Progetto didattico multidisciplinare condiviso
Arte, Musica e…
Natura è Poesia
Con questo contributo, gli alunni di Piancavallo propongono al lettore una caleidoscopica varietà di liriche, generata dai loro pensieri, proiezione grafica della loro anima, intrisa dei sentimenti umani più disparati, in cui spensieratezza, vitalità, turbamenti, affanni e dissidi inconsci giovanili padroneggiano la scena, emergendo in un momento d’ ispirazione che trae spunto dall’identificazione con la natura circostante, supporto scenografico straordinario di cui questo luogo gode.
Infatti, il vincolo sentimentale tra paesaggio e stato d’animo si configura come tendenza e aspirazione a riconoscersi nella natura stessa, col suo ventaglio di suggestioni e nell’incanto dei suoi fenomeni. La partecipazione emotiva e spirituale alla vita libera e selvaggia della natura incontaminata si sovrappone ad una particolare condizione esistenziale, vissuta o inventata, reale o agognata.
Così un elemento naturalistico diviene emblema di una situazione speciale ricavata da momenti di vita quotidiana che parte dall’esperienza del singolo e che può abbracciare e coinvolgere l’intera umanità.
Premessa
Gli allievi della nostra scuola, in questo lavoro, intendono rapportarsi alla natura, riflettendosi nelle sue variabili sfaccettature cromatiche e nelle sue manifestazioni più fantasmagoriche e talvolta travolgenti e catastrofiche, rispecchiandosi in essa e mostrando un modo di fare poesia eccezionale, che si avvale di una dimensione descrittiva fatta di suoni, rumori, colori, profumi che ogni uomo percepisce e traduce in esperienza personale nel suo cuore.
IL LAVORO DEL POETA
Che cos'è la poesia?
La poesia è un testo in cui il poeta esprime i propri pensieri in versi.
Il verso è l'insieme delle parole contenute in una riga.
Più versi insieme costituiscono una strofa.
Inoltre, un verso rispetta una struttura metrica e ritmica facendo ricorso all'utilizzo delle cesure, ossia pause che interrompono il verso creando un'alternanza di suoni e silenzi. E' usuale ritrovare un espediente chiamato enjambement, che consiste in una pausa ritmica che non coincide con una pausa logica :
Ma secco è il pruno,|| e le stecchite piante||
di nere trame|| segnano il sereno,||
e vuoto è il cielo,|| e cavo al pie sonante||
sembra il terreno.||
(G. Pascoli)
Sul molo il vento soffia forte. Gli occhi
hanno un calmo spettacolo di luce
(S. Penna)
VARI TIPI DI VERSO
In base al diverso numero di sillabe abbiamo vari tipi di verso.
Binario die/tro
Ternario tos/si/sce
Quaternario su/vo/ghia/mo
Quinario quan/te/ca/du/te
Senario che/pa/ce/la/se/ra
Settenario sie/pi/di/me/lo/gra/no
Ottonario dol/ce/men/te/muor/feb/bra/io
Novenario tu/mon/di/la/per/si/ca/dol/ce
Decasillabo s'o/de_a/de/stra_u/no/squil/lo/di/trom/ba
Endecasillabo nel/mez/zo/del/cam/min/di/no/stra/vi/ta
28 gennaio 2013
29 gennaio 2013
CHE COS'E' LA STROFA?
Nelle poesie, i versi sono disposti a gruppo, in ciascuno dei quali il numero dei versi stessi può variare. Ogni gruppo di versi prende il nome di strofa.
Nella poesia italiana i più importanti tipi di strofa sono:
il distico costituito da due versi (in genere in endecasillabo);
la terzina costituita da tre versi;
la quartina costituita da quattro versi;
la sestina costituita da sei versi;
l'ottava costituita da otto versi.
Nella lirica italiana il componimento più diffuso è il sonetto formato da quattordici versi endecasillabi distinti in due quartine e due terzine.
Infine, i poeti possono anche non seguire questo rigido schema della divisione in strofe, scrivendo liberamente i loro componimenti.
In questo caso si parla di strofe libere.
22 gennaio 2013
DENOTAZIONE E CONNOTAZIONE
Nel testo poetico le parole esprimono qualcosa in più dell'informazione che generalmente contengono. Infatti, la stessa parola può essere valutata nel suo significato denotativo, cioè letterale, oggettivo e formale e nel suo significato connotativo, ossia soggettivo, emotivo, simbolico.
Nella poesia prevale l'aspetto connotativo dell'espressione linguistica e questo è possibile ricorrendo all'uso di varie figure retoriche di significato cosi dette perché incidono sul significato della parola trasformandolo e ampliandolo.
LE FIGURE RETORICHE DEL SUONO
(Creano effetti di musicalità e consentono di potenziare il significato della poesia attraverso il significante).
Riportiamo qui di seguito, le figure retoriche del suono più utilizzate.
Onomatopea
Consiste nell'utilizzare le parole in modo tale da suggerire o riprodurre il suono, il rumore o il verso
della cosa o dell'animale che si vuole indicare, non solo con il significato della parola stessa, ma anche
con la sua "forma".
