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Lo sviluppo del turismo tra sovraffollamento �e desertificazione commerciale

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Ormai il tema dell’overtourism irrompe periodicamente nel dibattito nazionale in base agli andamenti congiunturali del mercato, salvo diventare argomento “proibito” nelle fasi di rallentamento o decrescita della domanda turistica. Invece, gli approfondimenti sulle dinamiche del turismo per comprendere come perseguire uno sviluppo integrato del settore dovrebbero supportare costantemente le scelte strategiche di ogni destinazione, soprattutto di quelle che richiamano consistenti flussi di turisti e che hanno la necessità di gestirli in maniera adeguata, in quanto oltre ai vantaggi economici e occupazionali il turismo può originare anche una serie di squilibri a danno di altre attività produttive e commerciali, come l’aumento dei prezzi di beni e servizi, i disservizi causati dalle carenze infrastrutturali, ma anche una sovrapposizione dei bisogni dei turisti con quelli dei residenti, una percezione di peggioramento della qualità della vita da parte dei residenti e da parte degli stessi visitatori. Sono solo alcuni dei cambiamenti che si possono manifestare nei tessuti economici e sociali delle destinazioni quando non si adottano misure in grado di migliorare la sostenibilità del turismo e l’integrazione con le altre attività produttive e commerciali.

Quindi, da un lato lo sviluppo del turismo verso le località minori può contribuire a generare reddito e occupazione in vari settori come l’ospitalità, la ristorazione, l’artigianato, la rete commerciale, la produzione dei prodotti tipici, oltre ad incentivare la creazione di infrastrutture e servizi che migliorano al tempo stesso anche la qualità della vita dei residenti. Dall’altro, nelle realtà più affermate sui mercati turistici nazionali e internazionali, le conseguenze di una crescita incontrollata possono portare ad uno sviluppo eccessivo delle attività legate al turismo di massa e progressivamente ad un ridimensionamento delle attività locali tradizionali.

Lo sviluppo del turismo tra sovraffollamento e desertificazione commerciale

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Insomma, un fenomeno complesso e difficilmente misurabile per la mancanza di un modello universale di valutazione, ma che per essere governato richiede la collaborazione di tutti gli stakeholder, i cui interessi però spesso sono divergenti o in contrasto tra loro. Un circolo vizioso che se non affrontato in maniera razionale può portare le destinazioni turistiche più affermate ad essere “vittime” del loro stesso successo, mentre le destinazioni “minori” e quelle più arretrate devono fare i conti con una serie di problemi come lo spopolamento dei residenti non solo per il basso tasso di natalità, ma anche per la mancanza di prospettive e di opportunità lavorative, oppure la difficoltà di attrarre investimenti a causa del progressivo indebolimento del tessuto economico.

Considerata l’impossibilità di reperire tutti i dati necessari per un’analisi puntuale dei fenomeni, ma anche la difficoltà di realizzare una serie di indagini capillari in tutte le località siciliane di interesse turistico, nel tentativo di individuare alcune correlazioni tra lo sviluppo territoriale de settore e quello delle altre attività produttive, si è scelto di effettuare un’analisi attraverso l’utilizzo di dati e informazioni facilmente reperibili, in modo da poter fornire un quadro più o meno tangibile delle diverse situazioni di mercato. In particolare, l’analisi è stata sviluppata mediante una rielaborazione dei dati Istat1 (domanda e offerta ricettiva) di 127 comuni, su un totale di 391. I dati sono al netto del fenomeno degli «Affitti Brevi», in quanto non essendo disponibili per i singoli comuni vi era la necessità di renderli omogenei e comparabili con il dato regionale. A questa prima analisi sono stati affiancati sia il trend della popolazione residente nelle aree “campione” sia il trend delle nuove aperture o chiusure delle sedi di impresa attraverso la rielaborazione dei dati di Unioncamere Sicilia.

