L’IDENTITÀ SPIRITUALE
DEL CATECHISTA
Fu Anania a portare a compimento l’iniziativa di Dio nel cuore e nella vita dell’apostolo, fu lui a toglierlo dall’oscurità, dalla nebbia del non senso; fu lui l’ostetrico che tolse dall’anima di un uomo incattivito e violento il vero uomo, passionale e irriducibile nel bene come lo fu nel male.
Anania, strumento di una bella mania divina.
Succede sempre così. L’iniziativa è sua, ma poi Lui cede il passo a noi e ci consegna la direzione delle danze: “Ora vai avanti tu” dice Dio “tocca a te, sei tu che devi far crescere nell’anima dei tuoi fratelli il virus bello della fede, sei tu che devi contagiarli, contaminarli con il bene”.
Sì, perché la fede ha questo di misterioso e di reale: ci viene donata da Dio nel Battesimo e non ci viene più tolta, ma perché sia operante e viva chiede la nostra risposta libera.
E siccome noi siamo uomini e non dei, e nemmeno angeli, per rispondere abbiamo bisogno di cogliere la fede nel vissuto dei nostri fratelli. Abbiamo bisogno di rubare la fede dalle loro labbra, di vederla splendere nei loro cuori…
Icona
E ALLORA ANDIAMO LÁ, DOVE TUTTO É INCOMINCIATO
L’ANNUNCIO
DELLA
FEDE
PARTE DALL’ALBA
DELLA
RISURREZIONE
PERCORRE
I SECOLI
VIAGGIANDO
NELLA CHIESA ATTRAVERSO I SACRAMENTI
E RAGGIUNGE
I RAGAZZI,
ATTRAVERSANDO ME E IL MIO PERSONALE ED ECCLESIALE MODO DI ESSERE CATECHISTA.
Gesù incontra la sua amica e la chiama con la voce dell’intimità. “Maria!” Un nome solo per una donna sola. “Rabbunì!”
È detto tutto, manca solo l’abbraccio. E invece no, manca anche il mandato, che arriva subito dopo: “Va’ dai miei fratelli e di’ loro …”
Ma come, la Maddalena, come tutte le donne del resto, non era più brava negli abbracci? Non ha dell’incredibile questa storia? In un tempo e in una società in cui si riteneva che una donna valesse incommensurabilmente meno di un uomo, Gesù Cristo affida il segreto più importante, il fondamento vero della Chiesa, l’annuncio senza del quale la fede di ogni tempo sarebbe vuota… a una donna.
“Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”, che è come dire: “Io sono risorto”. “Vai a dirlo Maria, vai a dire a questi spaventati discepoli che mi hanno guardato da lontano mentre morivo, vai a dire a questi increduli che non sanno vegliare una tomba, a questi amici che amo fino al punto di non ritorno segnato dalla morte, vai a dire che sono risorto”.
Si fida bene il Signore: e se la Maddalena si fermasse a chiacchierare con le amiche? Se non resistesse a qualche bel pettegolezzo di quelli succosi che piacciono alle donne? Se, oca com'è, si dimenticasse?
Se avesse i piatti da lavare o la spesa da fare? Appunto, non sarebbe meglio lasciarle i piatti e la spesa, o il fuso, o il telaio, o il letto… non sarebbe meglio dirle di pulire la canonica e preparare le frittelle per la festa del paese?
E invece no, Gesù si fida tanto da fare di noi le apostole degli apostoli. E alla Maddalena dolcemente comanda: “Aspetta ad abbracciarmi, cara, prima devi fare una cosa più importante”:
DEVI FARE LA MISSIONARIA, DEVI FARE LA CATECHISTA
Seconda pennellata:
LA CATECHISTA È UNA PERSONA CHIAMATA E MANDATA.
dei DE
Ma chi ci ha chiamate? Eccolo!
Facciamo un po’ di silenzio, per perderci negli occhi e nel cuore di Colui che ci ha chiamate.
Trasmissione della fede
Attenzione però!