"Il tuo trillo sembra la brina
che sgrigiola
il vetro che incrina
tr,tr,trr,terit,terit".
Allitterazione
Consiste nella ripetizione in parole diverse,
all'interno di un verso o di versi successivi, di vocali, consonanti o sillabe che hanno lo stesso suono.
"Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscio che fan le foglie".
(Gabriele D'Annunzio)
LE FIGURE RETORICHE DI SIGNIFICATO
Similitudine- consiste in un confronto o paragone fra due termini che presentano evidenti somiglianze. Essa è introdotta dal
nesso logico come.(Talvolta ritroviamo altri nessi logici del tipo: quale, simile a, sembra, pare).
L'inverno strofina
la sua schiena nuvolosa
come un vecchio gatto grigio.
(Gianni Rodari)
Metafora-consiste nella sostituzione di una parola con un'altra,legata alla prima da un rapporto di somiglianza.
Mamma:
i miei capelli
che si sciolgono sulle tue ginocchia
sono mille e mille fili di seta
che tu mi hai donato.
(Ping Hsin)
Sinestesia-consiste nell'associare, all'interno di un'unica immagine, nomi e aggettivi appartenenti a sfere sensoriali diverse.
"...dolce profumo..."
22 gennaio 2013
Ossimoro-consiste nell'accostamento di due parole di significato opposto che si contraddicono a vicenda.
Bruciano di neve
(Salvatore Quasimodo)
Personificazione-consiste nell'attribuire a oggetti o animali o fenomeni della natura caratteristiche, azioni, sentimenti propri degli esseri umani.
Verdi persiane squillano
su rosse facce
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce.
(Vincenzo Cardarelli)
Metonimia-consiste nel sostituire un termine con un altro, legato al primo da un rapporto logico o materiale.
Bere un bicchiere
Analogia-consiste nell'associare elementi diversi e privi di qualsiasi apparente legame logico.
Le mani del pastore erano un vetro levigato di fioca febbre.
(Giuseppe Ungaretti)
5 febbraio 2013
19 febbraio 2013
LE FIGURE RETORICHE DELL’ORDINE
Nel testo poetico le parole non sono disposte secondo i normali schemi sintattici . Infatti, esse sono posizionate all' interno dei versi in modo molto libero. Le principali figure retoriche dell'ordine sono:
iperbato consiste nel rovesciare l'ordine sintattico normale per ritardare l'apparizione del soggetto su cui poggia la tensione del discorso. Questa figura retorica viene utilizzata per creare aspettativa.
Siede con le vicine
su le scale a filar la vecchierella.
(Giacomo Leopardi)
anafora consiste nella ripetizione di una o più parole all'inizio di più versi consecutivi. È utilizzata per evidenziare un concetto o una parola creando un ritmo incalzante.
Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
( Dante Alighieri)
Il polisindeto consiste nel collegare più parole o proposizioni mediante la ripetizione della stessa congiunzione coordinante ( in particolare della e ). E' il contrario dell'asindeto e conferisce ai versi un ritmo solenne:
E l'alpi e l'isole e i golfi
e i capi e i fari e i boschi
e le foci ch'io nomai.
(Gabriele D'Annunzio)
Chiasmo
Consiste nel disporre due coppie di parole, all'interno di una frase, in modo incrociato. Anche questa figura retorica viene usata per
richiamare l'attenzione su particolari parole o su gruppi di parole.
Ogni canto si arrestò
e si distinsero i salti gialli
delle cavallette.
(Paolo Volponi)
Ellissi
Consiste nell'eliminazione, all'interno di una frase, di una o più parole che possono essere sottointese. Quando è il verbo ad essere sottointeso, si parla di stile nominale
Gèmmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore
(Giovanni Pascoli)
Gèmmea (è) l'aria, il sole (è) così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore
(Giovanni Pascoli)
22 Marzo 2013
L'anastrofe consiste nell'invertire l'ordine usuale delle parole per motivi ritmici o per mettere in rilievo una determinata parola.
Tindari, mite ti so
tra larghi colli pensile sull'acqua.
(Salvatore Quasimodo)
L'asindeto consiste nell'accostare parole o frasi senza le congiunzioni. La separazione dei vari
elementi, in genere, avviene per mezzo della virgola. Può suscitare effetti diversi: a volte
conferisce un ritmo rapido all'accumulazione dei termini; a volte, invece, crea pause significative, separando concetti e immagini.
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
le cortesie, l'audaci imprese io canto...
(Ludovico Ariosto)
S'aprirà quella strada,
le pietre canteranno,
il cuore batterà sussultando,
come l'acqua nelle fontane.
(Cesare Pavese)
COMPORRE UNA POESIA
6 marzo 2013
Per scrivere una poesia partiamo dall'osservazione del paesaggio circostante.
Selezioniamo le cose più significative, raccogliendo gli elementi essenziali di una stanza, di una città, di una campagna, ecc..
