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PERIFERIE URBANE E COMPORTAMENTO ELETTORALE: ROMA

Keti Lelo

Salvatore Monni

Federico Tomassi

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  • Disuguaglianze e polarizzazioni non contrastate dalla politica,�a geometria variabile ma legate alla distanza dal centro
  • Dagli anni ‘90 «Triplice esaurimento» dei tradizionali motori�di crescita della città (economico, territoriale, simbolico)
  • Recessione dell’Italia si ripercuote su Roma in maniera inedita,�a causa del debole comportamento anticiclico di PA ed edilizia
  • Assenza della politica, che non incide positivamente sui problemi�e anzi a più riprese ha creato gravi falle nella gestione della città
  • Coesistenza di almeno “due città”
  • Una capace di cogliere le opportunità di lavoro, reddito e qualità della vita
  • Una esclusa dallo sviluppo, con livelli inaccettabili di scolarizzazione e salute

​

LE RAGIONI DI UNA CITTÀ DISUGUALE

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DISUGUAGLIANZE E POLARIZZAZIONI

  • Frattura centro/periferie
  • Demografia: densità, variazione residenti, tipologie familiari, fasce d’età
  • Disagio socio-economico: istruzione, disoccupazione, salute (correlati)
  • Servizi: offerta culturale, negozi, piazze e spazi pubblici, mobilità
  • Consenso politico: PD / sinistra, centrodestra, M5S
  • Nuovi quartieri intorno al GRA diversi dal resto delle periferie
  • Tasso di occupazione più elevato (soprattutto donne)
  • Coppie giovani con figli piccoli e offerta di asili nido
  • Casi specifici poco riconducibili a centro/periferia
  • Stranieri (centro + quartieri popolari a est + quartieri benestanti a nord)
  • Nuclei di case popolari (indicatori molto peggiori)
  • In alcune aree si sommano problemi di varia natura con rischio di rivolte (ERP, migranti, rom, prostituzione, poco TPL, degrado) + Mafia Capitale

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Centro (anello + Eur)

Pop. 2018: 380K

Δ 01-18: −11%

Periferia storica

Pop. 2018: 1168K

Δ 01-18: −9%

Periferia anulare

Pop. 2018: 513K

Δ 01-18: +1%

Periferia extra-GRA

Pop. 2018: 687K

Δ 01-18: +39%

Ostia

Pop. 2018: 82K

Δ 01-18: −8%

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ROMA

155 Zone urbanistiche

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QUESTIONI METODOLOGICHE

  • Cosa intendiamo per «periferie»: distanza geografica (es. Eur e Ostia), marginalità socio-economica, monofunzionalità, degrado
  • Definizione di «quartiere» non univoca nelle grandi città
  • Zone urbanistiche eterogenee (es. San Basilio e Torre Angela)
  • Nuclei di case popolari (aree omogenee con indicatori peggiori)
  • Dati censuari 2011 non aggiornati – Censimento permanente
  • Dati non disponibili con dettaglio di quartiere (es. reddito e salute)
  • Open data puntuali da aggregare (qualità degli indirizzi)
  • Non corrispondenza tra quartieri e sezioni elettorali
  • Problemi specifici di Roma (incoerenza Istat/Anagrafe + fittizi)

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Zona urbanistica 5E – San Basilio

Case

popolari

Carcere

Zona

industriale

Informale

Nuovo

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42 NUCLEI DI CASE POPOLARI

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MAPPATURA DELLE AREE DI DISAGIO

Disagio�socio-economico

Disagio�identitario-culturale

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ELEZIONI EUROPEE 2019 (1)

Voti per PD

​

Voti per Lega

​

Trastevere 50%

S. Palomba 13%

S. Vittorino 41%

Trastevere 13%

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ELEZIONI EUROPEE 2019 (2)

Voti per M5S

​

Voti per Fratelli d’Italia

​

Acilia Nord 28%

Parioli 6%

Acquatraversa 14%

Tor Fiscale 3%

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DISAGIO E RISULTATI ELETTORALI (1)

Disagio�socio-economico

PD

M5S

Lega

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DISAGIO E RISULTATI ELETTORALI (2)

Disagio�identitario-culturale

PD

M5S

Lega

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DISTANZA E RISULTATI ELETTORALI

