PROGETTARE �CON �IL METODO INTEGRATO
LABORATORIO di CATECHESI ESPERIENZIALE
Consuelo, Massimo e Mariarosa formatori diocesani
Con esegesi dei biblisti mons P. Tremolada e L. Moscatelli
Vissuto
dei
bambini
Parola
di Dio
Liturgia e
preghiera
Proiezione � Come prepariamo gli incontri di catechesi nella nostra Comunità?
Teniamo conto delle quattro dimensioni?
Chiesa
Per aiutare i ragazzi a viverlo
non è sufficiente trasmettere dei contenuti:
è indispensabile predisporre uno spazio ricco
di esperienze complementari.
Un itinerario di iniziazione cristiana
è un vero e proprio
tirocinio alla vita cristiana.
RIPASSIAMO VELOCEMENTE
APPROFONDIMENTO
APPROFONDIMENTO
RIPASSIAMO VELOCEMENTE
Le tappe del percorso
cercano di illuminare l’esperienza umana e cristiana con tutte le dimensioni della fede e della vita cristiana.
Negli incontri
si offrono ascolto, dialogo, relazioni ed esperienze.
Ogni tappa è costruita come uno spazio semi-strutturato,
un ambiente e un processo da esplorare e abitare.
APPROFONDIMENTO
RIPASSIAMO VELOCEMENTE
APPROFONDIMENTO
RIPASSIAMO VELOCEMENTE
FLESSIBILITÀ
La proposta NON va intesa
in modo rigido.
Chiede di essere attuata con duttilità,
in rapporto alla
situazione locale.
APPROFONDIMENTO - RIPASSIAMO VELOCEMENTE
Il lavoro in équipe è fondamentale
- per l’elaborazione concreta del percorso,
- per l’attuazione,
- per la verifica di ogni sua Tappa.
LAVORO IN ÉQUIPE
APPROFONDIMENTO
RIPASSIAMO VELOCEMENTE
PROGETTARE UNA TAPPA
PER PROGETTARE
OGNI TAPPA
OCCORRONO
PASSI:
PROGETTARE UNA TAPPA
3
PROGETTARE UNA TAPPA
PRIMO PASSO: ASCOLTARE LA PAROLA DI DIO
…cioè vivere l’esperienza della
Lectio divina
meditando i brani biblici della Tappa,
attraverso schede esegetiche disponibili on-line nel sito della Diocesi di Milano,
oppure usando i libri digitali
o ancora ascoltando i commenti Elikya
(vedi in questo blog)
Leggiamo la guida:
con i passi precedenti;
gli obiettivi e le tracce della Tappa;
a quattro dimensioni,
mettendo a fuoco il loro intreccio.
PROGETTARE UNA TAPPA
SECONDO PASSO: COMPRENDERE,
cioè scomporre per capire l’architettura di una Tappa
PROGETTARE UNA TAPPA
Individuare le modalità operative con le quali far vivere le quattro dimensioni, servendosi
della guida (le tracce del cammino);
del libro per i bambini;
di altri materiali on-line.
TERZO PASSO: COMPORRE
(O ASSEMBLARE)
TAPPA 3
Esempio: Con te! Cristiani - Arcidiocesi di Milano
Lectio divina
. Le Beatitudini (esegesi di mons. Tremolada)
. La parabola del buon Samaritano (esegesi di Luca Moscatelli)
. «Lo avete fatto a me» (catechesi di Mariarosa)
Primo passo: ascoltare
Anno 4 Tappa 3: Lo stile di vita dei cristiani
Dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 5, versetti da 1 a 12.
Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:�«Beati i poveri in spirito,�perché di essi è il regno dei cieli.�Beati quelli che sono nel pianto,�perché saranno consolati.�Beati i miti,�perché avranno in eredità la terra.�Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,�perché saranno saziati.�Beati i misericordiosi,�perché troveranno misericordia.�Beati i puri di cuore,�perché vedranno Dio.�Beati gli operatori di pace,�perché saranno chiamati figli di Dio.�Beati i perseguitati per la giustizia,�perché di essi è il regno dei cieli.�Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Le Beatitudini
3. Per otto volte ci viene rivolta la parola “beati”: è importante essere felici.
4. Gesù è l’Uomo che ha vissuto perfettamente le beatitudini e l’ha fatto perché questa era la volontà di suo Padre, l’ha fatto per rispondere ai suoi desideri. Il papà di Gesù ha confezionato questa felicità per Lui, il figlio prediletto, e anche per noi, i figli più piccoli, imperfetti, peccatori, spesso autoincatenati al nostro egoismo… Anche a noi il Padre dice: «Figliolo, voglio che tu sia felice. Impara come si fa dal primo dei tuoi fratelli».
