DOMENICA INSIEME
30 novembre 2025
TAPPA 2 - Tempo 4
MARIA E L’ANNUNCIO DELL’ANGELO
26Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,
27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
28Entrando da lei, disse: "Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te".
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
34Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?".
35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile:
37nulla è impossibile a Dio".
38Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.
Lc 1,26-38
La domanda guida:
Che cosa dice questo testo?
Di cosa parla?
Analizziamo con attenzione partendo dalla ferialità e piccolezza
26Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazareth, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
Strana ambientazione per un annuncio divino. C’è qualcosa che esce un po’ dai nostri schemi… Dove siamo? A chi si rivolge l’angelo? E Maria cosa sta facendo?
• Siamo in Galilea, la «Galilea delle genti [cioè dei pagani!]» (Mt 4,15), nella città di Nazareth, una regione e una città senza alcuna importanza dal punto di vista religioso. L’angelo deve esservi mandato (non può semplicemente apparire) ed è inviato a una vergine, una donna senza storia.
Di Maria si danno poche notizie: come si chiama (il nome ha significato incerto: altezza, sommità, eccellenza?), è una vergine, è la promessa sposa di Giuseppe. Il suo sposo è della stirpe di Davide (quindi della tribù di Giuda) probabilmente emigrato in Galilea, ma di lei non si dice nulla quanto ad ascendenza (non appartiene a un casato importante nella tradizione di Israele?). Si può ipotizzare, a partire dagli usi del tempo, che sia molto giovane (12-13 anni).
• Il testo non dice che Maria sta pregando e quindi siamo in un momento di assoluta ferialità.
• Maria è in casa, da sola, quando l’angelo entra da lei...
La scena è domestica e del tutto privata. Nulla (neppure quell’entrare in casa di una persona non familiare, cosa che ai tempi di Gesù era normale) fa presagire l’irruzione di un’opera divina. Tutto ciò che avviene è quotidiano, profano e perfino un poco dimesso.
L’angelo e Maria: turbamento e annuncio
28Entrando da lei, disse: "Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te".
29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo.
30L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre
33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".
a. Il nostro cuore è sempre un insieme di emozioni e sentimenti… che cosa può provare Maria in una situazione come questa?
b. L’angelo rassicura Maria e le fa un grande annuncio. Che cosa le dice?
• Maria viene salutata con l’invito a gioire. È infatti «riempita di grazia»: il Signore è con lei!
• Solo a questo punto Maria si turba. La ragazza si chiede che senso abbia un tale saluto. A turbarla (= sconvolgerla) sono le parole dell’angelo, non il suo aspetto o la sua visita improvvisa, segno che quest’ultimo non si presenta in modo da far subito pensare a un’apparizione.
• Nel contesto feriale dell’incontro, le parole dell’angelo aprono nell’esistenza di Maria una dimensione del tutto imprevista: ella ora sa di avere il Signore con sé in maniera particolare senza neppure averlo sospettato. Inquietante, specialmente per gli Ebrei! La presenza di Dio che chiama per nome, inoltre, allude a un compito speciale.
• Segue la formula di rassicurazione e l’affermazione che Maria è piaciuta al Signore che l’ha scelta e riversa su di lei la sua benevolenza. Sarà la madre del Messia atteso: si tratta di qualcosa che Maria non ha mai chiesto e neppure pensato.
• Il bambino si chiamerà Gesù (= JHWH è salvezza), sarà figlio dell’Altissimo e regnerà per sempre.
La risposta di Maria: responsabilità e futuro
34Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?".
35Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà con la sua ombra.
Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio.
36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei,
che era detta sterile:
37nulla è impossibile a Dio".
38Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola". E l'angelo si allontanò da lei.
Maria vuole comprendere meglio, perché si trova di fronte a qualcosa di inedito e mai udito.
Ora tocca a lei rispondere... Il suo sì apre a un futuro, ad una promessa carica di attese.
Mi viene in mente quando…
• Maria dichiara la sua disponibilità al progetto di Dio: ha lei l’ultima parola e l’angelo se ne va in silenzio.
• Maria resta sola. Non ha nessuno a cui raccontare una cosa che del resto apparirebbe incredibile, nessun segno esteriore lascia per ora intuire ciò che sta accadendo. Avrà una conferma di essere incinta da Elisabetta.
La risposta di Maria: responsabilità e futuro
Che cosa sa Maria?
Ciò che ha sentito dall’angelo e da Elisabetta:
• il Signore è con lei (è piena della grazia di Dio / ha trovato grazia);
• concepirà da Dio un figlio (lei darà nome al piccolo / il nome glielo dà il Padre divino);
lo Spirito / potenza di Dio è su di lei;
• Gesù sarà grande / figlio dell’Altissimo / re davidico (il suo regno non avrà fine) / Santo e Figlio di Dio;
• ella è benedetta tra le donne e benedetto è suo figlio (di cui evidentemente è già incinta);
• è “la madre del mio Signore”.
1. Ferialità e piccolezza
- Dio agisce nella grande storia e nelle nostre piccole storie. Racconto qualcosa di grande successo nella ferialità della mia vita (lo straordinario nell’ordinario): “Mi viene in mente quando …”
- Riprendo in mano l’immagine scelta all’inizio dell’incontro. Che cosa vedo ora di nuovo? Se voglio, posso raccontarlo agli altri …
2. Turbamento e annuncio
- Che cosa ci turba nelle relazioni che viviamo? Che cosa ci fa dubitare e ci fa insieme cercare risposte nuove?
- Quindi riprendo in mano l’immagine scelta all’inizio dell’incontro. Che cosa vedo di nuovo? Se voglio posso raccontarlo agli altri…
3. Responsabilità e futuro
- Guardare i nostri figli è aprire una finestra sul futuro, scorgere una promessa per la vita che sarà! Educare, cioè rispondere all’attesa dei figli trasmettendo loro un senso per la vita, è il modo volontario e consapevole per prolungare la promessa scritta dentro l’esperienza del generare10, del nostro essere genitori. In chi/cosa ripongo la mia fiducia e la mia speranza per il futuro? È possibile guardare con fiducia un orizzonte sconosciuto? Le responsabilità alle quali siamo chiamati ora promuovono la nostra fiducia e quella dei nostri figli verso il futuro?
- Quindi riprendo in mano l’immagine scelta all’inizio dell’incontro. Che cosa vedo di nuovo? Se voglio posso raccontarlo agli altri…
https://www.youtube.com/watch?v=BvlNhsAnwcw
38Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola".
E l'angelo si allontanò da lei.