I 127 comuni sono stati suddivisi in tre raggruppamenti: 9 comuni capoluogo di provincia, 90 comuni “rivieraschi”, 28 comuni dell’area dei Nebrodi per la rappresentatività delle aree “interne”, ad esclusione di quelli dislocati lungo la costa e pertanto classificati come “rivieraschi”. Per quanto riguarda la consistenza dei flussi turistici vi era la necessità di rappresentare uno scenario di mercato senza i condizionamenti del periodo pandemico e per questo sono stati utilizzati i dati dell’ultimo decennio (2015 – 2024).

1 I dati del 2024 non includono la consistenza delle strutture classificate come «Affitti Brevi» e le relative movimentazioni degli ospiti

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Per poter armonizzare i dati acquisiti presso le differenti fonti sono stati individuati i seguenti indicatori:

  1. La densità turistica, espressa dal numero di pernottamenti per ogni Km²;
  2. Il tasso di turisticità, cioè il numero di pernottamenti in rapporto ai residenti;
  3. La densità ricettiva, cioè il numero dei posti letto disponibili per ogni Km²;
  4. Il tasso di ricettività, ovvero il numero dei posti letto in rapporto ai residenti;

Al tempo stesso, al fine di renderli comparabili, i quattro indicatori sono stati “normalizzati” (metodo degli indici relativi) in un unico indicatore sintetico ottenuto come media ponderata. I risultati così ottenuti sono stati organizzati in quattro differenti livelli di “sviluppo turistico” attraverso il confronto diretto con il valore medio definito su scala nazionale.

Pertanto, partendo dai valori di riferimento di ciascuna realtà, ad ogni comune osservato è stato attribuito uno dei seguenti livelli di classificazione:

  1. Sviluppo regolare (indicatore sintetico in linea – o inferiore – al valore medio nazionale)
  2. Sviluppo moderato (indicatore sintetico fino a cinque volte del valore medio nazionale)
  3. Sviluppo elevato (indicatore sintetico fino a quindici volte il valore medio nazionale)
  4. Sviluppo intensivo (indicatore sintetico oltre quindici volte il valore medio nazionale)

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Nel 2024 la ricettività della regione si presentava con queste caratteristiche:

Num.

Posti letto

% letti

Es. Alberghieri

1.150

106.804

55,2

Es. Extralberghieri

6.544

86.711

44,8

Totale Esercizi

7.694

193.515

100

Dal 2015 al 2024 il comparto alberghiero perde 157 imprese (-12%) e circa 13 mila posti letto (-10,7%). Nello stesso periodo l’extralberghiero aumenta di 1.976 nuove imprese (+43,3%) e di circa 12.700 posti letto (+17,1%). Complessivamente il saldo del periodo è di 1.819 nuovi esercizi, esclusivamente extralberghieri, a fronte di una diminuzione di circa 120 posti letto.

Nonostante il forte incremento del numero di imprese ricettive, in termini di disponibilità di posti letto non si sono registrate variazioni significative. Infatti, se nel 2015 la densità ricettiva segnava 7,50 posti letto per Km2, nel 2024 rimane ancorata a 7,49 letti per Km2

Secondo le ultime statistiche fornite dall’Assessorato Regionale al Turismo la consistenza delle strutture classificate «Affitti brevi» per il 2024 ammontano a 39.798, per un totale di 203.450 posti letto

Dimensione e trend del mercato turistico della Sicilia:

i flussi turistici

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Dimensione e trend del mercato turistico della Sicilia: i flussi turistici

Arrivi

Presenze

% presenze

Pm (notti)

Italiani

2.927.394

8.650.869

49,9

3,0

Stranieri

2.874.069

8.697.369

50,1

3,0

Totale

5.801.463

17.348.238

100,0

3,0

Il movimento turistico del 2024 ha totalizzato più di 17,3 milioni di pernottamenti e oltre 5,8 milioni di arrivi.

Dal 2015 al 2024 il settore ha registrato circa 1,3 milioni di arrivi in più (+28,1%) e oltre 2,8 milioni di presenze in più (+19,6%).

Nel comparto alberghiero gli arrivi sono aumentati di oltre 406 mila unità (+16,1%) e le presenze di oltre 1,1 milioni (+14,7%). Variazioni ancora più significative per l’extralberghiero che registra una crescita di circa 870 mila arrivi (+43,2%) e di oltre 1,7 milioni di presenze (+24,8%).