Aiutare i ragazzi a vivere la fede ricevuta nella Chiesa non vuol direripetere materialmente i gesti o le parole che hanno educato noi alla fede: i tempi sono cambiati.
INVECE è
riconoscere dentro di noi il sigillo di un’eredità che abbiamo ricevuto attraverso testimonianze convincenti
e provare a fare altrettanto
con impegno e fantasia:
QUI E OGGI.
Trasmissione della fede
Se noi dobbiamo curvarci alle sfide del mondo d’oggi senza perdere un grammo del Messaggio
LA CATECHESI É UNA SFIDA
IN CUI LA NOSTRA FEDE È MESSA IN GIOCO
E INTERROGATA…
ALTRIMENTI SAREBBE
UN’IDEOLOGIA O UNA DOTTRINA
CHE NON TOLLERA CONTRADDIZIONI
E IGNORA LA RICERCA.
Se questo è vero…
Quarta pennellata
Il catechista
è una persona
che accetta
le sfide, quelle della fede e quelle che vengono dai bambini.
T
E
S
T
I
EM
O
N
I
0
E
D
U
C
A
T
O
SE NON ALTRO PERCHÉ CRESCE IN ME IL DESIDERIO DI
APPROFONDIRE LA FEDE
La testimonianza della fede non è a senso unico
MA ALMENO A DUE SENSI:
VENGO
MENTRE
MENTRE SI TESTIMONIA LA FEDE SERVE MANTENERE LO SGUARDO DEL …
BICCHIERE MEZZO PIENO
PER DARE CREDITO ALLA VITA,
FIDUCIA ALL’AVVENIRE,
EVIDENZA ALL’OPERARE DI DIO
E ALLA SUA SCOMMESSA SULLE CAPACITÀ UMANE…
SENZA IGNORARE OSTACOLI E FALLIMENTI
MA SOSTENENDOLI.
IL BICCHIERE MEZZO VUOTO
PRODUCE LAMENTI
X
LA FEDE CHE MUORE
LE CHIESE VUOTE
IL DISINTERESSE DI BAMBINI E GENITORI
I MAGRI RISULTATI DEGLI SFORZI EDUCATIVI
E QUINDI CAUSA SCORAGGIAMENTO E ABBANDONO.
Van Gogh
Per questo il catechista ha fiducia in tutti i suoi ragazzi, anche e soprattutto nei bambini con disabilità o con disturbi dell’apprendimento e/o del comportamento e non si scoraggia se gli sembra di non vedere gli esiti attesi… anzi lascia i risultati a Gesù. Il catechista segue la strana logica del seminatore.
Quello che non si capisce è la logica del seminatore: non può essere così sprovveduto da non sapere che, se il seme cade sulla strada verrà mangiato dagli uccelli, se finisce tra i sassi non potrà allungare le radici e sarà bruciato dal sole, mentre nei rovi verrebbe soffocato… Allora perché non sta più attento, perché non fa come tutti gli altri seminatori che spargono il seme soltanto nel terreno precedentemente arato? Perché sprecare il seme?
Perché questo seminatore è Gesù ovviamente e siccome i diversi tipi di terreno siamo noi, è chiaro che Lui è uno che non si rassegna, è pronto a scommettere su tutti, deciso ad aspettare la più piccola gemma, nella speranza che qualcosa si apra, qualcosa nasca, qualcosa germogli. Magari non raccoglierà niente, ma è certo che continuerà a seminare dovunque. Seminerà sulle strade, sui sassi e tra i rovi e lo farà fino alla fine dei tempi, perché in qualche modo la sua Parola ci possa inseguire. Così dobbiamo essere anche noi, poveri evangelizzatori chiamati a gettare il seme anche nelle situazioni impossibili, tra i rifiuti di un mondo secolarizzato, desacralizzato, individualista e narcisista… continuando nonostante tutto a scommettere sull’uomo: ciò che oggi sembra gettato al vento domani potrà misteriosamente dare frutto.
…MA D’ALTRA PARTE, ANCHE LA COMUNITÁ DI GESÚ NON ERA PERFETTA!
