1 of 53

2 of 53

2

Il Denaro digitale

Maurizio Ardito

3 of 53

Abbiamo visto come le tecniche di cifratura consentano di effettuare operazioni in sicurezze e quindi ci permettono di utilizzare sistemi quali quelli di home banking on line.

Tuttavia anche la criminalità organizzata ha adottato le tecnologie digitali per espandere le proprie attività illecite.

Ormai le nuove (e vecchie) mafie operano in ambito digitale attraverso sofisticate truffe, frodi e riciclaggio digitale di denaro, anche approfittando dell’anonimato (quasi) garantito in molte operazioni.

Il vecchio contante (ricordate il pagamento in contante con banconote di piccoli taglio dei sequestri e dei ricatti), viene sempre più spesso affiancato a transazioni in criptomonete.

Le attività più pericolose non avvengono in rete in chiaro ma nel dark web. Qui si concentra l’attività più oscura e illegale: spaccio di droga, compravendita di armi o documenti rubati.

Giulio Brusasco ci spiegherà come funziona.

Ma molto spesso i crimini avvngono nel drk web, ma le truffe avvengono tramite phishing che agisce nel web in chiaro

4 of 53

Il phishing è un tipo di truffa effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale.

In molti casi è l’utente stesso a fornire i dati (ad esempio sperando di ottenere qualche fantomatico rimborso) in altri casi cliccando su qualche link importa un Malware e cede inconsapevolmente il controllo del proprio computer al truffatore che quindi ha accesso a tutte le informazioni e può anche seguire in diretta le operazioni, copiando anche le password utilizzate.

5 of 53

Non avremo tempo per entrare nel dettagli.

Vi consiglio la lettura di un libro pubblicato da Il Sole 24 che permette di iniziare a capire le dimensioni del mercato, le implicazioni e le tecniche utilizzate scritto da due esperti affidabili.

6 of 53

Di che cosa parliamo

Numero di criptovalute: 9.879

Totale capitalizzazione mercato: 2290 Miliardi di dollari

Vol. (24h):78,55 Miliardi di dollari

BTC: 57,5% ETH: 13,2%

PIL Italia 2023 2254.85 Miliardi di dollari

Il volume di cripromonete negoziate in un giorno è superiore all’interscambio annuo che di 73,9 miliardi di euro Italia Cina

Secondo le stime più recenti il settore in Italia vale 2,7 miliardi di euro con un incremento dell’85% rispetto al 2023

7 of 53

$Trump, la criptomoneta lanciata da Trump a poche ore dal giuramento, supera i 5 miliardi di capitalizzazione.

l presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha recentemente annunciato il lancio della propria criptovaluta che, non a caso, si chiama $Trump. Dopo poche ore dalla comunicazione, la valutazione complessiva della cripto è salita fino a diversi miliardi di dollari, complice anche Truth, il suo social network, e X, dove Trump ha presentato la nuova valuta come una «moneta meme». Così, dopo sole 11 ore dall’annuncio, la “meme coin” ha guadagnato quasi il 16mila %

Partita con un valore di soli 18 centesimi, la criptovaluta ha raggiunto un picco di 32,61 dollari in meno di 24 ore, per poi stabilizzarsi intorno ai 28,2 dollari

Se e decidesse di vendere il resto delle sue monete al valore attuale, realizzerebbe un guadagno di oltre 27 miliardi di dollari.

8 of 53

Il denaro moderno è un po’ come la religione, è basato su promesse, sulla fiducia e sulla speranza che nessuno sollevi troppi dubbi. Ogni euro rappresenta un patto implicito: “Io prometto che questo pezzo di carta (o file digitale) vale qualcosa, e funziona solo se anche tu credi che valga.” Con le criptomonete è la stessa cosa. È una performance collettiva, un teatro monetario in cui tutti recitano un ruolo. È un gioco di prestigio finanziario così ben orchestrato che ci siamo abituati a non guardare troppo da vicino.

