Indiana University
Bologna Consortial Studies Program – spring 2025
Storia della cultura italiana del XX secolo
Anna Scalfaro
Dipartimento delle Arti
Opera lirica italiana
L’Opera lirica (o melodramma, o teatro musicale) è un genere teatrale e musicale fatto di azione scenica, musica e canto.
L'Italia è considerata la patria dell’Opera lirica.
Opera lirica italiana
Il testo letterario cantato si chiama «libretto».
I cantanti sono accompagnati dall'orchestra.
L'opera è divisa in ‘numeri’: brani musicali che possono essere cantati da una sola persona (arie, ariosi, romanze, cavatine, cabalette) o da più persone (duetti, trii, quartetti, concertati).
Opera lirica italiana
L’Opera lirica nasce nel XVI secolo e si sviluppa per quattro secoli.
Dopo la metà del XX secolo, la produzione di opere liriche diminuisce, perché si affermano nuove forme di intrattenimento e di spettacolo: cinema, radio, televisione...
Opera lirica italiana
Compositori famosi di Opere liriche sono:
Gioachino Rossini (Pesaro 1792 - Passy 1868)
Vincenzo Bellini (Catania 1801 - Puteaux 1835)
Gaetano Donizetti (Bergamo 1797 - 1848)
Giuseppe Verdi (Le Roncole 1813 - Milano 1901)
Giacomo Puccini (Lucca 1858 - Bruxelles 1924)
L’Opera lirica verista
Fra fine Ottocento e primo Novecento si parla di Opera lirica verista. I maggiori compositori sono:
Pietro Mascagni (Livorno 1863 - Roma 1945)
Ruggero Leoncavallo (Napoli 1857 - Montecatini 1919)
Umberto Giordano (Foggia 1867 - Milano 1948)
Francesco Cilea (Palmi 1866 - Varazze 1950)
Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 – Bruxelles, 29 novembre 1924)
Questi compositori si orientano per le loro opere verso soggetti di tipo realista o verista.
L’Opera lirica verista
L'Opera lirica verista ha le sue origini
- nel movimento letterario internazionale del «naturalismo» (Èmile Zola);
- nel movimento letterario italiano del «verismo» (Giovanni Verga).
Gli scrittori veristi, come Verga, trattavano temi legati alla vita della povera gente, della gente comune, cioè temi che fino ad allora non erano stati considerati adatti alla letteratura.
L’Opera verista
Una novella di Verga, intitolata Cavalleria rusticana, divenne il soggetto di un’Opera lirica di Mascagni.
Rappresentata per la prima volta il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma, Cavalleria rusticana di Mascagni è considerata la prima Opera del verismo musicale.
Seguirono altre opere molto note come:
Pagliacci di Leoncavallo, rappresentata al Teatro Dal Verme di Milano il 21 maggio 1892;
Tosca di Puccini, rappresentata al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900.
L’Opera verista
Le Opere veriste non si concentrano su divinità, figure mitologiche, re o regine, ma su uomini e donne comuni, sui loro problemi, soprattutto sentimentali.
Quali sono le caratteristiche della ‘verità’ in musica?
L'opera è realista solo per il soggetto letterario o per particolari scelte musicali?
E come la musica rappresenta le ‘vere’ passioni, i ‘veri’ problemi degli uomini e delle donne dell’Italia del primo Novecento?
Opera verista: caratteristiche
Musica
- Assenza di numeri rigidamente chiusi
- Le melodie sono raramente simmetriche e regolari
- La vocalità tende al parlato, all'urlo, nei momenti di maggiore tensione drammatica
- Ampio uso della musica di scena, in funzione 'coloristica', di ambientazione (citazione di canzoni popolari)
- Orchestra che commenta, riprendendo le melodie dei cantanti (come se fosse il narratore del romanzo a commentare le azioni dei personaggi)
Cavalleria rusticana
Cavalleria rusticana (1890) è un'opera in un atto.
Musica di Pietro Mascagni. Libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, basato sull'omonima novella di Giovanni Verga.
