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LA COMPRENSIONE PROFONDA E DURATURA

ASSEMBLEA MCE

NAPOLI 14-15-16 2023

CINZIA MION

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DIDATTICA�Modello neocomportamentista

  • Strategia lineare (vincolata, decisa a tavolino, del controllo)
  • -deriva dalla razionalizzazione dell’insegnamento-apprendimento
  • -per traguardi successivi
  • -si procede per accumulazione dal “semplice” al “complesso”
  • - enfasi sulla valorizzazione del prodotto, conta il risultato

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STRATEGIA LINEARE:PROGRAMMAZIONE PER OBIETTIVI

  • -dai prerequisiti
  • -agli obiettivi (cognitivi, sociali, ecc)
  • -attraverso contenuti di attività
  • -per mezzo di diverse modalità didattiche
  • -verifica del risultato (raggiunto o non raggiunto l’obiettivo)
  • -nuova unità didattica per cui l’obiettivo raggiunto risulta essere prerequisito all’obiettivo successivo

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DIDATTICA�Modello costruttivista, interazionista usato per �L’UNITA’ DI APPRENDIMENTO

  • Strategia reticolare = della “co-costruzione”
  • -non decisa a tavolino, autonoma, scaturisce dalla curiosità estemporanea o dal contesto, dall’osservazione ed interessi dei bambini o dei ragazzini, …dalla RICERCA
  • -procede attraverso le relazioni tra le conoscenze
  • -dalla mappa cognitiva iniziale verso la mappa concettuale scientifica
  • -VALORIZZAZIONE DEI PROCESSI
  • -risultato:acquisire consapevolezza di imparare e comprendere

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STRATEGIA RETICOLARE= PROGETTAZIONE

  • -si parte da una situazione-problema
  • - ricognizione sulle preconoscenze (mis-concezioni)
  • - ipotesi riflessiva e laboratoriale (didattica del fare)
  • -elaborazione
  • -confronto informazioni, proposte, attività
  • -creazione “nessi” e “relazioni” (analogie, differenze, ecc)
  • Documentazione del processo (TRACCE della CO-COSTRUZIONE)
  • -verifica = descrivere e ricostruire il PROCESSO (BRUNER e la narrazione)
  • NUOVA RIPROBLEMATIZZAZIONE

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BIBLIOGRAFIA

  • GRANT WIGGINS e JAY McTIGHE:

“FARE PROGETTAZIONE” La teoria di un percorso didattico per la comprensione significativa.

JAY Mc TIGHE e GRANT WIGGINS:

“FARE PROGETTAZIONE” La “pratica” di un percorso didattico per la comprensione significativa.

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Educare al comprendere

  • Cosa significa comprendere?
  • Comprendere è l’abilità di pensare e di agire con flessibilità usando ciò che si conosce.(schemi di mobilitazione delle conoscenze)

  • Si chiede agli allievi non solo di conoscere ma di pensare con ciò che conoscono.

  • Rischio: alcune conoscenze diventano INERTI perché non vengono comprese.

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CONDIZIONI PER LA COMPRENSIONE

Wiggins: Se una conoscenza o un’abilità non diventa lettura e comprensione della realtà,difficilmente si trasforma in significativa o flessibile o in comprensione profonda.

Al contrario è molto probabile che rimanga astratta, disincarnata, scolastica, fine a se stessa così da non portare alcun arricchimento alla vita dello studente o di chi la possiede.

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QUALI DOMANDE ESSENZIALI?

  • INSEGNARE A PARTIRE DALLE DOMANDE SIGNIFICA CHIEDERE RETORICAMENTE”:Se le conoscenze sono fatte di risposte , allora quali erano le domande che hanno dato vita ai libri di testo o che hanno causato le risposte dell’insegnante e le risposte dei contenuti di queste discipline?
  • Questo tipo di domande è molto diverso da quelle che normalmente facciamo per controllare le conoscenze fattuali, per guidare gli allievi verso le risposte esatte.

