1 of 59

Progetto di un impianto elettrico per civile abitazione

...e un po’ di distribuzione dell’energia elettrica

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

2 of 59

L’Impianto

  • I circuiti monofase
  • I circuiti trifase
  • Il colore dei cavi elettrici delle linee

2

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

3 of 59

La distribuzione dell’energia elettrica

Avviene in:

  • alta tensione
  • media tensione
  • bassa tensione

3

230 V

400 V

400 V

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

4 of 59

Una parentesi...

La rete elettrica italiana

4

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

5 of 59

Una… parentesi

L'energia elettrica viene prodotta nelle centrali dislocate nel territorio italiano e poi trasportata fino alle nostre case tramite la rete elettrica nazionale alimentata in tensione alternata ed alla frequenza di 50 Hz. La rete è composta da una serie di stazioni elettriche di trasformazione e di linee, o elettrodotti, che si distinguono in base alla tensione di esercizio:

  • Altissima tensione AAT: superiore a 150 kV
  • Alta tensione AT: tra 30 e 150 kV
  • Media tensione MT: tra 1 e 30 kV
  • Bassa tensione BT: inferiore a 1 kV

5

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

6 of 59

(2)

La rete elettrica nazionale è principalmente divisa in due parti:

  • Rete di trasmissione ad altissima AAT e alta tensione AT
  • Rete di distribuzione in media MT e bassa tensione BT

6

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

7 of 59

(3) Rete di trasmissione elettrica in Italia

La rete di trasmissione a grande distanza, (380 kV - 220 kV e 150 kV - 132 kV) è posseduta e gestita da Terna ed ha una lunghezza di oltre 63.500 km. Ha di regola una struttura a maglie, (con più percorsi tra un nodo e l'altro) e collega le centrali di produzione (punti di immissione) con le cabine primarie di smistamento e trasformazione (punti di prelievo). La rete copre a larghe maglie l’intero territorio nazionale e ha anche la funzione di interconnettere la rete nazionale con le rete elettrica europea, per ottimizzare la produzione secondo le necessità e per ridurre l'effetto di un eventuale malfunzionamento di centrali e linee.

7

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

8 of 59

(4) Terna

8

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

9 of 59

(5) Rete a 220 kV e 380 kV

9

RTN = Rete di Trasmissione Nazionale

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

10 of 59

Curiosità

Il cavo elettrico sottomarino ad altissima tensione tra la Sardegna e il Lazio, lungo 420 km, passa a 1640 metri al di sotto del mar Tirreno ed è il più profondo al mondo!

10

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

11 of 59

Rete di distribuzione dell'energia

Nelle cabine primarie (AT/MT) la corrente si trasforma da alta a media tensione (10 kV - 15 kV - 20 kV) e qui inizia la rete di distribuzione che rappresenta l'ultimo ramo della filiera elettrica per la consegna di elettricità agli utenti finali. Le linee in media tensione arrivano alle cabine secondarie di trasformazione MT/BT, da qui la corrente in bassa tensione viene diffusa capillarmente agli utenti.

La consegna finale in bassa tensione avviene a questi valori di tensione:

  • 230 V nel caso di utenze monofasi tipiche domestiche (in passato era 220 V)
  • 400 V nel caso di utenze trifasi (in passato era 380 V)

La struttura della rete è radiale, con la corrente che va dalle tensioni più alte verso quelle più basse, gli utenti finali ossia le case, i negozi, gli uffici ecc.

11

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

12 of 59

I Distributori di energia

Questa fase è un monopolio naturale e le reti di distribuzione sono possedute e gestite, secondo le regole determinate dall'Autorità, dalle società di distribuzione responsabili in quella zona.

E-Distribuzione, Areti, Unareti, Ireti, Inrete sono i principali distributori di energia in Italia, tuttavia ne esistono molti altri. Il distributore gestisce l'ultima parte della rete elettrica che arriva nelle nostre case ed è il proprietario dei contatori ad essa connessi.

12

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

13 of 59

Le Utenze elettriche

Nella tabella è indicato il numero di punti di prelievo e dei volumi di energia elettrica nell'anno 2017 divisi per tipologia di cliente in base alla tensione a cui sono allacciati:

  • Bassa tensione (domestico, illuminazione pubblica e altri usi)
  • Media tensione (illuminazione pubblica e altri usi)
  • Alta e altissima tensione

13

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

14 of 59

Punti di prelievo

14

Tipologia di cliente

Alta e altissima tensione

Media tensione

Bassa tensione

Punti di prelievo

1.000

106.000

36.789.000

Volumi GWh

26.331

98.304

131.793

Fonte: Relazione annuale ARERA 2018

Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

15 of 59

Tornando a… noi!