Nel 1888 l’editore milanese Sonzogno bandì un concorso aperto ai giovani compositori italiani. I partecipanti dovevano scrivere un'opera in un atto; le tre migliori produzioni sarebbero state rappresentate a Roma a spese di Sonzogno.
Cavalleria rusticana
Mascagni, che all'epoca viveva a Cerignola, dove dirigeva la banda locale, partecipò all'ultimo momento, scrivendo l'opera in soli due mesi.
Cavalleria rusticana vinse insieme ad altre due opere di altri due compositori. Ma se queste ultime sono state dimenticate, Cavalleria ebbe un successo strepitoso fin dalla prima rappresentazione, e continua ad averlo oggi.
Cavalleria rusticana: personaggi principali
Cavalleria rusticana: plot
Turiddu si era promesso a Lola. Ma poi è partito per il servizio militare, che è durato a lungo.
Lola, stanca di aspettare, sposa Alfio.
Quando Turiddu torna a Vizzini, per ripicca si fidanza con Santuzza.
Ma Turiddu e Lola ricominciano a frequentarsi.
Turiddu tradisce Santuzza
Lola tradisce Alfio.
Santuzza e Alfio sospettano e alla fine arrivano a capire la verità.
Alfio sfida Turiddu a duello.
Turiddu muore.
Cavalleria rusticana: struttura
Atto unico
Esempi Musicali
Ascoltate il numero Siciliana O Lola, bianca come fior di spino / O Lola c'hai di latti la cammisa (Turiddu), sia nella versione teatrale sia nella versione filmica, per cogliere caratteristiche e differenze
https://www.youtube.com/watch?v=6KbUzc617ps (4.05)
https://www.youtube.com/watch?v=arqnoxvtzZ4 (2.34)
Pagliacci di Leoncavallo
Pagliacci è un’opera in due atti su libretto e musica di Ruggero Leoncavallo.
Fu rappresentata per la prima volta al Teatro dal Verme di Milano il 21 gennaio 1892.
Viene spesso rappresentata insieme a Cavalleria rusticana di Mascagni, con la quale è considerata una delle opere più rappresentative del verismo.
Pagliacci
Leoncavallo disse che l’opera era ispirata a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, dove il compositore aveva vissuto. Il suo tutore, Gaetano Scavello, aveva una relazione con una donna del luogo, di cui si era innamorato anche un signore di nome Luigi D'Alessandro. Quest'ultimo, geloso della donna e pubblicamente insultato dal tutore, la notte del 5 marzo 1865 accoltellò Scavello all'uscita di un teatro. Prima di morire, la vittima fece i nomi degli assassini, che furono condannati dal padre stesso del Leoncavallo, che era un magistrato.
Pagliacci: personaggi
Pagliacci: plot
La piccola compagnia teatrale itinerante composta da Canio, sua moglie Nedda e i due comici Tonio e Beppe, arriva in un piccolo paese del sud Italia per mettere in scena una commedia.
Canio non sospetta che la moglie, molto più giovane, lo tradisca con Silvio, un contadino del luogo, ma Tonio, fisicamente deforme, che ama Nedda ed è respinto da lei, lo avverte del tradimento.
Pagliacci: plot
Canio scopre i due amanti che si promettono amore, ma Silvio fugge senza farsi vedere in faccia.
L'uomo vorrebbe scagliarsi contro la moglie, ma arriva Beppe a sollecitare l'inizio della commedia perché il pubblico sta aspettando. Canio non può fare altro, nonostante l'angoscia, che truccarsi e prepararsi allo spettacolo (Vesti la giubba).
Pagliacci: plot
Canio/Pagliaccio deve recitare la parte del marito tradito, ma la realtà ha il sopravvento sulla finzione (No, Pagliaccio non son) e riprende il discorso interrotto poco prima, rimproverando Nedda/Colombina per la sua ingratitudine.
La donna, intimorita, cerca di mantenere un tono comico.
Gli spettatori, dapprima attratti dalla trasformazione della farsa in dramma, si rendono conto troppo tardi che ciò che stanno vedendo non è più una finzione. Di fronte al rifiuto di Nedda di dire il nome del suo amante, Canio pugnala a morte lei e poi Silvio, che si trova in platea ed è accorso sul palco per aiutarla.
