISUP.
Il livello MTP 1 è quello che fisicamente trasmette e riceve e riconosce i bit dei messaggi di segnalazione (SS7) ,
ma non elabora niente. Trasmette o riceve 010101011 ….
Vediamo la ricezione: quando una sequenza di bit (trama) è ricevuta correttamente, per esempio 80 Bytes, questi sono passati al software MTP2.
MTP2 controlla che la trama sia esente da errori trasmissivi e se è ok la passa al livello MTP3 (ma continua a non capirci niente).
CICb
SP
SP
SP
SP
L1
T1
L2
T2
CICa
CICc
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
ISUP
MTP3
MTP2
MTP1
CICa
CICb
CICc
E1
Un esempio di segnalazione: ISUP telefonica, usata nelle centrali SPC TDM
il livello MTP3 capisce già un po’ più di telefonia. Capisce gli indirizzi ed i nomi delle centrali (OPC, DPC).
Se il messaggio è effettivamente quello relativo ad una chiamata (non è un messaggio di gestione della rete, o per segnalare guasti, ecc.), la passa al vero protocollo telefonico, l’ISUP, che è quello fondamentale, di livello 4, che gestisce il servizio telefonico ogni singola telefonata.
NOTA: questi 4 livelli li troviamo anche nelle reti IP, ma in IP se ne contano sei o sette. Ogni livello ha il suo protocollo.
Esempio di chiamata con messaggi ISUP in rete fissa. Utenti A e B: ISDN
DSS1
ISUP
IAM (# # # #) IAM(# # # #)
SETUP(#...#)
SETUP(#...#)
ISUP
DSS1
CONVERSAZIONE
ALERTING
ACM ACM
ALERTING
ANM ANM
CONNECT
CONNECT
DISCONNECT
DISCONNECT
RLC
RLC
RELEASE
REL
RLC
RELEASE
REL
RLC
CL
CL
CT
A
B
Brevi richiami concettuali - Fine
b) La ‘vecchia’ rete telefonica in tecnologia sincrona «TDM»�- Servizi ? 🡪 1 solo 🡪 la Telefonia ->
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Da: Mondo Digitale, trimestrale di AICA. N. 2 giugno 2003
I fili vicino a casa nostra: in figura, la vecchia rete di accesso (rete di distribuzione) in rame.
E’ ancora in servizio verso gli SGU, telefonia tradizionale, ma gli SGU destinati a sparire. Ma oggi servono ancona circa 1 milione o poco meno di utenti (TIM) per il solo servizio telefonico.
I doppini resisteranno però ancora e non poco, usati infatti per le modulazioni xDSL (si usano le QAM)
Ma questo è tutto un altro mondo, quello IP, cioè quello dell’ accesso a Internet.
Casa
del cliente
Armadio
di distribuzione
Distributore
Rete secondaria
in trincea
(cavi bassa potenzialità)
Camerette
Giunto
Centrale Telecom
Sala muffole
Sala AF
Ripartitore
Rete primaria
in tubazione
(cavi alta potenzialità)
Cunicolo
Permutatore
Orizzontale
Verticale
muffole
Borchia
Altri sistemi
di linea
SGU/SL
Cavetto di
raccordo
Foto di un commutatore automatico, e digitale (SPC -TDM -PCM).
SGU - Stadio di Gruppo Urbano – Un commutatore automatico TDM
Queste centrali nono automatiche ( e digitali ) sono state la base del servizio telefonico per 30 anni.
TDM , Time Division Multiplex , è il nome della loro tecnologia, digitale ma completamente diversa da quella delle macchine Internet.
L’autocommutatore TDM : «File, Armadi, Rack, schede»
Ad oggi ci sono ancora quasi 1 milione di utenti così serviti, ne sono ancora attivi alcuni (una cinquantina).
