1 of 67

INTENZIONE

E

COMUNICAZIONE

1

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

2 of 67

Punti della sezione

  • Intenzionalità: il concetto

  • Intenzione comunicativa da parte del parlante
    • Livelli dell’intenzione
    • Gradualità dell’intenzione comunicativa
    • Intenzione comunicativa e attenzione
  • Sintonia semantica e pragmatica
  • La generazione del messaggio:
    • Modello olistico-funzionale di Levelt
    • Modello della gestione locale del messaggio
  • Intenzioni e strategie comunicative
  • Intenzione comunicativa da parte dell’interlocutore
  • Inferenza e attribuzione delle intenzioni
  • Sincronia comunicativa
  • Intenzioni collettive

2

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

3 of 67

Il concetto di intenzionalità

Il significato non esiste se non vi è un’intenzione comunicativa

Atteggiamento intenzionale = predisposizione naturale a interpretare l’azione di qualsiasi entità come se fosse pianificata in modo consapevole e come se fosse dotata di un’intenzione, regolata da un sistema di credenze, desideri e scopi (Dennett)

*

(vale anche per oggetti inanimati…; premessa per prevedibilità)

SE tutto ok : --> comunicazione per default

SE deviazioni e rottiure --> attenzione, sorpresa, allarme, ctrl, verifica)

3

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

4 of 67

In psicologia, due significati di intenzionalità:

  1. Intenzionalità = proprietà essenziale della conoscenza umana in quanto coscienza di qualcosa (Brentano); questa “direzionalità” degli stati mentali verso qualche aspetto del mondo fenomenico valorizza il senso etimologico di intenzione come “in-tendere” (“tendere verso”) *

  • Intenzionalità = proprietà di un’azione compiuta in modo deliberato, volontario e “di proposito” per raggiungere un certo scopo; tale azione ricade nell’ambito della propria responsabilità consapevole e diventa oggetto di sanzione morale in termini di approvazione o punizione

4

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

5 of 67

In entrambi i significati l’intenzionalità è una proprietà di certi (non tutti) stati mentali. Si manifesta e si esprime nella definizione di singole intenzioni

Intenzione

(condotta diretta al raggiungimento di uno scopo)

[Anscombe, Searle, Bratman]

5

Intenzione antecedente

“volontà e proposito di fare

delle cose”; progettazione e

pianificazione di un’azione per

il conseguimento di uno scopo

Intenzione-in-azione

capacità di intervenire in modo

intenzionale in una circostanza

imprevista o, comunque, non

pianificata

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

6 of 67

L’elaborazione di intenzioni richiede una condizione di coscienza

Coscienza

6

Consapevolezza delle proprie percezioni nel “qui e ora” (consapevolezza percettiva) e dei propri pensieri (consapevolezza cognitiva)

Funzione di riflessione sui propri processi mentali attraverso l’introspezione (consapevolezza metacognitiva e introspettiva)

Condizione di vigilanza focalizzata contrapposta a uno stato inconscio (funzione di monitoraggio e di controllo)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

7 of 67

7

Somiglianze

  • Disposizioni anticipatorie in grado di attivare la condotta del soggetto
  • Non sono né vere né false, ma possono essere soddisfatte da certe condizioni della realtà
  • Sono il “motore” motivazionale dell’azione dell’organismo

Intenzionalità e desiderio

Differenze

  • Il desiderio è soddisfatto non appena è raggiunto il risultato desiderato
  • Le intenzioni sono soddisfatte solo se producono le azioni che conducono al risultato che si intende raggiungere
  • L’intenzione è autoreferenziale; il suo contenuto proposizionale non è [succede x] o [faccio x], ma [faccio x per soddisfare la mia intenzione]

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

8 of 67

Intenzionalità, credenza e scelta

Intenzioni

Credenze

conoscenze idonee a rappresentare la realtà a livello cognitivo (mentre intenzione è esigenza di modifica)