Dopotutto, nessuno vuole sapere veramente come siano fatti gli involtini, che la mia mamma chiamava «Misteri di Parigi» … o i soldi.

9 of 53

10 of 53

 

11 of 53

 

12 of 53

13 of 53

Il governo stava pensando di aumentare la tassazione dei ricavi da criptomonete dal 26 al 42 % in controtendenza rispetto alla politica europea (in ad esempio Germania non c’è nessuna tassa per investimenti detenuti per 12 mesi).

Questa ipotesi è poi stata ritirata nel corso della discussione.

Regime di tassazione approvato:

  • tassazione fino al 2024: imposta sostitutiva del 26% e soglia di non imponibilità di 2.000 euro nel periodo di imposta;
  • tassazione 2025 (transitoria): imposta sostitutiva del 26%, senza soglia di non imponibilità;
  • tassazione dal 2026 (a regime): imposta sostitutiva del 33%, senza soglia di non imponibilità.

14 of 53

14

Come abbiamo visto, c’è chi percepisce la tecnologia blockchain come una rivoluzione così radicale da mettere in discussione anche il ruolo e l’esistenza stessa dei sistemi di intermediazione, a partire dalle banche.

15 of 53

15

C’è un aspetto fondamentale che differenzia la blockchain – il registro digitale, distribuito, anonimo che rende possibile l’esistenza dei bitcoin e non solo – dalle altre grandi innovazioni tecnologiche di questi anni: la forte impronta ideologica che ne sta alla base e che si può riassumere nella volontà di rendere superflua ogni forma di entità centrale (governi, aziende, banche e qualunque istituzione si frapponga tra i liberi cittadini/proprietari). Una sorta di versione tecnologica dell’anarco-individualismo.

Andrea Daniele Signorelli

16 of 53

L’obiettivo ultimo della blockchain, e delle applicazioni che su essa si reggono (le criptomonete, ma anche gli smart contracts o le organizzazioni decentralizzate), è infatti quello di liberare l’uomo da qualunque forma di fiducia che siamo oggi costretti ad accordare agli intermediari che regolano buona parte delle nostre vite di cittadini. Grazie alla blockchain, almeno nella teoria, resterebbero solo liberi individui che scambiano beni e prendono accordi tra di loro, approfittando degli automatismi garantiti da questa tecnologia. In questa utopia libertaria non ci sono banche, non ci sono notai, non ci sono finanziarie; un domani, volendo esagerare, forse nemmeno governi: ogni ente centrale viene sostituito da un codice matematico che non richiede più nessuna fiducia in enti centrali e che non può essere manomesso.

16

17 of 53

C’è anche chi ritiene che la blockchain sia solamente un database obsoleto e molto pesante e insostenibilmente energivoro, ma non mi risulta siano state fatte proposte concrete per sostituirla nella gestione delle criptomonete

18 of 53

18

Vantaggi

I vantaggi del Bitcoin sono molteplici. Le transazioni sono generalmente anonime, non è necessario presentare delle garanzie per l’apertura del conto, non ci sono limiti sul volume degli scambi.

Libertà di pagamento

Il Bitcoin permette di inviare una qualsiasi somma di denaro, rapidamente e senza rischi, in qualsiasi parte del mondo. Non c’è alcun limite imposto dal protocollo: l’utente è titolare del proprio denaro e ne può fare quello che vuole. Ricordate che se il denaro viene depositato in banca questa ne diventa la proprietaria.

Basse commissioni

La rete Bitcoin non prevede alcun tipo di commissione, ma è possibile pagare un piccolo extra che garantisce un trattamento prioritario nelle transazioni. Questo significa che i nostri bitcoins saranno processati più velocemente.

Sicurezza

Le transazioni sono sicure e non contengono dati sensibili che possono far risalire all’utente . Inoltre, gli attacchi hacker sono molto più improbabili, di quanto può accadere con un qualsiasi altro processore di pagamento.

