1a - Pericolosità sismica e rischio sismico
1b - Storie sismiche e storie sociali
Accenni a comportamenti dinamici - 2a
Prime valutazioni su recenti terremoti - 2b
AGENZIA
Sicurezza territoriale
e protezione civile
UFFICIO
Educare alla riduzione del rischio sismico …per una iniziale informazione didattica
dott. Graziano FERRARI ing. Giovanni MANIERI
collaboratori volontari
Incontri didattici a.s. 2023-2024
Arpae-RES http://www.iiscopernico.edu.it/attivita/resism
http://bit.ly/protocollo-bas http://avbo.it/index.php/io-non-tremo/
prof. Mauro FAVA
I.I.S. Aldini Valeriani
TVB_2016
PER LA DIFFUSIONE DI CONOSCENZA E CONSAPEVOLEZZA DELLA CITTADINANZA RISPETTO AL RISCHIO SISMICO
Mostra CONOSCERE PER RIDURRE IL RISCHIO SISMICO
I pannelli della mostra sono stati realizzati per essere stampati su pannelli avvolgibili di 80 x 200 cm (tipo Roll-up)
FortiTerremotiStorici_ultimi 1000 anni
Emilia Romagna-Toscana Umbria-Lazio
Basilicata-Calabria
-225
-200
La Teoria della Deriva dei Continenti è oggi inglobata e integrata nel Modello della Tettonica delle Placche
«È come se noi dovessimo mettere a posto le parti strappate di un giornale facendo combaciare i loro contorni e poi vedere se le singole righe di stampa si susseguono dalle due parti regolarmente…» A. Wegener 1912
Appendice 1 aspetti geodinamici
(curata dal prof. Paolo Scandone)
PIANETA TERRA:
UN MOTORE SEMPRE ACCESO
(filmati di circa 1 minuto)
+50
ISLANDA E DORSALE MEDIO-ATLANTICA
I terremoti che avvengono di continuo “disegnano” i margini di contatto tra le placche e - in particolare - l’ANELLO DI FUOCO circumpacifico
4.5
This animation shows every recorded earthquake in sequence as they occurred from January 1, 2001, through December 31, 2015, at a rate of 30 days per second.
120 anni di terremoti …. e tsunami
Emilia (2012)–Centro Italia (2016)
Chile (2014 - 2015)
Ischia (2017)
Sumatra (2004) - Japan (2011)
Centro Italia (2016)
ONDE SISMICHE
Le onde P (o Primarie) sono le più veloci: 6,2-8,2 km/s
Le onde S (o Secondarie) sono meno veloci: 3,6-4,7 km/s e non si propagano nei fluidi
Le onde P ed S sono dette onde di volume perché si propagano all’interno della Terra
Le onde di Rayleigh (2,7 km/s) e le onde di Love (3 km/s) sono invece onde superficiali, che si propagano cioé solo lungo la superficie terrestre
Struttura interna della Terra riconosciuta attraverso lo studio di traiettorie e velocità delle onde P e S
1897-1901
Richard Oldham
Punti rossi: dati da stazioni sismiche italiane (73%)
Terremoto dell’India del 12 giugno 1897 registrato all’Osservatorio di Casamicciola
Giulio Grablovitz
Lettera da R. D. Oldham a Giulio Grablovitz del 18 settembre 1914 in cui lo scienziato inglese riconosce a Grablovitz senza dubbio la priorità dell’identificazione dei primi tre tipi di onde sismiche.
1914
Modelli del moto di una particella di terreno sollecitata dalle onde sismiche del terremoto del 15 gennaio 1887, realizzati dal Prof. Sekiya dell’Università di Tokyo. Per comodità di calcolo in sismologia si usa scomporre questo moto in tre component ortogonali, due orizzontali (in genere NS-EW) e una verticale.
TRE TIPI DI ONDE SISMICHE
LE 3 COMPONENTI DEL MOTO SISMICO
Stazione sismica
Z
N-S
E-W
Un sismogramma è un grafico, risultato della registrazione fatta da un sismografo, che può rappresentare lo spostamento, la velocità o l’accelerazione del suolo in funzione del tempo.