Pagliacci: brani famosi
Pagliacci: Vesti la giubba
Recitar! Mentre preso dal delirio,�non so più quel che dico,�e quel che faccio!�Eppur è d'uopo, sforzati!�Bah! Sei tu forse un uom?�Tu se' Pagliaccio!��Vesti la giubba e la faccia infarina.�La gente paga, e rider vuole qua.�E se Arlecchin t'invola Colombina,�ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà!�Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto�in una smorfia il singhiozzo e 'l dolor, Ah!��Ridi, Pagliaccio,�sul tuo amore infranto!�Ridi del duol, che t'avvelena il cor!
Act! While in delirium,�I no longer know what I say,�or what I do!�And yet it's necessary. Force yourself!�Bah! Are you even a man?�You are a clown!��Put on your costume and powder your face.�The people are paying, and they want to laugh here.�And if Harlequin steals away your Columbina,�laugh, clown, and all will applaud!�Turn your distress and tears into jokes,�your pain and sobs into a smirk, Ah!��Laugh, clown,�at your broken love!�Laugh at the grief that poisons your heart!
Pagliacci: ascolto di Vesti la giubba
Ascolta il brano con davanti il libretto e cerca di cogliere le parti differenti:
https://www.youtube.com/watch?v=JEcibYtcdZQ (43.00)
Tosca di Puccini, libretto di Giacosa e Illica, dal dramma di Sardou
La storia è ambientata a Roma nel 1800. Floria Tosca è una celebre cantante innamorata del pittore Mario Cavaradossi. Mario aiuta un prigioniero politico evaso, Angelotti, attirando l’attenzione del capo della polizia, il crudele Scarpia.
Scarpia desidera Tosca e usa la situazione per ricattarla: farà salvare Mario dalla condanna a morte solo se lei si concederà a lui. Tosca, disperata, accetta ma poi uccide Scarpia.
Convinta di aver salvato Mario grazie a una finta esecuzione, scopre troppo tardi che l’esecuzione è reale e Mario muore davvero. Disperata e braccata, Tosca si suicida gettandosi da Castel Sant’Angelo.
È una tragedia intensa fatta di amore, gelosia, potere e sacrificio.
https://www.youtube.com/watch?v=NLR3lSrqlww
https://www.youtube.com/watch?v=IR1TOAmfBM8 (1.43 min.)
Vissi d’arte
Vissi d'arte, vissi d'amore,�non feci mai male ad anima viva!�Con man furtiva�quante miserie conobbi, aiutai.�Sempre con fe' sincera,�la mia preghiera�ai santi tabernacoli salì.�Sempre con fe' sincera�diedi fiori agli altar.� | Nell'ora del dolore�perché, perché Signore,�perché me ne rimuneri così?�Diedi gioielli�della Madonna al manto,�e diedi il canto�agli astri, al ciel, che ne ridean più belli.�Nell'ora del dolore,�perché, perché Signore,�perché me ne rimuneri così? |
Opera verista
Dal punto di vista musicale, le opere veriste hanno queste caratteristiche generali:
- presenza di canzoni popolari, musica d'ambiente;
- ruolo importante dell'orchestra che commenta i cantanti;
- assenza di melodie molto cantabili e orecchiabili; tendenza al parlato, al grido;
- vocalità sforzata.
Puccini - Turandot
Turandot un’opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta dal compositore Giacomo Puccini e in seguito completata da Franco Alfano.
La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini.
Si narra che Toscanini abbia fermato la rappresentazione a metà del terzo atto, dopo il verso «Dormi, oblia, Liù, poesia!», ossia dopo l'ultima pagina completata da Puccini e, rivolgendosi al pubblico, avrebbe detto: «Qui termina la rappresentazione, perché a questo punto il maestro è morto».