Indubbiamente, però, bisogna adottare tutte le precauzioni del caso per proteggere il proprio wallet. Ad esempio attivando l’autenticazione in due passaggi, scegliere una password che non sia la data di nascita e, nel caso di un wallet radicato nell’hard disk, tenere il computer disconnesso dalla rete.

Indipendenza dalle banche

Il vantaggio maggiore è che nessuno può influire l’andamento del bitcoin. Come abbiamo già ribadito, non esiste un’autorità centrale che può immettere nuova valuta nel flusso monetario, abbassando il valore dei bitcoin in circolazione.

19 of 53

19

Svantaggi

Se il bitcon ha tanti vantaggi, ci sono altrettanti problemi da considerare. Innanzitutto è per il momento accettato da una piccola parte di mercato. Anche se ogni giorno l’offerta si amplia, il bitcoin è ancora scarsamente utilizzato.

Ci vorranno anni affinché sia conosciuto e accettato dalle masse, un po' come quanto accaduto con Paypal, ma non dimentichiamoci che molti commercianti sono ancora restii a installare il POS nel loro negozio.

Dobbiamo poi considerare la grande speculazione in corso, che determina ampie e improvvise fluttuazioni. Questo fatto è sicuramente invitante per speculatori e investitori, ma chi vuole stare un po’ più tranquillo, difficilmente accetterà come pagamento una valuta che è passata da 300 dollari a 100000 dollari in pochi anni. Perché potrebbe succedere anche l’esatto opposto.

Il Bitcoin è ancora in fase di sviluppo, molte caratteristiche devono essere ancora aggiunte e migliorate. Non dimentichiamoci che questo protocollo non ha neanche 20 anni, lo potremmo definire quasi una startup, un esperimento sociale mai visto prima.

Nessuno è in grado di prevedere ciò che succederà quando sarà terminata la creazione di bitcoin.

20 of 53

Le valute virtuali e la DLT (Distributed Ledger Technology) possono contribuire positivamente al benessere dei cittadini e allo sviluppo economico, anche nel settore finanziario

20

21 of 53

21

Nel settore sanitario, le blockchain potrebbero rivelarsi incredibilmente utili nella gestione e archiviazione dei più disparati documenti di carattere medico. Cartelle cliniche, fatture, risultati di ricerca e test hanno, infatti, saturato i professionisti del settore e i sistemi da loro usati.

https://www.wired.it/scienza/medicina/2018/01/31/blockchain-sanita/

La tecnologia dietro al Bitcoin potrebbe cambiare il mondo della sanità

22 of 53

22

La Bce ha lanciato un sondaggio

«Potrebbe il Bitcoin rappresentare una valida alternativa alle monete tradizionali?».

Il 75% ha risposto «Sì» a fronte di un 13% di contrari e un 12% di indecisi.

23 of 53

24 of 53

24

CBDC Central bank digital currencies

Monete digitali delle banche centrali

Nell'ultimo decennio, l'avvento delle nuove tecnologie e l’evoluzione dei sistemi informativi ha fortemente scosso l’ecosistema bancario e finanziario. Gli operatori finanziari hanno trasformato fortemente i propri servizi, tramite il cosiddetto fenomeno del FinTech, e, allo stesso tempo, la nostra vita e le nostre abitudini di pagamento sono radicalmente cambiate, abbracciando appieno la rivoluzione apportata dalle innovazioni digitali. In quest’ambito, l’avvento di Bitcoin e delle criptovalute è stato catalizzatore di una vera e propria rivoluzione.

Le CBDC sono un concetto relativamente nuovo, ma la fase esplorativa e sperimentale da parte di diverse Banche Centrali a livello mondiale è già inoltrata, così come l'interesse nel comprendere come nuove tecnologie, quale la Blockchain, possano supportare la creazione di una nuova forma di moneta che rechi vantaggi in tutte le sue applicazioni.