Gli impianti elettrici per civile abitazione sono alimentati in bassa tensione. In particolare è possibile avere sistemi monofase e trifase. Presentano le seguenti caratteristiche:�

I circuiti monofase:

  • una fase (230 V)
  • il neutro
  • un cavo per la messa a terra

I circuiti trifase:

  • 3 fasi (400 V)
  • il neutro
  • un cavo per la messa a terra

15

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

16 of 59

I cavi elettrici

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione è il colore dei cavi elettrici delle linee. Esiste infatti un codice comune per cui il colore dei cavi si stabilisce in base alla loro funzione.

16

Fase

preferibilmente nero, marrone e grigio

Neutro

è obbligatorio utilizzare cavi di colore blu chiaro

Protezione

è obbligatorio utilizzare cavi giallo-verde

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

17 of 59

Tipologia di impianto elettrico

  • TT
  • TN
  • IT

17

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

18 of 59

Sistemi di alimentazione

Ogni linea di distribuzione dell’energia elettrica è alimentata dall’ente erogatore in una cabina di trasformazione.

Il cavo di neutro si può collegare o meno a terra, mentre gli elementi all’interno dell’abitazione possono collegarsi al cavo di neutro o al sistema di messa a terra. In base a queste configurazioni si identificano i vari sistemi di alimentazione:

  • TT
  • TN
  • IT

La prima lettera fornisce informazioni sulla posizione del cavo di neutro lato distribuzione:

  • T, il cavo neutro è collegato a terra
  • I, il cavo neutro è isolato da terra.

La seconda lettera definisce come sono collegate le masse degli utilizzatori:

  • T, le masse sono collegate a terra
  • N, le masse sono collegate al neutro.

18

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

19 of 59

Il sistema TN

Nel sistema TN: il neutro è collegato direttamente a terra. In particolare è possibile avere le seguenti configurazioni:

  • TN-S: il neutro e il cavo PE sono separati
  • TN-C: le masse sono collegate al neutro mediante PE

19

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

20 of 59

I sistemi TT e IT

  • TT: il neutro è collegato direttamente a terra e gli elementi utilizzatori sono connessi tramite il cavo PE a terra
  • IT: il neutro è isolato oppure collegato a terra tramite un’impedenza mentre le masse vengono connesse a terra

20

I sistemi di distribuzione più utilizzati nel caso residenziale sono i sistemi TT e TN

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

21 of 59

Criteri generali sul dimensionamento di un impianto elettrico per civile abitazione

  • Corrente di impiego
  • Dimensionamento del cavo
  • Dimensionamento del montante
  • Caduta di tensione
  • Dimensionamento del conduttore di neutro
  • Dimensionamento del conduttore di protezione

21

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

22 of 59

Criteri generali

Il progetto dell’impianto elettrico di una civile abitazione parte dalla conoscenza del numero e del tipo di utenze da impiegare e della loro posizione nella struttura.

Si passa poi allo studio delle singole linee e al calcolo della corrente di impiego IB secondo le norme CEI.

IB rappresenta l’intensità di corrente che la linea è destinata a trasportare per soddisfare il fabbisogno elettrico dell’impianto.

In funzione di:

  • vano
  • livello prestazionale prescelto

si valutano i carichi specifici (frigorifero, lavatrice, ecc.), si stabilisce il numero delle prese, degli interruttori e dei punti luce utili da posizionare.

22

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

23 of 59

Corrente di impiego (circuiti terminali)

La corrente di impiego è il valore della corrente che può fluire in un circuito nel servizio ordinario. Il valore efficace della corrente di impiego, per i circuiti terminali, può essere calcolato con la seguente formula:

IB= (Ku P) / (k Vn cos φ)

0 ≤ Ku ≤ 1 è il coefficiente di utilizzazione moltiplicativo della potenza nominale di ciascun carico

P è la potenza totale dei carichi [Watt]

k è uguale a:

  • 1 per i circuiti monofase
  • √3 per circuiti trifase

Vn è il valore efficace della tensione nominale del sistema [V]

cosφ è il fattore di potenza.