8

Scelta

la scelta è di ordine superiore e l’intenzione è un sottoinsieme di ciò che uno sceglie, in quanto costituisce il risultato di una scelta *

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

9 of 67

9

Il concetto di intenzionalità

Gioco reciproco fra i partecipanti, caratterizzato da un processo di “intenzionalizzazione” (manifestazione di una data intenzione da parte del parlante) e da un processo di “re-intenzionalizzazione” (interpretazione dell’intenzione da parte del destinatario) [Anolli e Ciceri]

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

10 of 67

10

Informazione

senza la presenza di un

comportamento intenzionale

reciproco il messaggio è

soltanto informativo e non

comunicativo; quindi, la frase ha

solamente un valore informativo

Comunicazione

lo scambio comunicativo

avviene solo se il messaggio è

prodotto intenzionalmente dal

parlante ed è riconosciuto e

interpretato intenzionalmente dal

destinatario

Informazione e comunicazione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

11 of 67

L’intenzione comunicativa da parte del parlante

I livelli di intenzione

Il soggetto ha l’intenzione globale di comunicare qualcosa a un destinatario, in modo più o meno unitario e coerente

Grice

11

“ciò che è detto” (what is said) = intenzione informativa (rendere manifesto al destinatario un determinato contenuto)

“ciò che si intende dire” (what is meant) = intenzione comunicativa (m-intention: rendere consapevole il destinatario della propria intenzione informativa )

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

12 of 67

12

Intenzione comunicativa = rendere reciprocamente manifesto al destinatario e al parlante che il parlante ha una determinata intenzione informativa (Sperber e Wilson)

Intenzione globale = intenzione unitaria di voler comunicare qualcosa da parte di un comunicatore a un destinatario

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

13 of 67

La gradualità dell’intenzione comunicativa

Gradualità intenzionale: consente ai partecipanti di mettere regolarmente a fuoco e di calibrare i diversi atti comunicativi nel corso delle interazioni della vita quotidiana (in diverse situazioni, es…)

  • Forza dell’intenzione: è direttamente proporzionale all’importanza dei contenuti e delle informazioni trasmesse, alla rilevanza dell’interlocutore e alla natura del contesto
    • Processo di messa a fuoco, puntualizzazione e calibrazione del messaggio prodotto

13

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

14 of 67

14

  • Gerarchia delle intenzioni: un singolo atto comunicativo può essere governato da una pluralità di intenzioni, incapsulate una nell’altra e disposte in modo gerarchico �*

  • Principio della “pars pro toto”: nella produzione di un atto comunicativo il parlante può esprimere soltanto una parte dei suoi contenuti mentali (costrizione fisico-biologica a livello fonetico 5,4-7 sill/sec)

  • Opacità intenzionale
      • L’intenzione comunicativa, concretizzata in una frase o in un gesto, è limitata, parziale e sfumata
      • Lavoro inferenziale da parte del destinatario
      • Consente di evitare il rischio della trasparenza intenzionale

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

15 of 67

15

Intenzione comunicativa e attenzione

Stretta interdipendenza fra intenzione comunicativa e attenzione

  • L’attenzione consente di selezionare le informazioni più salienti e pertinenti per l’elaborazione di un determinato atto comunicativo

  • L’attenzione sostiene il processo di messa a fuoco e di realizzazione di una data intenzione comunicativa

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

16 of 67

Intenzione comunicativa e attenzione (continua)

Due tipi di processamento attentivo:

  • processamento automatico: rapido, coinvolge solo la memoria a breve termine e non richiede risorse attentive; possono svolgersi in parallelo diversi processi automatici senza interferenze reciproche e senza il controllo diretto del soggetto (attenzione orientata)

  • processamento controllato: lento, richiede una notevole mole di risorse attentive, si svolge in modo seriale sotto il costante controllo diretto del soggetto (attenzione assidua)

Il passaggio dal processamento automatico a quello controllato è reso possibile dall’esercizio attraverso l’acquisizione di abitudini

