COME PARLERÓ DI TE SIGNORE AI BAMBINI CHE MI AFFIDI?
La Parola di Dio vissuta con i bambini
Metodologia didattica della dimostrazione.
Ecco dove si trovano,
con qualcosa in meno,
oltre che qui
PRIMO ANNO
LA CREAZIONE:
E DIO DISSE…
(Rispetto delle capacità infantili)
Tratti della psicologia dell’età evolutiva di cui tenere conto
Allora è bene non leggere direttamente il testo biblico con i bambini.
Pre-requisiti
Che cosa ha già scoperto il bambino prima d’incominciare questo percorso?
Il bambino ha esplorato a grandi linee il proprio vissuto cristiano, ha conosciuto Gesù e ha scoperto nella preghiera l’esistenza di Dio Padre. (Vedi le Tappe 1 e 2 del sussidio Con te! Figli)
Obiettivi principali
Dove vogliamo arrivare?
stupore
Attività
Vissuto
Obiettivo specifico: scoprire la bellezza della natura�(Partiamo dall'esperienza diretta, cioè dal mediatore attivo intrecciato all'iconico).�
*Passeggiamo nei boschi vicini all'oratorio, oppure andiamo con i bambini in un parco cittadino ricco di elementi naturali. Lasciamo che i bimbi scorrazzino per un po’ liberamente e poi invitiamo ognuno di loro a giocare al fotoreporter, cioè a scegliere l’angolo o l’elemento più bello dell’ambiente esplorato, indicandolo a noi perché lo fotografiamo. (In alternativa, i bambini disegnano e colorano).�*A casa stampiamo le foto ingrandite.�N. B. Nel caso in cui non si possa uscire, ci accontenteremo del cortile dell’oratorio da dove sarà comunque possibile ammirare il cielo, le nuvole, qualche albero, qualche filo d’erba. Nel caso in cui dovesse piovere, ci si può affacciare a una finestra o a un balcone: anche la natura sotto la pioggia ha il suo fascino.
(Mediatore attivo, iconico e analogico)�*Con i bambini appendiamo alle pareti della nostra sala le loro foto ingrandite (o i disegni), in modo da costruire una piccola mostra fotografica.�*Ogni bambino a turno, improvvisandosi conferenziere, presenta ai compagni la propria foto, illustrando la bellezza di ciò che ha scelto di riprendere.
Vissuto
* Chiediamo a tutti di rievocare la propria esperienza, esplorando la memoria personale a breve o lungo termine: “Chiudete gli occhi, entrate nei vostri ricordi e cercate l’aspetto della natura più bello che avete visto. Attendo 10 secondi e poi chi vuole racconta”.�* Lanciamo ora la domanda che aprirà la ricerca: “Ma secondo voi, chi ha fatto tutte queste cose così belle?”. Ci saranno sicuramente bambini che risponderanno “Dio”, ma ci sarà presumibilmente anche chi dirà “Il papà, i grandi, le maestre, la catechista, il parroco, il Papa, madre natura…”. Accogliamo tutte le risposte senza commentare per il momento.
Vissuto
*Prendiamo una bella edizione della Bibbia e la presentiamo ai bambini:
«C’è un libro che risponde alla nostra domanda. È questo, è la Bibbia. La Bibbia è un libro speciale: è stato scritto da tanti uomini in tanto tempo e tanto tempo fa, ma le parole che hanno scritto vengono da Dio; questi scrittori hanno ascoltato Dio! Ora non possiamo leggere tutto il racconto della Bibbia, perché è molto lungo e anche difficile. Vi dico io che cosa dice».
Parola di Dio
�In principio non c’era nulla, proprio nulla. Niente. Solo il Signore Dio. Dio nostro Padre pensava a tutti noi e così volle creare il mondo. Creò il sole, la luna, le stelle e tutti i pianeti; creò la terra con il mare e le montagne, con le piante e gli animali…
Poi Dio creò gli uomini e le donne. Li creò a sua immagine e a sua somiglianza, cioè un po’ uguali e un po’ diversi da Lui: erano capaci di pensare, di parlare, di amare, di progettare, di costruire cose belle. Dio chiamò gli uomini e le donne, parlò con loro e regalò a loro tutto il mondo. �
Parola di Dio
In aggiunta, aiutiamo la comprensione e la memorizzazione del discorso proiettando un ppx.
