Dante nella �poesia italiana contemporanea
1 dicembre 2025
Elena Michelini
michelini.elena1@gmail.com
La Commedia
La visione di Dio: �i tre cerchi
Ne la profonda e chiara sussistenza�de l’alto lume parvermi tre giri�di tre colori e d’una contenenza
(Par. 33, 115-117)�
La visione di Dio: l’impossibilità di dire
Omai sarà più corta mia favella,�pur a quel ch’io ricordo, che d’un fante�che bagni ancor la lingua a la mammella.
(Par. 33, 106-108)
Oh quanto è corto il dire e come fioco�al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi,�è tanto, che non basta a dicer ‘poco’.
(Par. 33, 121-123)
�
La visione di Dio: l’impossibilità di dire
Qual è colüi che sognando vede,�che dopo ’l sogno la passione impressa�rimane, e l’altro a la mente non riede,��cotal son io […] (Par. 33, 58-61)
Come chi vede qualcosa in sogno, e quando si sveglia gli resta l’emozione provata e non ricorda altro, ��così sono io
La visione di Dio: l’Incarnazione
La quadratura del cerchio
=
=
?
Pi greco
π = 3,141592…
«lo cerchio per lo suo arco è impossibile a quadrare perfettamente»
(Convivio ii.xii, 26-27)
La quadratura del cerchio
Qual è ’l geomètra che tutto s’affige�per misurar lo cerchio, e non ritrova,�pensando, quel principio ond’ elli indige,��tal era io a quella vista nova:�veder voleva come si convenne�l’imago al cerchio e come vi s’indova
(Par. 33, 133-138)�
π
La fine del poema
ma non eran da ciò le proprie penne:�se non che la mia mente fu percossa�da un fulgore in che sua voglia venne.��A l’alta fantasia qui mancò possa;�ma già volgeva il mio disio e ’l velle,�sì come rota ch’igualmente è mossa,��l’amor che move il sole e l’altre stelle.
(Par. 33, 139-145)
La quadratura del cerchio
?
Antonella Anedda
Geometrie
Davanti alla dismisura delle cose cerco di provvedere,
scendo nel loro baratro. Ogni volta riemergo
con il metro, il compasso, la mente piena di cifre.
Mi struggo per la geometria, mi ostino inutilmente
a calcolare l’area del cubo, del parallelepipedo,
del prisma, nomi di un’aria di cristallo priva di veleno.
È un sogno infantile di teorema,
un innesto di mondo su un segmento di radice.
Se la osservi rimanda a un’equazione, al suo quadrato,
con l’ala dei numeri che svetta su ciò che è smisurato.
Geometrie
Davanti alla dismisura delle cose cerco di provvedere,
scendo nel loro baratro. Ogni volta riemergo
con il metro, il compasso, la mente piena di cifre.
Mi struggo per la geometria, mi ostino inutilmente
a calcolare l’area del cubo, del parallelepipedo,
del prisma, nomi di un’aria di cristallo priva di veleno.
È un sogno infantile di teorema,
un innesto di mondo su un segmento di radice.
Se la osservi rimanda a un’equazione, al suo quadrato,
con l’ala dei numeri che svetta su ciò che è smisurato.
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«un fante / che bagni ancor la lingua a la mammella»
«Qual è ’l geomètra che tutto s’affige»
«Qual è colüi che sognando vede»
Geometrie
«un innesto di mondo su un segmento di radice»
Amelia Rosselli
«Io sono profondamente dantesca e non potrò liberarmene, non c’è niente da fare»
Variazione 14
«faccende nostre […] di quadratura del circolo infame»
Spazi metrici
«Nello stendere il primo rigo del poema fissavo definitivamente la larghezza del quadro insieme spaziale e temporale; i versi susseguenti dovevano adattarsi ad egual misura»
Variazione 9
Ma se la morte vinceva era la corrosione ad impedirmi di
rivelare agli altri ciò che mancava in me. La scienza dei
numeri era la mia fortitudine, la scienza degli amori la
mia debolezza. […]
[…] Su della mia
testa veramente tonda nasceva il quadrato della certitudine.
Se nella testa veramente tonda nasceva il ritorno impossibile
alle antiche maniere allora nella mia testa veramente tonda
cadeva il grano il sale di Dio, l’ultima miniera. Se nella
tonda testa di Dio era l’incremento della giornata allora
nelle smorfie dei giovani intravedevo la bontà. […]
Variazione 9
Ma se la morte vinceva era la corrosione ad impedirmi di
rivelare agli altri ciò che mancava in me. La scienza dei
numeri era la mia fortitudine, la scienza degli amori la
mia debolezza. […]
[…] Su della mia
testa veramente tonda nasceva il quadrato della certitudine.
Se nella testa veramente tonda nasceva il ritorno impossibile
alle antiche maniere allora nella mia testa veramente tonda
cadeva il grano il sale di Dio, l’ultima miniera. Se nella
tonda testa di Dio era l’incremento della giornata allora
nelle smorfie dei giovani intravedevo la bontà. […]
La quadratura del cerchio
«la poesia non salva, ma permette di non distogliere lo sguardo»