Analog Line Card – SGU Italtel UT100 – 16 utenti
Miracolo trasmissivo! ���Come si mandano tanti segnali digitali (PCM a 64 kbps) su un unico ‘filo’ ?����I Multiplatori sincroni TDM - PCM
Principio di funzionamento della multiplazione TDM sincrona per la telefonia digitalizzata
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In realtà i multiplex veri nel mercato europeo comprimono 32 ( e non 3 soli ) segnali digitali a 64 Kb/s (8.000 byte al secondo) e arriva ciascuno sul suo «filo» (p.es, un doppino ritorto); il Multiplatore genera in uscita, ma su un unico filo, gli stessi bit. Ma ciascuno però con durata = solo 1/32 del tempo originario. I bit di ogni byte sono stati «compressi» temporalmente. E quindi anche ogni gruppo di 8,ooo bytes.
Ma sono sempre quei 0 e 1. Il multiplatore ha dunque in input 32 segnali digitali a 64 kb/s, in uscita ne ha 1 solo, ma a 2,048 Mb/s. Si dice, nel gergo dei tecnici, «un 2 MByte» (altro nome: «un E1»).
Lo scherzetto si può ripetere con vari altri 2 Mb (E1) e così si arrivava magari agli E3 E4 (oltre 100 Mbit/s.)
Ma non all’infinito, perché il problema diventa saper «leggere» bit che durano meno di 1 miliardesimo di secondo, e inoltre per un fenomeno trasmissivo noto come «interferenza inter-simbolica», i bit si accavallano.
101100000000000111111001101101
Analog-to-Digital
Converter
64.000 bit/s
10110000000000011101001101101
Analog-to-Digital
Converter
64.000 bit/s
1011000011111101001101101
Analog-to-Digital
Converter
64.000 bit/s
64.000 x 3 (bit/s)
tempo
Multiplatore TDM sincrono
Mario
Paolo
Dino
Mario+Paolo+Dino
(la fig. che segue è solo di principio perché ci solo tre segnali digitali in input al multiplatore (ciascuno entra col suo filo, doppino).�Stanno invece su uno solo in uscita dove li ritroveremo tutti e 3 e separabili ma ogni segnale già in ingresso avrà ora i suoi bit che durano 1/3 del tempo che avevano in input). Il Multiplex «li ha zippati»
Sincronizzazione TDM
Sincronizzazione ( … gli orologi elettronici danno … il ritmo alla rete)
Oh, oh, …
Let’ s twist again …
… 8,000 times per second … …
Oh, oh, …
Rete di connessione
Elaboratore di comando
Non sbagliare il microsecondo è fondamentale.
E’ questo “clock” (a 8 KHz) che fa funzionare le “Reti di Connessione” di tutte le centrali digitali TDM del mondo e di tutti gli apparati trasmissivi digitali delle reti TDM ‘odierne’.
Sistemi trasmissivi su rame e fibra
c) Alcuni approfondimenti su aspetti trasmissivi su rame e fibre (rumore, capacità)
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Tx
Rx
R
cavo
UI
M
u
x
D
e
m
10100101
10100101
Cavi a Coppie Simmetriche Ritorte,
Cavi a Coppie Coassiali,
Cavi a Fibre Ottiche,
Collegamenti Radio
I vari tipi di sistemi trasmissivi fisici (fili e non fili)
Conduttori in rame Ø 0,4-0,6-0,9 mm
Cavo con fibre
Ponte Radio
Schema (ultra)semplificato di un sistema trasmissivo
Canale
fisico
Terminale
di
ricezione
+
Rumore che degrada il segnale
Terminale
di
trasmissione
Attenuazione ( ) della potenza del segnale
Domanda: come trasmettere i “bit” sui doppini ?
Es. … nei doppini in rame
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Soluzioni concrete: alcuni esempi di modi di trasmissione di bit
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Modulazioni digitali
Sono codificazioni.
Servono a trasmettere fisicamente l’informazione digitale,
cioè i 2 simboli logici «0» e «1» (i bit)
Ogni bit «0» o «1» da trasmettere viene inviato trasmettendo un segnale elettrico predeterminato con una forma d’onda stabilita. In ricezione si fa il contrario, osservando la forma di quello che si sta ricevendo si può memorizzare in memoria che bit si sta ricevendo, se uno «0» o un «1»
Esempio 1 di trasmissione di bit (3 tecniche) : trasmissione bit “in banda traslata”
Modulatore
Numerico
1
0
1
t
1
0
1
t
1
0
1
t
ASK
FSK
PSK
t
Segnale
portante
1
0
1
t
Segnale modulante ( i bit)
43
Questa figura ci illustra come i bit (0/1), simboli logici, vengono fisicamente trasmessi usando segnali fisici (onde elettriche, o meglio, elettromagnetiche). I bit vengono ‘modulati’.
