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Alleanze educative

Persona al centro

Chiesa

sinodalità

inclusione

Le parole chiave

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Gruppi della

CC

Enti esterni

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Incominciamo da madre natura

Madre?

Spietata!

La natura ha due obiettivi:

*selezionare i membri della specie più forti, perché continuino ad esistere irrobustendo la specie;

*eliminare i più deboli perché non si riproducano.

É totalmente disinteressata alla vita del singolo, pensa sempre e soltanto alla specie:

per l’individuo la natura è matrigna.

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E L’UOMO?

L’uomo, in quanto essere naturale, per migliaia di anni ha risolto il problema dell’adattamento uccidendo le persone fragili:

Finché in tempi e luoghi diversi l’uomo

incominciò a prendersi cura dei fragili, permettendo loro di vivere e cercando di non emarginarli:

in questo modo attribuiva

al singolo

la stessa importanza del gruppo...

L’uomo

con la sua gentilezza

ha modificato la natura,

l’ha migliorata, ha cambiato

“la natura della natura”.

Solo l’uomo ha potuto fare questo:

nessun altro animale è capace di sovvertire la legge del mondo naturale,

di ribaltare il corso delle cose…

(Prof. Serafino Corti,

Università di Genova)

L’uccisione o l’abbandono dei neonati con difficoltà o malformazioni era una pratica abbastanza diffusa in tutte le civiltà del globo e nota a livello etnografico.

(Prof. Jacopo Bonetto, Università di Padova)

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Il mito biblico delle origini racconta che Dio crea gli animali al plurale, l’uomo al singolare. Il simbolo parla:

l’uomo e la donna sono pensati, amati e chiamati ad uno ad uno.

… infatti l’uomo è stato creato a immagine di Dio:

non è soltanto parte della natura,

non è una creatura come le altre.

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Abramo

Mosè

Elia

Giacobbe

Chiamati uno per uno, come...

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Ancora: Gesù mette al centro un bambino

guarisce gli ammalati ad uno ad uno...

«Il sabato è stato fatto per l'uomo

e non l'uomo per il sabato!» dice Gesù.

E lo dice all’interno della cultura rabbinica, che prevedeva

248 ordini e 365 divieti

=

613 comandamenti

Cioè… «La legge è per l'uomo

e non l'uomo per la legge!»

Finché arriva il vero rivoluzionario!

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Spiega il comandamento più grande con un racconto che mette al centro un uomo che si trova nel bisogno. In una parabola presenta un pastore che ha cento pecore e va a cercarne una sola che si è allontanata… E così via…

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L’episodio della cacciata dei venditori dal tempio offre due immagini di Chiesa: la Chiesa mercato dei sommi sacerdoti e degli scribi e la Chiesa di Gesù che mette la persona al centro.

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Il Magistero della Chiesa è lo specchio del Vangelo

Dalla Centesimus annus di Giovanni Paolo II

Unico scopo della Chiesa è la cura e la responsabilità per l’uomo a lei affidato da Cristo stesso.

Non si tratta dell’uomo in astratto ma dell’uomo reale, concreto, quindi di ciascun uomo; si tratta dell’uomo contradditorio, nel suo essere personale e comunitario, con grandi aspirazioni e altrettante debolezze e peccati: per lui Gesù si è incarnato.

Benedetto XVI – Prima omelia da Papa (aprile 2005)

Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario.

Papa Francesco (udienza Ispettorato di Pubblica sicurezza - 2022)

La persona al centro sempre!

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Conclusione

Nessuna associazione, nessun gruppo è tenuto a vivere questo precetto come la Chiesa.

Al centro di ogni comunità cristiana, delle regole e della legge, della catechesi, dell’etica, dell’impegno caritativo… prima dei programmi e dei proclami, prima dei manifesti, ma soprattutto prima dei soldi e del guadagno, viene la persona, cioè ogni persona, con i suoi bisogni e il suo bene.