Nel 2024 la densità turistica è stata di 671,6 presenze per ogni Km2. Per la Toscana, che gode di un posizionamento di mercato abbastanza diverso, la densità turistica nello stesso anno è stata di 2010,7 presenze per Km2. La Puglia, invece, ha raggiunto un valore di 915,7 presenze per Km2.

Secondo le ultime statistiche fornite dall’Assessorato Regionale al Turismo la movimentazione nelle strutture classificate «Affitti brevi» ammonta a oltre 1,2 milioni di arrivi e oltre 5 milioni di presenze

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Considerata l’impossibilità di realizzare un’analisi sistematica di tutti i comuni della regione si è preferito circoscrivere l’osservazione su tre aggregati principali: 9 comuni capoluogo di provincia, 90 comuni costieri, 28 comuni dell’area interna dei Nebrodi (esclusi quelli dislocati sulla costa).

In termini di strutture ricettive i 127 comuni concentrano il 78,8% di tutti gli esercizi attivi in regione, mentre rispetto ai posti letto detengono l’87,3% del totale regionale.

La rappresentatività del campione è ancora più significativa se rapportata al movimento turistico complessivo della regione. In questo caso nelle aree di interesse si concentrano il 91,9% di arrivi e il 93,5% di presenze.

La ripartizione per provincia del campione di comuni

Capoluogo

Nebrodi

Costa

Totale

Messina

1

23

36

60

Trapani

1

14

15

Catania

1

3

10

14

Palermo

1

11

12

Agrigento

1

9

10

Ragusa

1

5

6

Siracusa

1

4

5

Enna

1

2

3

Caltanissetta

1

1

2

Totale

9

28

90

127

L’analisi dei dati di un campione

di comuni

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Caratteristiche e trend del mercato turistico �nei tre raggruppamenti: la ricettività - 1

Secondo i dati Istat del 2024 l’83,4% delle imprese ricettive attive nei comuni campione fanno parte delle diverse tipologie extralberghiere, che garantiscono però solo il 41% dei posti letto.

Alberghiero

Extra

Totale

 

Num.

Letti

Num.

Letti

Num.

Letti

Comuni Capoluogo

297

27.668

2.292

23.708

2.589

51.376

L’area dei Nebrodi

9

335

81

1.077

90

1.412

Comuni costieri

703

71.511

2.684

44.546

3.387

116.057

Totale

1.009

99.514

5.057

69.331

6.066

168.845

La ricettività dei comuni campione

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Caratteristiche e trend del mercato turistico �nei tre raggruppamenti: la ricettività - 2

Dal 2015 al 2024 le imprese alberghiere hanno registrato un saldo negativo, sia nel numero di esercizi (-9,5%) sia per posti letto (-9,2%). Un trend diversificato tra i diversi raggruppamenti territoriali: flessione contenuta nei comuni capoluogo, diminuzione di oltre 10 punti nei comuni costieri e forte calo nei comuni dei Nebrodi.

Una evoluzione diametralmente opposta hanno registrato le imprese extralberghiere che segnano una crescita del 44,1% di esercizi e dell’11,1% di posti letto. Anche in questo caso fanno eccezione i comuni dei Nebrodi dove la contrazione si è manifestata sia per gli esercizi che per i posti letto.

Variazione ass. 2024 vs 2015

Alberghiero

Extra

Totale

Num.

Letti

Num.

Letti

Num.

Letti

Comuni Capoluogo

-11

-1.592

+871

+6.675

+860

+5.083

L’area dei Nebrodi

-6

-172

-22

-239

-28

-411

Comuni costieri

-89

-8.366

+698

+490

+609

-7.876

Totale

-106

-10.130

+1.547

+6.926

+1.441

-3.204

Variazione offerta ricettiva nei comuni campione

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Caratteristiche e trend del mercato turistico nei tre raggruppamenti: la ricettività - 3

Per avere un quadro più esaustivo delle variazioni dell’offerta ricettiva nei principali comuni di interesse si riportano alcuni dati di dettaglio. Tra i comuni capoluogo i posti letto aumentano in modo più o meno uniforme a Palermo, Siracusa e Catania; in leggera flessione ad Agrigento, mentre a Ragusa la diminuzione appare più marcata.