Puccini Turandot – personaggi principali
Turandot, principessa (soprano drammatico)
Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore)
Timur, re tartaro spodestato (basso)
Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore drammatico)
Liù, giovane schiava, guida di Timur (soprano lirico)
Ping, Gran Cancelliere (baritono)
Pang, Gran Provveditore (tenore)
Pong, Gran Cuciniere (tenore)
Un Mandarino (baritono)
Il Principe di Persia (tenore)
Puccini Turandot - plot
L’opera è ambientata in una Pechino fiabesca e ruota attorno alla principessa Turandot, una donna fredda e crudele che rifiuta l’amore. Per vendicare un’antenata violata, ha imposto una legge:�chiunque voglia sposarla deve risolvere tre enigmi, pena la morte.
Molti principi hanno tentato — e sono stati giustiziati.
Arriva in città Calaf, un principe straniero in esilio, che riconosce tra la folla il padre cieco Timur e la giovane schiava Liù, segretamente innamorata di lui. Nonostante gli avvertimenti e il rischio mortale, Calaf resta folgorato dalla bellezza di Turandot e decide di affrontare la prova.
Calaf riesce incredibilmente a risolvere tutti e tre gli enigmi, vincendo il diritto di sposarla.�Ma Turandot, terrorizzata dall’idea di cedere all’amore, implora di non essere costretta.
Puccini Turandot - plot
Calaf, invece di imporre il matrimonio, propone una sfida opposta:�se Turandot scoprirà il suo nome entro l’alba, lui accetterà di morire.
Turandot ordina che nessuno dorma finché il nome dello straniero non sarà scoperto (“Nessun dorma”).�Liù viene catturata perché sospettata di conoscere la verità. Torturata, si sacrifica suicidandosi pur di non rivelare il nome, dimostrando un amore puro e disinteressato — in netto contrasto con la freddezza di Turandot.
Colpita dal sacrificio di Liù e dall’insistenza di Calaf, Turandot vacilla.�Calaf allora rivela spontaneamente il proprio nome, mettendo la propria vita nelle sue mani. Di fronte a questo gesto e alla forza dell’amore, Turandot si trasforma: dichiara pubblicamente di conoscere il nome dello straniero — “Amore” — accettandolo come sposo.
Puccini Turandot
Come primo enigma, la principessa descrive un’entità che nasce ogni notte e muore ogni giorno, alimentando l'animo umano nell'oscurità: Calaf risponde correttamente identificando la Speranza; Turandot espone il secondo enigma, descrivendo qualcosa che guizza come una fiamma, è calda e vivida quando si pensa alla vittoria ma si raffredda con la morte o la perdita di slancio: anche qui Calaf individua la soluzione, rispondendo Sangue; l’ultimo quesito, infine, descrive un paradosso, un "gelo che dà fuoco" e che diventa ancora più freddo se riceve calore: Calaf comprende che l'enigma si riferisce alla principessa stessa e risponde Turandot.
Signore ascolta – romanza di Liù
Signore, ascolta!�Ah, signore, ascolta!�Liù non regge più!�Si spezza il cuor!�Ahimè, quanto cammino�col tuo nome nell'anima,�col nome tuo sulle labbra!
Ma se il tuo destino,�doman, sarà deciso,�noi morrem sulla strada dell'esilio!�Ei perderà suo figlio…�io l'ombra d'un sorriso!
Liù non regge più!�Ah, pietà!
https://www.youtube.com/watch?v=lDMEmYuDmFE
Turandot – Nessun Dorma (Calaf)
Nessun dorma�Tu pure, o Principessa�Nella tua fredda stanza�Guardi le stelle�Che tremano d'amore�E di speranza � | Ma il mio mistero è chiuso in me�Il nome mio nessun saprà, no, no�Sulla tua bocca lo dirò Quando la luce splenderà�Ed il mio bacio scioglierà�Il silenzio che ti fa mia Dilegua, o notte�Tramontate, stelle�Tramontate, stelle�All'alba vincerò�Vincerò�Vincerò |
La tonalità
La tonalità è un modo di comporre musica, basato su regole che ordinano le note in una gerarchia di rapporti di tensione e distensione.
