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Indicazioni Nazionali per il Curricolo � Scuola dell’infanzia e primo ciclo di istruzione

CORSO DI PREPARAZIONE DOCENTI DI RELIGIONE

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come cambia la scuola�dai Programmi Ministeriali�alle Indicazioni Nazionali�e alle Linee Guida�insegnare per competenze

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Le tre stagioni della nostra scuola�l’evoluzione da una scuola eterodiretta a una scuola flessibile

corrispondenze tra insegnamento e valutazione

Fino agli anni Settanta

insegnamento valutazione decimale

per contenuti delle conoscenze

Dopo il ’74, decreti delegati, e il ’77, legge 517

insegnamento/apprendimento valutazione di criterio

per obiettivi delle abilità

Anni 2000

apprendimento

per competenze certificazione delle competenze

solo nella scuola dell’obbligo

a u t o n o m i a

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cambia la scuola!�cambia il ministero!�� dal government alla governance��da un’amministrazione che dirige�a un’amministrazione che progetta

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LE RAGIONI DEL CAMBIAMENTO

  • GLOBALIZZAZIONE E MONDIALIZZAZIONE (media-tecnologie ecc..)
  • URGENZA DI COMPETENZE SEMPRE PIU’ DIVERSIFICATE
  • SERVE UNA NUOVA CULTURA CHE DIAFORZA E POTENZA AL CAPITALE UMANO. SI FA STRADA DAGLI ANNI 90 LA CONCEZIONE CHE IL CAPITALE UMANO E’ DA CONSIDERARSI FATTORE PRODUTTIVO. LE RICERCHE HANNO STIMATO CHE L’ISTRUZIONE SPIEGA IN MEDIA LA METà DELLA CRESCITA DEL REDDITO DI UN PAESE (UN ANNO DI ISTRUZIONE AUMENTA IL SAGGIO DI CRESCITA DELL’1,1%)

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  • Ecco che da molti anni le determinazioni europee lanciano veri e propri appelli pressanti ai decisori politici dei vari paesi affinchè incrementino forme sempre più attuali di educazione attraverso provvedimenti normativi.
  • LIBRO BIANCO (RAPPORTO CRESSON) LIFELONG: INSEGNARE A IMPARARE: VERSO LA SOCIETà COGNITIVA. La scuola deve progettare apprendimenti strategici (comprensione e creatività, valutazione e decisione)

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  • RAPPORTO DELORS (UNESCO 1995) :L’EDUCAZIONE DEVE TRASMETTERE, EFFICACEMENTE E MASSICCIAMENTE, UNA CRESCENTE QUANTITA’ DI CONOSCENZE E COGNIZIONI TECNICHE IN CONTINUA EVOLUZIONE, ADATTE AD UNA CIVILTà BASATA SUL SAPERE, PROPRIO perché QUESTO FORMA LA BASE DELLE COMPETENZE DEL FUTURO»

  • MARZO 2000: CONSIGLIO EUROPEO DI LISBONA: OBIETTIVO 2010: «ENTRO IL 2010 L’EUROPA DOVRà ESSERE L’ECONOMIA BASATA SULLA CONOSCENZA Più DINAMICA DEL MONDO PER REALIZZARE UNA CRESCITA ECONOMICA SOSTENIBILE E UNA MAGGIORE COESIONE SOCIALE»
  • Operativamente: apprendimento permanente-colmare i deficit nelle competenze funzionali in ogni fascia di età.

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Le otto competenze chiave di cittadinanza per l’esercizio della cittadinanza attiva da conseguire al termine dell’obbligo di istruzione

(Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18/12/06)

- Comunicazione nella madre lingua

- Comunicazione nelle lingue straniere

- Competenza matematica e competenze di base in scienza e

tecnologie

- Competenza digitale

- Imparare ad imparare

- Competenze interpersonali, interculturali e sociali e competenza

civica

- Imprenditorialità

- Espressione culturale

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  • Per raggiungere tutti gli obiettivi di Lisbona ( che nel 2010 sono apparsi non conseguiti e dove l’Italia fa da fanalino di coda) i paesi europei attuano riforme.
  • Italia: Riforma Moratti 2003 (portfolio con competenze trasversali e linguistiche)

DPR 139/2007 :Obbligo scolastico a 16 anni.

INDICAZIONI NAZIONALI 2007

NUOVI OBIETTIVI «EUROPA 2020» : CRESCITA INTELLIGENTE SOSTENIBILE ED INCLUSIVA

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ieri-linearità dpr 275/99 oggi-sistema

MPI

MIUR

programmi per istruire

indicazioni per istruire educare formare

AUTONOMIA

unità scolastiche

istituzioni scolastiche

promossi bocciati

“successo formativo” per tutti entro il 18° anno di età

2001

Titolo V Regioni EELL

government

governance

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occorre

insegnare a

educare il cittadino a partecipareformare la persona a essereistruire il lavoratore a fare

io sono

io partecipo

io faccio

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infanzia

primaria

media

licei

istruzione e

formazione

professionale

regionale

L’attuale Sistema EDUCATIVO nazionale di ISTRUZIONE e FORMAZIONE

istituti

tecnici

istituti

profes-

sionali

istruzione tecnica superiore IFTS

IeFP

obbligo

ex legge 296/06

dm 139/07

dm 9/10

l’obbligo

si assolve anche nella

Istruzione e Formazione

Professionale Regionale

ex legge 133/08 e

nell’apprendistato

ex legge 183/10

sezioni primavera - accordo 14/06/07

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L�LE SCUOLE DELL’AUTONOMIA E LE INDICAZIONI NAZIONALI

  • LEGGE N.59 DEL 15 MARZO 1997-ART 21, C.9

  • «L’autonomia didattica è finalizzata al perseguimento degli obiettivi generali del sistema di istruzione nel rispetto della libertà di insegnamento della libertà di scelta educativa da parte delle famiglie e del diritto di apprendere. Essa si sostanzia nella scelta libera e programmata di metodologie, strumenti, organizzazione e tempi di insegnamento da adottare nel rispetto della possibile pluralità di opzioni metodologiche e in ogni iniziativa che sia espressione di linea progettuale, compresa l’eventuale offerta di insegnamenti opzionali..»