Organizziamo gli elementi e li associamo alle emozioni provate.
Troviamo le parole adatte per esprimere ciò che vogliamo comunicare.
E' utile creare delle tabelle analogiche dove sotto ogni parola chiave vengono raccolti i termini che, secondo un filo logico, collegano le cose e le idee a quella parola (sinonimi, verbi di riferimento, aggettivi, colori, odori, senzazioni, modi di dire, ecc...)
Es: Sera --> Vespero, tramonto, calar del sole, blu, fredda, calda, tiepida, profumata, stellata, serale, nuvolosa, nitida, rosa,
rosso di sera, chiara, cupa, corta d'inverno, lunga d'estate (quindi lenta), annottare, imbrunire, fine del giorno, fine della vita,
idea della morte, precede il sonno, malinconia, relax, tristezza, serenità, intimità familiare, ecc...
Utilizziamo similitudini, metafore, enjambement e altre figure retoriche.
Per toccare l'animo di chi legge e per creare un collegamento tra gli elementi del mondo
esterno (il paesaggio ad esempio) e il mondo interiore facciamo riferimento alle figure
retoriche.
Es: Sentimento/Sensazione Idee/Emozioni Esempio di verso
Paura
Gioia
Solitudine
Pericolo
Rabbia
Delusione
Freddo, gelo, brivido
Esplosione di colori,
di stelle filanti,
farfalle in volo
Deserto
Spine di un cespuglio
Infrangere un vetro, sfogo
Pianto
...Lame di ghiaccio nel cuore...
...Volano farfalle, oggi, nel mio cuore...
..Non fioriscono rose nel deserto...
...Cammino tra cespugli di spini...
...Le sue mani bruciavano di rabbia...
...Lacrime di delusione scivolavano lente sul suo
viso...
Che cos’è la rima? 23 aprile 2013
La rima è la ripetizione di suoni uguali in due o più parole a fine verso, a partire dall’ultima
vocale accentata.
Due versi rimano, quindi, tra loro quando la parola che conclude il primo verso ha in comune
con la parola che conclude il secondo verso, la parte finale.
I tipi di rima più frequenti sono:
la RIMA BACIATA, quando rimano due versi consecutivi (lo schema metrico è AA BB CC…)
la RIMA ALTERNATA, quando il primo verso rima con il terzo e il secondo con il quarto
(ABAB)
la RIMA INCROCIATA, quando il primo verso rima con il quarto e il secondo con il terzo
(ABBA)
la RIMA INCATENATA, quando in una serie di terzine il primo verso della prima terzina
rima con il terzo , mentre il secondo verso della prima terzina rima con il primo verso della
seconda terzina, formando tra loro come una catena (ABA, BCB, CDC,…)
La rima, oltre che a fine verso, può trovarsi anche all’interno di un verso.
È il caso delle seguenti tipologie di rima:
la RIMA INTERNA, quando rimano tra loro l’ultima parola del verso e un’altra che si trova all’interno del
medesimo verso:
es:
lo sciabordare delle lavandare
(Giovanni Pascoli)
la RIMA al MEZZO, quando riamano tra loro l’ultima parola del verso e un’altra che si trova all’interno del
verso seguente o precedente, più precisamente a metà verso e coincide con la cesura del verso:
es:
Passata è la tempesta
Odo augelli far festa, e la gallina
(Giacomo Leopardi)
Infine, abbiamo anche le “rime imperfette”.
I poeti ottengono con un effetto simile alla rima mediante l’ assonanza e la consonanza.
Nell’ASSONANZA le sillabe finali di due parole presentano vocali uguali, ma consonanti differenti:
es: trotta/galoppa
Nella CONSONANZA le sillabe finali di due parole presentano consonanti uguali, ma vocali differenti:
es: nostra /finestra
Quando i versi non sono legati dalla rima fra loro si chiamano versi sciolti.
Quando i versi sono di lunghezza diversa prendono il nome di versi liberi.
30 aprile 2013
Argomento e tema
L'argomento è il contenuto generale della poesia, ciò di cui si parla.
Il tema è l'interpretazione che si dà dell'argomento attraverso il riconoscimento di parole chiave. Ad esempio, l'argomento di una poesia può essere "la sera ". Il tema, invece, "la solitudine", "la pace ", " la malinconia".
Il messaggio
Il messaggio nella poesia è ciò che l'autore intende comunicare su un determinato argomento.
Il messaggio può essere esplicito oppure non espresso in modo evidente e diretto.
Il compito di leggerlo tra le righe è affidato al lettore che deve analizzare il testo e cercare di interpretarlo nella sua complessità.
La parafrasi
La parafrasi è la semplificazione di un testo poetico che permette la comprensione immediata di ciò che l'autore intende trasmettere.
Parafrasare una poesia significa, pertanto mantenere tutto ciò che c'è nel testo ma renderlo più facile, più semplice, più leggibile al lettore comune.
Infine, conviene dopo aver decodificato le parole chiave e i concetti principali, riscrivere il testo con parole chiare e semplici.