Una delle tre componenti del moto sismico
tS - tP
La grandezza di un evento sismico
Magnitudo Richter o locale (ML)
Intensità M.C.S. (Imx, Io, Is)
«classificazione» – per località – degli effetti che possono variare moltissimo a seconda di: profondità ipocentro e distanza epicentro, categorie di suolo, esposizione e vulnerabilità costruzioni…..
4
5
6
ma libera un’energia di circa trentadue volte più grande
2,3
23
230
mm
200
BO
Finale E.
Norcia
Amatrice
20/05/2012 2:03
24/08/2016 1:36
E2 /E1 = 101,5ΔM
(con ΔM = M2 – M1)
E (erg)
Magnitudo ed Energia
Rapporti tra livelli energetici in funzione della differenza tra valori di magnitudo
Ei /E0 = 101,5ΔM
(con ΔM = Mi – M0) (i = 1 ÷ 13)
Croatia 2020-12-29
E (erg)
01-01-2024
Magnitudo ed Energia
Ei /E0 = 101,5ΔM
(con ΔM = Mi – M0) (i = 1 ÷ 13)
Turchia 2023-02-06
Mw 7.8
Mw 8.2
Mw 9
Meccanismi focali dei terremoti -dal 1976 al 2012- dell’Appennino settentrionale.
In rosso quelli del 2012 nella pianura padana emiliana che evidenziano un fenomeno di compressione attivo.
La linea ricurva bianca con i triangoli delinea il fronte sepolto dell’Appennino.
Appendice
(redatta dal prof. Paolo Scandone)
18/09/2023 03:10 UTC
Mw 4.9 De 8 km
Epi. 44.05 lat 11.59 long
4 km SW Marradi (FI)
MW 6.1 – 5.8
MW 6.0 – 5.6
Faglia inversa
Faglia diretta
24 agosto 2016 MW 6.2
26 ottobre 2016
30 ottobre 2016 MW 6.6
18 gennaio 2017
MW 6.1
MW 5.9
20-29 mag 2012
Animazione spazio temporale sequenze sismiche
nella Pianura Padana Emiliana 2012
in Italia Centrale 2016-2017
Hotel RIGOPIANO
La faglia trascorrente come emerge in superficie
Dislocazione di faglia a Kahramanmaraş
TURCHIA meridionale
M: 7.8 2023/02/06 - 01:17:36 UTC Lat. 37.17, Lon. 37.08 profondità 20km
La faglia inversa come emerge 3-4 m in superficie
Giappone
M: 7.4 2024/01/01 - 7:10 UTC Lat. 37.33, Lon. 137.42 profondità 20km
In genere, lo scuotimento degli edifici è minore sui terreni rigidi (roccia) e si incrementa dove i terreni sono soffici [CATEGORIE DI SOTTOSUOLO]
«Gli effetti distruttivi di un terremoto aumentano se le case sono costruite su rocce o terreni poco consolidati in cui le onde sismiche rallentano e aumentano la loro ampiezza e durata»
Lo scuotimento si incrementa anche sulla cima di rilievi e lungo i bordi delle scarpate e dei versanti ripidi [CONDIZIONI TOPOGRAFICHE]
Lo scuotimento può variare notevolmente anche a piccole distanze, perché dipende molto dalle condizioni locali del territorio, in particolare dal tipo di terreni e dalla forma del paesaggio (valli, montagne, etc.), dunque – a parità di vulnerabilità delle costruzioni – anche gli effetti spesso sono assai diversi.
La velocità delle onde sismiche dipende dalla radice quadrata del rapporto tra la rigidità (μ) e la densità (ρ) dei mezzi attraversati. Poiché i liquidi hanno rigidità nulla, le onde S non si propagano nei fluidi. Le onde P invece continuano a propagarsi anche nei fluidi perché al numeratore del rapporto che le definisce interviene anche la compressibilità (K) del mezzo.
