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LE SIEPI CAMPESTRI

Rispetto all’ eccessiva semplificazione dell’ambiente coltivato la rivitalizzazione dei margini dei coltivi attraverso la costruzione di fasce di verde è tra le migliori strategie di ristrutturazione ambientale in ambito agricolo.

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Le siepi sono formazioni boscate artificiali con una larghezza inferiore ai 10 m. Sono composte da una vegetazione arborea densa e/o da arbusti e cespugli, e sono generalmente piantate attorno ai perimetri dei campi coltivati o lungo strade e sentieri. Le varie tipologie di siepi dipendono dalla struttura verticale e dal numero di strati vegetali che li compongono

Le bande boscate sono formazioni lineari con una larghezza compresa tra 10 e 25 m che coprono una superficie fino a mezzo ettaro. Sono generalmente costituite da più file o sono il risultato della successione vegetazionale di boschetti semi-naturali.

L’associazione di elementi strutturali dipende dalle loro rispettive funzioni. Certe siepi più vecchie sono limitate, monofilari, con un solo strato e sovente monofunzionali. Attualmente sono privilegiate le siepi miste, che associano numerose funzioni.

LE SIEPI: DEFINIZIONE

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SCELTA DELLE SPECIE: CRITERI ECOLOGICI

La selezione di specie per la realizzazione di siepi e frangivento si deve basare sulle loro esigenze ecologiche.

Le specie autoctone si adattano meglio alle condizioni climatiche e alle specifiche caratteristiche del suolo. Si sviluppano vigorosamente per formare, a maturità, una siepe seminaturale stabile.

Le specie esotiche, utilizzate in ragione della loro rapida crescita, delle loro qualità ornamentali o per accrescere la diversità specifica. Hanno comportamento ecologico poco conosciuto (proliferazione e invasione delle biocenosi esistenti). Spesso sono molto limitate in termini di alimentazione e ricovero della fauna selvatica autoctona.

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ATTENZIONE!

http://www.hedges.educagri.fr

Questa banca dati illustrata presenta gli alberi e gli arbusti adatti a formare siepi, indica le loro esigenze stazionali ed i loro usi e riporta inoltre delle liste di specie consigliate nei differenti Paesi.

https://app.calconic.com/public/calculator/62e0d3a127415c002aa3b020?layouts=true

Sito SINAB

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CLASSIFICAZIONE IN BASE ALL’ALTEZZA DEGLI ELEMENTI

Denominazione

Altezza (m)

Esempi

Alberi

(H >20)

Alnus cordata, Celtis australis, Fraxinus angustifolia,

Platanus x acerifolia, Tilia argentea,, Castanea sativa, Juglans regia, Populus alba, Tilia platyphyllos, Acer platanoides, Acer pseudoplatanus, Fagus Sylvatica,

Fraxinus excelsior, Quercus petraea, Quercus robur,

Ulmus sp.

Alberi e ceppaie

(H 12-20)

Ostrya carpinifolia, Acer opalus, Prunus domestica, Alnus glutinosa, Alnus incana, Prunus avium, Salix

caprea, Sorbus aucuparia, Robinia pseudoacacia, Sorbus torminalis

Piccoli alberi e arbusti alti

(H 5-12)

Arbusti

(H 1.5 -5)

Frangula alnus, Ligustrum vulgare, Prunus spinosa, Rhamnus cathartica, Viburnum lantana, Cornus sanguinea, Euonymus europaeus, Lonicera xylosteum, Rosa canina

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Gruppo 1

Gli alberi ad alto fusto costituiscono la struttura dell’impianto. Tollerano la luce o la mezz’ombra; la loro altezza, l’aspettativa di vita ed il vigore sono relativamente elevati. Questo gruppo comprende alberi che vivono a lungo, come ad esempio Quercus sp., Tilia sp., Fraxinus sp e Acer sp.

Gruppo 2

I grandi arbusti hanno un’importanza assimilabile agli alberi del primo gruppo, ma sono meno alti.