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STABILIRE LE PRIORITA’ CURRICOLARI

  • Cosa gli alunni dovrebbero essere in grado di conoscere, comprendere e fare?
  • Cosa è meritevole di essere compreso in profondità?
  • Quali comprensioni solide e durevoli si desiderano?
  • Si prendono in considerazione le Indicazioni nazionali e siccome non si può fare tutto siamo obbligati a fare delle scelte. Possiamo rappresentare un utile quadro di riferimento tracciando degli anelli uno dentro all’altro.
  • 1) L’anello più grande identifica le conoscenze con cui gli alunni devono avere familiarità.
  • 2) Nell’anello mediano affiniamo/perfezioniamo le nostre scelte specificando le conoscenze importanti (fatti,concetti e principi) e le abilità (processi, strategie e metodi).

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LE COMPRENSIONI “DURATURE”

  • Nell’anello più piccolo rappresentiamo lo spazio ancora più raffinato delle comprensioni durature che àncorano e fissano l’unità di apprendimento o il corso.
  • Con il temine duraturo Wiggins si riferisce alle conoscenze importanti, alle grandi idee, che desideriamo che gli alunni conservino dopo aver dimenticato molti dei dettagli.
  • Come facciamo a determinare ciò che merita di essere compreso in profondità fra un’ampia gamma di standard di contenuti ed argomenti?
  • Possiamo analizzare dei “filtri” o criteri che si possono utilizzare per scegliere idee o processi.

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FILTRO DI DOMANDE�PARTIRE DA CIO’ CHE “MERITA” ESSERE APPRESO

  • 1) Esaminando i contenuti da insegnare quale di essi rappresenta una “grande idea” che ha un valore durevole al di là dell’ambito scolastico? La grande idea può essere raffigurata anche come idea-perno

  • 2) Quali contenuti da insegnare rappresentano un “nucleo centrale” delle attività al punto che senza il possesso di tale nucleo non sarebbe possibile “praticare” la competenza stessa?(nuclei tematici e nuclei fondanti delle discipline dedotti dall’impianto epistemologico delle discipline)

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FILTRO DI DOMANDE�PARTIRE DA CIO’ CHE “MERITA” ESSERE APPRESO

3) Quali idee è importante chiarire perché di solito sono fraintese o pensate in modo diverso? (es. fisica: concetti riguardanti la gravità, galleggiamento, la forza e il moto). Quali concetti o processi fondamentali gli alunni fanno normalmente fatica a comprendere? Rispetto a quali grandi idee possono nutrire concezioni sbagliate?

4) Fino che punto l’idea, il tema o il processo costituiscono un potenziale per coinvolgere gli alunni? A quali idee implicite o “nascoste” ma molto importanti, al punto da dare loro “senso”, fanno riferimento alcuni contenuti che si vogliono insegnare? (es. Cosa significa crescere e diventare autonomi?Cosa significa avere “rispetto” e “ascolto” degli altri? Cosa significa “democrazia”?)

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I SEI ASPETTI DELLA COMPRENSIONE SIGNIFICATIVA

  • Quando noi comprendiamo veramente siamo in grado di:
  • 1) Spiegare (offrire resoconti esaustivi e giustificati di fenomeni,fatti e dati)
  • 2) Interpretare : (offrire traduzioni appropriate, idee o eventi per renderla personale o accessibile attraverso esempi, analogie, modelli, immagini, aneddoti)
  • 3) Applicare : (usare efficacemente e adattare ciò che sappiamo a una diversità di contesti)

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I SEI ASPETTI

  • 4) Avere prospettiva: ( vedere e sentire i punti di vista attraverso occhi e orecchi critici; vedere il quadro generale.)
  • 5) Empatizzare : (l’empatia ci può condurre non solo a ripensare una situazione, ma anche a mutar d’animo quando giungiamo a comprendere ciò che prima ci sembrava strano o estraneo)
  • 6) Autoconoscenza : percepire lo stile personale, i pregiudizi, le proiezioni e gli abiti mentali che plasmano, pervadono, ma anche compromettono la nostra comprensione. Siamo consapevoli di ciò che non comprendiamo e del perché è così difficile comprendere?