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► dpr 275/99, art. 1, comma 2� “L’autonomia delle istituzioni scolastiche… si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di EDUCAZIONE, ISTRUZIONE e FORMAZIONE mirati allo sviluppo della persona umana… al fine di garantire ai soggetti coinvolti il SUCCESSO FORMATIVO”�� legge 53/03, art. 2, comma 1, c � “E’ assicurato a tutti il diritto all’istruzione e alla formazione per almeno 12 anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età

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DPR n. 275 dell’8 marzo 1999, cap. III art. 8

  • L’art. 8 del DPR n. 275/99 definisce in modo chiaro il senso e il significato delle Indicazioni, precisando i compiti dello Stato e quelli che spettano alle singole istituzioni scolastiche.
  • “Il Ministro della Pubblica Istruzione … definisce
  • a) gli obiettivi generali del processo formativo;
  • b) gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli alunni;
  • c) le discipline e le attività costituenti la quota nazionale dei curricoli e il relativo monte ore annuale;

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  • d) l’orario obbligatorio annuale complessivo dei curricoli comprensivo della quota nazionale obbligatoria e della quota obbligatoria riservata alle istituzioni scolastiche;
  • e) i limiti di flessibilità temporale per realizzare compensazioni tra discipline e attività della quota nazionale del curricolo;
  • f) gli standard relativi alla qualità dei servizi;
  • g) gli indirizzi generali circa la valutazione degli alunni, il riconoscimento dei crediti e dei debiti formativi;
  • h) i criteri generali per l’organizzazione dei percorsi formativi, finalizzati all’indicazione permanente degli adulti, anche a distanza, da attuare nel sistema integrato

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..E ALLORA COSA SPETTA ALLE SINGOLE SCUOLE?

  • Lo stesso art. 8 del DPR n. 275/99 (Regolamento dell’autonomia) fissa alcuni compiti:
  • a) definire nel Piano dell’Offerta Formativa, il curricolo obbligatorio per i propri alunni in modo da integrare la quota definita a livello nazionale con la quota loro riservata che comprende le discipline e le attività da esse liberamente scelte (comprese le attività opzionali facoltative e le varie forme di flessibilità)
  • b) valorizzare il pluralismo culturale e territoriale nel rispetto delle diverse finalità della scuola dell’obbligo e della scuola secondaria superiore
  • c) determinare il curricolo a partire dalle effettive esigenze degli alunni concretamente rilevate e sulla base anche della necessità di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento
  • d) definire il curricolo della singola istituzione scolastica anche attraverso l’integrazione tra diversi sistemi formativi sulla base di accordi, protocolli di intesa, convenzioni e contratti con enti e/o istituzioni pubbliche e/o private.

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  • Legge Delega 53/2003 Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei LEP in materia di istruzione e formazione professionale
  • Art. 1, co 3, lett.b) sviluppo tecnologie multimediali e alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche; i) interventi di orientamento contro la dispersione scolastica…j) interventi per l’educazione degli adulti.
  • Art. 2 co. 1 lett. a) E’ promosso l’apprendimento in tutto l’arco della vita; lett.b) sono promosso il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, nazionale ed alla civiltà Europea; lett.g) i percorsi di istruzione e formazione professionale realizzano profili educativi ai quali ai quali conseguono titoli e qualifiche…ai fini della spendibilità nell’Unione Europea. Riconoscimento dell’intera formazione (15-18 anni) in alternanza scuola lavoro.

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LEGGE N.53 DEL 28 MARZO 2003 ART.1

  • “ I Piani di studio personalizzati nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un nucleo fondamentale omogeneo su base nazionale (Indicazioni nazionali), che rispecchia la cultura, le tradizioni e l’identità nazionale, e prevedono una quota riservata alle Regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle stesse anche collegate con le realtà locali.”

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D.Lgs. N.59 del 19 febbraio 2004

  •  Allegato A Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative delle Scuole dell’Infanzia
  • Allegato B – Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria Allegato
  • C – Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Secondaria di 1° grado
  • Allegato D – Il Profilo dello Studente PECUP – Profilo educativo culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni) 

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DM 31 LUGLIO 2007-INDICAZIONI PER IL CURRICOLO PER LA SCUOLA DELL’INFANZIA E PER IL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

  • A partire dall’anno scolastico 2007-2008 le scuole dell’infanzia e del 1° ciclo di istruzione procedono all’elaborazione dell’offerta formativa avendo a riferimento in prima attuazione e con gradualità, le Indicazioni – definite in via sperimentale – contenute nel documento allegato che è parte integrante del presente decreto.”

