PRESENTAZIONE A SCOPI FORMATIVI, NON COMMERCIALI.
SECONDO LE SCIENZE UMANE, PER ESSERE FELICI OCCORRONO
DELLE BUONE RELAZIONI
LA FEDE TI DA’
UNA RELAZIONE VITALE CON DIO E CON I FRATELLI
SECONDO LE SCIENZE UMANE, PER ESSERE FELICI, OCCORRE
UN BUON LAVORO O DEGLI INTERESSI COINVOLGENTI
NELLA FEDE TUTTO PUO’ DARE FELICITA’
PERCHE’ SIAMO COLLABORATORI DI DIO
SECONDO LE SCIENZE UMANE, PER ESSERE FELICI, OCCORRE
L’AVVERARSI DEI DESIDERI
NELLA FEDE I DESIDERI SI UNIFICANO
NELLA LIBERTÀ DEI FIGLI DI DIO
Beati coloro che sono ricchi e appagati
e coloro che sanno accumulare denaro
con ogni mezzo;
essi non hanno bisogno di nessuno e
riescono ad avere tutto ciò che vogliono:
benessere e spensieratezza, sicurezza e impunità, adulazione e stima …
Beati quelli che sono capaci d’imbrogliare e di sfruttare,
di trarre profitto dalle disgrazie altrui,
di schiacciare i deboli a loro vantaggio,
perché diventeranno ricchi
senza troppa fatica.
Beati quelli che amano solo se stessi
e sanno godere di ogni piacere
lecito ed illecito,
perché si vive una volta sola
e bisogna saper cogliere ogni attimo di gioia.
LE BEATITUDINI DEL MONDO
Beati i prepotenti,
perché riescono sempre ad avere ragione
e beati quelli che non si decidono mai
e non si schierano da nessuna parte,
perché non rischiano di compromettersi e di sbagliare.
Beati i vendicativi
e quelli che non dimenticano le offese,
perché non si lasciano mettere sotto i piedi da nessuno
e sanno come farsi rispettare.
Beato chi sta bene,
chi sa badare a se stesso e pensa solo ai suoi,
chi è insensibile al dolore del mondo,
chi sa accaparrarsi i primi posti,
chi è capace di mentire:
sarà in grado di cavarsela
tra gli uomini e nella vita.
Beati i fabbricanti di armi,
perché hanno scoperto un modo veloce e sicuro
per accumulare denaro,
e beati i potenti,
perché possono cambiare le leggi a loro piacimento
e secondo il loro tornaconto.
Beati gli uomini di successo,
i calciatori e gli influencer,
i manager rampanti
e i trafficanti senza scrupoli,
gli arrivati e gli arrivisti …
Beati coloro che appaiono e si sentono realizzati,
coloro che godono di considerazione,
che sono magnificati,
onorati, elogiati, preferiti, approvati, raccomandati, famosi:
essi possono rallegrarsi ed esultare,
perché la loro vita è facile
e ricca di soddisfazioni.
LE BEATITUDINI: CHE COSA SONO
Sono la “Carta della felicità” secondo Gesù
un capovolgimento radicale,
un ribaltamento di prospettiva
senza possibilità di fraintendimenti ,rispetto a ciò che pensa il mondo.
Sono il manifesto del discepolo,
la legge del Regno di Dio, declinata nella forma della felicità:
una legge che coincide con un progetto di felicità!
Prima ancora,
sono un dono dello Spirito …
altrimenti sarebbero soltanto
un’ideologia sublime, ma sicuramente impossibile da vivere.
Invece Gesù dà ciò che dice.
1. BEATI I POVERI IN SPIRITO
Chi sono i poveri per la Bibbia?
Sono i piccoli,
il contrario di coloro che,
quando perdono le ricchezze,
vedono sgretolarsi il senso della vita.
I piccoli sono beati,
perché la tenerezza di Dio se li prenderà a carico.
La loro piccolezza farà spazio alla sua potenza.
Non avranno paura né affanno,
non saranno toccati dai miraggi del consumismo e del benessere, ma troveranno la libertà interiore.
BEATI I POVERI IN SPIRITO – L’IMMAGINE
IL MODELLO
SAN DANIELE COMBONI
Rimase piccolo
per fare spazio alla potenza di Dio,
fiducioso
per fare spazio alla sua salvezza,
povero
per fare spazio alla sua ricchezza.
2. BEATI GLI AFFLITTI
C’è una beatitudine anche per chi piange,
per chi soffre o vede soffrire?
Per chi ha perso un famigliare, una persona cara ,
e non sa come continuare a vivere senza di lui?
C’è una beatitudine, una felicità, per chi combatte contro una disabilità o una malattia dolorosa e invalidante, che toglie forze e autosufficienza?