16

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

17 of 67

Intenzione comunicativa e attenzione (continua)

In base a questa distinzione variabilità continua e flessibilità estesa dell’intenzione comunicativa

  • Livello 0 (= informazione): il soggetto non ha una precisa intenzione comunicativa e reagisce in modo automatico a uno stimolo esterno (processamento pre-attentivo)
  • Livello 1 (= intenzioni semplici): presenza di intenzioni di primo livello che comprendono sia atti comunicativi altamente stereotipati, sia gli scambi comunicativi comuni e abitudinari; intervento dell’attenzione orientata
  • Livello 2 (= meta-intenzione): comparsa di una intenzione di secondo livello, in quanto il soggetto ha la consapevolezza di comunicare comunicando (battuta di spirito, frase ironica ecc.)

17

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

18 of 67

18

La sintonia semantica e pragmatica (SSP)

Processo che coordina in modo convergente e coerente i diversi sistemi di significazione e di segnalazione

    • In condizioni di default, qualsiasi atto comunicativo, pur essendo costituito da diverse componenti, si presenta in modo armonioso e unitario
    • Sorta di “coalizione” e fusione momentanea delle diverse parti del messaggio, le quali concordano le une con le altre

Significato modale: significato prevalente e predominante che assume un dato atto comunicativo in condizioni di default, quando viene applicato il principio “assumere per garantito”

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

19 of 67

19

Il modello SSP

L’ipotesi del SSP è conforme con il modello connessionista, che prevede un processamento distribuito parallelo (PDP) della conoscenza

    • La mente è formata da una rete complessa di connessioni che operano in parallelo
    • Un’intenzione comunicativa è vista come un pattern di attivazione di diverse unità (di input e di output), in cui ogni unità rappresenta il grado di presenza o di assenza di uno specifico pensiero

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

20 of 67

Il modello tradizionale della comunicazione

  1. un’entità mentale è costituita da un’occorrenza atomica e discreta posizionata in uno specifico indirizzo della memoria semantica

  • il significato e l’intenzione sono operanti in modo dicotomico secondo la legge del “tutto o niente” (modello CNS)

  • un dato significato è inserito in un sistema di altri significati e simboli

20

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

21 of 67

21

Il modello SSP

  1. un’entità mentale è costituita dal sistema di attivazione di diverse unità dove ognuna di esse corrisponde al grado di presenza (o assenza) di un certo significato e pensiero

  • sono possibili e realizzabili variazioni graduate e continue nella gestione del significato e dell’intenzione comunicativa

  • il significato è l’esito del sistema di attivazione della rete

  • l’apprendimento è possibile anche a partire da singoli esempi e il processo di generalizzazione consente di applicare il loro significato a nuove occorrenze

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

22 of 67

22

Il modello SSP (continua)

L’ipotesi del PCC è conforme con il concetto di spazio globale di lavoro (Baars)

L’esperienza consapevole e l’intenzione comunicativa sono il risultato di un’attività del sistema nervoso centrale in cui i diversi meccanismi di elaborazione delle informazioni competono fra loro per avere accesso alla possibilità di trasmissione. Il processore che vince distribuisce globalmente la sua informazione in tutto il sistema nervoso

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

23 of 67

23

L’intenzione comunicativa�e la generazione del messaggio

Il modello olistico-funzionale di Levelt

Le diverse unità dell’interazione comunicativa sono identificate e categorizzate come entità globali in base alla loro funzione

Levelt studio del processo che va dall’intenzione alla produzione del messaggio

La comunicazione è un’attività complessa che prevede l’intervento sinergico e convergente di diversi processi fondamentali

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

24 of 67

24

  1. Concettualizzatore: elaborazione di un’intenzione, selezione delle informazioni pertinenti, organizzazione delle modalità con cui esprimerle. Accede a:
    • conoscenze dichiarative (o proposizionali: proposizioni che stabiliscono una relazione fra due o più idee; “enciclopedia delle conoscenze”)
    • conoscenze procedurali (rappresentate dalla forma SE X, ALLORA Y; forma di “conoscenza in azione”; concernono i modi e i procedimenti con cui sono svolti i compiti nei diversi contesti)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

