Biomatematica · Fisiologia cellulare
Omeostasi cellulare, membrane e trasporto
Come fa una cellula a mantenere il proprio ambiente interno, e come si scrive in equazioni
Prima di iniziare: dentro una cellula
VIDEO
Harvard BioVisions
Animazione costruita a partire da strutture proteiche reali e da modelli del comportamento di molecole e cellule.
Mentre guardate, cercate:
1
La membrana non è rigida
le proteine si spostano nel doppio strato lipidico
2
Canali e trasportatori
dove e come le molecole attraversano la membrana
3
Affollamento e movimento
quanto è densa e dinamica la cellula
Dopo il video: quali di questi processi sapreste descrivere con un'equazione?
2
Omeostasi cellulare
Capacità delle cellule viventi di mantenere un equilibrio stabile al variare delle condizioni esterne e interne.
Che cosa viene mantenuto
Concentrazioni
ioni e metaboliti diversi dentro e fuori
Volume
bilancio di acqua e soluti (osmosi)
Potenziale di membrana
differenza di potenziale stabile a riposo
È garantita dalla membrana cellulare: una barriera selettiva, con macchinari proteici che consumano energia.
3
La membrana cellulare
Doppio strato di fosfolipidi: teste idrofile verso l'acqua, code idrofobiche all'interno
Spessore ≈ 7.5 nm (5–10 nm): circa mille volte meno del diametro di una cellula
Modello a mosaico fluido (Singer e Nicolson, 1972): le proteine si muovono liberamente nel bilayer lipidico
4
Quanto è piccola la membrana?
Limite del microscopio ottico
Un'analogia
Un campo elettrico enorme
Membrana e cellula stanno come un foglio di carta e il pallone da calcio che avvolge: circa 1 a 2000.
circa 3 volte il campo di scarica in aria
5
Proteine di membrana
Immerse nel doppio strato, ne determinano le funzioni.
Recettori
ricevono segnali chimici dall'esterno
Proteine di trasporto
trasportatori e pompe per molecole e ioni
Enzimi di membrana
catalizzano reazioni sulla superficie
Molecole di adesione
legano le cellule tra loro e alla matrice
Pori e canali ionici
I canali ionici saranno il centro del corso: da Hodgkin–Huxley ai modelli cardiaci.
6
Un ambiente ionico asimmetrico
I domini intra ed extracellulare sono soluzioni acquose con sali disciolti, in particolare NaCl e KCl, che si dissociano negli ioni Na⁺ (sodio), K⁺ (potassio) e Cl⁻ (cloro).
La membrana funziona come barriera selettiva al flusso di questi ioni.
Concentrazioni nell'assone gigante del calamaro, i dati di Hodgkin e Huxley.
Ione | Intra (mM) | Extra (mM) | Extra / Intra |
Na⁺ | 50 | 437 | ≈ 9 |
K⁺ | 397 | 20 | ≈ 1/20 |
Cl⁻ | 40 | 556 | ≈ 14 |
Ca²⁺ | < 10⁻³ | 10 | > 10⁴ |
Il K⁺ è concentrato dentro, Na⁺, Cl⁻ e Ca²⁺ fuori. Per il Ca²⁺ il rapporto supera diecimila.
7
Trasporto attraverso la membrana
Passivo
Non consuma energia.
Le molecole si muovono secondo il proprio gradiente: di concentrazione o, per gli ioni, elettrochimico.
Attivo
Consuma energia.
Sposta le molecole contro il gradiente, direttamente con l'ATP o sfruttando il gradiente di un altro ione.
Il trasporto passivo tende a dissipare i gradienti; il trasporto attivo li ricostruisce. L'omeostasi è il loro bilancio.
8
Trasporto passivo
1
Osmosi
l'acqua attraversa la membrana dal lato con meno soluto a quello con più soluto
2
Diffusione attraverso pori acquosi
piccole molecole
3
Diffusione di ioni attraverso i canali ionici
Na⁺ e K⁺: il caso principale di interesse per il corso
4
Diffusione mediata da trasportatori
facilitated e carrier-mediated: una proteina lega la molecola e la trasporta
5
Diffusione con buffer
buffered diffusion: la molecola diffonde legandosi e slegandosi da altre molecole
9
Trasporto attivo: pompe e scambiatori
Primario: consuma ATP
Secondario: gradiente di Na⁺
Le pompe ricostruiscono i gradienti che i canali dissipano: lo stato di riposo ha un costo energetico continuo.