Questo gruppo comprende specie solitamente usate per la realizzazione di siepi, come per esempio: Crataegus sp., Corylus avellana e Cornus mas.

Gruppo 3

Le specie accompagnatorie (arbusti piccoli) andranno a formare lo strato inferiore. Le più indicate sono quelle che sopportano l’ombra come Lonicera xylosteum e Ribes uva-crispa, ma anche Rosa sp., Prunus spinosa, Euonymus europaeus, Viburnum sp., Rhamnus chatartica e Cornus sanguinea.

Gruppo 4

Le specie pioniere temporanee ed i piccoli alberi hanno una provvisoria funzione di riempimento (specie “accompagnatorie” in una siepe nuova). Si tratta di specie eliofile ed a rapido invecchiamento, come Sambucus sp. e specie pioniere come Salix caprea, Sorbus aucuparia, Betula sp. o Populus tremula.

CLASSIFICAZIONE DEGLI ELEMENTI IN BASE ALL’ACCRESCIMENTO E AL VIGORE

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Numero di strati

Struttura verticale

Tipo di siepe

1 strato

Arbusti e cespugli bassi

Ceppaie

Alberi ad alto fusto

Siepe arbustiva

Ceduo lineare

Filare d’alberi o fustaia lineare

2 strati

Arbusti sotto cedui

Arbusti sotto fustaia

Ceppaie sotto fustaia

Cedui lineari con strato intermedio

Fustaia lineare con strato intermedio

Ceduo sotto-fustaia

3 strati

Alberi ad alto fusto

Siepe alta a 3 strati (siepe mista)

Tipi di siepi in base al numero di strati e alla struttura verticale

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LE DISTANZE DI RISPETTO DAI CONFINI

Le distanze di rispetto della siepe arborea dai confini sono in genere definite da ordinanze ed "usi locali".

In assenza valgono le disposizioni dell'articolo 892 del Codice Civile, ovvero:

Distanza siepe arborea da confini

Siepe arborea

0.5 m

viti, arbusti, siepi vive, piante da frutto di altezza inferiore ai 2,5 metri

1.0 m

siepi di castagno, ontano e piante simili che nella pratica agricola si tagliano a turno regolare vicino al ceppo (taglio ceduo)

1.5 m

alberi di non alto fusto con il tronco principale aperto in rami non oltre i 3 metri di altezza

2.0 m

siepi di robinie mantenute in forma obbligata con taglio regolare

3.0 m

alberi di alto fusto come castagni, noci, querce, pini, cipressi, olmi, pioppi, platani e simili impalcati oltre i 3,0 metri di altezza.

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Obiettivi, progettazione e localizzazione delle nuove siepi

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Gli impianti di siepi dovrebbero mirare a preservare una percentuale significativa della diversità genetica regionale delle piante che le compongono, allo scopo di mantenere la variabilità specifica e la diversità biologica dei differenti paesaggi.

Per cui nel realizzare nuove siepi, conviene favorire le specie legnose adattate alle condizioni locali e regionali e derivanti da specie indigene (piante autoctone)

IMPIANTO SIEPE

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L’utilizzo di alberi e arbusti di provenienza locale determina un aumento dal 10 al 50% dei costi di acquisto delle piantine, ma

  • permette la messa a dimora di materiale vivaistico già adattato al sito d’impianto,
  • evita fenomeni di inquinamento genetico della flora locale
  • favorisce il consenso e l’adesione all’iniziativa delle associazioni ambientaliste.

Materiale vivaistico

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Spaziatura consigliata in base all’altezza delle piante – esempio italiano.

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Modulo di impianto per una siepe mista multifunzionale a struttura eterogenea (Italia)

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CURE COLTURALI POST-IMPIANTO

Il diserbo è l’intervento più frequente.

Al termine della quarta stagione la siepe è generalmente abbastanza alta per difendersi da sola senza ricorrere ai diserbi.

La crescita delle erbe infestanti è generalmente limitata dalla pacciamatura o da sfalci regolari.