Per i comuni dei Nebrodi gli incrementi riguardano Randazzo, Cesarò e Troina, mentre diminuisce l’offerta a Bronte. Un trend ancora più differenziato si rileva tra i principali comuni rivieraschi.

Num. Eserc.

Posti Letto

Var. % letti

2024 vs 2015

Comuni Capoluogo

Palermo

770

13.896

+32,3

Siracusa

472

10.638

+36,3

Catania

427

8.820

+32,5

Ragusa

296

7.445

-17,3

Agrigento

239

4.556

-1,1

Comuni dei Nebrodi

Randazzo

17

299

+20,6%

Cesarò

7

251

+9,1%

Troina

14

214

+30,5%

Floresta

1

92

-11,5%

Bronte

9

85

-34,6%

Comuni rivieraschi

Taormina

285

7.430

+0,7

Giardini-Naxos

120

6.756

-4,6

Cefalù

181

6.450

+16,1

San Vito Lo Capo

283

6.223

-8,5

Noto

226

4.462

+32,7

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In due dei tre raggruppamenti osservati lo sviluppo della ricettività, strettamente correlato all’espansione della filiera turistica, raggiunge livelli ben al di sopra dei valori medi regionali (7,49 letti/sup.): nel totale dei comuni capoluogo la densità ricettiva è di 20,48 posti letto per Km2, mentre tra i comuni della costa sale a 21,71 posti letto per Km2. Valori al di sotto della media regionale per i comuni dell’area dei Nebrodi

Comuni

Capoluogo

Densità

ricettiva

Palermo

86,53

Siracusa

51,20

Catania

48,22

Ragusa

16,74

Agrigento

18,57

Comuni dei

Nebrodi

Densità

ricettiva

Randazzo

1,45

Cesarò

1,16

Troina

1,27

Floresta

2,94

Bronte

0,34

Comuni rivieraschi

Densità ricettiva

Taormina

565,74

Giardini-Naxos

1277,01

Cefalù

97,37

San Vito Lo Capo

103,51

Noto

8,04

Ancora più interessanti i valori che emergono per alcune delle principali destinazioni osservate.

Spicca il valore della densità ricettiva di Giardini Naxos, ma anche di Taormina, San Vito Lo Capo e Cefalù.

Un apprezzabile livello di sviluppo turistico risulterebbe anche per Palermo, mentre per i Nebrodi l’indicatore di sviluppo dei singoli comuni risulta abbastanza contenuto.

Lo sviluppo della ricettività

nei tre raggruppamenti

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L’indice di densità turistica dei comuni capoluogo è di 2.116,6 pernottamenti per Km2, contro i 671,6 del dato regionale. Significativo anche il dato dei comuni costieri con 2.057,1 pernottamenti per Km2. Per l’area dei Nebrodi il dato decisamente contenuto induce a riflettere sulle potenzialità di sviluppo turistico su cui potrebbe contare l’intero territorio.

Ovviamente bisognerebbe tener conto anche della stagionalità della domanda, per individuare eventuali periodi di criticità delle destinazioni.

L'analisi del movimento turistico dei tre aggregati conferma la capacità attrattiva dell’offerta “balneare” e culturale, arricchiti dal mix di natura e paesaggi spettacolari. Infatti, su 17,3 milioni di pernottamenti registrati in tutta la regione ben il 62,6% sono trascorsi nei comuni costieri e il 30,6% nei comuni capoluogo, che attraggono prevalentemente una domanda internazionale.

Caratteristiche e trend del mercato turistico

nei tre raggruppamenti: la domanda

Italiani

Stranieri

Totale

Arrivi

Presenze

Arrivi

Presenze

Arrivi

Presenze

Comuni Capoluogo

1.043.520

2.439.598

1.225.431

2.869.148

2.268.951

5.308.746

L’area dei Nebrodi

16.485

32.258

7.365

15.253

23.850

47.511

Comuni costieri

1.583.850

5.543.571

1.452.893

5.321.338

3.036.743

10.864.909

Totale

2.643.855

8.015.427

2.685.689

8.205.739

5.329.544

16.221.166

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Le correlazioni tra i diversi trend registrati dal 2015 al 2024

Dal 2015 al 2024 la crescita dei flussi turistici dei tre raggruppamenti ha seguito lo stesso trend regionale, con un deciso rafforzamento del mercato straniero. Ancora una volta il tasso di crescita registrato nell’area dei Nebrodi sottolinea le potenzialità di sviluppo anche per i prossimi anni.