Parola
LA CREAZIONE
IN PRINCIPIO NON C’ERA NULLA,
PROPRIO NULLA,
NIENTE.
SOLO IL SIGNORE DIO.
DIO NOSTRO PAPÀ PENSAVA A NOI.
ALLORA VOLLE CREARE IL MONDO
COME UNA GRANDE CASA PER NOI
SIA LA LUCE
DIO DISSE …
DIO DISSE
SIA LA LUCE
V
E DIO CREÒ
IL SOLE, LA LUNA, LE STELLE E TUTTI I PIANETI
E DIO CREÒ
IL SOLE, LA LUNA, LE STELLE E TUTTI I PIANETI
E IL GIORNO
LA NOTTE
LA NOTTE
�IL CIELO
�
�LA TERRA
�
CON IL MARE
�
CON IL MARE
�
�LE MONTAGNE
�
LE PIANTE E I FIORI
�
LA PIOGGIA E LA NEVE�
L’ACQUA CON I PESCI�
GLI UCCELLI,
GLI ANIMALI CHE VIVONO SULLA TERRA…�
POI DIO CREÒ L’UOMO E LA DONNA A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA, CIOÈ CAPACI DI PENSARE, DI AMARE, DI PROGETTARE E DI COSTRUIRE COSE BELLE.
DIO CHIAMÒ L’UOMO E LA DONNA, PARLÒ E REGALÒ A LORO IL MONDO, PERCHÈ FOSSE LA LORO CASA.
TUTTO CIÒ CHE DIO HA CREATO
È BELLO E BUONO
Invitiamo i bambini a completare l’esercizio che si trova al centro della p.17 del sussidio Con te! Figli ( I doni più belli…)
Vissuto
*Riprendiamo il discorso con i bambini:
«Voi avete sicuramente ricevuto molti regali: provate a pensare al dono più bello che avete ricevuto e a chi ve lo ha donato”. “La bicicletta!” dirà qualcuno. “La playstation” dirà qualcun altro. “E voi che cosa avete fatto con questo regalo? Avete ringraziato chi ve lo ha dato? E ora lo usate bene o lo buttate via? Lo tenete con cura o lo sciupate?” “Lo teniamo bene!” rispondono ovviamente i bambini. “Ecco, è proprio così: i regali si tengono bene, non solo perché sono belli, ma perché ci sono stati donati con amore da persone che ci vogliono bene e che amiamo anche noi. Il mondo è un regalo di Dio, che ci ama più di tutti, ed è bellissimo: per questo noi dobbiamo tenerlo bene! Chi inquina l’acqua e la terra, chi non fa la raccolta differenziata, chi strappa le piante e i fiori, chi maltratta gli animali… non fa ciò che vuole Dio”.�*Lasciamo che i bambini continuino liberamente il discorso: ognuno di loro avrà da raccontare qualche esperienza e avrà qualche comportamento sbagliato da segnalare.
Vissuto / etica
DIO HA CREATO TUTTO CIÒ CHE ESISTE
E TUTTO CIÒ CHE HA VOLUTO È BUONO.
PER QUESTO IL MONDO É COSÌ BELLO
E NOI POSSIAMO RENDERLO ANCORA PIÙ BELLO, COME VUOLE DIO,
NOSTRO PADRE
Vissuto e Parola
*Concludiamo ribadendo il concetto centrale del discorso e magari scrivendolo su un cartello:
Costruiamo
un
cartellone
sulla
Creazione (o un altro oggetto)
e
poi ragioniamo insieme: «Che cosa abbiamo usato per costruire questo cartellone?»
Parola
(Mediatore simbolico + attivo)�*Gioco e conversazione: Che cosa ci vuole per ….
«Che cosa ci vuole per fare un vestito? » (La stoffa, il filo, l’ago…)
«Che cosa ci vuole per fare un mobile? Per fare una casa?»
Andiamo avanti per un po’…
«Che cosa ci vuole per fare il mondo?»
«Ci vogliono le montagne, il mare, le stelle, la luna, il sole…»
«Alt! E che cosa ci vuole per fare le montagne?» «Le rocce»
«Che cosa ci vuole per fare le rocce?» … (forse qualcuno suggerisce: «Guarda il libro, guarda la Bibbia!»)
