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Indiana University

Bologna Consortial Studies Program – spring 2026

Storia della cultura italiana del XX secolo

Anna Scalfaro

Dipartimento delle Arti

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Opera verista

In Italia, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento (fino agli anni Venti), si sviluppò un nuovo tipo di opera, chiamata Opera verista.

Dal punto di vista letterario, l'Opera verista si caratterizza per la scelta di soggetti ‘poveri, ‘comuni, tratti dalla vita quotidiana, per una maggiore crudezza dei temi; le passioni sono spesso presentate in modo crudo e realistico.

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Opera verista

Dal punto di vista musicale, le opere veriste hanno queste caratteristiche generali:

- presenza di canzoni popolari, musica d'ambiente;

- ruolo importante dell'orchestra che commenta i cantanti;

- assenza di melodie molto cantabili e orecchiabili; tendenza al parlato, al grido;

- vocalità sforzata.

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Il Tabarro di Puccini

Il Tabarro è un'opera in un atto di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami, tratto da Houppelande di Didier Gold.

La prima ebbe luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan di New York.

Fa parte del Trittico (con altre due opere: Suor Angelica e Gianni Schicchi).

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Il Tabarro

Nel corso dei decenni, pur non diventando mai un'opera popolare, Il Tabarro si è guadagnato un posto di tutto rispetto tra le opere di Puccini. L’assenza di melodie facili, di quelle che colpiscono immediatamente l'orecchio, è compensata da un'estrema densità drammatica e compositiva.

Puccini lavora soprattutto su Leitmotiv di poche note.

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Il Tabarro

Presenta molte caratteristiche dell'opera verista.

L’azione si svolge nei bassifondi di Parigi, sulle rive della Senna, tra i portuali e le donne del popolo.

La più cupa delle opere di Puccini è imperniata sull'idea del tempo che passa, incarnato metaforicamente dall'ora del tramonto, dalla stagione autunnale e soprattutto dal lento e inesorabile scorrere del fiume, attorno al quale si sviluppa l'intera vicenda.

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Il Tabarro: personaggi

  • Michele, padrone della chiatta, 50 anni (baritono)
  • Luigi, scaricatore, 20 anni (tenore)
  • Il «Tinca», scaricatore, 35 anni (tenore)
  • Il «Talpa», scaricatore, 55 anni (basso)
  • Giorgetta, moglie di Michele, 25 anni (soprano)
  • La Frugola, moglie del «Talpa», 50 anni (mezzosoprano)
  • Un venditore di canzonette (tenore)
  • Due amanti (soprano, tenore)
  • Scaricatori, Midinettes (coro)

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Il Tabarro: plot

1910: è il tramonto. Sulla Senna è ancorata una vecchia barca, che viene comandata da Michele. Michele, sposato con la giovane Giorgetta, sospetta che la moglie lo tradisca. Il sospetto è fondato. Giorgetta è innamorata di Luigi, un giovane scaricatore di porto, che ogni notte accende una lampada per mandare un segnale alla sua amante.

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Il Tabarro: plot

Michele cerca di risvegliare nell'animo della moglie la passione di un tempo, stringendola fra le braccia, ma la moglie si ritira. Giorgetta spera infatti che il marito si addormenti per poter incontrare Luigi. Michele prepara però un agguato a Luigi. Lo afferra per la gola, lo costringe a confessare il suo amore e lo strangola.

Poi Michele avvolge il corpo di Luigi nel suo tabarro. Giorgetta torna, ma quando si avvicina a Michele, questi apre il tabarro, lasciando cadere a terra il corpo di Luigi.

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Il Tabarro: brani famosi e ascolto

  • Hai ben ragione! meglio non pensare ("tirata" di Luigi)
  • È ben altro il mio sogno (romanza di Giorgetta)
  • Nulla! Silenzio! (romanza di Michele, nella prima versione: Scorri, fiume eterno)

Ascolta e guarda il brano finale, per cogliere l’atmosfera cupa, drammatica e tragica

  • https://www.youtube.com/watch?v=_MEvB0my8QE (48.30)

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Puccini - Turandot

Turandot un’opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta dal compositore Giacomo Puccini e in seguito completata da Franco Alfano.