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LE “LENTI” DEI 6 ASPETTI ESSENZIALI

  • Le “lenti” dei sei aspetti essenziali della comprensione possono essere usate per generare possibili domande essenziali per un argomento o uno standard di contenuto (es.:la prima guerra mondiale, oppure l’ecologia, ecc.)
  • Es:Spiegazione: la prima guerra mondiale era evitabile?
  • Interpretazione: Il film o il libro o il racconto o la poesia che hai letto sull’argomento cosa ti rivela degli esseri umani e della guerra?
  • Applicazione: gli stati che hanno fatto la guerra come dovrebbero commemorare o condannare tale evento per lo strascico, le conseguenze e gli effetti?

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ALTRE LENTI

  • Avere prospettiva: com’è apparsa la guerra agli occhi degli italiani, degli austriaci, dei francesi, inglesi,ecc.
  • Empatizzare: come potremmo sentirci se le nostre case e la nostra terra fossero invase e distrutte da eserciti di altri paesi ? Come si sentiranno i ragazzi come voi che scappano oggi da paesi in guerra?
  • Autoconoscenza: Per cosa credi valga la pena combattere?

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IMPLICAZIONI PER L’ISTRUZIONE

  • Bisogna trovare il migliore equilibrio tra trasmissione delle conoscenze (insegnante e testi) e costruzione della teoria che lo studente deve compiere e la sua verifica .
  • Una strategia molto semplice è assicurarsi che gli alunni si pongano le fatidiche 5 domande che sono l’essenza del giornalismo: chi, cosa, dove, quando e perché.

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IMPLICAZIONI PER L’ISTRUZIONE

L’unità di apprendimento perciò va costruita intorno a “domande”, questioni e problemi che esigono dagli studenti teorie e spiegazioni come quelle che si trovano nell’apprendimento per problemi e nei programmi di scienze fondati sulla pratica e sulla “riflessione”.

  • Agli studenti viene chiesto non solo perciò di “ricordare”, ma di spiegare, di collegare fatti specifici a “idee più ampiee di giustificare tali collegamenti, di mostrare il loro lavoro e sostenere le “loro” conclusioni. (pensiero riflessivo non solo riflettente)

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DERIVE SOCIALI�(COMUNITA’ DIS-EDUCANTE)

  • Indifferenza diffusa (non-curanza verso l’altro)
  • Individualismo e soggetti senza passioni (E.Pulcini)
  • Mancanza di ascolto (M.Sclavi)
  • Mancanza COM-PASSIONE (Levinàs)
  • Narcisismo dilagante
  • Difficoltà ad accettare le diversità (AUMENTO RAZZISMO E OMOFOBIA)
  • Troppa importanza data all’avere a scapito dell’essere (PROFITTO)
  • Mancanza rispetto delle regole
  • DEFICIT ETICA PUBBLICA

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DEFICIT DI SENSO DI CITTADINANZA E DI ETICA PUBBLICA�(base per codice implicito ed.ne civica)

  • Mancanza della categoria “dell’altro”
  • Sfacciato perseguimento degli interessi personali o familiari (tornacontismo)anche contro quelli della collettività (familismo amorale di Edward Banfield))
  • Manca una seria riflessione sul “bene comune”
  • Diffuso “fare finta”
  • Furbizia
  • Doppia etica: un conto le prediche un altro conto le pratiche !

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DIFFERENZA TRA MORALE ED ETICA�(definizione convenzionale)

  • La morale riguarda ciò che comunemente si chiama coscienza, legge genitoriale interiorizzata;deriva dalle norme assunte dal gruppo di appartenenza, per stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Poggia sul senso di colpa.

  • L’etica indica il modo di comportarsi nella dimensione pubblica nel rapporto con gli altri. Poggia sul senso di responsabilità, quindi presuppone una scelta consapevole.