Vediamo ora le Beatitudini ad una ad una.
Beati i poveri in spirito.
I poveri in spirito sono i piccoli, coloro che sanno di avere continuamente bisogno di Dio. Essi godono di una grande libertà interiore, perché non sono toccati dai miraggi del consumismo e del benessere. Essi sono beati perché la loro piccolezza farà spazio alla potenza di Dio e la sua tenerezza se li prenderà in carico.
Beati quelli che sono nel pianto.
C’è una beatitudine anche per chi piange e soffre? Non è illogico? No, perché chi si fida di Dio, anche nelle situazioni laceranti fa l’esperienza della sua consolazione e il dolore più forte non lo precipiterà nell’angoscia e nella disperazione: egli raggiungerà anzi le profondità della vita e potrà essere veramente felice.�Beati i miti.
I miti sono i veri forti, perché sanno sostenere la lotta più dura, cioè quella contro gli istinti arroganti e pungenti dell’io. Essere miti non è questione di carattere, ma vuol dire assumere nella propria vita la logica contraria all’odio, alle divisioni, ai giudizi cattivi, all’orgoglio e alla vanità. I miti sembrano perdenti, ma in realtà sono vincitori, perché sono intimamente beati. In loro confida perfino il Signore ed essi godono di una grande pace. Solo i miti sono forti… e questo non è un soltanto un ossimoro.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia.
La fame e la sete sono bisogni vitali, che gridano urgenza, sono esigenze fisiche legate agli istinti di sopravvivenza. Così è per il bisogno di giustizia secondo Gesù: i giusti sono guerrieri, lottatori che non si rassegnano al male. Il contrario del giusto è colui che vive di corruzione, di disonestà e di compromessi. É colui che finge di non vedere l’oppressione.
Beati i misericordiosi.
La misericordia è uno sguardo buono sulle situazioni di debolezza e di infermità, è lo straripare della tenerezza e del perdono. Chi è il contrario del misericordioso? É colui che prova gusto a mettere in evidenza gli sbagli, le debolezze, le fragilità degli altri… dimenticandosi che tutti noi siamo un esercito di perdonati.
�
Beati i puri di cuore.
Il cuore, nella Bibbia, è il mondo interiore, è il luogo in cui si uniscono la mente, la volontà e gli affetti, cioè tutte le facoltà dell’uomo. É il luogo in cui nascono e vengono elaborati i desideri, i sentimenti, i progetti e le decisioni.�Un cuore puro non lascia entrare ciò che potrebbe minacciare o indebolire l’amore. Rifugge dalla doppiezza dell’ipocrisia, che non permette la felicità. É un cuore trasfigurato dalla Grazia, un cuore che gusta ogni giorno la gioia liberante di non avere nulla da nascondere e la sua trasparenza contempla senza sforzo la bellezza di Dio.�
Beati gli operatori di pace.
Costruire la pace è un’arte che chiede creatività, sensibilità, destrezza… e soprattutto preghiera, tanta preghiera. E si può lavorare per la pace anche nel piccolo delle nostre vite, ad esempio ricomponendo le ferite familiari, senza ignorare i conflitti, ma risolvendoli e trasformandoli.�Beati i perseguitati per la giustizia.
In questa società alienata, intrappolata nelle trame politiche, mediatiche, economiche difendere la giustizia è un’azione scomoda, difficile, malvista. Insomma, diciamocelo chiaramente amici: diamo fastidio!
�Eppure vale la pena di vivere secondo le Beatitudini. Anzi, vogliamo sapere se un uomo è un vero cristiano? Guardiamo se è felice. Guardiamo se il suo sguardo ospita quello buono, tenero e misericordioso di Dio. La sua gioia è visibile, genuina, comunicabile a chi non ce l’ha, contagiosa? Se è così siamo di fronte a un cristiano, anzi probabilmente a un santo: guardiamolo bene, perché custodisce il segreto della vera letizia.
