AGRUSAVER: FERTILIZZANTE / BIOSTIMOLANTE ORGANICO
Accordo di collaborazione tra Savory Sun VA, LLC e Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali (Saaf), Università degli Studi di Palermo.
Biostimolanti e corroboranti:
nuovi formulati per la sanità delle colture
(Livio Torta, Marika Lamendola, Dipartimento SAAF)
1° FEBRAIO 2025, AGRITURISMO DUCA DI SAN MARTINO, PARTANNA (TP)
livio.torta@unipa.it
Biostimolanti
Prodotti di nuova generazione, che puntano a migliorare la salute e la resa delle colture, durante l’intero ciclo vegetativo.
Migliorano ed incrementano alcuni processi fisiologici.
Miscele complesse, soprattutto estratte da matrici vegetali, contenenti sostanze organiche utili alla pianta (economia circolare).
I principali aspetti che caratterizzano questa categoria di prodotti sono:
Origine e principali stadi evolutivi del termine ‘biostimolante’
BIOSTIMOLANTI
Secondo la definizione dell’EBIC (European Biostimulant Industry Council):
prodotti che contengono una o più sostanze e/o microrganismi la cui funzione, quando applicati alle piante o alla rizosfera, è stimolare i processi naturali per aumentare/favorire l’assorbimento dei nutrienti, l’efficienza nutrizionale, la tolleranza agli stress abiotici e la qualità della coltura indipendentemente dal loro contenuto di nutrienti.
In Europa, Regolamento (UE) 2019/1009
In Italia, D.L. 75/2010, rientrano all’interno della categoria merceologica dei «fertilizzanti», dieci «denominazioni del tipo»:
1. Idrolizzato proteico di erba medica;
2. Epitelio animale idrolizzato (solido o fluido);
3. Estratto liquido di erba medica, alghe e melasso;
4. Estratto acido di alghe della Famiglia Fucales;
5. Inoculo di funghi micorrizici;
6. Idrolizzato enzimatico di Fabaceae;
7. A) Filtrato di crema di alghe,
B) Soluzione di filtrato di crema di alghe;
8. Estratto umico di leonardite;
9. Estratto fluido azotato a base di alga Macrocystis integrifolia.
CORROBORANTI
potenziatori delle difese naturali dei vegetali (D.M. 6793/2018):
mezzi tecnici di origine naturale che migliorano e aumentano la naturale resistenza delle piante nei confronti degli organismi nocivi e dei danni abiotici o incentivando il metabolismo secondario della pianta al fine di contenere gli attacchi da parte di patogeni e parassiti o agendo quali «sistemi fisici isolanti».
Per organismi nocivi si intende:
qualsiasi specie, ceppo o biotipo appartenente al regno animale o vegetale, nonché altri agenti patogeni nocivi per i vegetali o i prodotti vegetali.
Propoli
Polvere di pietra o di roccia
Bicarbonato di sodio
Gel di silice
Preparati biodinamici
Oli vegetali alimentari
Lecitina
Aceto
Sapone molle e/o di Marsiglia
Calce viva
Estratto integrale di castagno a base di tannino
Soluzione acquosa di acido ascorbico
Olio vegetale trattato con ozono
Estratto glicolico a base di flavonoidi
Effetti biostimolanti = presenza di fitormoni, polisaccaridi, polifenoli e altre molecole organiche.
I fitormoni negli estratti di alghe = auxine, citochinine, acido abscissico, gibberelline, ecc..
�Presenza di polisaccaridi: laminarina, alginati e fucoidani = miglioramento della tolleranza a stress ambientali delle piante.
Applicazioni di estratti di alghe incrementano la tolleranza a stress abiotici quali siccità, la salinità e le temperature estreme.
EFFETTO DOSE-DIPENDENTE SULLE PIANTE.
Dosi crescenti inducono un aumento della risposta della coltura in termini di biomassa e di produzione fino a un valore massimo che corrisponde alla dose ottimale; al di sopra della dose ottimale la risposta della coltura diventa costante o decrescente per fenomeni di fitotossicità.
Generalmente le applicazioni fogliari ripetute di sostanze biostimolanti sono quelle che garantiscono i migliori risultati in termini di efficacia sulla coltura, soprattutto se sono precedenti a eventi di stress.
Oligosaccaridi, peptidi e acido silicico contenuti nei biostimolanti, inducono sulla pianta uno stato di pre-allerta (effetto priming) grazie al quale la pianta è in grado di reagire più velocemente allo stress. Anche i funghi micorrizici e quelli del genere Trichoderma possono indurre un effetto priming attivando una resistenza in corrispondenza delle radici.
Applicazioni successive all’evento di stress possono essere di aiuto per la ripresa della pianta dopo il danno.
Applicazioni fogliari di biostimolanti e corroboranti possono ridurre i danni causati da patogeni fungini e batterici (es Alternaria spp., Botrytis cinerea, Didymella spp., Fusarium spp., Sclerotinia spp., ecc) e parassiti (ragnetto rosso, nematodi) in diverse colture (carota, cetriolo, cipolla, fagiolo, patata, pomodoro, peperone, fragola),
Anche i trattamenti fogliari con idrolizzati proteici vegetali possono incrementare la resistenza della coltura ad alcuni patogeni fogliari (peronospora).
I funghi micorrizici e Trichoderma spp., oltre a ridurre l’incidenza dei danni causati da patogeni fungini e parassiti radicali incrementano la resistenza della coltura a patogeni aerei come Alternaria spp., Botrytis cinerea etc.
I biostimolanti microbici possono essere applicati alla semina o al trapianto. Nel primo caso l’inoculo può essere mescolato al substrato oppure distribuito insieme al seme in caso di semina diretta in campo, mentre con il trapianto l’inoculo va collocato quanto più vicino è possibile all’apparato radicale, oppure disperso in acqua e imbibire le piantine zollate per qualche minuto
CARATTERISTICHE ED EFFICACIA DEGLI ESTRATTI DI CORTECCIA DI PINO.
Vari composti in diverse, specie di Pinus, costantemente presenti, ma che variano in quantità: composti polifenolici, in particolare tannini (che si distinguono in tannini idrolizzabili e flobafeni condensati), lignina, oli essenziali (terpeni) e polisaccaridi (cellulosa ed emicellulosa).
Efficacia dell’estratto di corteccia di pino nel controllo della crescita di alcuni funghi agenti di carie in vitro (Lenzites trabea).
Estratti di cortecce di dicotiledoni e conifere, tra cui Pinus pinaster, con elevata attività di controllo e proprietà fungistatiche contro Trametes versicolor e Coniophora puteana agenti di carie del legno.
Estratti in metanolo di corteccia di latifoglie e conifere contro funghi agenti di carie bruna, carie bianca, cancro e azzurramento.
I funghi cariogeni sono stati maggiormente inibiti dagli estratti di corteccia rispetto a quelli dell’azzurramento, mentre la minore inibizione è stata riscontrata tra i funghi agenti di cancro.
L'estratto di corteccia di Acer platanoides ha ridotto significativamente il tasso di crescita di tutti i funghi testati.
Gli estratti di corteccia di conifere sono stati in generale più attivi contro i funghi ascomiceti del cancro e dell’azzurramento, rispetto agli estratti di alberi decidui.
CONCLUSIONI