Quindi

LA PERSONA, OGNI PERSONA,

dev’essere posta al centro di tutte le alleanze educative attuate nella Chiesa

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Due tipi di alleanze educative

ALL’INTERNO (TRA)

VERSO L’ESTERNO (CON)

Oratorio e gruppo animatori

Gruppo catechisti

Gruppo animatori liturgici

Gruppo allenatori sportivi

Gruppo pulizie

Gruppo Caritas

Baristi

Gruppo famiglie

Gruppo anziani

Gruppo feste rionali

Rappresentanti dei genitori della scuole parrocchiali…

Associazioni

(sportive, per persone con disabilità…)

Scuola (cattolica / statale)

Stranieri

FAMIGLIA

LONTANA O POCO FREQUENTANTE

Obiettivo delle alleanze educative è

l’inclusione delle persone delle quali i gruppi si occupano, per una loro incisiva evangelizzazione.

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Si potrebbe pensare a un

TAVOLO DELLE ALLEANZE EDUCATIVE:

Una riunione a inizio anno +

riunioni quando occorre (ad esempio, quando arriva una famiglia migrante, oppure quando un bambino con disabilità chiede di frequentare la catechesi…).

ESEMPIO DI SINODALITÀ

I percorsi diocesani per la catechesi suggeriscono le domeniche insieme

e la preghiera familiare

con due ribaltamenti

Associazioni

(sportive, per persone con disabilità…)

Scuola (cattolica / statale)

Stranieri

FAMIGLIA

Oratorio e gruppo animatori

Gruppo catechisti

Gruppo animatori liturgici

Gruppo allenatori sportivi

Gruppo pulizie

Gruppo Caritas

Baristi

Gruppo famiglie

Gruppo anziani…

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Non dai genitori

ai bambini

ai genitori

dai bambini

ma

Non dalla fede

alla preghiera

ma

dalla preghiera

al risveglio

della fede

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Atteggiamenti necessari per mettere al centro OGNI persona

*Primo. Riconoscere il valore dell’altro e riconoscere che l’altro ha gli stessi diritti

che ho io. (Mi devo occupare dell’altro non perché io sono buono, ma

perché è giusto).

*Secondo. Chiedermi qual è la mia idea dell’altro.

*Terzo. Credere che l’altro abbia qualcosa da dire.

*Quarto. Ascoltare per capire ciò che l’altro dice. (Imparare la sua lingua

stando a contatto).

*Quinto. Conoscere l’altro, i suoi valori, il suo progetto di vita.

(Importanza della narrazione autobiografica; incominciare col chiedere che cosa è importante per lui).

*Sesto. Nutrire e curare l’anima, ma anche i sentimenti (parlare alle emozioni!) e anche il corpo.

*Settimo. Curare vicinanza e relazione, comunicando benessere,.

*Ottavo. Non avere fretta di trovare le risposte.

INCLUSIONE

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Atteggiamenti da smascherare

*Primo. Lo schema paternalistico, che prevede l’esistenza di due piani gerarchicamente diversi: “Io sono buono e tu hai bisogno di me”.

Domanda:

Mi sento del tutto indifferente a ogni pretesa di diversità valoriale tra gli uomini? Sono convinta che non c’è nessuno che valga più degli altri, nessuno che valga meno? Ne sono convinta sul piano del vissuto, a livello pratico, concreto, relazionale, o solo in linea di principio? Se ora entrasse il Papa o il presidente della Repubblica lo accoglierei come accoglierei l’ultimo del poveri o come un bimbo con disabilità?

* Secondo. La standardizzazione, cioè il pensiero che tutte le persone siano identiche, tutte nella media, senza preoccuparsi di conoscere l’altro nella sua unicità, senza tenere conto del fatto che non si è felici perché si è nella media, ma quando si ha la vivida esperienza che la propria vita sia unica, esclusiva, irripetibile.

*Terzo. La superficialità, cioè non chiedermi qual è la mia idea dell’altro, domanda cruciale.

Domanda:

Sono convinta che ciò che penso dell’altro determina la qualità della mia relazione con lui? A seconda della visione che ho dell’altro, a seconda degli occhiali che mi permettono di vederlo, agisco. VERIFICHIAMO IL PRINCIPIO

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E io che cosa penso?

E io che cosa penso?

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Ritorniamo agli schemi dell’inizio: ecco le soluzioni

Gruppi della CE

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CIOÉ

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…Incominciando da qui: la mappa non convenzionale disegnata dai bambini e il ritratto ideale e concreto della CE

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Un po’ di bibliografia

Consiglio cinque libri

Vangelo secondo Matteo

Vangelo secondo Marco

Vangelo secondo Luca

Vangelo secondo Giovanni

Atti degli Apostoli

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