Una certa frequenza
ASK = Amplitude Keying = Modulazione di Ampiezza
FSK = Frequency Keying = Modulazione di Frequenza
PSK= Phase Keying = Modulazione di Fase
Esempio 2 di trasmissioni, un metodo molto importante: le modulazioni xQAM
Mod.
Num.
QAM
t
Segnale fisico
portante
t
0
1
1
1
1 0
0
1
1
0
0
0
Segnale digitale modulante
t
0
1
1
1
1 0
0
1
1
0 0 0
L’esempio si riferisce ad una modulazione “16QAM”, cioè 16 possibili combinazioni di ampiezza e fase di una data portante di frequenza f0 . Ad ogni colpo si comunicano 4 bit.
La QAM è dunque un … misto di ASK e PSK
Con le tecniche QAM ogni opportuno raggruppamento (di 2, 3, 4, 8, 16, … N bit) del segnale utile (modulante) determina una combinazione trasmissiva (di Ampiezza e Fase) del segnale fisico che viene trasmesso alla frequenza portante.
Questa frequenza ( f0 ) rimane sostanzialmente costante durante tutta la trasmissione dei vari raggruppamenti di bit …
frequenza f0
44
Nota: la modulazione PCM è un’altra tecnica ancora, quella usata da tutti gli autocommutatori TDM SPC
Quando trasmettiamo il “rumore” ci guasta la festa?
Cmax = B ∙ log2(1+SNR)
dove B è la «larghezza di banda (in Hz)» del canale fisico - e il termine «SNR» indica il suo Rapporto Segnale / Rumore.
Questa formula ci dice dunque quanti bit al secondo al massimo potremo ricevere esatti, usando una codificazione perfetta.
(La famiglia QAM è ottima ma non è perfetta.
Shannon non ha progettato quella perfetta, ha ipotizzato che una ci sia.
Era un matematico non un fisico o un ingegnere ☺)
Nota: La base «2» del logaritmo (log) serve ad avere la capacità C in bit ( bit/s)
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Il “rumore” ci guasta la festa ? Sì
Se non ci fosse il rumore anche un canalino strettissimo permetterebbe di trasferire infiniti bit al secondo …
Per es, un canale «largo 1 solo Hertz» potrebbe trasferire 1.000 Gigabit/s e oltre …
🡪 sarebbero distinguibili, in assenza di rumore (R), perché R=0 e SNR sarebbe 🡪 infinito
e infinito pure il logaritmo (Shannon) Quindi Cmax = infinita .
Questo - per disgrazia - o per fortuna - non riusciremo mai a farlo, per 2 ragioni distinte ☹ ☺ ;
1) Il limite di Shannon ( Cmax ) … è un limite teorico: Il rumore c’è sempre ☹
2) Limite pratico: (forse) non riusciremmo (mai) a «misurare esattamente» quelle innumerevoli differenti ampiezze per memorizzarle , ecc.,
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Sistemi trasmissivi in fibra ottica
Le fibre ottiche hanno bande «B» grandissime e sono sostanzialmente quasi immuni da rumore elettromagnetico (questo è una caratteristica dei sistemi elettrici, dove le onde elettromagnetiche inducono disturbi significativi, alias rumore, cosa che aveva motivato Shannon nei suoi anni a studiare la cosa).
Il suo teorema Cmax = B ∙ log2(1+SNR) vale ovviamente anche per le fibre, ma è poco utile, salvo dirci che col rumore «zero» la fibra «trasporterà infiniti bit/s».
Le fibre hanno altri limiti però: l’attenuazione e la distorsione modale e cromatica. Ne accennerò solo a voce.