Distanza dal centro�

PD

M5S

Lega

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PD

2018

Disagio socio-economico

M5S

2018

Lega

2019

Distanza dal centro

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ELEZIONI DAL 2000 AL 2019

  • Legge gravitazionale della politica romana: i voti per i candidati di centrosinistra (centrodestra / M5S) sono inversamente (direttamente ) proporzionali alla distanza dal Campidoglio
  • Rispetto alla media romana, le differenze delle aree sono stabili nel corso del tempo (eccetto centro ed extra GRA dal 2014 in poi)

Differenze delle aree rispetto alla media romana

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Differenze dei quartieri rispetto alla media romana

Tor Sapienza (scarto % da

Casal Bruciato

Torre Maura

2019 PD 28,9% Lega 28,5%

2019 PD 21,7% Lega 33,2%

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FATTORI ESPLICATIVI (1)

  • Il voto dipende da dinamiche più complesse, per fattori storici, urbanistici, demografici, sociali, economici e infrastrutturali
  • Tra questi fattori, elementi che concorrono alla differente disponibilità di capitale sociale e di beni comuni o relazionali

Vantaggio per M5S e Lega

Dimensione del nucleo familiare

Variazione degli immigrati

Tasso di disoccupazione

Casalinghe

Licenza elementare o nessun titolo

Età <15 anni

Fam. con potenz. disagio economico

Variazione della popolazione

Coniugati

NEET

Vantaggio per PD e centrosinistra

Laureati

Attrazione dei flussi di occupati

Età media degli edifici

Negozi di quartiere

Età media della popolazione

Densità di piazze

Età >75 anni

Divorziati

Densità di popolazione

Offerta di servizi culturali

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FATTORI ESPLICATIVI (2)

  • Prevalenza del M5S e della Lega
    • Periferie dove la città si espande e cresce il numero di residenti
    • Percezione di esclusione rispetto alle opportunità sociali, economiche e culturali, in termini di istruzione, occupazione, offerta di servizi e spazi pubblici e accessibilità dei trasporti
    • Indice di sviluppo umano sotto la media romana
  • Prevalenza del centrodestra
    • Consenso abbastanza omogeneo e «interclassista», con differenze limitate, grazie alla complementarietà tra Forza Italia e Fratelli d’Italia
  • Prevalenza del centrosinistra
    • Aree interne dove la città è consolidata e i servizi adeguati
    • Residenti mediamente anziani e appaiono pienamente inclusi nelle dinamiche sociali, economiche e culturali
    • Indice di sviluppo umano superiore rispetto alla media romana

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SPUNTI DI DISCUSSIONE (1)

  • Netto divario territoriale dal 2016 al 2019
    • Differenza tra M5S/Lega (alto disagio) e centrosinistra (basso disagio)
    • Profilo interclassista solo per il centrodestra (FI e FdI vs Lega)
    • Roma presenta le stesse dinamiche di altre grandi città�(Milano, Napoli, Torino, Palermo, Bologna): tendenza generale alla perdita di consenso per le istanze progressiste tra le fasce sociali più deboli, meno protette e più colpite dalla crisi globale
    • Volontà di rompere con i vecchi partiti è più forte nelle periferie extra-GRA dove la crisi dei redditi familiari ha colpito di più
    • Persino nella periferia storica reddito e opportunità maggiori non compensano altri elementi di insoddisfazione relativi alla gestione cittadina, al governo nazionale o alle dinamiche globali

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SPUNTI DI DISCUSSIONE (2)

  • Ma perché nelle periferie romane il centrosinistra è debole già dal 2000, ben prima della crisi economica e dell’onda populista ?
  • Il contesto socio-economico è insufficiente per spiegare il voto fino al 2013 ⇒ Tendenze di lungo periodo e offerta politica
  • Almeno 3 ragioni possibili per le difficoltà del centrosinistra:
  • identificazione del centrosinistra con il governo della città e dei Municipi, in anni in cui la celebrazione del “Modello Roma” contrasta con crescenti disuguaglianze e sviluppo urbanistico non accompagnato da servizi
  • forme dell’attività politica sul territorio basate più sulla presenza organizzata di volontari nei quartieri (rispetto a uso dei mass media e attivismo su internet), rese difficili dai pochi spazi pubblici disponibili
  • terreno fertile nelle periferie per degenerazioni verso partito notabilare�“in franchising” e destrutturato (Tocci), dirottato verso il potere fine a se stesso (Barca), dove i leader locali controllano le preferenze (Marchianò)

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