Risposta delle Banche Centrali

25 of 53

25

Una stablecoin è un tipo di criptovaluta destinata ad avere un prezzo stabile (o relativamente stabile), ancorato al valore di una valuta emessa da un governo, come ad esempio il dollaro statunitense. L’obiettivo è chiaro: offrire i vantaggi delle criptovalute classiche evitando la loro volatilità.

Le criptovalute utilizzano tecnologie di tipo peer-to-peer (p2p) su reti i cui nodi risultano costituiti da computer di utenti,. Non c'è attualmente alcuna autorità centrale che le controlla. Sono caratterizzate da volatilità

Monete digitali emesse da Banche Centrali

26 of 53

26

27 of 53

27

Come vedete, ci sono molte nazioni importanti che stanno assumendo un ruolo guida nello sviluppo della CBDC, tra cui Cina, Svezia, Giappone e Francia. Tutti questi paesi stanno lavorando sui propri CBDC da anni, a questo punto, quindi hanno un bel vantaggio sui nuovi arrivati ​​

28 of 53

L’Unione Europea sta studiando, insieme alle banche centrali nazionali dei paesi dell’area dell’euro, la possibilità di introdurre un euro digitale. Si tratterebbe di una valuta digitale della banca centrale, un equivalente elettronico del contante. Affiancherebbe banconote e monete, offrendo alle persone più scelta su come pagare.

Un euro digitale sarebbe un mezzo di pagamento elettronico accessibile gratuitamente a tutti. Come oggi il contante, sarebbe uno strumento sicuro e privato, utilizzabile in qualsiasi paese dell’area dell’euro. In una società sempre più digitalizzata, un euro digitale rappresenterebbe un’evoluzione naturale della moneta unica.

Euro digitale

29 of 53

Probabilmente verrà gestito tramite la tecnologia blockchain

Per poterlo utilizzare sarà necessario creare un wallett digitale (che potrà essere depositato direttamente in BCE) non ci sarà bisogno di aprire un conto corrente pertanto sarà possibile utilizzarlo senza l’intermediazione di banche commerciali. Potrà essere utilizzato anche off line.

Sarà possibile prefinanziare il conto in euro digitale tramite Internet o bancomat e di eseguire transazioni offline direttamente tra dispositivi come telefoni cellulari o carte di pagamento, senza l'intermediazione di terzi. La Bce sta esplorando le tecnologie esistenti sul mercato che potrebbero supportare la regolazione delle transazioni digitali in euro offline direttamente sui dispositivi degli utenti. In parallelo sono in corso valutazioni per garantire che questi pagamenti siano fluidi, sicuri e semplici da utilizzare.

Per le operazioni offline, gli utenti potranno impiegare dispositivi mobili. L'Eurosistema sta anche esaminando l'uso di smart card, sia alimentate a batteria che non, che potrebbero utilizzare un dispositivo bridge per comunicare.

30 of 53

31 of 53

Attualmente non esiste un’opzione di pagamento digitale europea che copra l’intera area dell’euro. In 13 paesi su 20 si utilizzano circuiti internazionali per i pagamenti con carta. Un euro digitale sarebbe un mezzo di pagamento elettronico europeo accessibile e accettato in tutti i paesi dell’area dell’euro analogamente all’euro in contanti..

La fase di preparazione, iniziata nel novembre 2023, è finalizzata al potenziale sviluppo dell’euro digitale, sulla base dei risultati della fase istruttoria. Si prevede si concluda in cinque anni.

Un euro digitale renderebbe la vita più semplice offrendo qualcosa che attualmente non esiste: uno strumento digitale accettato universalmente in tutta l’area dell’euro per i pagamenti nei negozi, online o tra persone. Come il contante, un euro digitale sarebbe privo di rischi, ampiamente accessibile, facile da usare e gratuito per le funzioni di base.