1. Roccia di base solida
2. Sedimento
scarsamente
consolidato
3.Sabbie e limi
saturi di
acqua
Alta frequenza/bassa ampiezza
Bassa frequenza/elevata ampiezza
distruttive in bacini sedimentari non consolidati
Le onde caratterizzate da bassa frequenza/elevata ampiezza possono essere le più
(filmato di 84 secondi)
Comune di Sant’Agostino (FE)
Terremoti 20 maggio 2012 Fenomeni di LIQUEFAZIONE
… però … attenzione !!!
Affinché si verifichi la liquefazione occorrono 3 fattori:
Terremoto di Niigata 16 giugno 1964
Carte sismiche Mercalli 1883
Carta sismica Taramelli 1888
I terremoti del passato ci suggeriscono dove
e con quale forza potranno colpire quelli del futuro
[37]
[49]
[141]
In media - ogni cento anni - si verificano in Italia dai 7 ai 10 [dai 20 ai 30] terremoti di magnitudo superiore a 6.0 [a 5.5].
Gli ultimi 1000 anni di storia
Uno o due millenni di storia umana sono un intervallo di tempo del tutto trascurabile per l’evoluzione dei fenomeni geologici che stanno alla base dell’attività sismica: è quindi logico ritenere che le condizioni che hanno causato terremoti nei secoli passati siano ancora presenti e possono quindi provocare altre scosse in futuro nelle stesse aree.
I terremoti del passato ci suggeriscono dove e
con quale forza potranno colpire quelli del futuro
6.5 – 5.9 – 6.0 ITALIA CENTRALE 2016
6.3 ABRUZZO-L’AQUILA 2009
5.7-6.0 e 5.6 UMBRIA-MARCHE 1997
5.7 S. GIULIANO DI PUGLIA 2002
6.9 IRPINIA-BASILICATA 1980
6.4-5.8-6.1 e 6.0 FRIULI V.G. 1976
6.3 VALLE DEL BELICE 1968
5.8 SENIGALLIA 1930
6.7 IRPINIA 1930
5.9 VALNERINA 1979
5.8 e 6.1 IRPINIA 1962
5.7 CALABRIA CENTRALE 1947
5.8 ASCOLANO 1943
6.1 BOSCO CANSIGLIO 1936
6.0 MAIELLA 1933
5.8 CARNIA 1928
7.0 AVEZZANO 1915
7.1 STRETTO DI MESSINA 1908
5.9 APPENNINO ABRUZZESE 1984
Effetti sismici cumulativi delle distruttive sequenze di terremoti che colpirono l’Appennino tosco-emiliano e romagnolo, parte di quello umbro e il riminese negli anni 1916, 1917, 1918, 1919 e 1920 [+ 2012]
E. Guidoboni, G. Valensise Il peso economico e sociale dei disastri sismici in Italia negli ultimi 150 anni 1861-2011, Bologna, BUP, 2011 (pag. 415)
5.9 APP. ROMAGNOLO 1918
5.9 VALTIBERINA 1917
6.3 MUGELLO 1919
6.5 GARFAGNANA 1920
6.0 e 6.1 PIANURA EMILIANA 2012
7.0 CALABRIA MERIDIONALE1905
La storia sismica a ritroso di «recenti» ultimi 118 anni circa
(lista limitata a: mainshock con Mw > 5.5, di cui n.5 con Mw > 6.7 )
5.95 e 6.1 RIMINESE 1916
link
CATALOGHI DEI TERREMOTI
Scale cromatiche relative alle intensità macrosismiche
Database contenenti informazioni su eventi sismici accaduti in Italia
CPTI15 - DBMI15
CFTI5Med
CFTI5Med
CPTI15 - DBMI15
E. Guidoboni, G. Ferrari, D. Mariotti, A. Comastri, G. Tarabusi, G. Sgattoni, G. Valensise (2018) CFTI5Med Catalogo dei Forti Terremoti in Italia (461 a.C.-1997) e nell’area Mediterranea (760 a.C.-1500).
