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Nell’anno delle olimpiadi ateniesi, un gruppo di sfavoriti ha realizzato un capolavoro più unico che raro.

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OTTOBRE 2001

La nazionale di calcio maschile della Grecia è in crisi.

Viene affidata a Otto Rehhagel, già noto per alcune sue imprese con il Werder Brema e il Kaiserslautern.

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Serve un cambio di regime e di tattiche:

  • difendere con giocatori imponenti
  • pressare sulle fasce
  • un numero 9, una punta in grado di sfruttare le occasioni

Iniziano le qualifiche: sono difficili, ma piano piano la rosa inizia a girare.

In porta non si passa e in attacco le poche azioni vengono sfruttate al meglio.

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QUARTI DI FINALE

  • I campioni in carica contro gli outsiders più inaspettati della storia del calcio: Francia - Grecia. Quella che dovrebbe essere una redenzione della Francia, si rivela una disfatta incredibile: dopo un primo tempo combattuto, arriva il primo goal al 57’ da Charisteas su cross di Zagorakis.

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  • La Grecia arriva in semifinale contro la Repubblica Ceca, una squadra di fenomeni ma incompiuta che non ha mai vinto nulla.
  • Dopo una partita piatta, il tutto si risolve con il silver goal. A pochi secondi dal fischio finale, la Grecia agguanta la finale

SEMIFINALE

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  • Un evento incredibile, la stessa partita di apertura si ripete di nuovo, questa volta è la finale però, questa volta c’è in ballo una coppa.
  • I greci fanno il loro gioco: non fanno passare una palla e mantengono il controllo della partita fino al 57’ minuto. In quel momento, Charisteas la mette in rete e porta in vantaggio la Grecia. Da lì in poi solo 40 minuti di assedio portoghese che non portano a nulla. Il fischio finale, al 90’ minuto, sancisce la vittoria degli Ellenici.