32 of 53

Gli importi in euro digitali sarebbero memorizzati in un portafoglio elettronico (wallet), che gli utenti creerebbero direttamente presso la BCE o presso la propria banca. Con questo strumento si potranno effettuare tutti i consueti pagamenti elettronici (nel negozio vicino a casa, online, trasferimento soldi a un amico...) tramite telefono o carta, online o offline.

Quando si ritirano 100 euro al Bancomat, il saldo sul CC si riduce di 100 euro, ma si riceve questo importo in contanti da utilizzare per effettuare pagamenti.

Con 100 euro digitali sarebbe lo stesso, ma anziché convertire in contanti il denaro sul conto, lo si convertirà in euro digitali.

33 of 53

Come nel caso delle criptomonete, per prima cosa, si deve creare un wallet in euro digitali presso una banca. In alternativa ci si potrà rivolgere a un ufficio pubblico designato, ad esempio le Poste.

Caricato il wallet magari con un sotto wallet sul telefonino, si potrà iniziare a pagare con gli euro digitali come fossero contanti.

34 of 53

34

Anche la Banca di Israele starebbe lavorando a una criptovaluta per sostituire il denaro contante. Invece di portare nel portafoglio una banconota, ad esempio da 200 shekel, gli israeliani potrebbero semplicemente avere una linea di codice sul loro smartphone che rappresenta 200 shekel, che passerebbe di mano, anzi di telefono, attraverso lo smartphone 

Al centro del sistema ci sarebbe la Banca di Israele, l’equivalente della Banca d’Italia, che fornirebbe le criptovalute così come fornisce i contanti alle banche: entrerebbero in circolazione dalle normali banche, da sportelli automatici o con lo scambio fra persone. Tutte le transazioni a differenza di quelle con il contante sarebbero tracciabili.

Israele è nelle fasi iniziali dello sviluppo del CBDC, secondo recenti rapporti, e ha deciso di utilizzare Ethereum. Il responsabile del progetto CBDC della banca centrale, Yoav Soffer, ha spiegato che hanno deciso di utilizzare la tecnologia ETH per una prova, non perché si aspettano che questa sarà la tecnologia che utilizzeranno, ma perché era disponibile.

Lo scopo di questa prova è semplicemente cercare di identificare i vantaggi e gli svantaggi delle valute digitali e, solo per questo, Ethereum è una soluzione altrettanto valida di qualsiasi altra cosa.

35 of 53

Nel 2021 il bitcoin diventa ufficialmente moneta legale di El Salvador. In questo modo El Salvador si conquista il primato mondiale come prima nazione che utilizzerà il bitcoin come moneta di scambio nel tentativo di svincolarsi parzialmente dal dollaro.

A partire dal 2021 El Salvador ha acquistato bitcoin per un valore complessivo di 270 milioni di dollari: un investimento enorme per una nazione il cui prodotto interno lordo è pari a 34 miliardi di dollari (in proporzione, è come se il governo italiano decidesse di acquistare poco meno di due miliardi di euro in bitcoin).

Questa scelta è stata aspramente corticata dall'opposizione e a livello internazionale a causa della volatilità del bitcoin.

Nel 2024 El Salvador per ottenere un prestito di 1,4 miliardi di dollari da parte del FMI ha accettato di limitare l’acquisto di bit coin e di eliminare la clausula che obbligava le aziende ad accettare pagamenti in bit coin

El Salvador

36 of 53

Il Bhutan ha investito in criptovalute, per un totale di 780,49 milioni di dollari soprattutto in Bitcoin

Questo valore rappresenta circa il 25% del PIL del paese per il 2023.

Il Buthan ha iniziato a fare mining nel 2019 quando il bitcoin valeva 8000 dollari.