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). doi: https://doi.org/10.6092/ingv.it-cfti5
Rovida A., Locati M., Camassi R., Lolli B., Gasperini P. (eds), 2016. CPTI15, the 2015 version of the Parametric Catalogue of Italian Earthquakes. Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. doi:http://doi.org/10.6092/INGV.IT-CPTI15
DBMI11
«Il terremoto del gennaio 1693 colpì un territorio vastissimo, in due riprese, a distanza di 2 giorni. … Gli effetti furono catastrofici ….. L’area colpita fu ….. vasta: un intero territorio di oltre 14.000 kmq … Tutte le città più importanti della Sicilia sud orientale furono sconvolte. Catania fu quasi interamente distrutta…Secondo la relazione allegata alla lettera del viceré del 14 maggio, la scossa dell’11 gennaio causò la completa distruzione della città provocando 11.964 (63%) morti su una popolazione totale di circa 19.000 abitanti»
Siracusa IX 3.500/15.400 (22,7%)
Ragusa X 5.045/9.950 (50,7%)
Catania X 11.964/19.000 (63%)
1693
Me 7.4
Noto Antica X-XI 3.000/12.000 (25%)
Augusta X 1.840/6.000 (30,7%)
n. 56.957 morti
in n. 58 centri abitati di cui:
n. 52.865 morti (pari al 22,9% di n. 230.477 abitanti residenti)
in n. 42 centri abitati.
Alcuni esempi:
Petrolchimico PRIOLO
(298.994)
(116.364)
(34.638)
(73.087)
(n. abitanti residenti al 2022):
Clic su:
Comiso
1875 03 17 Costa romagnola
1916 05 17 Riminese
1916 06 16 Riminese
1916 08 16 Riminese
1308 01 25 Rimini
1786 12 25 Riminese
1672 04 14 Riminese
1930 10 30 Senigallia
2022 11 09 Mw 5.5 De 5 Km
Costa marchigiana-pesarese
1483-08-11 Romagna
1308
1875
Principali terremoti storici settore riminese
Camillo Morigia
Giuseppe Valadier
1672
http://emidius.mi.ingv.it/DBMI11/
consultazione per terremoto
La memoria del terremoto: il sisma di Ferrara del 1570 (pdf 2.04 MB),
un testo dell’epoca e due articoli, di E. Guidoboni – M. Folin e di P. Rumiz, rispettivamente estratti da: Ferrara. Voci di una città – dic. 2010 e da la Repubblica – 9 ago. 2015
Pirro Ligorio
«Libro, o Trattato de’ diversi terremoti»
Pianta e facciata di una casa antisismica
«Libro di diversi terremoti, ed. 2006, E.Guidoboni»
«Terremoti e città, E.Guidoboni, in L’Italia dei Disastri, 2014»
Difendersi dai terremoti:
«un dovere dell’intelletto umano»
IL TERREMOTO DEL MUGELLO DEL 1542 in un raro opuscolo dell’epoca (pdf 8,20 MB), F.Bellandi – D.E. Rhodes, Borgo S. Lorenzo, Comunità Montana zona ‘E’, 1987
Fate presto: le emergenze nelle prime pagine
Volume I (1980-1996) Volume II (1997-2007)
Autori: S. Castenetto – M. Sebastiano
UN ESEMPIO:
I terremoti del 1831 (9.11) ➗ 1832 (3.13)
in pianura padana emiliana
15 marzo 1832
14 marzo 1832
L’interpretazione del potere costituito
I rivoluzionari risorgimentali ritenuti «responsabili» morali del terremoto: titolo di paragrafo a p. 352 di E.Guidoboni e C.Ciuccarelli, viaggio nelle aree sismiche liguria, basso piemonte, toscana, emilia romagna – coste e appennino dal I secolo a.C. al 2000,
DPC-2007, seconda edizione ampliata (prima edizione 2001)
TERREMOTO:
EVENTO NATURALE
ED EVENTO SOCIALE
Scansione di documenti presso Archivio di Stato di Modena (pdf, 3,83 MB)
La B.V. delle Grazie
preserva FAENZA dai danni del terremoto
Ignoto autore sec. XVIII, 1781 Olio su rame
Faenza, Archivio della Confraternita
Dipinto, custodito nel Museo Civico di Mirandola
“Madonna con Bambino in gloria con San Felice Cappuccino e San Francesco Solano”, sullo sfondo si intravedono edifici vacillanti.