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IDENTIFICARE UNA GRANDE COMPRENSIONE DURATURA :BENE COMUNE �( PRIMA LENTE :”SPIEGAZIONE: teorico/concettuale)

  • Il neocontruattalismo (John Rawls) mostra come si debba dedurre dal “contratto sociale” un concetto universale di GIUSTIZIA, un BENE COMUNE che consiste nel massimizzare le condizioni minime degli individui, o come si debbano riformulare le regole del gioco, per avere un agire non competitivo ma cooperativo che massimizzi, insieme all’interesse individuale, anche il bene collettivo, che è una cosa diversa dalla semplice somma dei beni individuali.
  • (dal “Dizionario di politica” di Norberto Bobbio, Nicola Matteucci e Gianfranco Pasquino)

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PRIMA LENTE ”SPIEGAZIONE”con gli alunni:�la conoscenza del cosa, perché e come

  • Partire da una discussione con gli allievi, a partire dai più piccoli, fino ai più grandi, sul termine “bene comune” come “bene per tutti”. Vale a dire la scelta di un comportamento che permetta di “andare d’accordo” senza fare i prepotenti con nessuno ma su cui tutti devono collaborare.
  • Concetto di “regola”.

  • Perché le regole sono necessarie?servono anche per giocare…

  • Come fare per rispettare le regole?

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SECONDA LENTE: L’INTERPRETAZIONE (come costruire il bene comune)

  • Capire che per costruire il bene comune bisogna imparare tutti a rinunciare a qualcosa.
  • Imparare a sopportare la rinuncia che è diversa dalla perdita.
  • Apprezzare significa dare un prezzo ed essere però disposti a pagarlo!

  • E’ così difficile?

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CONTINUAZIONE: L’ INTERPRETAZIONE

  • L’interpretazione dell’idea perno del bene comune alla portata di tutti i soggetti (compresi gli adulti!!!).
  • I bambini comprenderanno che la correttezza nei rapporti interpersonali deve rispondere, oltre che al rispetto delle regole, anche ad un’altra dimensione che consiste nel fatto di tener presente che viviamo insieme agli altri (collettività) e che con gli altri dobbiamo anche condividere beni e risorse.
  • -(es.rispettare i turni,
  • -rinunciare a qualcosa se gli altri non ne hanno ancora usufruito)

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QUALI ALTRE DOMANDE ESSENZIALI ?

  • E’ facile o difficile con-dividere con gli altri? Perché?
  • - è facile o difficile rinunciare a “qualcosa”? Perché?
  • -come mi sento quando lo faccio? “Vuoto” o “pieno”? Di cosa?
  • - quando capisco che devo rinunciare a qualcosa per gli altri? Per il bene comune?
  • - il bene comune riguarda tutti?
  • - quando penso al bene degli altri ho già comunque soddisfatto il “mio” bene? Qual è il limite? Ha a che fare con ciò che hanno o non hanno gli altri?

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TERZA LENTE :L’ APPLICAZIONE

-rispettare i turni, comprendendone la necessità e l’utilità, non soltanto come rispetto delle regole “date”;

  • -rinunciare a qualcosa se gli altri non ne hanno ancora usufruito (es. materiale di facile consumo, altre risorse presenti a scuola)
  • -identificare risorse non presenti a scuola (cittadinanza attiva) ma di cui è possibile disporre che devono essere disponibili anche ad altri (condurre ricerche nel territorio: spazi abbandonati, come intervenire a livello sociale per realizzare un progetto?ecc)
  • - analizzare fatti storici significativi in cui non è apparso il rispetto del “bene comune” (ingiustizie sociali….)