Riprendiamo: «La Bibbia dice che non c’era nulla: allora Dio non ha usato niente per fare il mondo, proprio niente!» Attimo di silenzio…
«Infatti Dio non ha fatto il mondo… Dio ha CREATO il mondo».
Vissuto e Parola
Gioco - provocazione: “Anche noi siamo capaci di creare? Proviamo!”
Consegna/sfida: «Costruite qualcosa, qualche oggetto senza usare niente”.
Dopo vari tentativi… “Non si può!”
“Certo, non si può” diciamo: “Solo Dio può fare dal nulla, cioè solo Dio può creare”.
Scriviamo sulla lavagna o su un cartellone murale:
GLI UOMINI E LE DONNE,
LE BAMBINE E I BAMBINI
FANNO GLI OGGETTI
USANDO IL MATERIALE.
�SOLO DIO CREA DAL NULLA.
Vissuto e Parola
Caccia agli errori
“Non sono sicura di dire le cose giuste, correggetemi voi: Il falegname crea i mobili … Dio fa il mondo…”
I bambini ridono e correggono.
“Anche il nostro libro riporta un errore, così possiamo giocare a correggere: troviamo l’errore e lo correggiamo!”
Parola
Una domanda importante
Anche noi siamo stati creati da Dio, quindi siamo sue creature ma…
SIAMO SOLO CREATURE
NO, NOI SIAMO SUOI…
?
Parola
FIGLI
*Usciamo all’aperto, disponiamo i bambini in cerchio, in un prato o sotto gli alberi, invitiamoli ad alzare le braccia e a rivolgere lo sguardo al cielo, mentre noi con voce solenne e possibilmente accompagnati da una leggera musica di sottofondo leggiamo il salmo “Benedite il Signore”, che si trova a p. 16 del sussidio Con te! Figli.
Preghiera
Terminiamo la preghiera recitando un versetto del “Credo” scritto su dei foglietti che distribuiamo ai bambini.
CREDO IN UN SOLO DIO,
PADRE ONNIPOTENTE,
CREATORE E SIGNORE
DEL CIELO E DELLA TERRA.
*Prima di concludere l’incontro, spieghiamo il significato del termine “onnipotente”.�*I bambini porteranno a casa il bigliettino con la consegna di recitarlo tutte le sere con mamma e papà.�*Ogni volta, dopo averlo recitato, possono colorare una stellina alla p.16 del sussidio: sarà il loro "timbro di fedeltà" a Gesù.
Preghiera
*Invitiamo i bambini a partecipare come sempre alla Messa domenicale: “Noi siamo molto fortunati: avete visto quanta gente c’è alla Messa della domenica? Sapete perché sono tutti lì? Sono lì perché vogliono incontrare Gesù e anche perché sanno che è stato Dio Padre a creare il mondo e lo vogliono ringraziare. Quegli uomini, quelle donne, quelle bambine e quei bambini sono i nostri fratelli e le nostre sorelle, ci vogliono bene e insieme tutti noi formiamo una famiglia: siamo la famiglia dei figli di Dio! Domenica, quando verrete a Messa, guardate bene chi c’è e pensate che stare insieme è una cosa proprio bella!”
Chiesa e liturgia
SECONDO ANNO
LA GUARIGIONE DEL CIECO NATO
(narrazione inclusiva e simulativa rispettando il principio di verosimiglianza)
attraverso giochi di immedesimazione.
sviluppo dell’empatia
Perché il cieco nato e non il cieco di Gerico?
Vissuto
Giochi con gli occhi bendati
Diamo delle piccole consegne che i bambini dovranno eseguire mantenendo gli occhi bendati. Esempi:
Prendere una caramella da un tavolo
Fate tre passi avanti
Andare verso la catechista
Abbracciare un compagno…
DOPO
“Ho visto che vi siete divertiti molto con questo gioco, però vi siete anche trovati in difficoltà. Perché? È stato facile muoversi e trovare le cose al buio? E se invece di un gioco si trattasse della realtà e tutta la vostra vita trascorresse nel buio?”
Se nel gruppo della catechesi abbiamo un bambino non vedente o ipovedente, creiamo prima un momento di complicità (“Ora facciamo uno scherzo ai tuoi compagni: vediamo come se la cavano”) e omettiamo il DOPO.
Parola
Lettura d’immagine.
Guardiamo i personaggi e cerchiamo
di capire chi sono.