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  •  
  •  
  • Le definizioni dei tre termini conoscenze, abilità, competenze rimangono ancora quelle raccolte dal Documento tecnico allegato all’O.M. 139/2007, il quale riprende (n. 1, p. 11)  le 

Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 settembre 2006  Il  Quadro  europeo delle Qualifiche e dei Titoli  contiene le seguenti  definizioni:  

  • Conoscenze”:  indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.  
  • Abilità”, indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare know‐how per portare atermine compiti e risolvere problemi;  le abilità sono descritte  come cognitive (uso del  pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti) 
  • Competenze ”indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo  professionale e/o personale; 
  • le  competenze sono descritte in  termine di responsabilità e autonomia

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�● indicazioni nazionali� scuola materna e primo ciclo���cultura scuola persona� finalità generali� l’organizzazione del curricolo� la scuola dell’infanzia� la scuola del primo ciclo�

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�i documenti del riordino�� indicazioni nazionali� scuola materna e primo ciclo - dm16/11/12 obbligo di istruzione decennale - dm 139/07 e 9/10� indicazioni nazionali licei - dm 89/10 � linee guida istituti tecnici - dm 88/10 e dir 4/12 linee guida istituti professionali - dm 87/10 e dir 5/12�

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  • Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo sono un testo di riferimento unico per tutte le scuole autonome che sostituisce quelli che, un tempo, si chiamavano “programmi ministeriali”.

Il documento

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INFANZIA 7 campi di esperienza: il sé e l’altro – il corpo e il movimento – immagini, suoni, colori – i discorsi e le parole - la conoscenza del mondo – oggetti, fenomeni, viventi – numero e spazio5 traguardi per lo sviluppo della competenza�PRIMO CICLO 10 discipline e per ogni disciplina: ��traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola � primaria� ● obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della � scuola primaria� obiettivi di apprendimento al termine della classe quinta della � scuola primaria��► traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola � secondaria di primo grado� obiettivi di apprendimento al termine della classe terza della � scuola secondaria di primo grado

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le dieci discipline: dm 16 novembre 2012(area linguistico-artistico-espressiva) italiano� lingua inglese e seconda lingua comunitaria� musica� arte e immagine� educazione fisica�(area storico-geografica)storia� geografia�(area matematico-scientifico-tecnologica)� matematica� scienze� tecnologia

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CURRICOLO VERTICALE

  • Il Curricolo d’Istituto è il documento attraverso il quale la Scuola traduce gli standard presenti nelle Indicazioni Nazionali in percorsi disciplinari contestualizzati all’ambiente e condivisi da tutti i docenti. Esso indica per ciascuna disciplina e per ciascuna classe del primo ciclo di istruzione gli obiettivi finali, gli obiettivi specifici di apprendimento e le competenze da raggiungere.
  • Il CURRICOLO delinea, dalla scuola dell’infanzia, passando per la scuola primaria e giungendo infine alla scuola secondaria di I grado, senza ripetizioni e ridondanze, un processo unitario, graduale e coerente, continuo e progressivo, verticale ed orizzontale, delle tappe e delle scansioni d’apprendimento dell’allievo, in riferimento alle competenze da acquisire e ai traguardi in termini di risultati attesi.

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  • Il percorso curricolare muove dai soggetti dell’apprendimento, con particolare attenzione ed ascolto ai loro bisogni e motivazioni, atteggiamenti, problemi, affettività, fasi di sviluppo, abilità, conoscenza dell’esperienze formative precedenti.
  • Sulla base delle Indicazioni Nazionali per il curricolo dell’Infanzia, i docenti (anche di religione cattolica), riuniti in elaborano il CURRICOLO VERTICALE , fissando i traguardi da raggiungere negli anni ponte tra i vari ordini di scuola. (sempre approvazione del collegio)

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ULTIMA STESURA I.N. DM 254 DEL 16 NOV 2012

  • Sono frutto di una lunga sperimentazione sempre tenendo come base le indicazioni del 2007
  • NOVITA’: nel testo precedente mancavano gli obiettivi generali ora sono introdotte le finalità generali: LO SVILUPPO ARMONICO E INTEGRALE DELLA PERSONA ALL’INTERNO DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E DELLA TRADIZIONE CULTURALE EUROPEA, NELLA PROMOZIONE DELLA CONOSCENZA E NEL RISPETTO DELLE DIVERSITà INDIVIDUALI, CON IL COINVOLGIMENTO ATTIVO DEGLI STUDENTI E DELLE FAMIGLIE

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  • Nelle indicazioni del 2012 prevale una logica di grande flessibilità ed ampiezza: periodi didattici lunghi. Intero triennio infanzia; quinquennio primaria e triennio secondaria primo grado.

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DALLE INDICAZIONI NAZIONALI AL CURRICOLO DI ISTITUTO

  • Nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un TESTO APERTO, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e contestualizzare, elaborando specifiche SCELTE, RELATIVE A CONTENUTI, METODI, ORGANIZZAZIONE e VALUTAZIONE coerenti con i TRAGUARDI FORMATIVI previsti dal Documento Nazionale.” (da L’organizzazione del curricolo)

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CHE COS’è IL CURRICOLO DI ISTITUTO?

  • Il Curricolo d’Istituto è espressione della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica e, al tempo stesso, è quella parte del POF che esplicita le scelte didattiche della Comunità scolastica che qualificano e caratterizzano l’identità dell’istituto. Nella prospettiva degli Istituti comprensivi prende piede l’idea di curricolo d’istituto verticale inteso non come semplice SOMMATORIA dei tre curricoli (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) ma come “RISULTANTE” delle scelte culturali, pedagogiche, metodologiche e disciplinari caratterizzanti il percorso formativo di ciascun allievo.