23

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

24 of 59

Corrente di impiego

Se il circuito di distribuzione alimenta più circuiti derivati non tutti terminali, la corrente di impiego può calcolarsi con la seguente formula:

IB= KC ( I1d,1 + … + I1d,n )

KC coefficiente di contemporaneità moltiplicativo dei circuiti derivati simultaneamente utilizzati

I1d, j è il fasore della corrente del j-mo circuito derivato.

24

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

25 of 59

Dimensionamento del cavo

La Norma CEI 64-8 stabilisce che:

il massimo valore della corrente che può fluire in una conduttura, in regime permanente ed in determinate condizioni, è quel valore di corrente per cui il cavo non raggiunge valori di temperatura indesiderata

La portata di un cavo IZ dipende da:

  • capacità di tollerare certe temperature
  • resistività
  • sezione del cavo
  • tipo di posa come indicato nelle norme CEI-UNEL 35024-1

Deve essere sempre:

IB < IZ

25

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

26 of 59

Tipologia di posa

26

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

27 of 59

Il montante

  • È il condotto che collega contatore a centralino elettrico (quadro elettrico).
  • deve avere una sezione minima di 6 mm²

Nel dimensionare il montante bisogna valutare

  • la potenza dell’impianto
  • le cadute di tensione possibili.

È buona norma sovradimensionare leggermente la sezione di questo elemento per poter facilitare futuri incrementi di potenza.

27

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

28 of 59

Caduta di tensione

La caduta di tensione di un cavo si calcola dal suo punto di alimentazione fino ai terminali ed è pari proprio alla differenza di tensione calcolata nei due punti considerati.

Può calcolarsi con la seguente formula (CEI-UNEL 35023):

ΔVc= k∙(R∙cos φ+X∙sin φ)∙ L∙Ib [V]

ΔVc% = ΔVc/ Vn

ΔVc caduta di tensione del cavo [V]

k =

  • 2 per circuiti monofase
  • √3 per circuiti trifase

R è la resistenza specifica del cavo [Ω⁄m]

X è la reattanza specifica del cavo [Ω⁄m]

L è la lunghezza del cavo [m]

Ib è la corrente di impiego [A]

Vn è la tensione nominale [V]

28

Per un corretto funzionamento delle apparecchiature, la norma CEI 64-8 raccomanda che

la caduta di tensione massima sia contenuta entro il 4% della tensione di alimentazione.

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

29 of 59

Dimensionamento del conduttore di neutro

“Il conduttore di neutro partecipa alla distribuzione dell’energia elettrica mettendo a disposizione una tensione diversa da quella esistente fra le fasi. In certi casi ed in condizioni specificate le funzioni di conduttore di neutro e di conduttore di protezione possono essere combinate in un solo conduttore, che viene denominato PEN(CEI 64-8)

29

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

30 of 59

Nei circuiti monofase

La sezione del neutro deve avere almeno la stessa sezione dei conduttori di fase, qualunque sia la sezione dei conduttori.

30

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

31 of 59

Nei circuiti trifase

31

Sistema Trifase

Sezione Fase

Materiale

Sezione del neutro

≤16 mm2

rame

≥ (della fase) 16 mm2

>16 mm2

rame

se la corrente massima nel neutro è minore della corrente ammissibile nella sezione ridotta, la sezione del neutro deve essere almeno uguale a 16 mm2 e può essere minore della sezione della fase

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

32 of 59

Protezione del conduttore neutro

Il conduttore di neutro deve essere sempre protetto dalle sovracorrenti (sovraccarichi elettrici e cortocircuiti) secondo le prescrizioni contenute nell’articolo 473.3.2 della norma CEI 64-8.

Se la sezione del conduttore di neutro:

  • è uguale a quella dei conduttori di fase, non è necessario prevedere la rilevazione delle sovracorrenti o un dispositivo di interruzione sul conduttore
  • è minore di quella della fase, bisogna invece garantire l’interruzione dei conduttori di fase ma non necessariamente di quello neutro.

Non è necessario rilevare le sovracorrenti sul neutro se questo è protetto dai cortocircuiti o se la massima corrente che lo può attraversare è chiaramente inferiore al valore della portata di questo conduttore.