Evitare tagli e sfalci quando le infestanti non rappresentano più una seria minaccia o fino a che gli individui non sono vigorosi e ben stabilizzati.

Circondare i piccoli arbusti di una barriera di residui di potatura per limitare la concorrenza delle infestanti per almeno tre anni.

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Metodi di controllo delle infestanti sulle fasce di impianto

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CURE COLTURALI POST-IMPIANTO

L’irrigazione è necessaria prima e dopo l’impianto. In periodi di siccità prolungata, le nuove siepi devono essere regolarmente irrigate per assicurare la ripresa delle giovani piante.

Le misure di protezione (recinzioni, manicotti individuali, reti, etc.) sono generalmente consigliate. Nel corso dei primi anni dopo l’impianto, queste protezioni devono essere regolarmente controllate.

Occorre assicurarsi che le piante abbiano ben radicato, soprattutto dopo il primo inverno.

Tre o quattro anni dopo l’impianto occorre eliminare il film plastico, se utilizzato, per favorire la radicazione in profondità.

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Costi totali per la preparazione, l’impianto e la manutenzione giovanile di 1 km di siepe monofilare a tre strati in Veneto, Italia.

COSTI

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Esempio dei costi e dei benefici che gravitano attorno ad una siepe

COSTI/BENEFICI

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Nel Codice ci sono elementi non chiari legati a confusione di termini usualmente utilizzati nella letteratura scientifica.

Non è chiaro se i criteri con i quali definisce "alberi ad alto fusto", "alberi non di alto fusto" e "alberi da frutta" si riferiscono

  1. all'altezza massima che l'albero può raggiungere (in casi eccezionali, come le piante secolari)

oppure

2) all'altezza risultante dal tipo di gestione forestale adottato.

LE DISTANZE DI RISPETTO DAI CONFINI

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Possiamo dividere le funzioni della siepe in due macrocategorie:

produttive

ecologiche

A queste due funzioni si può aggiungere anche una funzione sociale

LE FUNZIONI DI UNA SIEPE ARBOREA

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• Produzione di legna

Le siepi ad alto fusto con turni di ceduazione lunghi (maggiori di trenta anni) forniscono legname da opera e pregiato (pioppi, noci, roveri, faggi); turni più brevi (otto, trenta anni) forniscono paleria. Le siepi governate a capitozza con turni di otto, dieci anni (olmi, ontani, salici, frassini, faggio, querce, pioppo nero) o a ceppaia (platani, salici, carpini, farnia, faggio, castagno, olmi, frassini) forniscono tronchetti e cippato, con turni che vanno da cinque a dieci anni. La produttività di una siepe monofilare a ceppaia o capitozza con turno di dodici anni va da 30 a 60 tonnellate di legname secco (25% di umidità) per chilometro.

• Prodotti ad alto valore aggiunto.

Nel caso di siepi arboree coltivate con criteri polifunzionali moderni è possibile ottenere tartufi (genere Quercus), frutti secchi (noci, ghiande, castagne), funghi (chiodini dai pioppi e porcini dai castagni), miele (tiglio, robinia, acero, ciliegio), manna (ricavata da orniello, Fraxinus ornus).

Attività venatoria.

Nello Jütland (DK) molti agricoltori, essendo anche cacciatori, lasciano una fascia non trattata su una larghezza di 6 metri lungo le siepi. Questa fascia è lavorata e seminata, ma successivamente non trattata né raccolta. Fermano gli ugelli dei nebulizzatori per non diserbare, lasciando crescere una flora favorevole alla selvaggina.

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Frutti minori

Miele

Legno

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Funzioni ecologiche

• Habitat per avifauna ed entomofauna (salici e ontani attirano insetti benefici, alberi capitozzati favoriscono la nidificazione).

• Le radici sono l'habitat per i basidiomiceti ectomicorrizici importanti elementi del biota del suolo.