25 of 67

25

    • Messaggio preverbale: rappresentazione mentale di quanto il parlante intende comunicare all’interlocutore; output del Concettualizzatore. Due fasi:

      • macropianificazione: consapevolezza ed elaborazione di una data intenzione comunicativa, con il conseguente recupero delle varie informazioni da manifestare
      • micropianificazione:conferisce un’adeguata forma proposizionale a ognuna di queste parti dell’informazione e attribuisce una prospettiva informativa a ciò che il soggetto intende comunicare

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

26 of 67

  • Formulatore: traduce la struttura concettuale in una struttura linguistica. Ha come input il messaggio preverbale. Due fasi:

    • codificatore grammaticale: procedure per avere accesso ai lemmi e per realizzare la costruzione sintattica del messaggio. Produce la struttura di superficie del messaggio

    • la struttura di superficie è sottoposta al codificatore fonologico: individua il piano fonetico (o articolatorio) corrispondente a ogni lemma e alla proposizione nella sua totalità

L’output del Formulatore è il piano fonetico del messaggio, ovvero il piano per la sua articolazione

26

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

27 of 67

Il modello olistico-funzionale di Levelt (continua)

  • Articolatore: procede all’esecuzione del messaggio per mezzo della muscolatura dell’apparato respiratorio e degli altri organi di fonazione

L’output dell’Articolatore è il discorso pronunciato

  • Sistema di Comprensione del Parlato: favorisce il processo di riattribuzione di significato ai suoni emessi attraverso un processo di ascolto (auto-monitoraggio) dei propri enunciati

27

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

28 of 67

28

Il modello olistico-funzionale di Levelt (continua)

Il modello olistico-funzionale di Levelt segue una pianificazione top-down del messaggio:

  • importanza del piano e del programma cognitivo sottesi alla generazione del messaggio, nonché dei vincoli centrali della sua esecuzione
  • l’intenzione comunicativa resta al centro della produzione del messaggio e svolge la funzione di produzione di senso (sense-making)

Limiti teorici:

  • spiegazione della generazione di un messaggio come processo globale e come attività decontestualizzata
  • non spiega la variabilità e la presenza di incoerenze nella produzione dei messaggi, poiché questi ultimi sono considerati come conformi al piano generale

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

29 of 67

Il modello della gestione locale del messaggio

Nessun messaggio è pianificato né eseguito secondo un insieme astratto e universale di regole, bensì secondo le condizioni del contesto di riferimento (O’Keefe e Lambert)

La generazione di ogni messaggio dipende dalla capacità di gestione locale dei pensieri e delle condizioni contestuali da parte del parlante, in rispondenza di una data intenzione comunicativa e in riferimento a uno specifico destinatario

29

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

30 of 67

30

  • Fuoco comunicativo = processo attivo di concentrazione dell’attenzione e dell’interesse del parlante su certi aspetti della realtà

  • È guidato da una specifica intenzione e si svolge lungo un certo percorso comunicativo che il soggetto percorre attraverso il campo dei propri pensieri

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

31 of 67

31

Intenzioni e strategie comunicative

Strategia comunicativa:

  • organizzazione strategica dell’atto comunicativo attraverso la selezione dei contenuti da manifestare e delle modalità espressive da seguire
  • scelta dell’azione comunicativa più pertinente in una certa situazione
  • ha un carattere di contingenza (pone a confronto diverse rappresentazioni di situazioni precedenti simili ed equivalenti e adatta alla situazione presente il percorso ritenuto più produttivo e consono)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

32 of 67

32

La strategia comunicativa (continua)

  • ha carattere di novità (implica l’impegno cognitivo di generare un percorso comunicativo ad hoc, ottimizzando le opportunità e riducendo i vincoli)