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Come le Indicazioni trasformano la scuola

  • La scuola progetta il proprio curricolo sulla base delle Indicazioni:
  • La scuola deve mettere in relazione la complessità dei nuovi modi di apprendere con un’opera di guida attenta al metodo;
  • La scuola deve curare e consolidare le competenze e i saperi di base irrinunciabili;(Francia: zoccolo duro)
  • La scuola deve formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale per affrontare incertezza scenari presenti e futuri;
  • La scuola deve riconoscere e valorizzare le diverse situazioni individuali presenti nella classe e saper accettare la sfida che la diversità pone.

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LE INDICAZIONI NAZIONALI DI RELIGIONE CATTOLICA

INFANZIA E PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE: DPR 11 FEBBRAIO 2010 (Napolitano-Berlusconi-Gelmini)

SECONDARIA SECONDO GRADO: DPR 28 GIUGNO 2012(Bagnasco-Profumo)

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VERSO LE INDICAZIONI DEL 2010

  • L’esigenza di rinnovare le indicazioni per l’IRC nella scuola dell’infanzia e nel primo ciclo si era manifestata a partire dalle indicazioni Fioroni del 2007.
  • Furono adottate in via sperimentale per il biennio 2007-09 furono adottate per un altro triennio (2009-12) e su di esse si modella la formulazione definitiva del 2012.

  • Purtroppo sono ancora documenti staccati in appendice. Due motivazioni, una di carattere temporale, l’altra di carattere giuridico-formale

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  • Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione relativamente all'insegnamento della religione cattolica.
  • Nel corrente anno scolastico 2007-08 è stata avviata la prima attuazione delle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo di istruzione, allegate al DM 31-7-2007. Tali Indicazioni sono state oggetto di una prima graduale attuazione nei primi mesi del corrente anno scolastico, secondo le istruzioni fornite dalla Direttiva n. 68 del 3-8-2007, mentre con la nota ministeriale del 31-1-2008 è stata avviata una fase di confronto che dovrebbe condurre le scuole, nella seconda metà del corrente anno scolastico, a sintonizzare i Piani dell'offerta formativa del prossimo anno scolastico con dette Indicazioni.

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  • Accertata la coerenza di tale proposta con le linee portanti delle Indicazioni per il curricolo, si ritiene di poter accogliere il documento della Conferenza episcopale italiana e quindi avviare la prima attuazione dei relativi contenuti al fine di consentire anche all'insegnamento della religione cattolica di inserirsi adeguatamente nei Piani dell'offerta formativa che le scuole stanno attualmente redigendo per il prossimo anno scolastico. Pertanto si allega alla presente circolare il documento di lavoro contenente lo Strumento base (Allegato 1), la relativa Legenda (Allegato 2) e il relativo Protocollo (Allegato 3), affinché tutte le scuole possano prenderne visione e tenerne conto nella propria programmazione educativa e didattica e nella redazione dei Piani dell'offerta formativa. (Fioroni)�

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  • Come era esplicitato nel testo delle stesse Indicazioni per il curricolo, «l'insegnamento della Religione Cattolica è disciplinato dagli accordi concordatari in vigore. I traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento saranno definiti d'intesa con l'autorità ecclesiastica, come da disposizione concordataria». In attuazione di tale intento, la presidenza della Conferenza episcopale italiana ha proposto a questo Ministero uno specifico progetto di revisione delle indicazioni didattiche già in vigore per l'insegnamento della religione cattolica al fine di armonizzare la collocazione di questa disciplina nel nuovo impianto curricolare della scuola dell'infanzia e delle scuole del primo ciclo. 

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  • Prima è necessaria una Intesa e poi la conversione in DPR
  • I lavori di sperimentazione furono avviati dalla Cei nell’estate del 2007. Si emanò la sperimentazione con la CM 45/08..
  • E’ una fase di incertezza ordinamentale (Gelmini)
  • Entrano in vigore con un DPR firmato l’11 febbraio 2010 con un anno di ritardo.
  • Nella primavera del 2012 Profumo senza minimamente coinvolger irc e CEI. Porteranno in appendice quelle IRC del 2010.

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QUATTRO AMBITI TEMATICI

  • DIO E L’UOMO
  • LA BIBBIA E LE FONTI
  • IL LINGUAGGIO RELIGIOSO
  • I VALORI ETICI E RELIGIOSI

  • Gia’nella sperimentazione del 2008 erano stati identificati questi 4 ambiti ma ora c’è una importantissima integrazione: LA CENTRALITà DELLA PERSONA DI GESU’ CRISTO»

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

ULTIMO ANNO SCUOLA DELL’INFANZIA

COMPETENZE ABILITA’ CONOSCENZE

1.Il sé e l’altro

Scopre nel Vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù da cui apprende che Dio è Padre di ogni persona e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome.

2.Il corpo in movimento

Esprime con il corpo la propria esperienza religiosa per cominciare a manifestare adeguatamente con i gesti la propria interiorità, emozioni ed immaginazione

3.Linguaggi, creatività, espressione

Riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi tipici della vita dei cristiani per esprimere con creatività il proprio vissuto religioso

4. I discorsi e le parole

Impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi appresi.