• Fissazione della CO2 (nella biomassa viva e nel suolo). Questa funzione potrebbe in futuro diventare anche economica, qualora la Ue attuerà politiche concrete per premiare la carbonicoltura.

• Protezione dall'erosione (in particolare lungo sponde e scoline).

• Cattura dei nutrienti dilavati dalle piogge e prevenzione dell'eutrofizzazione dei corpi idrici.

• Contenimento dell'inquinamento atmosferico. È una proprietà derivante dalla capacità frangivento: le particelle di polveri e gocce inquinanti vengono intercettate dalla siepe e trattenute o fatte precipitare a terra, impedendo la loro diffusione.

Funzione di regolazione del microclima

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Piante da siepi che attirano la fauna (nutrimento o riparo) o le api

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La siepe campestre: un habitat per gli ausiliari

Fonte: Le siepi in campagna, Ferrari – Ghezzi, Edagricole

A fronte di una costante crescita nella complessità delle relazioni ecologiche, il sistema è più stabile e con maggiore capacità di autoregolazione.

Maggiore presenza di microhabitat (nicchie ecologiche) e quindi aumento dei rapporti di specializzazione trofica.

L’altezza della siepe ha una influenza notevole nella diversità biologica.

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Raggio d’azione degli ausiliari

Fonte: Le siepi in campagna, Ferrari – Ghezzi, Edagricole

E’ fondamentale conoscere la fauna del luogo e la capacità di movimento degli ausiliari.

…e quali rapporti di predazione favorire o ripristinare, anche in funzione del tipo di coltivazione

Per progettare una fascia di vegetazione dimensionata sulla disponibilità biologica del sito.

La siepe campestre: un habitat per gli ausiliari

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La siepe campestre:

un habitat per gli ausiliari

Insetti

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FUNZIONE FRANGIVENTO riduzione della velocità del vento del 40%

Specie più usate:

olmo, quercia, ligustro, alloro, viburno, nocciolo e bosso, cipresso, pioppo, olivo

Benefici principali:

Diminuzione dell’evapotraspirazione, minore stress idraulico delle colture e minore consumo di energia ed acqua;

Protezione meccanica dall’effetto del vento

Protezione delle foglie dall’azione abrasiva apportata dalle particelle di sabbia e polvere trascinate dal vento

Viene favorita l’impollinazione e lo scambio di anidride carbonica tra le piante, con la conseguente maggiore intensità della fotosintesi.

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FUNZIONE DI REGOLAZIONE DEL MICROCLIMA

La presenza di siepi

riduce

  • l’insolazione diretta al suolo
  • l’evapotraspirazione dal suolo e dalle colture stesse
  • la temperatura nelle aree limitrofe (aumento di circa 4° C di giorno e 2° durante la notte
  • sensibilmente anche l’escursione termica fino a 7°C
  • protegge il suolo dall’impatto diretto della pioggia

incrementa

- l’umidità del suolo e la deposizione di rugiada.

  • La riserva idrica diminuendo il fabbisogno di irrigazione
  • L’infiltrazione nel suolo dell’acqua e stabilizza le falde

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Protezione da fonti inquinanti puntuali e diffuse

AZIONE ANTIDERIVA

Funzione di protezione degli impiani localizzati in prossimità di strade trafficate o confinanti con terreni convenzionali dai flussi di inquinamento, che possono avere ripercussioni sul prodotto e creare problemi nella certificazione.

Se si fa una infrastruttura ecologica, per esempio, di siepi folte e ben sistemate, esse possono agire da barriere, o almeno da filtro e possono attenuare in maniera visibile gli agenti indesiderati.

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MATERIALE CONSULTATO

Tiziana Nasolini, La grande utilità delle siepi, protettrici della biodiversità

Albert Reif e Thomas Schmutz, Gestione e manutenzione delle siepi Impianto e manutenzioni delle siepi campestri in Europa

Federica Luoni, Siepi e filari: connessioni verdi. Lo stato di fatto nell’area di collegamento tra il Parco Agricolo Sud Milano e il Parco del Ticino