Pala d’altare, donata dalla famiglia Forni alla chiesa di San Francesco come ex voto, dopo il terremoto del 15 dicembre 1571
”In giorno di martedì verso le ore 24 ½ (sic) successe una grande scossa di terremoto che spaventò tutto il popolo di Carpi”.
E a FORLÌ ? …
la Madonna del Fuoco
E a CERVIA ? .… San Rogato
E a SCARPERIA ?
Madonna del Terremoto:
dipinto ex voto (di F. Raibolini, detto il Francia) dopo i terremoti nel bolognese del 1504-1505, conservato in Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio.
Cartiglio alla base:
MENTRE IL TERREMOTO ROVINAVA TUTTO, IL SIGNORE E I CONSOLI POSERO L’IMMAGINE DELLA VERGINE MADRE DI DIO PER LA CITTA’ PRESERVATA
Sant’Emidio, patrono di Ascoli, Marche….e Rimini.
Nel gennaio-febbraio 1703 l’Italia Centrale fu colpita da fortissimi terremoti che causarono la quasi totale distruzione di molte località umbre, laziali e abruzzesi (tra cui Norcia, Amatrice e L’Aquila). Le Marche, e Ascoli in particolare, subirono invece solo danni lievi: ciò fu interpretato dalla comunità ascolana come segno di una particolare intercessione del suo patrono. Anche a Rimini, circa un mese dopo il terremoto del 25 dicembre 1786, venne deciso pubblicamente come santo protettore Sant’Emidio, vescovo di Ascoli, considerato particolarmente efficace per proteggere dal terremoto.
30 Agosto 2016
Mons. Domenico Pompili Vescovo di Rieti:
"Non uccide il sisma ma opere dell'uomo"
Radio Maria:
"Il terremoto è colpa delle unioni civili"
MA il 4 novembre 2016
con validità estesa fino al 1981÷1984
CLASSIFICAZIONE 1981-1984
La proposta P.F.G. – C.N.R. 1981
Accumoli 1927
Amatrice 1915
Norcia 1962
Arquata del T. 1983
L’Aquila 1915
PAOLO RUMIZ
Rimini
Zona 2 (1927)
N.C. 1938_1983
P
E
V
Pb
Sintesi grafica degli elementi che determinano il Rischio Sismico (INGV faq-domande-frequenti)
Condizione sito rigido e orizzontale
Amplificazione stratigrafica
Amplificazione topografica
Pl
*
Approccio consapevole è chiedersi:
che cosa RISCHIO? quanto RISCHIO?
IL RISCHIO NON È MAI NULLO!
MA SI PUÒ E SI DEVE RIDURRE! Come ?
intervenendo sulle vulnerabilità V
con idonee priorità !!!
R = P E V
I FATTORI DEL RISCHIO SISMICO R
*
*
Google maps 2018
Google maps 2018
VULNERABILITA’
ESPOSIZIONE
Blog 2012 di Federica Piersimoni
«Questo post doveva uscire a dicembre 2011, poi ho iniziato a tentennare, ho pensato che forse non è sempre bene dire quello che si pensa e si sa, non è sempre bene fare ricerche.. …..» Ora mi sento male per aver tardato e per aver sprecato così tanto tempo…»
Terremoto in Abruzzo 6 aprile 2009 (ML = 5.9; Mw = 6.3)
Due località: entrambe valutate con effetti di IX MCS
1916
Il Terremoto a Rimini, Quello che non sai della Riviera del Divertimento
La stessa pericolosità, gli stessi livelli di scuotimento,
ma esiti tragicamente diversi, a meno di 30 km di distanza
Ce lo hanno mostrato chiaramente i terremoti del 2016
Norcia, dopo il 30 ottobre: VIII-IX grado MCS
Amatrice, dopo il 24 agosto: XI grado MCS
In Italia i disastri sismici
sono soprattutto legati alla forte vulnerabilità del costruito più che ai livelli di scuotimento
Cosa può spiegare questa forte differenza
nella risposta sismica di queste due località?
La risposta è ovvia e unanime:
la qualità dell’edificato, dunque la sua vulnerabilità