5. La conoscenza del mondo

Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo come dono di Dio Creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà

  • Ascolta semplici racconti biblici e riesce a narrare contenuti
  • Esprime e comunica con le parole e i gesti la propria esperienza religiosa
  • Riconosce alcuni simboli relativi alle principali feste cristiane
  • Osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo
  • Narrazioni bibliche con particolare attenzione ai brani riguardanti la vita di Gesù
  • Momenti religiosi significativi della comunità di appartenenza
  • I principali simboli che caratterizzano la festa del Natale e della Pasqua
  • La creazione come dono di Dio/Padre

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

TERMINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA

COMPETENZE ABILITA’ CONOSCENZE

L’alunno riflette su Dio

Creatore e Padre, sui dati

fondamentali della vita di

Gesù e sa collegare i

contenuti principali del suo

insegnamento alle

tradizioni dell’ambiente in

cui vive; riconosce il

significato cristiano del

Natale e della Pasqua,

traendone motivo per

interrogarsi sul valore di tali

festività nell’esperienza

personale, familiare e

sociale.

Riconosce che la Bibbia è

il libro sacro per cristiani

ed ebrei e documento

fondamentale della nostra

cultura, sapendola

distinguere da altre

tipologie di testi.

  • Nucleo tematico: Dio e l'uomo
  • •Comprendere attraverso i racconti biblici e altri testi, che il mondo per l’uomo religioso è opera di Dio ed affidato alla responsabilità dell’uomo e che fin dalle origini ha voluto stabilire un'alleanza con l'uomo.
  • Cogliere attraverso alcune pagine evangeliche, Gesù di
  • Nazareth, Emmanuele e Messia, crocifisso e risorto ,testimoniato dai cristiani.
  • •Identificare tra le espressioni delle religioni la preghiera , dialogo tra l'uomo e Dio e nel Padre nostro la specificità della preghiera cristiana

• La Chiesa comunità dei cristiani aperta a tutti

• Testimoni cristiani nella storia

• L’origine del mondo e dell’uomo nel cristianesimo

e nelle altre religioni.

• Dio Creatore nella Bibbia e in altri testi sacri.

• Le vicende che danno origine al popolo ebraico.

• I patriarchi

• Gesù, il Messia compimento delle promesse di Dio

• La preghiera espressione di religiosità

  • Nucleo tematico: La Bibbia e le altre fonti
  • •Conoscere la struttura e la composizione della Bibbia
  • •Ascoltare, leggere, comprendere e confrontare semplici brani di testi sacri

•Saper riferire alcune pagine bibliche fondamentali

Struttura del libro della Bibbia: libri, generi

letterari…

• I racconti della creazione nel libro della GENESI.

• Personaggi biblici: i Patriarchi

• Pagine del Vangelo e i valori che esprimono.

• Aspetti geografici e sociali in Palestina al tempodi

Gesù.

• Brani evangelici del Natale e della Pasqua

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TERMINE CLASSE TERZA SCUOLA PRIMARIA

COMPETENZE ABILITA’ CONOSCENZE

Nucleo tematico: Il linguaggio religioso

•Riconoscere i segni e i simboli cristiani , nell'ambiente, nelle

celebrazioni e nella tradizione popolare.

•Riconoscere il significato di alcuni gesti e segniliturgici come

espressione di religiosità propri della religione cattolica

Nucleo tematico: valori etici e religiosi

•Riconoscere che la morale cristiana si fonda sul comandamento

dell'amore

•Riconoscere l'impegno della comunità cristiana nel porre alla base della convivenza la giustizia ,la carità, l' amicizia

e la solidarietà

Gesti e segni nella liturgia cristiano-cattolica

• Riti, gesti, simboli del Natale e della Pasqua.

• Segni religiosi presenti nell’ambiente

• La necessità e l’importanza delle regole per vivere

insieme.

• I 10 comandamenti nella relazione tra Dio e gli

uomini e fra gli uomini.

• La chiesa-edificio e i suoi oggetti come segni

religiosi presenti nell’ambiente.

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

TERMINE CLASSE QUINTA SCUOLA PRIMARIA

COMPETENZE ABILITA’ CONOSCENZE

L’alunno riflette su Dio

Creatore e Padre, sui dati

fondamentali della vita di

Gesù e sa collegare i

contenuti principali del suo

insegnamento alle

tradizioni dell’ambiente in

cui vive; riconosce il

significato cristiano del

Natale e della Pasqua,

traendone motivo per

interrogarsi sul valore di

tali festività nell’esperienza

personale, familiare e

sociale.

• Riconosce che la Bibbia è

il libro sacro per cristiani

ed ebrei e documento

fondamentale della nostra

cultura, sapendola

distinguere da altre

tipologie di testi, tra cui

quelli di altre religioni;

identifica le caratteristiche

essenziali di un brano

biblico.

  • Nucleo tematico: Dio e l'uomo.
  • •Sapere che per la religione cristiana, Gesù è il Signore che rivela all’uomo il Regno di Dio in parole e azioni
  • •Conoscere la vita di persone significative che hanno saputo accogliere e vivere il messaggio tradotto dai Vangeli
  • Riconoscere avvenimenti, persone e strutture fondamentali della Chiesa Cattolica e metterli a confronto con quelli delle altre confessioni cristiane
  • evidenziando il cammino ecumenico.
  • Conoscere le origini e lo sviluppo del Cristianesimo e delle altre grandi religioni individuando gli aspetti più importanti del dialogo religioso e azione dello Spirito Santo
  • Individuare nei sacramenti e nelle celebrazioni liturgiche i segni della salvezza di Gesù

• Le parabole ed i miracoli nei Vangeli.