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QUARTA LENTE:PROSPETTIVA

  • La prospettiva consiste nei punti di vista critici, acuti, che siano espressione di un buon intuito o di profonda penetrazione.
  • Che punto di vista userà chi rifiuta di rinunciare a qualcosa per il bene comune? Cosa c’è di supposto o di implicito che dobbiamo considerare e reso esplicito? E’ plausibile? E’ giustificabile? Quali punti di forza e quali di debolezza?
  • Come appare agli occhi di chi non vuole rinunciare chi invece sa farlo e lo fa apprezzando il gesto e sentendosi non come qualcuno che “perde” qualcosa ma come qualcuno che “acquista” qualcosa?
  • Come appare agli occhi di chi rinuncia chi si oppone ed argomenta per non farlo? (esempi vari riguardanti il modo di rifiutare i “rifugiati”)

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VANTAGGI DELLA “PROSPETTIVA”

  • La prospettiva come aspetto della comprensione è un conseguimento maturo, una fuga dalle nostre convinzioni egocentriche nel rendere sistematici diversi punti di vista.
  • Gli studenti principianti (novizi) che hanno appena iniziato il cammino verso la padronanza approfondita (esperti) possono proporre un punto di vista significativo anche se non possiedono una spiegazione completa e precisa.

  • I principianti però mancano della capacità di assumere prospettive molteplici (Gardner)

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QUINTA LENTE : L’EMPATIA

  • L’empatia è la capacità di entrare nei sentimenti e nella visione del mondo di un’altra persona.
  • Domande: cosa sentono gli altri, quelli che considerano la cosa più importante e fondamentale della vita pensare solo al proprio tornaconto? Cosa non sentono? Cos’è la compassione? Hai mai provato compassione? Cosa succede se “sentiamo” cosa provano gli altri?
  • Quando si deve decidere rispetto ad un conflitto problematico che prevede una scelta oppure un’altra, come facciamo a capire qual è la scelta dettata dal “bene comune”?

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ANCORA SULL’EMPATIA

  • Quando cerchiamo di comprendere un’altra persona, un popolo, una cultura ci sforziamo di diventare empatici. Non si tratta però solo di una risposta affettiva. L’empatia in questo caso è una capacità “còlta”. L’empatia ci può condurre non solo a ripensare una situazione, ma anche a “mutar d’animo”quando giungiamo a comprendere ciò che prima ci sembrava strano o estraneo.

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SESTA LENTE: L’AUTOCONOSCENZA

  • L’autoconoscenza consiste nel “discernimento” che ci fa conoscere la nostra ignoranza personale e come i nostri schemi di pensiero e di azione “pervadano” ma anche “compromettano” la nostra comprensione.
  • Come il mio “io” plasma le mie opinioni? Quali sono i “limiti” della mia comprensione? Quali sono i miei “punti deboli?” Cosa tendo a comprendere erroneamente a causa di pregiudizi, abitudini e stili mentali?
  • I nostri punti deboli a livello intellettuale ci predispongono al meccanismo di difesa della razionalizzazione. Con troppa facilità continuiamo ad applicare i nostri modelli. Le nostre teorie, analogie e punti di vista.

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COME MILITANTE DEL M.C.E.�QUALI I PUNTI DEBOLI?

-autoreferenzialità?

  • -assolutismo pedagogico militante?
  • -difficoltà ad individuare aspetti stimolanti esterni ?
  • -”calcolo” della fatica dell’integrazione con altri stimoli?
  • -cerco rifugio nell’ortodossia perchè temo gli urti della complessità?
  • ….nostalgia per i gruppi piccoli e chiusi?
  • …………

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COSA RICHIEDE L’AUTOCONOSCENZA

  • In pratica una maggiore attenzione alla conoscenza di sé significa che come insegnanti dobbiamo darci da fare per insegnare e valutare la riflessione su di sé.