E per chi è stato abbandonato e si trova il cuore e i desideri necrotizzati?
C’è la possibilità di essere felice anche per chi ha messo al mondo un figlio disabile e non sa darsi pace?
Impossibile? Illogica? ASCOLTIAMO!
William Blake
2.Con il falso dogmatismo della teoria della retribuzione si distrugge, non si consola
1.NON LAMENTARTI GIOBBE! SE SOFFRI E’ PERCHE’ HAI PECCATO E DIO TI HA CASTIGATO!
3.Giobbe non ci sta. Afferma la sua innocenza e chiama in causa Dio.
BEATI I MISERICORDIOSI: - STORIA: L’adultera
Sì, lo confesso, sono stata debole e ho peccato, ho peccato contro la legge di Mosè e dei nostri padri. Ho sbagliato come sbagliano le donne dopo anni e anni di maltrattamenti, di obbedienza senza fiatare, di duro lavoro senza mai una soddisfazione, senza un piccolo grazie, senza un gesto di bontà. Ho sbagliato come sbagliano le donne come me, quando nella loro misera vita irrompe un uomo giovane e gentile, bello come il messia che deve arrivare, intraprendente e deciso, ma soprattutto capace di farsi credere innamorato. Ho pensato che finalmente Adonai si fosse ricordato anche di me e mi avesse mandato uno dei suoi angeli o forse lo stesso messia, a riscattarmi da anni e anni di sofferenza.
Invece sono finita nel cortile del tempio, tra le mani di uomini bramosi di sangue e desiderosi di condannarmi alla lapidazione. Ho visto chinarsi nella vergogna il viso avvizzito di mio padre, ho visto le lacrime e udito i lamenti di mia madre… Ho pensato ai miei bambini: che ne sarebbe stato di loro, marchiati per sempre come i figli dell’adultera?
Per prima cosa ho visto il mucchio di pietre: erano lì per me, erano piccole e aguzze, scelte bene dai carnefici, per prolungare il più possibile il mio supplizio. Ho sentito un brivido scuotermi dalla testa ai piedi e ho avvertito la soddisfazione di coloro che mi stavano trascinando per le braccia. Ho pregato in quel momento: ho chiesto ad Adonai che la prima pietra fosse così grossa e scagliata con tanta violenza da uccidermi subito.
Ho chiuso gli occhi per un momento e quando li ho riaperti ho visto davanti a me un uomo.
Tiziano
Non chiedetemi come fosse, non lo ricordo, o forse è meglio dire che non lo so descrivere: era indiscutibilmente un uomo, ma era anche molto di più; mi guardava e mi amava, non so come né perché, ma mi amava. In quel momento mi amava come non aveva mai amato nessuno, come se fossi l’unica donna della sua vita. Tutto è sparito allora: eravamo soli, il mio sguardo nel suo, il suo sguardo nel mio, e ciò che mi è arrivato chiaro, senza fraintendimenti, è stato un messaggio carico di stupore, un messaggio di perdono.
Ho sentito che i miei carnefici lo chiamavano maestro e poi gli hanno chiesto qualcosa che non sono riuscita ad afferrare. Lui si è seduto e si è messo a scrivere con il dito per terra. “Non lasciarmi” l’ho supplicato mentalmente “Guardami ancora! Se mi guardi, posso morire senza paura”. Poi l’ho sentito dire: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. “Ecco, ci siamo, ora incominciano” ho pensato e mi sono rattrappita in attesa del primo colpo.
Invece ho sentito degli scalpiccii frettolosi e dei brontolii imbarazzati, finché una voce che veniva dai tempi e dalle profondità della creazione mi ha detto: “Donna, dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?”. E c’era perfino del divertimento in quella voce, come la risata chiara di un bambino o il frullo d’ali di un passero che vola via dalla gabbia che lo imprigionava. Ho guardato: non c’era più nessuno nel cortile del tempio, così ho detto: “Nessuno … Adonai”. L’ho chiamato così, perché ormai sapevo chi fosse. “Neanch’io ti condanno, va’ in pace e non peccare più” mi ha detto con un sorriso e mi ha lasciata lì, con il cuore pieno di lacrime di gioia: sapevo che ora mi aspettava finalmente la mia vera vita.
IL MODELLO
PADRE PINO PUGLISI
Il 15 settembre del 1993, nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, Don Pino, dopo essere sceso dall’auto, mentre si avvicinava al portone di casa sua, si sentì chiamare: “L’aspettavo” disse…
Beato Angelico
BEATI I PERSEGUITATI A CAUSA DELLA GIUSTIZIA
L’ICONA: L’INGIUSTAMENTE PERSEGUITATO
PIU’ GRANDE DI TUTTI I TEMPI