• La nascita della Chiesa.

• Le prime comunità cristiane

• Figure significative per la nascita della

Chiesa: .San Pietro e San Paolo

• Origine e sviluppo delle Grandi Religioni.

• Il cammino ecumenico

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

TERMINE CLASSE QUINTA SCUOLA PRIMARIA

COMPETENZE ABILITA’ CONOSCENZE

Si confronta con

l’esperienza religiosa e

distingue la specificità

della proposta di salvezza

del cristianesimo; identifica

nella Chiesa la comunità di

coloro che credono in

Gesù Cristo e si

impegnano per mettere in

pratica il suo

insegnamento

Nucleo tematico: l linguaggio religioso

Intendere il senso religioso del Natale e della

Pasqua a partire dalle narrazione evangeliche e

dalla vita della Chiesa

•Individuare significative espressioni d’arte cristiana,

a partire da quelle presenti nel territorio, per rilevare come la fede sia stata interpretata e comunicata dagli artisti nel corso dei secoli e nel presente.

•Rendersi conto che la comunità ecclesiale esprime, attraverso vocazioni e ministeri differenti, la propria fede e il proprio servizio all'uomo.

Nucleo tematico: I valori etici e religiosi

•Scoprire la risposta della Bibbia alle domande di senso dell’uomo e confrontarla con quella delle altre Religioni.

•Sviluppare atteggiamenti di curiosità e di ricerca.

•Essere capace di gesti di benevolenza, accoglienza, gentilezza..

•Riconoscere nella vita e negli insegnamenti di Gesù proposte di scelte responsabili, anche per un personale progetto di vita.

•Maturare sentimenti di solidarietà e concretizzarli in

azioni di aiuto, comprensione, di tolleranza…

L’arte: mezzo e strumento di

comunicazione del messaggio cristiano

• Le opere d’arte sulla Natività e sulla

Passione, Morte e Resurrezione di Gesù

• Segni e simboli del Natale, della Pasqua

nell’arte, nelle tradizioni…•

•Le domande di senso e le risposte delle

religioni

•Gesti di attenzione e di carità

•Sentimenti di solidarietà e concretizzati in

azioni di aiuto, comprensione, di tolleranza…

•Testimoni d’amore di ieri e di oggi

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

ULTIMO ANNO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

COMPETENZE ABILITà CONOSCENZE

L'alunno inizia a

confrontarsi

con la complessità

dell'esistenza e impara a

dare valore ai propri

comportamenti.

• Individua, a partire dalla

Bibbia, le tappe essenziali

e i dati oggettivi della

storia della salvezza,

della vita e

dell’insegnamento di

Gesù, del cristianesimo

delle origini. Ricostruisce

gli elementi fondamentali

della storia della Chiesa e

li confronta con le vicende

della storia civile passata

e recente, elaborando

criteri per avviarne

un’interpretazione

consapevole.

• L'alunno sa interrogarsi

sul trascendente e porsi

domande di senso

.

Nucleo tematico: Dio e l'uomo

•Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue

esperienze tracce di una ricerca religiosa

•Comprendere alcune categorie fondamentali della

fede ebraico-cristiana e confrontarle con quelle di

altre maggiori religioni.

•Approfondire l’identità storica, la predicazione e

l’opera di Gesù e correlarle alla fede cristiana.

•Conoscere l’evoluzione storica e il cammino

ecumenico della Chiesa cattolica che riconosce in

essa l’azione dello Spirito Santo.

•Confrontare la prospettiva della fede cristiana e i

risultati della scienza come letture distinte ma non

conflittuali dell’uomo e del mondo.

•Ricerca umana e rivelazione di Dio nella

storia: rivelazione, promessa, alleanza,

messia, risurrezione, grazia, Regno di Dio,

salvezza…

•Le altre religioni

•La persona, la vita di Gesù nell'arte, nella

cultura...

•L'opera di Gesù, la sua morte e resurrezione

e la missione della Chiesa

•La Chiesa universale e locale, articolata

secondo carismi e ministeri , generata dallo

Spirito Santo

•Il cristianesimo e il pluralismo religioso

•Fede e scienza: letture distinte, ma non

conflittuali dell'uomo e del mondo

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

ULTIMO ANNO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

COMPETENZE ABILITà CONOSCENZE

L'alunno sa interagire con

persone di religione

differente, sviluppando

un'identità capace di

accoglienza, confronto e

dialogo.

• L'alunno coglie le

implicazioni

etiche della fede cristiana

e vi riflette in vista di

scelte di vita progettuali e

responsabili

Nucleo tematico: La Bibbia e le altre fonti

•Saper adoperare la Bibbia come documento storicoculturale e apprendere che nella fede della Chiesa è

accolta come Parola di Dio.

• Individuare il contenuto centrale di alcuni testi

biblici.

•Individuare i testi biblici che hanno ispirato le

principali produzioni artistiche (letterarie,musicali,

pittoriche…) italiane ed europee

Nucleo tematico: il linguaggio religioso

Comprendere il significato principale dei simboli

religiosi, delle celebrazioni liturgiche e dei

sacramenti della Chiesa.

•Riconoscere il messaggio cristiano nell’arte e nella

cultura in Italia e in Europa...