Possiamo intendere la tonalità come un modo "teleologico" di organizzare la musica, in cui tutti i suoni tendono verso un suono principale chiamato "tonica". La musica tonale, quindi, consiste in un discorso fortemente indirizzato verso una conclusione chiara e inequivocabile.
Nella Storia della Musica, per "tonale" si intende il periodo compreso tra l'inizio del XVII secolo e la fine del XIX secolo.
Avanguardia musicale
Le radici dell'avanguardia si trovano nella musica romantica della seconda metà dell'Ottocento e in particolare in alcuni musicisti che misero in discussione la tonalità.
Mozart, Sonata K 545
https://www.youtube.com/watch?v=1vDxlnJVvW8
Schoenberg, Suite per piano op. 25
https://www.youtube.com/watch?v=bQHR_Z8XVvI
Arnold Schoenberg
Arnold Schoenberg è stato il più importante rappresentante dell'avanguardia musicale del primo Novecento. Ha ideato un nuovo linguaggio musicale, la dodecafonia, che sostituisce la tonalità.
Le avanguardie successive si ispirarono tutte a Schoenberg e alla dodecafonia.
Schönberg e la dodecafonia
Intorno agli anni Venti del Novecento Schoenberg sviluppò la dodecafonia, una tecnica di composizione musicale basata sull'equivalenza delle dodici altezze che costituiscono la scala temperata. Nessuna delle dodici altezze ha un ruolo predominante.
Una composizione dodecafonica si basa interamente su una serie di dodici altezze, correlate solo tra loro. Le composizioni dodecafoniche sono molto dissonanti, poiché non cercano la "bellezza" ma la verità.
La prima composizione di Schoenberg basata su un'unica serie dodecafonica è la Suite op. 25 per pianoforte. https://www.youtube.com/watch?v=bQHR_Z8XVvI
Avanguardie musicali in Italia
Luigi Dallapiccola (Pisino, 3 febbraio 1904 - Firenze, 19 febbraio 1975) è stato un compositore e pianista italiano.
Fu tra i primi in Italia a utilizzare la dodecafonia di Schoenberg a partire dagli anni Trenta. Tuttavia, le sue composizioni sono molto più eufoniche e piacevoli di quelle di Schoenberg. È chiamata dodecafonia all'italiana.
Luigi Dallapiccola
Dallapiccola nasce a Pisino (Trentino). Trascorse l'infanzia nella sua città natale, mentre in seguito fu a Graz, con la famiglia internata durante la Prima Guerra Mondiale.
Al termine del conflitto, a Pisino iniziò gli studi musicali. Scopre, nel 1921, il "Manuale di armonia" di Arnold Schönberg, un incontro che segnerà profondamente tutta la sua vita. Insegnò tutta la vita al Conservatorio di Firenze «pianoforte complementare».
Reagì con fermezza alle leggi razziali del 1938. Nello stesso anno scrisse i Canti di prigionia, seguiti poi dall'opera Il Prigioniero.
Luigi Dallapiccola
Nel dopoguerra la sua fama internazionale crebbe in tutta Europa e in America, dove tra l'altro fu invitato a tenere masterclass a Tanglewood, al Queens College di New York, all'Università della California e altrove. Nel 1949 a Milano fu uno degli organizzatori del "Primo congresso internazionale di musica dodecafonica", insieme a Riccardo Malipiero e a colleghi più giovani come Camillo Togni e Bruno Maderna.
Liriche greche - Cinque frammenti di Saffo
Liriche greche è la prima composizione dodecafonica di Dallapiccola (1940-45). Si compone di tre cicli:
Cinque frammenti di Saffo (1942)
Due liriche di Anacreonte (1945)
Sex Carmina Alcaei (1943)
Cinque frammenti di Saffo (tre)
https://www.youtube.com/watch?v=qVfWQrA5O-g
N. 1 - Vespro tutto riporti�Vespro, tutto riporti�quanto disperse la lucente aurora:�riporti la pecora,�riporti la capra,�riporti il figlio alla madre.