  • implica un processo attento di calibrazione cognitiva e affettiva del messaggio (coordinamento e regia di una sequenza articolata di livelli comunicativi, implica il controllo di numerosi gradi di libertà)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

33 of 67

33

Intenzioni e strategie comunicative

Il processo di calibrazione comunicativa: è di difficile gestione, poiché siamo in grado di conoscere il livello di forza e di efficacia di una determinata azione comunicativa soltanto a posteriori e non a priori

Intenzione e strategia comunicativa

Rapporto uno-a-molti: una data intenzione può trovare diversi

percorsi strategici di comunicazione e, viceversa, una data

strategia comunicativa non esprime in modo biunivoco una

corrispondente intenzione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

34 of 67

34

L’intenzione comunicativa da parte del destinatario

L’ipotesi dell’intenzionalismo

  • Psicologia del senso comune: l’intenzione manifestata dal parlante pone dei vincoli rilevanti per il suo riconoscimento da parte del destinatario

  • Il significato di un atto comunicativo dipende dall’intenzione del parlante; il compito del ricevente è quello di riconoscere e di ricostruire l’intenzione di “partenza” del parlante medesimo

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

35 of 67

Il problema della trasparenza intenzionale

Meaning intention (o m-intention): P sa che A sa che P sa che A sa (e così senza fine) che P ha una determinata intenzione comunicativa; condivisione consapevole dell’intenzione comunicativa del parlante (Grice)

Reciproca consapevolezza fra il parlante e l’interlocutore

Rischio della trasparenza intenzionale

(la comunicazione è il risultato di un’intenzione complessa che è soddisfatta nel medesimo momento in cui è riconosciuta dal destinatario)

35

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

36 of 67

36

Dalla reciprocità intenzionale�all’attribuzione di intenzione

Reciprocità intenzionale

L’obiettivo comunicativo del parlante è quello di modificare l’ambiente cognitivo del destinatario

Per avere successo, lo scambio comunicativo dev’essere caratterizzato non solo dalla manifestazione di un’intenzione comunicativa da parte del parlante (m-intention), ma anche del suo riconoscimento da parte del destinatario

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

37 of 67

37

Reciprocità intenzionale (continua)

Interazionismo simbolico (Mead) spiega la nozione di reciprocità intenzionale attraverso l’uso di una forma di conoscenza detta analogia con il sé:

Egli è come me. Di conseguenza, sono nella situazione per capire la sua intenzione

Idea di riconoscimento concezione bidirezionale della comunicazione, ma comporta a livello implicito una direzione asimmetrica della responsabilità comunicativa:

il parlante appare più importante del destinatario

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

38 of 67

38

Reciprocità intenzionale (continua)

Riconoscimento dell’intenzione dipendenza semantica del destinatario rispetto al parlante:

L’attività comunicativa del destinatario consiste in una specie di “lavoro filologico” di interpretazione semantica dell’intenzione del secondo

Opacità intenzionale: scarto sistematico fra l’intenzione del parlante (non accessibile direttamente in modo esaustivo e completo) e il suo riconoscimento da parte del destinatario (parziale e limitato)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

39 of 67

Attribuzione di intenzione

Il principio del “totum ex parte”: il destinatario attribuisce un’intenzione completa e coerente all’atto comunicativo del parlante sulla base di un insieme ristretto e limitato di indizi e di elementi comunicativi

  • il concetto di “riconoscimento” risulta essere insufficiente per spiegare l’attività di interpretazione del destinatario

Attribuzione di una intenzione: il ricevente ha l’atteggiamento mentale di attribuire un’intenzione comunicativa al messaggio del parlante

39

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

40 of 67

40

Attribuzione di intenzione (continua)

Alcune proprietà del processo di attribuzione:

  • è un processo autonomo, realizzato soltanto dal destinatario
  • è un processo attivo, poiché dipende soltanto dalle abilità e dall’attività del ricevente
  • è un processo soggettivo, in quanto esprime il suo punto di vista e la sua sensibilità