La prima rappresentazione ebbe luogo al Teatro alla Scala di Milano il 25 aprile 1926, sotto la direzione di Arturo Toscanini.

Si narra che Toscanini abbia fermato la rappresentazione a metà del terzo atto, dopo il verso «Dormi, oblia, Liù, poesia!», ossia dopo l'ultima pagina completata da Puccini e, rivolgendosi al pubblico, avrebbe detto: «Qui termina la rappresentazione, perché a questo punto il maestro è morto».

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Puccini Turandot – personaggi principali

Turandot, principessa (soprano drammatico)

Altoum, suo padre, imperatore della Cina (tenore)

Timur, re tartaro spodestato (basso)

Calaf, il Principe Ignoto, suo figlio (tenore drammatico)

Liù, giovane schiava, guida di Timur (soprano lirico)

Ping, Gran Cancelliere (baritono)

Pang, Gran Provveditore (tenore)

Pong, Gran Cuciniere (tenore)

Un Mandarino (baritono)

Il Principe di Persia (tenore)

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Puccini Turandot - plot

L’opera è ambientata in una Pechino fiabesca e ruota attorno alla principessa Turandot, una donna fredda e crudele che rifiuta l’amore. Per vendicare un’antenata violata, ha imposto una legge:�chiunque voglia sposarla deve risolvere tre enigmi, pena la morte.

Molti principi hanno tentato — e sono stati giustiziati.

Arriva in città Calaf, un principe straniero in esilio, che riconosce tra la folla il padre cieco Timur e la giovane schiava Liù, segretamente innamorata di lui. Nonostante gli avvertimenti e il rischio mortale, Calaf resta folgorato dalla bellezza di Turandot e decide di affrontare la prova.

Calaf riesce incredibilmente a risolvere tutti e tre gli enigmi, vincendo il diritto di sposarla.�Ma Turandot, terrorizzata dall’idea di cedere all’amore, implora di non essere costretta.

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Puccini Turandot - plot

Calaf, invece di imporre il matrimonio, propone una sfida opposta:�se Turandot scoprirà il suo nome entro l’alba, lui accetterà di morire.

Turandot ordina che nessuno dorma finché il nome dello straniero non sarà scoperto (“Nessun dorma”).�Liù viene catturata perché sospettata di conoscere la verità. Torturata, si sacrifica suicidandosi pur di non rivelare il nome, dimostrando un amore puro e disinteressato — in netto contrasto con la freddezza di Turandot.

Colpita dal sacrificio di Liù e dall’insistenza di Calaf, Turandot vacilla.�Calaf allora rivela spontaneamente il proprio nome, mettendo la propria vita nelle sue mani. Di fronte a questo gesto e alla forza dell’amore, Turandot si trasforma: dichiara pubblicamente di conoscere il nome dello straniero — “Amore” — accettandolo come sposo.

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Signore ascolta – romanza di Liù

Signore, ascolta!�Ah, signore, ascolta!�Liù non regge più!�Si spezza il cuor!�Ahimè, quanto cammino�col tuo nome nell'anima,�col nome tuo sulle labbra! 

Ma se il tuo destino,�doman, sarà deciso,�noi morrem sulla strada dell'esilio!�Ei perderà suo figlio…�io l'ombra d'un sorriso! 

Liù non regge più!�Ah, pietà! 

https://www.youtube.com/watch?v=lDMEmYuDmFE

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Turandot – Nessun Dorma (Calaf)

Nessun dorma�Tu pure, o Principessa�Nella tua fredda stanza�Guardi le stelle�Che tremano d'amore�E di speranza

Ma il mio mistero è chiuso in me�Il nome mio nessun saprà, no, no�Sulla tua bocca lo dirò

Quando la luce splenderà�Ed il mio bacio scioglierà�Il silenzio che ti fa mia

Dilegua, o notte�Tramontate, stelle�Tramontate, stelle�All'alba vincerò�Vincerò�Vincerò

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La tonalità

La tonalità è un modo di comporre musica, basato su regole che ordinano le note in una gerarchia di rapporti di tensione e distensione.