N. 4 - Piena splendeva la luna (5.20)�Piena splendeva la luna�quando presso l'altare si fermarono:�e le Cretesi con armonia�sui piedi leggeri cominciarono,�spensierate, a girare intorno all'ara�sulla tenera erba appena nata.�N. 5 - Io lungamente (7.00)�Io lungamente�ho parlato in sogno con Afrodite
Canti di prigionia
I Canti di prigionia furono composti tra il 1938 e il 1941. Si tratta di un trittico formato dalla Preghiera di Maria Stuarda (O domine Deus! Speravi in Te) per voci e strumenti, dall'Invocazione di Boezio (Felix qui potuit boni fontem visere lucidum) per voci femminili e strumenti e dal Congedo di Girolamo Savonarola (Premat mundus, insurgant hostes, nihil timeo) per voci e strumenti. Si tratta di canti intensamente drammatici: un ultimo messaggio di tre prigionieri condannati a morte. Appartengono alla cosiddetta "musica di protesta", che esprime i valori della Resistenza.
Per 2 pianoforti, 2 arpe, 6 timpani, xilofono, vibrafono, campane e tamburi, coro.
PREGHIERA DI MARIA STUARDA
�O Domine Deus! Speravi in Te�O care mi Jesu! Nunc libera me�In dura catena, in misera poena�Languendo, gemendo et genuflectendo desidero Te.�Adoro, imploro ut liberas me.
https://www.youtube.com/watch?v=VnP23BzYKe0&t=36s
Preghiera di Maria Stuarda
La prima parte, Preghiera di Maria Stuarda, si divide in una Introduzione strumentale e nel canto sulle parole della regina cattolica di Scozia, che Dallapiccola trae dalla biografia di Stefan Zweig. Le note iniziali del «Dies irae» sono contrappuntate dalla serie dei dodici suoni in un impulso ascensionale progressivo che prepara l'entrata del coro. Essa avviene all'inizio con il parlato senza timbro, cui segue il canto intonato a bocca chiusa, quello vocalizzato e quello spiegato, sul discorso intrecciato di imitazioni dell'accompagnamento strumentale.
Luciano Berio
Luciano Berio (Imperia, 24 ottobre 1925 - Roma, 27 maggio 2003) è stato un compositore italiano tra i più importanti dell'avanguardia europea.
Luciano Berio nasce nel 1925 a Oneglia (Liguria).
Durante la Seconda guerra mondiale viene chiamato alle armi, ma il primo giorno si ferisce alla mano mentre impara ad armare una pistola.
Dopo la guerra, Berio studia al Conservatorio di Milano con Giulio Cesare Paribeni e Giorgio Federico Ghedini.
Luciano Berio
Luciano Berio (Imperia 1925 - Roma 2003) è stato uno dei più importanti compositori della seconda avanguardia musicale. Ha scritto anche per un gran numero di ensemble. Ha spaziato dalla musica seriale alla musica elettronica al gestualismo; ha rielaborato forme musicali del passato e del presente, ha creato e condotto per la RAI una delle trasmissioni musicali più popolari degli anni Settanta (C'è musica & musica).
Folk Songs (1964), arrangiamenti di canzoni popolari della tradizione orale di diversi Paesi (Stati Uniti, Armenia, Italia, Francia, Azerbajan).
https://www.youtube.com/watch?v=fIYQbNB1Om0 (4 minuti, 10)
Berio e The Beatles
Michelle I per voce e 3 strumenti: 2 fl, hpsd o fl, ob, hpsd (2’)
Michelle II per voce e 7 strumenti (arrangiamento alternativo): fl, cl, hp, vln vla, vc, cb (2’)
https://www.youtube.com/watch?v=_LPgPzAmc94
Ticket to Ride per voce e 8 strumenti: fl, ob, tpt, hpsd, vln, vla, vc, cb (2’)
https://www.youtube.com/watch?v=yHywqI69Ej8
Yesterday per voce e 3 strumenti: fl, hpsd, vc (2’) https://www.youtube.com/watch?v=iyc5Gs6ZVK0
Anna Scalfaro
Dipartimento delle Arti
anna.scalfaro@unibo.it
www.unibo.it