•Individuare gli elementi specifici della preghiera

cristiana e farne anche un confronto con quelli di

altre religioni

•Focalizzare le strutture e i significati dei luoghi sacri

dall’antichità ai nostri giorni

Il libro della Bibbia, documento storico-

culturale e Parola di Dio: i libri dell'Antico e

del Nuovo Testamento

•Il Tetragramma sacro

•I Vangeli

•Gli Atti degli Apostoli

•Il messaggio centrale di alcuni testi biblici e di

documenti letterari ed artistici che attengono

alla dimensione religiosa

• Le prime comunità cristiane

• Segni e simboli del cristianesimo

• I Sacramenti

• Le chiese cristiane nel mondo

• Le persecuzioni

• L'arte paleocristiana, romanica, gotica...

• L'evangelizzazione dell'Europa

• l monachesimo orientale ed occidentale

• Francescani e Domenicani

• Chiese , cattedrali, battisteri, catacombe..

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TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE DI BASE IN RELIGIONE CATTOLICA

ULTIMO ANNO SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

COMPETENZE ABILITà CONOSCENZE

Nucleo tematico: valori etici e religiosi

Cogliere nelle domande dell’uomo e in tante sue

esperienze tracce di una ricerca religiosa.

•Riconoscere l’originalità della speranza cristiana, in

risposta al bisogno di salvezza della condizione

umana .

•Saper esporre le principali motivazioni che

sostengono le scelte etiche dei cattolici in un

contesto di pluralismo culturale e religioso.

•Confrontarsi con la proposta cristiana di vita come

contributo originale per la realizzazione di un

progetto libero e responsabile.

Diritti fondamentali dell’ uomo, ,la libertà,

l'etica

• La libertà di, da e per

• La libertà per l'amore

• Il comandamento dell'amore per costruire

un personale progetto di vita

• L'originalità della speranza cristiana

rispetto alla proposta di altre visioni

• Ricerca umana e rivelazione di Dio nella

storia del cristianesimo a confronto con

l'ebraismo e le altre religioni

• Le tematiche etiche: il razzismo,

l'antisemitismo...

• I profeti oggi: Giovanni XXIII, O. Romero,

Madre Teresa di Calcutta..

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INDICAZIONI DIDATTICHE PER IRC NEL SECONDO CICLO DI ISTRUZIONE

  • Si da «piena ed intera esecuzione all’intesa sulle indicazioni didattiche per l’irc nelle scuole del secondo ciclo di istruzione e nei percorsi di istruzione e formazione professionale firmata il 28 giugno 2012…..L’intesa comprende 4 allegati relativi alle indicazioni didattiche distintamente formulate per i licei, gli istituti tecnici, gli istituti professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale»
  • Si articolano tutti in:
  • Linee generali e competenze: Obiettivi specifici di apprendimento: conoscenze e abilità

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  • . Prima dell’entrata in vigore delle indicazioni 2012 erano ancora in vigore i programmi del 1987.
  • Erano ormai del tutto inadeguati.
  • Con il riordino degli ordinamenti Gelmini diventa urgente l’emanazione di Indicazioni per la secondaria sec. Grado
  • Problema per la CEI se seguire modello Indicazioni Licei o Tecnici-professionali. Adotta una terza via con lo schema degli Istituti e la discorsività di quelle dei licei.
  • Dopo una fase sperimentale nascono 3 testi distinti: licei-Istituti tecnici-professionali. Per i licei si chiamano INDICAZIONI e per tecnici e professionali LINEE GUIDA. Cosi per gli IeFP

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  • Aspetti comuni dei quattro testi:
  • 1) adesione alla logica della competenza
  • 2) Competenze ripartite in 3 aree di significato che rispetto al primo ciclo non privilegiano i contenuti ma le aree di significato (un sistema di argomenti che acquistano valore nel rapporto con la persona)
  • A) area antropologico-esistenziale
  • B) area storico-fenomenologica
  • C) area biblico-teologica

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LA VALUTAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI E DELLE COMPETENZE

  • Per quanto riguarda la valutazione degli alunni l’insegnante farà riferimento al D.P.R. n. 122 del 22 giugno 2009 ed in particolare all’ Articolo 2- Valutazione degli alunni nel primo ciclo di istruzione
  • comma 4. “La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica resta disciplinata dall’articolo 309 del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, ed è comunque espressa senza attribuzione di voto numerico, fatte salve eventuali modifiche all’intesa di cui al punto 5 del Protocollo addizionale alla legge 25 marzo 1985, n. 121.

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  • SCHEDA A PARTE (L’intelaiatura della struttura scolastica dell’ora di religione nelle scuole pubbliche è ancora regolata dalla legge n. 824 del 5 giugno 1930, in cui l’art. n. 4 recita testualmente: ”Per l’insegnamento religioso, in luogo di voti e di esami viene redatta a cura dell’insegnante e comunicata alla famiglia una speciale nota, da inserire nella pagella scolastica, riguardante l’interesse con il quale l’alunno segue l’insegnamento e il profitto che ne ritrae)

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ASSENZA DI VOTO ED ESAMI

  • Nella CM n. 117 del 23 settembre 1930 applicativa della suddetta legge, a proposito dell’art. 4, si dice “Per l’insegnamento religioso, date le sue speciali finalità, non si assegnano voti, né si danno esami, e del profitto che gli alunni ne ritraggono l’insegnante di religione informerà le rispettive famiglie mediante apposita nota da inserire nella pagella o negli altri simili documenti scolastici, nei quali si attesta il profitto di ogni altro insegnamento (art.4)”.