Il destinatario può riconoscere l’intenzione del parlante in modo

preciso e attendibile, ma ha anche la possibilità di attribuirgli

un’intenzione differente per raggiungere determinati

suoi scopi relazionali

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

41 of 67

41

Attribuzione di intenzione (continua)

Prospettiva machiavellica della politica: si assume come standard di azione l’atteggiamento mentale di attribuire all’avversario l’intenzione più malevola e sfavorevole, in modo da:

    • avere maggiori probabilità di prevenire e di difendersi dalle sue mosse

    • elaborare strategie efficaci di intervento, con più elevate probabilità di successo

Differenza nei punti di vista del parlante e del destinatario implica e presuppone in ogni caso una loro diversa interpretazione e un differente percorso di senso in relazione ai medesimi episodi

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

42 of 67

42

La pluralità di interpretazioni dell’intenzione comunicativa

Manifestazione dell’estesa gamma di gradi di libertà a disposizione del destinatario

    • il significato letterale (o figurato) di un enunciato dipende dall’attribuzione di intenzione operata dal destinatario; l’interpretazione letterale è una fra le diverse soluzioni a disposizione

    • l’interpretazione autentica: problema di avvicinamento alla reale intenzione del parlante attraverso un processo di graduale approssimazione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

43 of 67

43

La pluralità di interpretazioni dell’intenzione comunicativa

(continua)

Il principio del “assumere per garantito” (taking-for-granted): il destinatario propende ad accogliere il primo senso dell’atto comunicativo che gli viene in mente e che non è immediatamente contraddetto da un altro significato

L’attribuzione delle intenzioni comunicative rappresenta per il destinatario un compito psicologico importante, sottile e impegnativo in molti giochi comunicativi

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

44 of 67

44

La pluralità di interpretazioni dell’intenzione comunicativa

(continua)

Il significato appartiene all’atto comunicativo per la

sua posizione intermedia fra i partecipanti: esso non

è dato né dall’attività comunicativa svolta dal parlante

Soltanto, né da quella messa in atto dal destinatario,

bensì dalla loro attività congiunta in un processo

condiviso di comprensione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

45 of 67

45

Processi di inferenza nell’attribuzione�delle intenzioni comunicative

Comprensione inferenziale: il destinatario è in grado di elaborare una ipotesi sul significato del messaggio a partire dagli indizi comunicativi

Inferenza = forma di ragionamento nella quale un’ipotesi è ammessa come accettabile sulla base di altre ipotesi la cui accettabilità è ammessa in partenza

Modelli mentali = rappresentazioni mentali di situazioni reali, ipotetiche o immaginarie impiegate dal destinatario durante l’attività inferenziale

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

46 of 67

46

L’inferenza non dimostrativa nell’attribuzione delle intenzioni comunicative

Inferenza dimostrativa = applicazione di regole deduttive a un insieme di premesse di partenza (sillogismo)

Inferenza non dimostrativa = un’ipotesi su quanto comunicato può essere confermata, ma non deduttivamente dimostrata

    • la forza di un’ipotesi di spiegazione e di interpretazione di quanto comunicato dipende dal grado di plausibilità di tale ipotesi
    • entrano in gioco ipotesi fattuali, connesse con la rappresentazione di fatti e di episodi contingenti che vengono a costituire l’oggetto dello scambio di comunicazione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

47 of 67

47

L’inferenza non dimostrativa (continua)

Regole di eliminazione

Modus ponendo ponens

input (i) P

(ii) se P allora Q

output Q

Modus tollendo ponens

a) input (i) P o Q (ii) non P output Q

b) input (i) P o Q

(ii) non Q

output P

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

48 of 67

48

L’inferenza non dimostrativa (continua)

Sulla scorta di questi procedimenti, il destinatario è in grado di fare delle implicazioni su quanto comunicato dal parlante, cioè di inferire di più di quanto venga detto