Il buon samaritano e il comandamento dell’amore: Lc 10, 25-37.
Un dottore della legge si alzò per mettere alla prova Gesù: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai».�Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è il mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».
AFFRONTATO NELLA TAPPA PRECEDENTE CON I COMANDAMENTI
Sulla strada che va da Gerusalemme a Gerico a terra c’è un moribondo : non può gridare né muoversi, non può richiamare l’attenzione di nessuno, si trova in uno stato di assoluta passività. Eppure, nel congegno narrativo è lui il «movente» degli altri tre personaggi, per i quali innesca allontanamento o avvicinamento. E questo semplicemente perché è lì, in quello stato di completo bisogno.
Passa un sacerdote, cioè un uomo di Dio. Ha cose importanti da fare e poi le esigenze della purità gli impongono una scelta: un bravo sacerdote evita il contatto con il sangue e con i cadaveri. Dio ha la precedenza… e così il sacerdote passa oltre.�Per il levita è lo stesso, anche lui è un uomo di Dio.
Sono due persone dalla religiosità ineccepibile, ma si negano al bisogno dell’altro.
Ed ecco la sorpresa: passa un samaritano. È un rinnegato della religione ebraica, peggio di un eretico, peggio di un pagano. Eppure lui vede il ferito e questo gli basta per mettere in movimento la dinamica della misericordia, che si snoda in una catena di azioni consecutive: vede, prova compassione, si ferma, si avvicina, versa olio e vino sulle ferite, le fascia, mette il malcapitato sulla sua cavalcatura, lo porta all’albergo.
Insomma questo qui spende dei soldi, perde una giornata...
Con questa parabola Gesù non dice chi è il prossimo, come gli chiede il dottore della legge, ma suggerisce uno sguardo nuovo sul povero: prendersi cura del povero è epifania di “vita eterna”, di quella vita eterna che il nostro malintenzionato interlocutore chiedeva a Gesù.
Ma perché la misericordia è così importante? Per capirlo, pensiamo a ciò che Luca scrive nel capitolo 6: «Siate misericordiosi come misericordioso è il Padre vostro»; la misericordia allora è il segno di Dio, è il suo stile, è il suo modo di amare.
La sofferenza dal canto suo chiama l’amore disinteressato, l’unico antidoto al veleno dell’indifferenza.
E sapete infine qual è il significato della parola “locanda” nella parabola del buon samaritano? Significa “il luogo che tutti accoglie”, il luogo cioè dal quale Gesù si aspetta l'ospitalità per i bisognosi.�É figura della Chiesa, anche perché di un vero albergo, quando vogliamo dire che è buono, non diciamo certo che «prende tutti», anzi! Nello sguardo di Dio questo albergo, questa Chiesa, è un luogo giusto, un luogo come si deve, proprio perché prende tutti. Ed è un luogo vivamente consigliato da Gesù, perché lì si guarisce, si trascorrono delle buone convalescenze.
Il Vangelo a cinque dita
Tappa 3 del quarto anno
(Con te! Cristiani - Arcidiocesi di Milano)
Titolo della Tappa:
Lo stile di vita dei cristiani
Secondo passo: scomporre per comprendere
Leggendo la guida a p. 59 (Tenere il filo), troviamo il RACCORDO con i passi precedenti:
a. stiamo approfondendo l’etica cristiana;
b. i ragazzi hanno già conosciuto i Comandamenti.
1. Teniamo il filo, cioè troviamo il RACCORDO con i passi precedenti
Secondo passo: comprendere
Leggendo la guida a p. 59 (che cosa vogliamo vivere), troviamo gli
OBIETTIVI
a. Scoprire lo stile di vita dei cristiani, cioè le Beatitudini, legate alla promessa di gioia di Gesù.
b. Incontrarsi con alcuni santi, per imparare a mettere in pratica le Beatitudini.
c. Scoprire la compassione di Gesù e imparare a trattare gli altri come prossimo, attraverso la parabola del buon Samaritano.
d. Scoprire la Legge dell’amore, come dono di vita nuova per amare Dio e il prossimo.