Na⁺/K⁺ ATPasi
3 Na⁺ fuori e 2 K⁺ dentro per ogni ATP: è elettrogenica, genera una corrente netta
Ca²⁺ ATPasi
pompa Ca²⁺ fuori dalla cellula, o nei depositi interni come il reticolo sarcoplasmatico
Scambiatori
Na⁺–Ca²⁺ (3 Na⁺ dentro, 1 Ca²⁺ fuori) e Na⁺–H⁺: usano l'energia del gradiente di Na⁺
10
Dai gradienti al potenziale di membrana
Pompe e scambiatori
→
Gradienti di concentrazione
→
Differenza di potenziale
→
Correnti ioniche
Anticipazione: il potenziale di Nernst
RT/F ≈ 25 mV a 20 °C
Ione | E (mV), dati del calamaro |
Na⁺ | ≈ +55 |
K⁺ | ≈ −75 |
Cl⁻ | ≈ −66 |
Ca²⁺ | > +115 |
11
Leggi di diffusione: il principio di conservazione
Variazione nel tempo di U in Ω = produzione di U in Ω + flusso netto entrante di U attraverso ∂Ω
u = concentrazione di U, [U] in mol/cm³
f = densità di produzione di U per unità di volume e di tempo, mol/(cm³·s)
J = densità di flusso di U attraverso ∂Ω, mol/(cm²·s)
n = normale esterna a ∂Ω
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Forma integrale
Segno
con n esterna, J·n > 0 indica un flusso uscente: per questo compare il segno meno
Ipotesi
il dominio Ω è fisso nel tempo; u, f e J sono abbastanza regolari da poter integrare
Vantaggio
vale anche quando u non è derivabile, ad esempio in presenza di discontinuità
13
Dalla forma integrale a quella differenziale
1
Se J è sufficientemente regolare, ad esempio C¹, vale il teorema della divergenza:
2
Sostituendo nella forma integrale:
3
Se l'integrando è continuo e l'integrale è nullo per ogni Ω, l'integrando è nullo:
forma differenziale · mol/(cm³·s)
14
Parte 2
Diffusione, buffer ed elettrodiffusione
Dalla legge di conservazione alle equazioni di reazione-diffusione e di Nernst–Planck
Un problema ben posto: reazione-diffusione
Incognita: la concentrazione u(x, t), con x ∈ Ω e t ∈ [0, T].
Dato iniziale
Dato di Dirichlet
concentrazione imposta
Dato di Neumann
flusso imposto; dato nullo: bordo impermeabile
Per essere ben posto il problema richiede dati iniziali e dati al bordo. Manca ancora una legge costitutiva per J.
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Legge di Fick
Legge costitutiva osservata sperimentalmente in molti fenomeni biofisici: il flusso va dalle concentrazioni alte verso quelle basse.
In una dimensione
D = coefficiente di diffusione, in cm²/s
Analogia: l'acqua in un canale scorre seguendo la pendenza, e più la pendenza è ripida, più il flusso è intenso.
In più dimensioni
17
L'equazione di diffusione
1
Sostituendo la legge di Fick nella legge di conservazione:
2
Se D è costante:
Se D = D(x) varia nello spazio, ad esempio in un tessuto eterogeneo, va mantenuta la forma in divergenza. Con f = 0 si ottiene l'equazione del calore.
18
Quanto vale D? La relazione di Stokes–Einstein
Einstein (1905, moto browniano): per molecole di soluto sferiche e grandi rispetto a quelle del solvente
k costante di Boltzmann ≈ 1.38·10⁻²³ J/K
T temperatura assoluta (K)
a raggio della molecola di soluto
μ viscosità del solvente
Con la massa M di una molecola sferica di densità ρ:
D dipende debolmente dalla massa: una molecola 8 volte più pesante diffonde solo 2 volte più lentamente.
In acqua, valori indicativi: O₂ ≈ 2·10⁻⁵, glucosio ≈ 7·10⁻⁶, emoglobina ≈ 7·10⁻⁷ cm²/s.
19
Quanto è veloce la diffusione?
Spostamento quadratico medio per l'equazione di diffusione su ℝ, con massa unitaria concentrata nell'origine:
integrando due volte per parti; il momento secondo è nullo per t = 0.
L = distanza tipica percorsa per diffusione, cioè la radice dello spostamento quadratico medio. Stima di ordine di grandezza; in d dimensioni il fattore 2 diventa 2d.
Con D ≈ 10⁻⁵ cm²/s, piccola molecola in acqua
Distanza L | Tempo t |
10 µm, una cellula | ≈ 0.05 s |
1 mm | ≈ 8 min |
1 cm | ≈ 14 ore |
Efficiente dentro la cellula, inadeguata su scala d'organo: per questo esiste la circolazione.
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Diffusione attraverso una membrana idealizzata
Membrana di spessore L, D costante, nessuna reazione (f = 0), concentrazioni imposte ai due lati:
Allo stato stazionario:
Il profilo stazionario è lineare.