  • Vedi la valutazione formativa come autointerrogazione sulla propria professionalità, preparazione culturale, disciplinare, psicologica,(PSICOLOGIA DELL’APPRENDIMENTO), metodologico-didattica.
  • All’autointerrogazione seguirà l’autovalutazione.
  • (soltanto se avrò sperimentato su di me trabocchetti ed autoinganni saprò insegnare ad evitare tali strategie ai miei alunni)

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L’IMPORTANZA DELLA SPERIMENTAZIONE

  • Gli insegnanti riconoscono regolarmente, anche se spesso se lo scordano, che gli studenti hanno bisogno di sperimentare direttamente o indirettamente quello che studiano
  • Bisogna immaginare dei percorsi scolastici che volutamente mettano gli studenti nella condizione di confrontarsi con idee, esperienze e testi strani o lontani dal loro mondo e dalla loro sensibilità per verificare se sono in grado di superare ciò che “non piace” o comunque di superare il loro “etnocentrismo culturale” e le visioni centrate sul presente (per quanto riguarda la storia).
  • La mancanza di esperienze nell’apprendimento forse spiega perché tante idee così importanti vengono fraintese perché magari non si è superato l’etnocentrismo, l’egocentrismo e la focalizzazione sul presente.

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ACCERTARE E VALUTARE IN ITINERE

  • E’importante che accertiamo efficacemente come sta procedendo la nostra progettazione mentre insegniamo: gli alunni hanno cominciato a comprendere le grandi idee sulle quali ci siamo focalizzati? Facilitiamo una tale comprensione se provvediamo a continui accertamenti, soprattutto informali, anziché accontentarci dell’accertamento di fine unità.(VALUTAZIONE FORMATIVA)
  • L’obiettivo dell’accertamento–in-itinere è stanare le comprensioni apparenti e distinguerle da quelle autentiche. In questo senso gli insegnanti devono essere cauti a motivo della loro propensione a interpretare le risposte esatte e il desiderio degli alunni di far vedere che hanno compreso (anche se non è vero) come prova di autentica comprensione…
  • Tecniche per controllare la comprensione…

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TECNICHE PER CONTROLLARE LA COMPRENSIONE

  • 1) Schede per il riassunto e le domande (competenza metacognitiva di “capire di non capire”)
  • 2) Segnali con la mano
  • 3) Scatola o bacheca per le domande ( per alunni che si sentono a disagio…)
  • 4) Suggerimento per analogie (es: un determinato concetto, principio o processo…. è come…..perchè….
  • 5) Rappresentazione visiva (reti o mappe concettuali)…
  • 6) Domande orali ,,,come…è simile a/diverso da….Quali sono le caratteristiche /componenti di…In quali altri modi…Quale grande idea, il concetto chiave…. Fai un esempio di….Cosa è sbagliato di/in… Cosa potrebbe accadere se…

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ABITI MENTALI INDISPENSABILI SIA A DOCENTI CHE AD ALLIEVI

  • Insegnare la comprensione profonda significa ben più che progettare opportunità di apprendimento: significa insegnare attraverso modalità che sfidino la resistenza nei confronti di nuove idee.
  • Le conseguenze per l’insegnamento sono significative. La comprensione profonda richiede coraggio e rispetto reciproco.
  • L‘apprendimento richiede fiducia nell’insegnante perché le nuove idee possono minacciare, talvolta a livello personale (DESTABILIZZAZIONE) altrimenti a livello culturale.
  • Si possono respingere nuove idee a favore delle vecchie .
  • Anche le grandi menti – non solo quelle ingenue o ignoranti- sono soggette alla inerzia intellettuale, ai punti deboli e alla resistenza.
  • Dobbiamo coltivare abiti mentali come la tolleranza all’ambiguità e la sospensione dell’incredulità, ineludibili per scoprire grandi idee. Questi abiti devono essere considerati preziosi e utili .

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SESSANTESIMO COMPLEANNO �MILITANZA MCE

  • Mi rammarico molto di non essere tra voi in presenza Posso solo confermare che il Movimento 60 anni fa mi ha salvato. Per questo ringrazio le mie due grandi madri:LYDIA TORNATORE E CLOTILDE PONTECORVO

Dal primo incontro l’MCE mi ha acceso la curiosita’ come una vampata che non si è mai spenta!

Vi auguro di riuscire a mantenere anche voi nel vostro percorso, nonostante le difficoltà, la forza di

CORAGGIO E DESIDERIO.

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GRAZIE DELL’ATTENZIONE

CINZIA MION

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