2. Scopriamo che cosa vogliamo vivere, attraverso gli OBIETTIVI e le TRACCE della Tappa.
Secondo passo: comprendere
3. Leggendo la guida da p. 68, scopriamo le
TRACCE DEL CAMMINO (contenuti, testi biblici, esperienze)
CHE CORRISPONDONO ALLE PAGINE DEL LIBRO PER I RAGAZZI
Tempo 1: Verso la felicità
Tempo 2: La via della beatitudine
Tempo 3: Il popolo delle Beatitudini
a. Lettura dell’illustrazione delle beatitudini
b. Riconoscimento degli uomini e delle donne delle Beatitudini
c. Spunti di riflessione sulla scelta del padrino / madrina.
Secondo passo: comprendere
TRACCE DEL CAMMINO
Tempo 4: Il buon samaritano
Tempo 5: Va’ e anche tu fa’ così
Tempo 6: Consegna della legge dell’amore
a. Riflessione e scelte concrete sulla via dell’amore
b. Celebrazione della consegna della legge dell’amore.
Desiderio e bisogno di felicità, a partire dalle relazioni
La felicità secondo Dio: le Beatitudini
Preghiera personale, come esperienza
di relazione con Dio
Per capirle nel concreto, bisogno di modelli
I Santi, a cominciare da madre Teresa
Per tradurre esistenzialmente, bisogno di riflettere sulle relazioni violente e sull’aiuto reciproco
La parabola del buon Samaritano
Per capire come tradurre nella carità cristiana
La legge dell’amore
Le richieste finali di Gesù, che si manifesta nei bisognosi (Vangelo a cinque dita)
Per vivere la carità cristiana nel quotidiano
Le opere di misericordia
Celebrazione della consegna della legge dell’amore
4. Leggendo la guida da p. 60, scopriamo l’INTRECCIO DELLE DIMENSIONI
VISSUTO DEI RAGAZZI
PAROLA DI DIO
d) La parabola del buon Samaritano mostra la negatività della violenza e la bellezza dell’aiuto cristiano.
e) La legge dell’amore e le richieste finali di Gesù, che si manifesta nei poveri, insegnano ad amare e a vivere la carità.
LITURGIA E PREGHIERA
a,b) Le frequenti esperienze nella
preghiera personale intendono
approfondire la relazione di fiducia con Dio, fonte di ogni altra relazione e quindi motivo di perenne felicità.
e) La consegna della legge dell’amore esprime la chiamata a vivere concretamente il modo di amare proposto da Gesù.
CHIESA
c) Per introdurre i ragazzi alle Beatitudini si propone la conoscenza di alcuni santi, tra cui in primis madre Teresa.
e) Le opere di misericordia desunte dal Vangelo e consegnate dalla Chiesa insegnano a vivere concretamente la carità.
a)Vissuto della felicità come emozione positiva e desiderata, attivata da esperienze piacevoli (buone relazioni, attività interessanti, valorizzazione del sé, appagamento di bisogni e desideri…), come sensazione di appagamento e pace con sé stessi e gli altri.
b)Esperienza dell’assuefazione.
c)Bisogno di modelli.
d)Esperienze dirette o mediate di violenza e di aiuto reciproco.
e) Bisogno di vivere concretamente delle esperienze di carità.