32

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

33 of 59

Dimensionamento del conduttore di protezione

Il conduttore di protezione PE serve per proteggere dai contatti indiretti i seguenti elementi:

  • masse
  • masse estranee
  • collettore o nodo di terra
  • dispersore
  • punto di terra della sorgente o neutro artificiale.

33

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

34 of 59

Le sezioni minime dei conduttori di protezione

34

Sezione del conduttore di fase che alimenta la macchina o l’apparecchio

SF [mm2]

Conduttore di protezione facente parte dello stesso cavo o infilato nello stesso tubo del conduttore di fase

SPE [mm2]

Conduttore di protezione non

facente parte dello stesso cavo

e non infilato nello stesso tubo

del conduttore di fase

SPE [mm2]

SF≤ 16

SPE=SF

2,5 se protetto

meccanicamente, 4 se non

protetto meccanicamente

16<SF≤ 35

SPE= 16

SPE= 16

35<SF

SPE=SF/2

nei cavi multipolari la sezione specificata dalle rispettive norme

SPE=SF/2

nei cavi multipolari la sezione specificata dalle rispettive norme

SF = Sezione dei conduttori di fase

SPE = Sezione dei conduttori di protezione

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

35 of 59

Il Centralino elettrico

35

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

36 of 59

Centralino (Quadro) elettrico

Stabilita la potenza da impiegare per l’impianto elettrico, si progetta il centralino elettrico (quadro elettrico). Oltre ad essere il punto di comando dell’impianto, il quadro generale è progettato anche per contenere i vari elementi di protezione (interruttori magnetotermici, interruttori differenziali).

Il centralino si collega tramite le varie linee a:

  • prese
  • luci
  • interruttori
  • apparecchiature terminali

36

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

37 of 59

Cosa deve esserci

La norma CEI 64-8 stabilisce la necessità di prevedere:

  • un numero di moduli di riserva liberi, almeno il 15%, e in ogni caso almeno due moduli liberi per far fronte a futuri ampliamenti
  • un interruttore generale chiaramente individuabile
  • almeno due interruttori differenziali
  • un numero minimo di circuiti, in funzione del livello prestazionale
  • una morsettiera di terra

37

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

38 of 59

L’Interruttore generale

Consente di mettere in tensione tutto l’impianto e deve essere quindi chiaramente individuabile ed accessibile a tutti gli utenti. Può essere un interruttore magnetotermico, un differenziale o, in alcuni casi, anche un interruttore magnetotermico-differenziale.

Un altro aspetto fondamentale è l’identificazione dei circuiti del quadro.

Ogni linea deve essere chiaramente definita con un’etichetta, così in caso di problemi diventa semplice individuare ed intervenire sulla linea interessata.

38

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

39 of 59

Interruttori differenziali (salvavita)

Un interruttore differenziale (comunemente chiamato anche salvavita, in seguito alla registrazione del marchio da parte di BTicino nel 1965) è un dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso di energia elettrica in caso di guasto verso terra (dispersione elettrica) o folgorazione fase-terra.

Fornisce una protezione anche verso lo shock elettrico, sia diretto sia indiretto, sulle persone a rischio. Non offre invece alcuna protezione contro sovraccarico o cortocircuito tra fase e fase o tra fase e neutro.

È detto differenziale, perché basa il suo funzionamento sulla rilevazione dell’eventuale differenza di correnti elettriche rilevata in ingresso e in uscita al sistema elettrico in caso di dispersione: se nell’impianto la somma vettoriale delle correnti è diversa da zero (ovvero è presente una dispersione), l’interruttore differenziale interrompe l’alimentazione elettrica delle linee immediatamente a valle.

39

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

40 of 59

Da prevedere...

Un centralino correttamente progettato deve prevedere almeno due interruttori differenziali. In caso di guasto un solo differenziale posto a monte dell’impianto toglierebbe l’alimentazione a tutta l’abitazione.

40

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

41 of 59

  • Sovracorrenti
  • Simboli di un impianto elettrico civile
  • Schema unifilare
  • Impianto di messa a terra

41

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

42 of 59

Sovracorrenti

42

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

43 of 59

Sovracorrenti

Ogni corrente che supera il valore nominale, ovvero la portata del cavo, si definisce sovracorrente.

Tra i fenomeni di sovracorrente si annoverano:

  • fenomeni di sovraccarico
  • fenomeni di cortocircuito

Mentre il sovraccarico si verifica in tempi lunghi per la presenza eccessiva di carichi elettrici, il cortocircuito si presenta in tempi brevissimi in caso di contatto fra fase e neutro.