In condizioni di comunicazione per default, i partecipanti fanno riferimento a rappresentazioni mentali incomplete e approssimative

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

49 of 67

49

L’inferenza abduttiva e le euristiche

nell’attribuzione delle intenzioni

Analisi dei processi inferenziali: tre forme fondamentali di inferenza (Peirce)

Ciascuna combina in modo differente tre aspetti:�una regola, un esempio particolare (o caso), il risultato

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

50 of 67

50

Deduzione

Regola Tutti i fagioli contenuti in questo sacco sono bianchi

Caso Questi fagioli provengono da questo sacco

Risultato Questi fagioli sono bianchi

Tipo di inferenza monotonica in cui passiamo con il ragionamento da una regola (o generalizzazione) a un caso particolare; in tal modo non otteniamo nessun guadagno semantico in termini di comunicazione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

51 of 67

51

Induzione

Caso Questi fagioli provengono da questo sacco

Risultato Questi fagioli sono bianchi

Regola Tutti i fagioli contenuti in questo sacco sono bianchi

Forma di inferenza non monotonica nella quale passiamo da molti casi particolari a una generalizzazione (o legge)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

52 of 67

52

Abduzione

Regola Tutti i fagioli contenuti in questo sacco sono bianchi

Risultato Questi fagioli sono bianchi

Caso Questi fagioli provengono da questo sacco

Tipo di inferenza non monotonica in cui si passa a ritroso dagli effetti alle cause, nel tentativo di spiegare qualcosa che è già accaduto; si procede per congetture e si tenta di indovinare una soluzione

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

53 of 67

53

L’inferenza abduttiva (continua)

Negli scambi comunicativi quotidiani facciamo

ricorso, di solito, all’inferenza abduttiva per capire ciò

che l’altro comunica

Non avendo a disposizione una rappresentazione completa di quanto l’altro comunica, non siamo in grado di fornirne una spiegazione esauriente e, di conseguenza, siamo portati a indovinare e a fare delle congetture su quanto viene comunicato

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

54 of 67

54

L’inferenza abduttiva (continua)

Il procedimento abduttivo è influenzato dai processi di fissazione comunicativa:

  • concentrazione attentiva su aspetti parziali e limitati di quanto è stato comunicato, assumendoli come se fossero la totalità del messaggio

  • è una forma di fissità funzionale dell’attenzione e del pensiero

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

55 of 67

55

Le euristiche

Entrano in azione le euristiche: procedimenti logici, forme semplificate ed economiche di ragionamento, in grado di ridurre la complessità degli elementi e di fornire una spiegazione “al meglio” di quanto viene comunicato

  • Euristica della rappresentatività: la tendenza a ritenere accettabile o meno un’affermazione in base alle conoscenze stereotipate in proprio possesso

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

56 of 67

56

Le euristiche (continua)

  • Euristica della conferma: la tendenza a identificare soltanto gli indizi che confermano la propria ipotesi

  • Euristica della disponibilità: la tendenza a ritenere credibile un’affermazione circa un determinato evento, in quanto è conforme con la probabilità di frequenza di quell’evento

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

57 of 67

57

Il ragionamento controfattuale

Ragionamento controfattuale: sorta di simulazione mentale in cui si modifica un antecedente, in modo da ottenere un esito diverso da quello reale; tale modificazione prende la forma di SE … ALLORA

INFERENZA ABDUTTIVA

+

RICORSO ALLE EURISTICHE

+

RAGIONAMENTO CONTROFATTUALE

=

RAZIONALITA’ LIMITATA

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

58 of 67

58

La razionalità limitata

  • I partecipanti non comunicano come se fossero dotati di una razionalità olimpica, perfetta ed esente da limiti e imperfezioni

  • I partecipanti possono raggiungere, di volta in volta, soltanto un ottimo locale sul piano della comunicazione

  • Di conseguenza, l’attribuzione di una intenzione comunicativa al messaggio del parlante è indeterminata, poiché può prendere diversi percorsi, nessuno dei quali è privilegiato né pienamente prevedibile