Possiamo intendere la tonalità come un modo "teleologico" di organizzare la musica, in cui tutti i suoni tendono verso un suono principale chiamato "tonica". La musica tonale, quindi, consiste in un discorso fortemente indirizzato verso una conclusione chiara e inequivocabile.

Nella Storia della Musica, per "tonale" si intende il periodo compreso tra l'inizio del XVII secolo e la fine del XIX secolo.

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Avanguardia musicale

Le radici dell'avanguardia si trovano nella musica romantica della seconda metà dell'Ottocento e in particolare in alcuni musicisti che misero in discussione la tonalità.

Mozart, Sonata K 545

https://www.youtube.com/watch?v=1vDxlnJVvW8

Schoenberg, Suite per piano op. 25

https://www.youtube.com/watch?v=bQHR_Z8XVvI

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Arnold Schoenberg

Arnold Schoenberg è stato il più importante rappresentante dell'avanguardia musicale del primo Novecento. Ha ideato un nuovo linguaggio musicale, la dodecafonia, che sostituisce la tonalità.

Le avanguardie successive si ispirarono tutte a Schoenberg e alla dodecafonia.

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Schönberg e la dodecafonia

Intorno agli anni Venti del Novecento Schoenberg sviluppò la dodecafonia, una tecnica di composizione musicale basata sull'equivalenza delle dodici altezze che costituiscono la scala temperata. Nessuna delle dodici altezze ha un ruolo predominante.

Una composizione dodecafonica si basa interamente su una serie di dodici altezze, correlate solo tra loro. Le composizioni dodecafoniche sono molto dissonanti, poiché non cercano la "bellezza" ma la verità.

La prima composizione di Schoenberg basata su un'unica serie dodecafonica è la Suite op. 25 per pianoforte. https://www.youtube.com/watch?v=bQHR_Z8XVvI

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Avanguardie musicali in Italia

Luigi Dallapiccola (Pisino, 3 febbraio 1904 - Firenze, 19 febbraio 1975) è stato un compositore e pianista italiano.

Fu tra i primi in Italia a utilizzare la dodecafonia di Schoenberg a partire dagli anni Trenta. Tuttavia, le sue composizioni sono molto più eufoniche e piacevoli di quelle di Schoenberg. È chiamata dodecafonia all'italiana.

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Luigi Dallapiccola

Dallapiccola nasce a Pisino (Trentino) nel 1904. Trascorse l'infanzia nella sua città natale, mentre in seguito fu a Graz, con la famiglia internata durante la Prima Guerra Mondiale.

Al termine del conflitto, a Pisino iniziò gli studi musicali. Scopre, nel 1921, il "Manuale di armonia" di Arnold Schönberg, un incontro che segnerà profondamente tutta la sua vita. Insegnò tutta la vita al Conservatorio di Firenze «pianoforte complementare».

Reagì con fermezza alle leggi razziali del 1938. Nello stesso anno scrisse i Canti di prigionia, seguiti poi dall'opera Il Prigioniero.

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Luigi Dallapiccola

Nel dopoguerra la sua fama internazionale crebbe in tutta Europa e in America, dove tra l'altro fu invitato a tenere masterclass a Tanglewood, al Queens College di New York, all'Università della California e altrove. Nel 1949 a Milano fu uno degli organizzatori del "Primo congresso internazionale di musica dodecafonica", insieme a Riccardo Malipiero e a colleghi più giovani come Camillo Togni e Bruno Maderna.

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Liriche greche - Cinque frammenti di Saffo

Liriche greche è la prima composizione dodecafonica di Dallapiccola (1940-45). Si compone di tre cicli:

Cinque frammenti di Saffo (1942)

Due liriche di Anacreonte (1945)

Sex Carmina Alcaei (1943)

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Cinque frammenti di Saffo (tre)

https://www.youtube.com/watch?v=qVfWQrA5O-g

N. 1 - Vespro tutto riportiVespro, tutto riportiquanto disperse la lucente aurora:riporti la pecora,riporti la capra,riporti il figlio alla madre.