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PARTECIPAZIONE IDR ALLO SCRUTINIO

  • E’ inutile ricordare che la mancata partecipazione dei docenti di religione cattolica alla valutazione degli alunni che si sono avvalsi dell’ora di religione invalida lo scrutinio, così come previsto dagli articoli 1, 3 e 31dell’O.M. n. 80 del 9 marzo 1995 integrata dall’O.M. n. 117 del 22 marzo 1996 , dai quali tra l’altro si evince che il consigli di classe è perfetto solo con la presenza di tutti gli insegnanti, compreso naturalmente l’insegnante di religione.
  • VOTO ALLO SCRUTINIO FINALE:
  • In riferimento ad una eventuale votazione in seno al consiglio di classe, cioè se l’insegnante di religione deve votare o no e se il suo voto è valido o meno, l’ultimo comma del punto 2.7 del DPR 202 del 23 giugno 1990 con molta chiarezza afferma che “Nello scrutinio finale, …………, il voto espresso dall’insegnante di religione cattolica, se determinante, diviene un giudizio motivato iscritto a verbale” quindi vota (numerose sentenze del TAR)

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CREDITO SCOLASTICO

  • Con l’Ordinanza Ministeriale numero 26 del 15 marzo 2007, protocollo numero 2578, finalmente si fa chiarezza sul ruolo e sul compito degli insegnanti di religione nell’attribuzione del credito scolastico.�Infatti al comma 13 dell’articolo 8, intitolato credito scolastico di detta Ordinanza leggiamo: “I docenti che svolgono l’insegnamento della Religione cattolica partecipano a pieno titolo alle deliberazione del Consiglio di Classe concernenti l’attribuzione del credito scolastico agli alunni che si avvalgono di tale insegnamento. Analoga posizione compete, in sede di attribuzione del credito scolastico, ai docenti delle attività didattiche e formative alternative all’insegnamento della religione cattolica, limitatamente agli alunni che abbiano seguito le attività medesime.”

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  • Ma chiarezza maggiore è stata fatta al comma numero 14 che così recita: “L’attribuzione del punteggio, nell’ambito della banda di oscillazione, tiene conto, oltre che degli elementi di cui all’art. 11, comma 2, del DPR n. 323 del 23.7.1998, del giudizio formulato dai docenti di cui al precedente comma 13 riguardante l’interesse con il quale l’alunno ha seguito l’insegnamento della religione cattolica ovvero l’attività alternativa e il profitto che ne ha tratto, ovvero di altre attività, ivi compreso lo studio individuale che si sia tradotto in un arricchimento culturale o disciplinare specifico, purché certificato e valutato dalla scuola secondo modalità deliberate dalla istituzione scolastica medesima. Nel caso in cui l’alunno abbia scelto di assentarsi dalla scuola per partecipare ad iniziative formative in ambito extrascolastico, potrà far valere tali attività come crediti formativi se presentino i requisiti previsti dal D.M. n. 49 del 24-2-2000.”
  • Come si nota chiaramente il Consiglio di Classe dovrà attribuire il credito scolastico non solo agli avvalentesi e a chi ha scelto l’attività alternativa, ma anche a chi ha scelto lo studio individuale assistito e non.

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SINTESI

  • 1. Elaborazione della media aritmetica calcolata sulla base dei voti conseguiti dall’alunno in tutte le discipline, tranne l’IRC;�2. Individuazione e collocazione in una delle bande di oscillazione indicate nella tabelle allegate al Regolamento;�3. Il consiglio di classe, al fine di stabilire il credito scolastico prende in considerazione “l’assiduità della frequenza scolastica, l’interesse e l’impegno nella partecipazione al dialogo educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi” (Cfr. Regolamento) e il giudizio formulato dal docente di religione cattolica, riguardante non solo l’interesse con il quale l’alunno ha seguito questa disciplina, ma anche il profitto che ne ha tratto�

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LA NOVITA’ DEL 62/17�

  • ART. 2 COMMA 3:
  • La valutazione e’ effettuata collegialmente dai docenti contitolari della classe ovvero dal consiglio di classe. I docenti che svolgono insegnamenti curricolari per gruppi di alunne e di alunni, i docenti incaricati dell’insegnamento della religione cattolica e di attività alternative all’insegnamento della religione cattolica partecipano alla valutazione delle alunne e degli alunni che si avvalgono dei suddetti insegnamenti. La valutazione e’ integrata dalla descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti raggiunto. […..]”

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  • ART.8 COMMA 2: Presso le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione è costituita la commissione d'esame, articolata in sottocommissioni per ciascuna classe terza, composta dai docenti del consiglio di classe. Per ogni istituzione scolastica svolge le funzioni di Presidente il dirigente scolastico, o un docente collaboratore del dirigente individuato ai sensi dell'articolo 25, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, in caso di assenza o impedimento o di reggenza di altra istituzione scolastica. Per ogni istituzione scolastica paritaria svolge le funzioni di Presidente il coordinatore delle attività educative e didattiche.

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  • Nel DM n.741/2017, art.4 comma 2, si stabilisce che “Presso ciascuna istituzione scolastica è costituita una commissione d’esame composta da tutti i docenti del Consiglio di classe in coerenza con quanto previsto dall’ articolo 2, commi 3 e 6, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62
  • nota n.1865/2017, dove viene ribadito quanto già indicato nel succitato DM n.741/2017, esplicitando quanto segue:
  • Presso ogni istituzione scolastica viene costituita una commissione d’esame, composta da tutti i docenti assegnati alle terze classi [….

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GRAZIE PER L’ATTENZIONE..

….E BUON STUDIO