Oggi è la quarta nazione al mondo per riserve in bitcoin

37 of 53

37

A partire dal primo luglio 2016, nella città di Zugo, capitale di uno dei Cantoni più ricchi della Svizzera, è possibile pagare in bitcoin alcuni servizi pubblici, tra cui la sanità ed i trasporti

38 of 53

38

La prima asta al mondo in bitcoin va in scena a Torino

E’ stata battuta a Torino, alla Casa d’Aste Sant’Agostino, la prima asta al mondo dove le offerte potranno arrivare anche in criptovaluta. Il debutto dei bitcoin, in collaborazione con la Aornet Alpha-Orionis Network, avverrà con la decima Asta del Design, promossa dalla storica Casa d’Aste torinese

39 of 53

39

Alcune escort professioniste hanno deciso di accettare pagamenti anche in bitcoin, la criptovaluta più famosa della categoria (Sole 24 ore)

40 of 53

Nel Venezuela in preda alla crisi economica e all’aumento a più zeri del costo della vita i cittadini si rivolgono in maniera sempre più massiccia alle criptovalute per cercare di arginare l’inesorabile erosione del valore del denaro.

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-08-24/venezuela-crisi-boom-criptovalute-difendersi-dall-iperinflazione--175659.shtml?uuid=AEJMk3eF

41 of 53

Ad aver conquistato, in particolare, i favori dei venezuelani è una criptovaluta particolare, sconosciuta al grande pubblico: il Dash, frutto di un progetto open source gestito da una community che si autofinanzia e che è particolarmente attenta alle realtà locali. Stando a quanto affermato da Ryan Taylor, ceo di Dash Core Group a Business Insider, «stiamo registrando lo scaricamento di decine di migliaia di wallet nel Paese ogni mese e il Venezuela è diventato il nostro secondo mercato, davanti anche a Cina e Russia».

42 of 53

Perché il Dash?

�Rispetto al bitcoin, il Dash ha diversi vantaggi che hanno agevolato l’adozione massiccia a Caracas. Creato nel 2014 su base open source, la criptovaluta ha costi di intermediazione ridotti, nell’ordine dei centesimi e, soprattutto, ha tempi ridottissimi di conclusione delle operazione, in termini di pochi secondi rispetto ai minuti o anche alle ore necessarie nelle blockchain di altre criptovalute.

43 of 53

43

In Russia è stato annunciato l’arrivo del criptorublo, la versione russa del bitcoin. Il presidente russo ha ordinato di creare una criptovaluta nazionale, tassata come una moneta normale. Solo poche settimane prima Vladimir Putin aveva parlato del bitcoin come un mezzo che avrebbe incrementato il riciclaggio di denaro, l’evasione fiscale e il finanziamento del terrorismo, e aveva quindi escluso la possibilità di crearlo in Russia. Invece ha cambiato idea. Così il criptorublo, nome ufficiale della valuta, diventerà l’unica moneta digitale autorizzata in Russia. “Creeremo il criptorublo - Tutte le operazioni finanziarie con la moneta virtuale saranno tassate con un’imposta del 13 per cento, cioè la flat-tax in vigore in Russia. Il conio di altre monete digitali sarà invece vietato.

44 of 53

45 of 53

Di blockchain e prima ancora di bitcoin si parla oramai da oltre un decennio. Nonostante ciò, la portata del cambiamento di cui tali tecnologie si stanno facendo portatrici è lungi dall’essere compresa appieno. Sovente accade di veder confondere la blockchain con il bitcoin, o sentire giudizi sulle criptovalute, viste a seconda dei casi come fenomeno di moda già esauritosi o pericoloso canale di finanziamento usato dal terrorismo internazionale. La realtà è più complessa

Il bitcoin sta diventando invece un bene rifugio. Cioè un bene scarso, trasferibile ma non duplicabile come l’oro.

46 of 53

Come si è detto, gli esordi della tecnologia blockchain, base per la nascita della prima criptovaluta, il bitcoin, possono convenzionalmente essere fatti risalire al 2008, quando quello che ne è a tutti gli effetti il “mitologico” inventore, Satoshi Nakamoto, la creò come supporto tecnologico per garantire e certificare le prime transazioni in valuta digitale.

Nel novembre dello stesso anno il bitcoin apparve nel web con un valore di scambio pari a 0,00076 dollari.