INTRECCIO DELLE DIMENSIONI
LA TAPPA NELLE PAGINE DEL LIBRO
PER I BAMBINI
Lettura d’immagine
Compilazione della stella della felicità – riflessione sui Santi
Riflessione su Beatitudini e situazioni di vita
Tempo 1
Tempo 2
Tempo 3
Tempo 3
Riflessione ed esercizio scritto sul riconoscimento di persone delle Beatitudini
Lettera al padrino o madrina
Tempo 4
Lettura di un’opera d’arte
Immedesimazione nei personaggi
Lettura pregata del Vangelo
Tempo 5
Incontro con testimoni
Tempo 6 - Opere di misericordia - Parola della fede
Riflessione e scelte concrete
Celebrazione della consegna della legge dell’amore
TAPPA 3 – LO STILE DI VITA DEI CRISTIANI – SMONTIAMO LA TAPPA SECONDO LE DIMENSIONI
Parola di Dio
Lettura di immagini
Lettura di un’opera d’arte
Lettura di testi
Riflessioni con supporti scritti e grafici
Liturgia e preghiera
Preghiera personale
Preghiera con il metodo
della frase tesoro
Celebrazione della
consegna della legge
dell’amore
Chiesa e famiglia
Riflessione sui
Santi
Le opere di misericordia
Inizio del rapporto spirituale con padrino/madrina
Vissuto
Compilazione della stella
della propria felicità
Lettera per padrino / madrina
LO STILE DEI CRISTIANI
DIMENSIONI | SVILUPPO |
Parola di Dio | |
Vissuto ragazzi | Compilazione della stella della felicità Lettera per padrino o madrina |
Esperienza di Chiesa | |
Liturgia e Preghiera | |
Lettura di un’opera d’arte
Lettura di testi
Riflessioni con supporti scritti e grafici
Parola della fede: Carità
L’esempio dei Santi
Le opere di misericordia
Inizio del rapporto spirituale con il
padrino/madrina
I
Preghiera personale;
Preghiera con il metodo della frase tesoro
Celebrazione della consegna della legge
dell’amore
Gesù, illumina
Le parole di
Gesù sono
la nostra luce
Continuiamo con
la lettura delle immagini,
lettura diretta
e ritualizzata del testo biblico,
la lettura dialogata,
il Vangelo a bivi
le immedesimazioni, le simulazioni …
Esempi di attività nelle quattro dimensioni.
PAROLA DI DIO
LITURGIA E PREGHIERA
Continuiamo con le microcelebrazioni
Usiamo il metodo della frase tesoro
*Introduzione con invocazione allo Spirito.
*Lettura del testo biblico.
*Ricerca della frase tesoro (cioè della frase che si sente propria, maggiormente rivolta a sé stessi.
*Risonanza orale.
*Eventuale preghiera personale scritta.
*Scelta di un impegno di vita.
*Conclusione.
TAPPA 3 - MAPPA
TESTI BIBLICI
Le Beatitudini
Il buon samaritano
Il giudizio finale
Il comandamento nuovo di Gesù
CONTENUTI
Le Beatitudini
I Santi
La parabola del buon samaritano
La legge dell’amore
Il Vangelo a cinque dita
Le opere di misericordia
TITOLO
Lo stile di vita dei cristiani
ATTIVITÀ
Lettura d’immagini, di testi e di un’opera d’arte; riflessioni con supporti scritti e grafici; lettera per il padrino; preghiera con frase tesoro.
OBIETTIVI
PAROLA DELLA FEDE
Carità
PROGETTARE UNA TAPPA
Stendiamo Tempo per Tempo
il programma delle attività della Tappa:
sequenza, intreccio e
soggetti protagonisti.
Prepariamo i materiali necessari.
Terzo passo: assemblare
ORA TOCCA A VOI: COMPLETATE LA GRIGLIA, TERMINANDO LA PROGRAMMAZIONE
Quarto anno Tappa 3 - Con Te! Cristiani - Arcidiocesi di Milano
Incontri
|
Testo biblico
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Tema
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Vissuto
|
Attività | Preghiera Celebrazioni | Chiesa e famiglia |
Verso la felicità | Mt 4,23 – 5,12 | La felicità nella vita e nell’esistenza dei Santi | Quando sono felice |
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La via della beatitudine | Mt 4,23 – 5,12 | Le beatitudini e la loro attualizzazione | Dalle situazioni di vita alle Beatitudini attualizzate |
|
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|
Il popolo delle beatitudini
|
Mt 4,23 – 5,12 | Le Beatitudini nella vita delle persone | Riconoscimento degli uomini e delle donne delle Beatitudini nella propria vita |
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Il buon Samaritano | Lc 10,25-37 | L’amore e la compassione di Gesù | Il sentimento della compassione |
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Riappropriazione
Va’ e anche tu fa’ così |
Lc 10,37 |
Vivere la carità |
L’esperienza della carità |
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Consegna della legge dell’amore |
Mt 22,37-40 | Sintesi dell’insegnamento etico di Gesù (legge dell’amore, richieste finali di Gesù, Vangelo a cinque dita) | Scelte concrete sulla via dell’amore. Opere di misericordia. |
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