Italiani

Stranieri

Totale

Comuni Capoluogo

-0,1%

+22,5%

+11,0%

L’area dei Nebrodi

+52,6%

+51,1%

+52,2%

Comuni costieri

+20,8%

+21,3%

+21,0%

Totale

+13,4%

+21,8%

+17,5%

Invece, la popolazione residente decresce ovunque, ma in misura minore nei i comuni costieri dove si concentra la quota maggiore di presenze turistiche di tutta la regione.

Diminuisce anche la quantità pro-capite di rifiuti prodotti in un anno, ma in misura meno che proporzionale rispetto al trend della popolazione residente; forse ciò è dovuto all’aumento dei turisti che sul territorio originano atti di consumo e si configurano come domanda aggiuntiva di beni e servizi.

Ancora più interessante il trend generale delle attività produttive con un saldo positivo di nuove imprese.

Probabilmente andrebbero esaminati tanti altri aspetti che incidono sulle dinamiche dei sistemi territoriali, ma da una prima lettura dei dati sembrerebbe che il turismo abbia rafforzato il tessuto economico e sociale proprio grazie alla creazione di reddito e nuovi posti di lavoro diretti e indiretti, contribuendo alla riqualificazione delle comunità locali.

Popolazione residente

Prod. pro-capite RU (kg)

Sedi di impresa

 

Anno 2024

Var. % dal 2015

Anno 2024

Var. % dal 2015

Anno 2024

Var. % dal 2015

Comuni Capoluogo

1.523.043

-5,4%

532,8

-1,1%

115.327

+3,1%

L’area dei Nebrodi

87.432

-9,3%

304,1

-8,9%

8.143

+3,6%

Comuni costieri

1.080.110

-2,9%

496,2

-1,1%

91.018

+4,5%

Totale

2.690.585

-4,6%

510,8

-1,3%

214.488

+3,7%

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Il trend dei settori correlati al turismo dal 2015 al 2024

Sedi di Impresa attive nei due settori produttivi maggiormente coinvolti dalla domanda turistica

Spostando l’attenzione su alcuni settori del sistema produttivo emergono dati leggermente diversi da quelli evidenziati in forma aggregata. Oltre alle imprese ricettive già citate per la forte espansione, gli unici altri settori correlati al turismo per i quali si poteva accedere ai dati sono il commercio al dettaglio e la ristorazione.

Nel 2015 all’interno dei tre aggregati si contavano circa 48 mila imprese nel commercio al dettaglio, che scendono a oltre 41.800 nel 2024 con una variazione negativa del -12,8%. Trend uniforme in tutti i territori, con una variazione ancora più significativa anche nei comuni costieri che solitamente concentrano la quota maggiore di tutti i pernottamenti della regione.

Andamento opposto per le attività della ristorazione che segnano ovunque variazioni positive a doppia cifra.

Evidentemente lo sviluppo del turismo non è stato sufficiente a frenare la chiusura di molte attività del commercio al dettaglio, forse perché la spesa dei turisti non è riuscita a compensare altri fattori negativi come la crisi economica, il calo dei consumi dei residenti o l'aumento dei costi legati al turismo stesso.