47 of 53

La tecnologia blockchain nasce quindi, almeno in origine, come un’architettura pubblica (ma non statale), diffusa e permissionless che si pone l’obiettivo di disintermediare e togliere a enti certificatori, nazionali o sovranazionali, il monopolio della regolamentazione delle transazioni in denaro

48 of 53

Il governo cinese ha ufficialmente rilasciato la propria Blockchain Service Network (Bsn). A valle del rilascio era previsto un test della durata di sei mesi che, nonostante le difficoltà provocate dalla pandemia di covid-19, ha visto il 15 aprile 2020 l’avvio della commercializzazione interna del nuovo servizio e quindi, il 10 agosto 2020, il lancio della versione internazionale. A presidio della blockchain cinese vi è una pluralità di enti raggruppati in un consorzio e guidati dallo State Information Center of China (Sic), controllato dal Partito Comunista Cinese.

49 of 53

Il tema blockchain dalle “caratteristiche cinesi” era stato fortemente rilanciato dal presidente Xi Jinping durante una sessione di studio collettivo dell’Ufficio politico del Comitato centrale del Partito comunista cinese del 25 ottobre del 2019. Xi in quell’occasione ebbe a ribadire come lo sviluppo di tale tecnologia fosse una priorità nazionale e promise che l’acquisto di nuovi vantaggi industriali avrebbe permesso alla Cina di assumere una posizione preminente nel campo dell’innovazione.

Un sorpasso storico, nell’anno della pandemia. Nel 2020 la Cina ha superato gli Usa come prima destinazione mondiale per i nuovi investimenti stranieri diretti, mentre il virus accelera lo spostamento verso il Dragone del centro di gravità dell'economia globale. la Cina potrebbe sorpassare l’economia statunitense nel 2028

50 of 53

Progetto nato nel 2014 e collegato a quello della blockchain è quello dello yuan digitale. La Banca centrale cinese (People’s Bank of China, PBoC) prevede di mettere in circolazione utilizzando la blockchain, una versione digitalizzata dello yuan, unità di base del renminbi, attualmente denominata Digital Currency Electronic Payment (Dcep)

51 of 53

Per accelerare i test della fase pilota, il governo cinese ha “regalato” a 50.000 cittadini del distretto di Shenzhen 200 yuan digitali (sessanta euro circa) da spendere in oltre 3.300 negozi abilitati a ricevere pagamenti digitali

52 of 53

Oltre ai vantaggi in termini di marketing e vendite, attraverso il mix combinato dell’uso di blockchain, yuan digitale e app di pagamento, la Cina avrebbe accesso a una mole impressionante di big data che, opportunamente analizzati attraverso i sistemi di intelligenza artificiale e machine learning, permetterebbe di aumentare la capacità di codificare, raggruppare e analizzare le abitudini e gli orientamenti di miliardi di persone. La Cina, in sintesi, potrebbe affinare la capacità di tracciamento dei profili psicologici di miliardi di potenziali utenti asiatici e africani, raggrupparli in orientamenti di personalità, credo, sessualità e preferenze varie, al fine di costruire messaggi sempre più mirati e personalizzati, capaci di influenzarne il pensiero politico e geopolitico in linea con le preferenze cinesi

53 of 53

53

Eterogenesi dei fini. Invece di liberarci dalla fiducia obbligata che dobbiamo accordare a enti centrali, la blockchain potrebbe rafforzare ulteriormente governi, istituti finanziari, aziende e quant’altro, automatizzando meccanismi e tagliando fuori attori a cui oggi il cittadino può rivolgersi per chiedere di essere difeso da eventuali soprusi o per far valere i suoi diritti; fornendo in questo modo un livello di controllo centrale, e automatizzato, che non ci si sarebbe certo attesi da un semplice “registro distribuito”. Ancora una volta, utopia e distopia dimostrano di essere due facce della stessa medaglia, perfettamente in grado di convivere.