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

59 of 67

59

La sincronia comunicativa

Nella gestione dell’interazione comunicativa, gli interlocutori sono sul medesimo piano e condividono la stessa responsabilità nella gestione della interazione comunicativa

Comunicazione = forma di partecipazione: prodotto congiunto della collaborazione fra gli interlocutori

  • Coordinazione interattiva: quando le persone comunicano, devono adattare i loro stili le une con le altre

  • Adattamento reciproco: le persone devono adattare la loro condotta, sincronizzare i loro tempi e il loro ritmo

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

60 of 67

60

La sincronia comunicativa (continua)

Sincronia comunicativa: proprietà globale e

fondamentale della comunicazione

    • La dimensione temporale è molto importante nell’organizzare la sequenza degli scambi comunicativi

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

61 of 67

61

La sincronia comunicativa (continua)

Teoria dell’accomodazione comunicativa (Communication Accomodation Theory, CAT): le strategie di sintonizzazione e di accomodazione consistono in una gamma estesa di segnali linguistici e non linguistici

  • Possibilità di adattare i nostri atti comunicativi a quelli del partner. La sequenza degli scambi può assumere due direzioni:

    • convergenza: le modalità comunicative di entrambi gli interlocutori diventano più simili e assumono una forma omogenea

    • divergenza: le differenze diventano progressivamente più grandi e si crea un processo di scismogenesi

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

62 of 67

62

La sincronia comunicativa (continua)

L’emergenza dei modelli di sincronizzazione e di adattamento ha un’importanza cruciale nell’assicurare efficacia e comprensibilità alla comunicazione

Questa condizione diventa essenziale nelle fasi di transizione relazionale, quando si mettono in atto significativi processi di allontanamento e di avvicinamento (es. seduzione)

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

63 of 67

63

Le intenzioni collettive

Genesi e comprensione delle intenzioni collettive (Searle)

Concezione capitalista

le intenzioni collettive non sono altro che la

somma delle intenzioni individuali

Concezione additiva e meccanicistica: tante intenzioni individuali non danno come risultato finale un’intenzione collettiva; nell’intenzione collettiva vi è una forma di cooperazione che non è generata dalla somma di singole intenzioni individuali

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

64 of 67

64

Le intenzioni collettive (continua)

Concezione socialista

le intenzioni collettive sono generate da una

mente e da una coscienza di gruppo

Non esiste una mente di gruppo, né un inconscio di gruppo; la società è formata soltanto da individui e la coscienza è soltanto nella mente degli individui

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

65 of 67

65

Le intenzioni collettive (continua)

Searle: intenzioni collettive (We-intentions)

  • Sono espresse nella seguente forma: “Noi intendiamo fare l’azione A”, esistente nella mente di ogni agente che agisce come parte del gruppo

  • Il contributo personale è rappresentato dalla forma: “Io intendo fare l’azione B come parte del nostro fare l’azione A

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

66 of 67

66

Le intenzioni collettive (continua)

Intenzione individuale: “ottenere lo scopo A per mezzo dell’azione B

Intenzione collettiva: “ottenere lo scopo collettivo A per mezzo delle azioni individuali B

Nell’intenzione collettiva la componente individuale dell’azione collettiva svolge il ruolo di mezzo rispetto allo scopo collettivo e condiviso interdipendenza e influenza reciproca fra le due componenti

Tuttavia, vi è un’unica rappresentazione mentale che congiunge in modo unitario l’intenzione individuale e locale con l’intenzione collettiva e globale

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione

67 of 67

67

Le intenzioni collettive (continua)

Un’efficace realizzazione delle intenzioni collettive comporta il senso dell’altro come partecipante a un’attività di collaborazione e cooperazione

Il senso dell’altro favorisce il senso della squadra e la consapevolezza di “cantare in coro”, pur ciascuno con la propria voce e la propria mente

Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2006Capitolo IV. Intenzione e comunicazione