Anno 2015

Anno 2024

Var. %

 

Commercio al dettaglio

Ristorazione

Commercio al dettaglio

Ristorazione

Commercio al dettaglio

Ristorazione

Comuni Capoluogo

30.176

6.677

25.503

8.490

-15,5%

+27,2%

L’area dei Nebrodi

1.193

403

1.109

445

-7,0%

+10,4%

Comuni costieri

16.616

5.706

15.225

6.736

-8,4%

+18,1%

Totale

47.985

12.786

41.837

15.671

-12,8%

+22,6%

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Gli indicatori della pressione turistica. �La classificazione per livelli di sviluppo

Quota % dei comuni per livello di sviluppo di appartenenza

Regolare

Moderato

Elevato

Intensivo

Totale

Comuni Capoluogo

66,7%

33,3%

0,0%

0,0%

100%

L’area dei Nebrodi

100,0%

0,0%

0,0%

0,0%

100%

Comuni costieri

51,1%

36,4%

9,1%

3,4%

100%

Totale

57,4%

32,4%

7,4%

2,8%

100%

La procedura utilizzata per la definizione degli indicatori si è avvalsa di uno schema logico, sicuramente perfettibile, definito dal CST di Firenze per sopperire alla mancanza di criteri di classificazione universalmente riconosciuti: rapporto tra i letti della ricettività e le presenze turistiche con la superficie territoriale e la popolazione, normalizzazione degli indicatori per consentirne la comparazione tra comuni, creazione di un indice sintetico e individuazione di quattro livelli di intensità della pressione turistica.

In base a questo schema solo poche località costiere raggiungono i livelli più alti di pressione turistica, percepita in maniera ancora più negativa durante i mesi di alta stagione. Invece, nel 100% dei casi i capoluoghi hanno conseguito un indicatore sintetico compreso tra il livello di sviluppo regolare e moderato.

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Gli indicatori della pressione turistica.

I livelli di sviluppo dei comuni capoluogo

Con lo stesso criterio l’indicatore sintetico attribuito ad ogni comune fa emergere un livello di sviluppo moderato solo per Palermo, Siracusa e Catania. Tutti gli altri capoluoghi rientrano nei parametri di uno sviluppo regolare.

Qualche riferimento ad altre realtà nazionali con caratteristiche territoriali più o meno similari, o con dimensione dei fenomeni turistici abbastanza comparabili, possono aiutare a comprendere meglio il valore effettivo dell’indicatore sintetico.

Confronto con altre città capoluogo italiane

Comune

Indicatore sintetico

Livello sviluppo

Palermo

1,9

Moderato

Siracusa

1,1

Moderato

Catania

0,9

Moderato

Ragusa

0,5

Regolare

Agrigento

0,5

Regolare

Trapani

0,3

Regolare

Enna

0,1

Regolare

Messina

0,1

Regolare

Caltanissetta

0,1

Regolare

Comune

Indicatore sintetico

Livello sviluppo

Bergamo

3,8

Elevato

Verona

2,9

Moderato

Lecce

1,2

Moderato

Lucca

0,8

Moderato

Matera

0,7

Moderato

Perugia

0,7

Moderato

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Il trend delle singole variabili nei comuni capoluogo - 1

Provando a sintetizzare tutte le variabili utilizzate nell’analisi, nei grafici successivi si evidenziano le variazioni registrate dal 2015 al 2024 per ogni singolo elemento che contribuisce al rafforzamento del mercato turistico e del sistema economico di ogni singola destinazione.

Palermo, Catania e Siracusa condividono lo stesso trend negativo della popolazione residente e cessazione delle attività commerciali.

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Il trend delle singole variabili nei comuni capoluogo- 2

Situazione decisamente più complicata per la città di Ragusa, Agrigento e Trapani, dove la negatività dei trend si estende ad un numero più ampio di variabili.

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Il trend delle singole variabili nei comuni capoluogo- 3

Anche per Enna, Messina e Caltanissetta la situazione che emerge richiederebbe analisi più approfondite. In pratica l’unica variazione positiva condivisa dalle tre realtà è l’aumento delle attività legate alla ristorazione.

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Tra i comuni della costa l’indicatore sintetico ottenuto classifica a livello di sviluppo intensivo solo tre realtà: Giardini – Naxos, Taormina, Letojanni.

Altre otto località raggiungono il livello di sviluppo elevato: Isola delle Femmine, San Vito Lo Capo, Campofelice di Roccella, Cefalù, Aci Castello, Sant’Alessio Siculo, Favignana, Gioiosa Marea. Tutti gli altri comuni rientrano nei livelli di sviluppo moderato o regolare.