N. 4 - Piena splendeva la luna (5.20)Piena splendeva la lunaquando presso l'altare si fermarono:e le Cretesi con armoniasui piedi leggeri cominciarono,spensierate, a girare intorno all'arasulla tenera erba appena nata.N. 5 - Io lungamente (7.00)Io lungamenteho parlato in sogno con Afrodite

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Canti di prigionia

I Canti di prigionia furono composti tra il 1938 e il 1941. Si tratta di un trittico formato dalla Preghiera di Maria Stuarda (O domine Deus! Speravi in Te) per voci e strumenti, dall'Invocazione di Boezio (Felix qui potuit boni fontem visere lucidum) per voci femminili e strumenti e dal Congedo di Girolamo Savonarola (Premat mundus, insurgant hostes, nihil timeo) per voci e strumenti. Si tratta di canti intensamente drammatici: un ultimo messaggio di tre prigionieri condannati a morte. Appartengono alla cosiddetta "musica di protesta", che esprime i valori della Resistenza.

Per 2 pianoforti, 2 arpe, 6 timpani, xilofono, vibrafono, campane e tamburi, coro.

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PREGHIERA DI MARIA STUARDA

O Domine Deus! Speravi in TeO care mi Jesu! Nunc libera meIn dura catena, in misera poenaLanguendo, gemendo et genuflectendo desidero Te.Adoro, imploro ut liberas me.

https://www.youtube.com/watch?v=VnP23BzYKe0&t=36s

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Preghiera di Maria Stuarda

La prima parte, Preghiera di Maria Stuarda, si divide in una Introduzione strumentale e nel canto sulle parole della regina cattolica di Scozia, che Dallapiccola trae dalla biografia di Stefan Zweig. Le note iniziali del «Dies irae» sono contrappuntate dalla serie dei dodici suoni in un impulso ascensionale progressivo che prepara l'entrata del coro. Essa avviene all'inizio con il parlato senza timbro, cui segue il canto intonato a bocca chiusa, quello vocalizzato e quello spiegato, sul discorso intrecciato di imitazioni dell'accompagnamento strumentale.

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Luciano Berio

Luciano Berio (Imperia, 24 ottobre 1925 - Roma, 27 maggio 2003) è stato un compositore italiano tra i più importanti dell'avanguardia europea.

Luciano Berio nasce nel 1925 a Oneglia (Liguria).

Durante la Seconda guerra mondiale viene chiamato alle armi, ma il primo giorno si ferisce alla mano mentre impara ad armare una pistola.

Dopo la guerra, Berio studia al Conservatorio di Milano con Giulio Cesare Paribeni e Giorgio Federico Ghedini.

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Luciano Berio

Luciano Berio (Imperia 1925 - Roma 2003) è stato uno dei più importanti compositori della seconda avanguardia musicale. Ha scritto anche per un gran numero di ensemble. Ha spaziato dalla musica seriale alla musica elettronica al gestualismo; ha rielaborato forme musicali del passato e del presente, ha creato e condotto per la RAI una delle trasmissioni musicali più popolari degli anni Settanta (C'è musica & musica).

Folk Songs (1964), arrangiamenti di canzoni popolari della tradizione orale di diversi Paesi (Stati Uniti, Armenia, Italia, Francia, Azerbajan).

https://www.youtube.com/watch?v=fIYQbNB1Om0 (4 minuti, 10)

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Berio e The Beatles

Michelle I per voce e 3 strumenti: 2 fl, hpsd o fl, ob, hpsd (2’)

Michelle II per voce e 7 strumenti (arrangiamento alternativo): fl, cl, hp, vln vla, vc, cb (2’)

https://www.youtube.com/watch?v=_LPgPzAmc94

Ticket to Ride per voce e 8 strumenti: fl, ob, tpt, hpsd, vln, vla, vc, cb (2’)

https://www.youtube.com/watch?v=yHywqI69Ej8

Yesterday per voce e 3 strumenti: fl, hpsd, vc (2’) https://www.youtube.com/watch?v=iyc5Gs6ZVK0

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Anna Scalfaro

Dipartimento delle Arti

anna.scalfaro@unibo.it

www.unibo.it