A servizio della Parola
Servizio della Parola
ESSERE MINISTRI DELLA PAROLA É PRIMA DI TUTTO UNA QUESTIONE SPIRITUALE: I CATECHISTI …
SONO CONTINUAMENTE RICREATI E RIPLASMATI DALLA PAROLA
PRATICANO LA PAROLA
CHE CONSEGNA A LORO IL SENSO DELLA VITA E LA VERITÀ DI SÉ STESSI.
QUESTO COMPORTA NON TANTO ABILITÀ TECNICHE E PROFILO MORALE ALTO,
MA SOPRATTUTTO
FREQUENTAZIONE DELLA PAROLA COME CIBO SPIRITUALE (VEDI LA LECTIO DIVINA)
A LIVELLO PERSONALE E COLLETTIVO.
CON SCELTE CONCRETE E STILI DI VITA ADEGUATI
PERCHÈ
LA PAROLA DISCHIUDE IL SUO SENSO AUTENTICO SOLO A CHI L’ACCOGLIE COME CRITERIO CHE INDICA LA DIREZIONE DELL’ESISTENZA
A servizio della Parola
Mente
(capacità cognitive, memoria …)
Cuore
(emotività, affettività, volontà,
libertà …)
Mani e corpo
Pensare
Sentire
Fare
I TRE ASPETTI RACCOMANDATI DAL PAPA APPARTENGONO ANCHE AL CATECHISTA
I contenuti narrati
agli affetti vissuti
alle scelte effettuate
Allora i ragazzi intuiscono che, al di là dei limiti, vi è un filo rosso che collega…
TESTIMONIA
Com’è la tua fede? Chiedi al Signore tutti i giorni di aumentarla?
Sei convinta di essere chiamata e mandata? Ringrazi il Signore per questo?
Partecipi alla vita della tua comunità?
Accetti volentieri le sfide della fede e dell’educazione?
Ami tutti i tuoi ragazzi?
Ti lasci educare? Hai una guida spirituale?
Sei una donna di speranza?
Frequenti quotidianamente la Parola di Dio?
Sei coerente? (Professi cioè ciò che senti e vivi?
Ti sforzi di formarti per svolgere nel modo migliore il tuo impegno di catechista?
DOMANDE PER UNA REVISIONE DI COSCIENZA E DI VITA
Credi nelle grandi risorse di tutti i tuoi ragazzi, anche in quelli con disabilità gravi o grosse difficoltà?
Se ti ritrovi carente in alcune di queste voci, sappi che questo è un bene: l’umiltà e il realismo sono punti di partenza necessari per rilanciarsi e migliorare.
Appendice: ll seminatore raccontato ai bambini
4. Infine ci sono i bambini che odono la Parola, cercano di capirla bene, amano Gesù e il Vangelo e pregano, cioè si fermano in chiesa, oppure nella loro cameretta, parlano con Gesù di ciò che ha detto e lo ascoltano nel silenzio del cuore. Anche se a volte fanno un po’ di fatica, non smettono di pregare, almeno un poco ogni giorno. Ecco, questi bambini non dimenticheranno più la Parola di Gesù e si accorgeranno, a poco a poco, che la loro vita cambia, perché la Parola di Gesù passa nelle loro mani e loro diventano capaci di comportarsi come Gesù e di fare le cose belle che fa Lui. Questi bimbi sono il terreno buono per la Parola di Gesù. E voi, quale terreno volete essere?»
La spiegazione della parabola può essere gestualizzata, mentre la si ascolta (vedi parole sottolineate nella slide precedente):
1. i bambini portano gli indici nelle orecchie e poi allontanano l’indice sinistro;
2. portano gli indici alle orecchie, li spostano sulla fronte, dove tracciano dei cerchietti sorridendo; allontanano le mani volteggiandole;
3. indici alle orecchie e poi alla fronte; successivamente mano destra sul cuore, stringono i pugni;
4. indici alle orecchie e alla fronte, mano destra sul cuore, mani giunte, sventolio delle mani.
Disegni di Virna Paghini