Per concludere questa slide sui sistemi trasmissivi vediamo cos’è una fibra e come lavora.
47
L’utilizzo delle fibre ottiche come ottimo sistema trasmissivo
Fisica di base sulle fibre ottiche
51
Credits: slide originali di Sandro Pileri
La luce … e la fibra
52
Ultravioletto
Infrarosso
1260 nm
400nm
750THz
1500 THz
200 nm
750nm
450THz
1625 nm
Visibile
Att. dB / km
1
2
3
4
850 nm
I finestra
1330 nm
II finestra
1550 nm
III finestra
0,25
Lunghezza
D’onda (nm)
DWDM
Single
wavelength
EDFA
Radio
Picco di assorbimento
Dell’acqua (OH-)
L’antesignano
“La luce viene convogliata all’interno del rivolo d’acqua grazie al fenomeno della riflessione totale visto che l’indice di rifrazione dell’acqua è maggiore di quello dell’aria”
John Tyndall, 1863
53
http://www.beyonddiscovery.org/Includes/Dialogs/ExternalLink.asp?ID=&URL=http%3A//www.sff.net/people/Jeff.Hecht/chron.html
Il padre delle Fibre Ottiche
Nel 1965, Charles K. Kao e George A. Hockam dimostrarono che l’attenuazione delle fibre di vetro poteva essere ridotta da 1000 dB/km a meno di 20 dB/km. (da 10100 volte/km a 100 volte/km)
54
Charles A. Kao è stato insignito del Nobel per la fisica nel 2009:
“For groundbreaking achievements concerning the trasmission of light in fibers for optical communications”
Attualmente l’attenuazione è 0.2 dB/km (0.05 volte/km)
54
La fibra ottica - Propagazione
55
profilo d’indice
di rifrazione
Cono di accettazione
(luce guidata)
r
n
luce che non rimane guidata
All’interno del nucleo
riflessione
interna totale
nucleo
(vetro più denso, n1)
mantello
(vetro meno denso, n2)
55
La fibra ottica - Dimensioni
56
Mantello
Nucleo
Rivestimento
primario
250 μm
125 μm
Diametro del nucleo:
Multimodo 50 μm ÷ 62.5 μm
Monomodo <10 μm
56
Fibre multimodali e monomodali
57
Profilo d’indice di rifrazione
Dispersione
Modale
Multimodo
Step index
125
μm
50/62.5
μm
Dispersione
Modale
Multimodo
Graded index
125
μm
50/62.5
μm
Dispersione
Modale assente
Monomodo
125
μm
9 μm
Nelle fibre multimodali
si propagano molti raggi
Nella Fibra monomodale
si propaga un solo raggio
Impulsi
d’ingresso
Impulsi
d’uscita
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Attenuazione delle fibre ottiche
58
Percentuale di luce solare diffusa
58
Dispersione (distorsione) cromatica
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λ1
λ2
λ3
λ4
time
Le varie lambda (le frequenze) si propagano a velocità diversa
Conseguenza: gli impulsi di luce si allargano temporalmente
tempo
tempo
Interferenza intersimbolica 🡪 Limitazione del bit rate
60
END
Buon Natale e Buon Anno Nuovo !
Internet
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63
Approfondimenti
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Il diametro di campo modale
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Ma come si trasmettono fisicamente i bits (0… 1…) nei fili elettrici o nelle fibre ?
Esempio: la strana onda elettromagnetica qui «disegnata» trasporta, con ampiezze questi 24 bit ( in 8 successivi cicli trasmissivi : le diverse forme ricevute le associamo a dei bit, questa semplificando un poco è la chiave per capire)
Sto ricevendo 🡪 001 010 100 011 101 000 011 110
Se la frequenza dei cicli qui ipotizzata fosse ad es. di 1 ciclo ogni μsec il tutto durerebbe 🡪 8μS ( 8 milionesimi di sec.)
Nota: 24 bit in 8 μS ? 🡪 questa modulazione sarebbe «abbastanza buona»: 🡪 consentirebbe una velocità di trasmissione digitale di (24/8) = 3Mb/s
Le «modulazioni digitali» codificano i singoli bit, o gruppi di bit, di nuovo in forma di segnali fisici elettrici, o ottici, che sono i soli che fisicamente possono viaggiare nei «fili», «irradiati», ecc.