21
Flusso stazionario: l'analogo della legge di Ohm
P = D/L è la permeabilità della membrana (cm/s): una conduttanza per unità di area.
Diffusione | Circuito elettrico |
flusso J | corrente I |
differenza di concentrazione ai due lati | differenza di potenziale ai capi |
permeabilità D/L | conduttanza 1/R |
Segno: il flusso è positivo, cioè verso x crescenti, quando la concentrazione a sinistra è maggiore di quella a destra.
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Diffusione con buffer: il modello
Molecole piccole (H⁺, Ca²⁺) diffondono e si legano a molecole più grandi, i buffer (tamponi), che diffondono più lentamente.
u = [H⁺], v = [B], w = [HB]
legge di azione di massa + conservazione, coefficienti costanti, dominio 1D
f₂: altri termini di reazione in u, escluso il buffering
B e HB diffondono con lo stesso coefficiente
Bordo impermeabile e dati iniziali:
23
Due ipotesi di riduzione
1
Buffer totale costante
Sommando le equazioni per v e w i termini di reazione si cancellano; con bordo no-flux e dato uniforme:
2
Reazione di buffering veloce (quasi-equilibrio)
Il buffering è molto più veloce delle altre reazioni f₂, quindi è sempre approssimativamente all'equilibrio:
È la stessa idea di separazione delle scale temporali usata per Michaelis–Menten.
24
Derivazione dell'equazione ridotta
1
Prima equazione meno la seconda: i termini di reazione si cancellano
2
Dal quasi-equilibrio, derivando v rispetto a t e a x:
3
Sostituendo e usando
4
25
Interpretazione: diffusione effettiva
Poiché θ(u) > 0, il fattore 1 + θ non si annulla mai: si ottiene un'equazione di reazione-diffusione non lineare, con un coefficiente di diffusione effettivo che dipende da u.
Buffer lontano dalla saturazione
Combinazione convessa dei due coefficienti di diffusione; il termine non lineare nel gradiente è trascurabile.
Buffer immobile
La diffusione rallenta di un fattore pari al denominatore; anche le reazioni f₂ risultano riscalate.
Nelle cellule cardiache gran parte del Ca²⁺ citosolico è legata a buffer: la sua diffusione effettiva è molto più lenta di quella del Ca²⁺ libero.
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Altri esempi di trasporto mediato
Diffusione facilitata
l'ossigeno trasportato dalla mioglobina nelle fibre muscolari
Trasporto del glucosio
una proteina carrier lega e trasporta la molecola, con una cinetica simile a Michaelis–Menten
Scambiatore Na⁺–Ca²⁺
trasporto attivo secondario, guidato dal gradiente di Na⁺
Pompe ATPasi
Ca²⁺ ATPasi: sistema di 6 ODE. Na⁺/K⁺ ATPasi: modello di Post–Albers, 8 ODE
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Elettrodiffusione: la cella di concentrazione
Membrana idealizzata, senza spessore e permeabile a un solo ione, ad esempio K⁺, con [K⁺]ᵢ > [K⁺]ₑ. Si formano due flussi opposti.
Fick, flusso diffusivo
Planck, flusso elettrico
c concentrazione (mol/cm³); D diffusione (cm²/s); z valenza;
μ mobilità (cm²/(V·s)); φ potenziale elettrico (V)
Se ∇c = 0 il flusso diffusivo è nullo; se ∇φ = 0 è nullo quello elettrico.
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Einstein ed equazione di Nernst–Planck
Einstein (1906): diffusione e mobilità non sono indipendenti
R ≈ 8.314 J/(K·mol)
F ≈ 9.648·10⁴ C/mol
T temperatura assoluta (K)
Sommando i due flussi:
equazione di Nernst–Planck
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All'equilibrio: il potenziale di Nernst
All'equilibrio elettrochimico il flusso netto è nullo. Con flusso e campo perpendicolari alla membrana il problema diventa 1D su [0, L], con 0 = intra e L = extra:
Integrando su [0, L]:
Con il potenziale transmembrana
V = φᵢ − φₑ:
potenziale per cui i due flussi si bilanciano
Con i dati del calamaro: circa −75 mV per K⁺ e +55 mV per Na⁺ (slide 11).
30
In sintesi
1
L'omeostasi è un equilibrio dinamico garantito dalla membrana
2
Conservazione + legge costitutiva = equazione di reazione-diffusione
3
In una membrana stazionaria il flusso è proporzionale al salto di concentrazione: l'analogo della legge di Ohm
4
I buffer rallentano la diffusione: un coefficiente di diffusione effettivo
5
Nernst–Planck all'equilibrio dà il potenziale di Nernst
Prossima lezione: equazioni di Poisson–Nernst–Planck e relazioni corrente-voltaggio.