Anche in questo caso si presenta qualche esempio di località turistiche nazionali più o meno comparabili con quelle, in modo da avere un parametro di riferimento dei livelli di sviluppo assegnati.

Gli indicatori della pressione turistica.

I livelli di sviluppo dei comuni costieri

Comune

Indicatore sintetico

Livello sviluppo

Giardini-Naxos

24,8

Intensivo

Taormina

16,7

Intensivo

Letojanni

10,9

Intensivo

Isola delle Femmine

7,1

Elevato

San Vito Lo Capo

6,6

Elevato

Campofelice di Roccella

5,6

Elevato

Cefalù

4,7

Elevato

Aci Castello

4,6

Elevato

Sant'Alessio Siculo

4,3

Elevato

Favignana

4,0

Elevato

Gioiosa Marea

3,7

Elevato

Confronto con altre città rivierasche italiane

Comune

Indicatore sintetico

Livello sviluppo

Ischia

22,7

Intensivo

Tropea

19,1

Intensivo

Rosolina

13,2

Intensivo

Misano Adriatico

9,2

Elevato

Castagneto Carducci

7,7

Elevato

Gallipoli

5,1

Elevato

Alghero

2,4

Moderato

Polignano a Mare

2,1

Moderato

Tarquinia

1,9

Moderato

Vasto

1,3

Moderato

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Il trend delle singole variabili nei comuni costieri a sviluppo intensivo

Anche in questo caso si riportano i grafici con le variazioni registrate per ognuna delle variabili prese in considerazione, ma solo per i tre comuni classificati a sviluppo intensivo e gli otto a sviluppo elevato. Fra i primi tre l’unica realtà che richiederebbe un’analisi più puntuale è Giardini-Naxos delle attività legate alla ristorazione.

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Il trend delle singole variabili nei comuni costieri a sviluppo elevato - 1

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Il trend delle singole variabili nei comuni costieri a sviluppo elevato - 2

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Il trend delle singole variabili nei comuni costieri

a sviluppo elevato - 3

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Il trend delle singole variabili in tutti i comuni costieri

a sviluppo moderato e regolare

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Gli indicatori della pressione turistica. �I livelli di sviluppo nei comuni dei Nebrodi

Stessa procedura di definizione dell’indicatore sintetico anche per i comuni dei Nebrodi, che si collocano tutti ad un livello di sviluppo regolare. Da sottolineare che solo per undici realtà è stato possibile procedere con la classificazione in quanto per gli altri non erano disponibili i dati della movimentazione turistica del 2024.

Tra tutti quelli osservati solo Santa Domenica Vittoria e Cesarò evidenziano un indicatore sintetico più alto. I valori più bassi sono per Bronte e Tortorici.

Comune

Indicatore sintetico

Livello sviluppo

Santa Domenica Vittoria

0,30

Regolare

Cesarò

0,27

Regolare

Randazzo

0,10

Regolare

Troina

0,10

Regolare

Capri Leone

0,09

Regolare

San Marco d'Alunzio

0,05

Regolare

Sinagra

0,04

Regolare

Castell'Umberto

0,02

Regolare

Cerami

0,02

Regolare

Bronte

0,01

Regolare

Tortorici

0,01

Regolare

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La necessità di utilizzare gli strumenti degli osservatori

L’analisi è stata realizzata attraverso l’elaborazione dei dati ad oggi disponibili, ma può rappresentare un modello di “osservatorio” più strutturato con la funzione specifica di raccogliere, comparare, studiare e diffondere dati del mercato turistico e degli altri fenomeni correlati, che insieme contribuisco a rafforzare o a indebolire un sistema economico e sociale di un’area vasta o di singoli territori.

Un maggior coinvolgimento degli stakeholder regionali e/o locali, istituzionalmente delegati alla raccolta dei dati, potrebbe consentire una serie di analisi settoriali, utili a supportare le scelte strategiche dei decisori.

Un Sistema informativo di destinazione

per acquisire dati sui trend del mercato

Raccolta di dati turistici, elaborazioni di indicatori

Analisi di settori correlati e dinamiche di influenza

Studi di settore e report tematici

Realizzazione e condivisione di rapporti periodici