Tempo (μS)
cicli: 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | . . .
Volt
(Modulazioni digitali simili a questa, p.es. quelle di tipo “QAM”, sono oggi usate nel xDSL e ~nei nostri telefonini )…
H i ! H o w a r e y o u ?
Le codifiche che usiamo ogni giorno sono molte.� (molte di più di quanto non ci sembri a prima vista; e anche di tipi diversi).
C i a o ! C o m e s t a i ?
Comunichiamo ( = trasferiamo informazione codificata ).
- suoni fisici (onde) in aria, - caratteri testuali in un dato linguaggio (sms, chat, libri), - immagini fissate su pellicola, - segnali elettrici “analogici”, … , … , - segnali elettrici “digitali”.
SMS (caratteri)
Voci/suoni
Modulazione elettrica QAM
Immagini in movimento,
Fotogrammi chimici, su pellicola
( Comunicazione,… con problemi di codifica ! ! )
a o e _? …
codifica analogica elettrica
codifica digitale QAM
Attenuazione: andamento teorico
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68
Attenuazione: evoluzione e confronto con doppino
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Ma sono due scale di frequenza completamente diverse!!!!
Esempio: 1.5 μm = 200.000 GHz!!!!!
1 km di doppino da 0,4 mm a 80 kHz attenua 8 dB, cioè circa 6,34 volte
1 km di FO a 1,5 μm a 200.000 GHz attenua 0,2 dB, cioè circa 1,02 volte
Doppino
Fibra ottica
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I modi di propagazione
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Periodo, frequenza, lambda, indice
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0
0.2
0.4
0.6
0.8
1
-2
-1
0
1
2
tempo
ampiezza
Ampiezza Massima, VM
Periodo, T
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Il decibel/km e il dBm (tenerla?)
Attenuazione in grandezza logaritmica (decibel) = 10 log10 (Pi/Pu) [dB/km]
Es.: Pi = 10 mW, Pu = 5 mW 🡪 a = 10 log10 (10/5) = 3 dB; si dice anche che ‘la potenza di uscita è 3 dB sotto la potenza di ingresso’
10log10 (P) [dBm]
Es: P= 100mW 🡪 20 dBm, P=1 W 🡪 30 dBm, P=1 mW 🡪 0 dBm
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Ma cos’è l’ “informazione digitale” ?��Cosa sono i “bit”, cosa sono le “reti” digitali.��Come “viaggiano” i “bit” nelle “reti”.��Cosa di utile rappresentano i “bit”
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La digitalizzazione delle sorgenti analogiche
… si può effettuare una sua digitalizzazione .
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La digitalizzazione, come codifica universale.
La tecnica digitale è la più potente e versatile forma di codifica tra quelle finora inventate ! Bit che poi si trasmetteranno, si memorizzeranno, elaboreranno, ecc.
Infatti, con 2 soli ‘segni logici’ ( che chiamiamo convenzionalmente “0” “1” ), possiamo codificare ( e quindi raccontare ) tutto.
Esempio 1 (i testi) ( in qualunque «alfabeto»: in questo esempio, quello « ASCII », 1 byte per carattere )
“c i a o” 01100011 01101001 01100001 01101111
c i a o
Esempio 2 (la voce, il suono) ( sarebbe o stesso per il video )
Esempio 3 (i numeri )
“13” → …001101 “77” → ...001001101 “4” → …000100 “0” → …0000 ; “1” → ...00001
🡪 Trasmetteremo sempre e solo “zeri e uni” sui nostri fili di rame, sulle fibre, ecc.
… 00110001111000101111011010011100110010000010101001 …
Però, chi riceve deve sapere che tipi di “0/1” sta per ricevere ( cosa è stato codificato ! )
testo ? numeri ? voce ? video ? foto ? mail ? file ? … … …
Se non lo sa, non saprebbe cosa quegli 0/1 vogliono rappresentare (e non saprebbe cosa farsene)
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