43

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

44 of 59

Il sovraccarico

Per proteggere l’impianto elettrico dai fenomeni di sovraccarico, la norma prevede l’installazione degli elementi di protezione. L’elemento predisposto a questa funzione è l’interruttore termico.

La norma CEI 64-8 sez. 4 prevede il rispetto delle seguenti condizioni:

  1. IB In IZ
  2. If 1,45 ∙ IZ
  3. La corrente di impiego IB deve essere sempre minore della corrente nominale In (o portata del dispositivo di protezione) a sua volta minore della corrente IZ sopportabile dal cavo in regime permanente.
  4. If è la corrente convenzionale di funzionamento del dispositivo di protezione che provoca il suo intervento entro un tempo convenzionale

44

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

45 of 59

Il Cortocircuito

Per la protezione dalle correnti di cortocircuito, il dispositivo di protezione deve essere in grado di interrompere la corrente di cortocircuito prima che questa inneschi l’incendio e comprometta l’integrità dei cavi conduttori. La corrente di cortocircuito massima deve essere minore del potere di interruzione dell’apparecchiatura di protezione.

Il dispositivo che si utilizza in genere per questo tipo di protezione è l’interruttore magnetico.

45

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

46 of 59

L’interruttore Magnetotermico

Ad oggi la tipologia di elemento più utilizzata per le sovracorrenti è l’interruttore magnetotermico, costituito da un interruttore magnetico ed uno termico

46

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

47 of 59

Simboli di un impianto elettrico civile

47

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

48 of 59

Il documento grafico

Il documento grafico di un impianto elettrico per civile abitazione è uno schema che:

  • illustra la composizione dell’impianto
  • descrive la funzione di ogni componente
  • descrive l’ubicazione dei componenti all’interno degli edifici.

Un codice univoco di simboli da utilizzare rende accessibile la lettura della documentazione a tutti i tecnici che lavorano alla progettazione.

48

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

49 of 59

Le categorie dei simboli

I principali simboli utilizzati in ambito civile sono suddivisi in diverse categorie:

  • comandi 1
  • comandi 2
  • prese di energia e TV
  • prese telefono ed EDP
  • rivelazione e regolazione
  • segnalazione
  • sistema antintrusione
  • controllo accessi
  • diffusione sonora
  • varie: apparecchi di illuminazione
  • apparecchi generici: centralini, quadri, scatole da incasso e da parete

49

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

50 of 59

Schema unifilare e pianta del progetto

Possiamo ulteriormente distinguere i simboli tra:

  • segni grafici per schemi, utilizzati nella rappresentazione grafica del quadro elettrico (schema unifilare)
  • segni grafici per disegni, utilizzati all’interno dello schema della pianta del progetto.

50

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

51 of 59

Pianta

51

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

52 of 59

Schema unifilare

52

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

53 of 59

Impianto di messa a terra

53

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

54 of 59

L’impianto di messa a terra

Serve a disperdere le correnti tramite il terreno. Una corretta esecuzione dell’impianto di messa a terra è fondamentale per rendere sicuro il sistema impiantistico.

L’impianto di messa a terra è costituito da:

  • dispersori
  • conduttore di terra e protezione
  • conduttori equipotenziali
  • collettore di terra.

54

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

55 of 59

Il dispersore

È un corpo metallico con dimensioni, geometria e materiale adatto a realizzare il collegamento elettrico con la terra. I dispersori si dispongono nel terreno (vegetale e umido preferibilmente) lontani fra loro, dagli scarichi e ad una profondità di 0,5/0,8 m. I dispersori possono posizionarsi durante le opere di scavo o, come spesso accade, con i picchetti in un secondo momento.

55

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

56 of 59

Il conduttore di terra

È il cavo che collega il nodo di terra (o collettore di terra) ai vari dispersori nel terreno.

56

Conduttore

di terra

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

57 of 59

Il conduttore equipotenziale

Collega le varie masse e le masse estranee al medesimo potenziale.

La sua sezione si stabilisce con la norma CEI 64-8.

57

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

58 of 59

Il collettore di terra

Serve per collegare al dispersore:

  • i conduttori di protezione
  • i conduttori equipotenziali e di terra

58

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com

59 of 59

Sitografia

59

A cura del prof. D. Nardi - https://iispellegrini.blogspot.com