Che cosa è successo al ragazzo di fronte a Gesù? Perché lascia cadere il bastone?
Parola
Seguiamo il gioco con i bambini, che vedranno confermate le loro ipotesi, ma correggiamo prima la citazione evangelica nel fumetto e nascondiamo preghiera e riflessione.
E ora bambini, lasciamo parlare il giovane cieco.
Immaginiamo che sia qui…
Che cosa ci direbbe?
Io ero cieco dalla nascita e quindi vivevo nel buio completo. Tutto intorno a me era nero: non c’erano colori né luci, era come se fossi sempre sepolto nella terra. Cercavo di immaginare il volto dei miei genitori, ma non ci riuscivo…
Parola
…e quando sentivo dire: “Guarda che bel tramonto” oppure “Come sono belli questi fiori!”, io mi sentivo molto triste. La cosa più brutta però era il fatto di non poter lavorare e di essere costretto a vivere mendicando. Voi non potete capire come sia brutto chiedere l’elemosina. Chi lavora può comprarsi da mangiare, può mantenere una famiglia: è un vero uomo, non uno come me!! E un’altra cosa molto brutta era quella di non poter partecipare pienamente alla vita della mia comunità; non potevo andare alla sinagoga se nessuno mi accompagnava.
Finchè un sabato di tanti anni fa, mentre mi trovavo come al solito sulla strada a chiedere l’elemosina, passò un maestro che si chiamava Gesù e veniva da Nàzaret, un paese della Galilea. Lo seguivano alcuni amici, che gli chiesero: “Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli sia nato cieco?”. Ho capito subito che stavano parlando di me, perché avevo già sentito tante volte questa domanda, che mi faceva stare molto male.
Parola
Vi spiego perché... Quando io sono nato e si è visto che i miei occhi erano spenti e guardavano nel vuoto senza vedere nulla, i miei genitori, oltre al dolore, provarono vergogna, tanta vergogna, perché a quei tempi tutti pensavano che le malattie fossero provocate dal peccato: «Se uno è ammalato o disabile è perché ha peccato e Dio lo castiga!» pensavano.
Io non vedevo, ma sentivo la tristezza e la mortificazione dei miei genitori; sentivo le donne, quelle che avevano dei figli sani, rivolgersi a mia mamma in modo cattivo e ogni tanto dire a bassa voce: “Se non hanno peccato i suoi genitori, ha peccato lui nel grembo di sua madre!”. Anche mio papà era sempre cupo e sospirava spesso.
Parola
Allora mi sentivo colpevole della tristezza dei miei genitori, però io non mi ricordavo di aver peccato quando ero nella pancia della mia mamma e allora qualche volta pensavo: e se sono stati loro a peccare? Quali peccati così grossi possono aver commesso?
Insomma la mia nascita, che avrebbe dovuto riempire i miei genitori di gioia, era stata l’inizio delle loro disgrazie e questo sapete che cosa voleva dire? Voleva dire che, se non fossi nato io, loro sarebbero stati felici. Insomma, la mia disabilità aveva rovinato anche le nostre relazioni e allora la mia vita si trascinava vuota, buia, senza forma. I miei pensieri erano più̀ pesanti anche della mia cecità…
Parola
Capite allora perché la domanda degli amici di Gesù mi faceva tanto male? Questa volta, però, la risposta fu diversa da tutte le altre. Infatti il maestro di Nàzaret disse: “Né lui ha peccato né i suoi genitori. In lui si manifesteranno le opere di Dio...”.
Non credevo alle mie orecchie: chi era quest’uomo che parlava in questo modo nuovo? Aveva davvero detto che né io né i miei genitori avevamo peccato? Ma questo cambiava tutto! Se le cose stavano davvero così io potevo essere felice: potevo accettare di non vederci se la cecità non c’entrava con il peccato! Sentivo il respiro che si allargava e il cuore che correva e faceva le capriole, i miei pensieri si scioglievano nell’aria tiepida della mia terra, le preoccupazioni, le paure tutto si dissolveva.
Parola
E poi Gesù aveva detto che in me dovevano manifestarsi le opere di Dio: in me? In un povero cieco come me si sarebbero viste le opere di Dio? Se l’aveva detto lui, quel grande maestro, era vero, e questo mi dava una gioia che io non so neanche descrivere, guardate: io, che non avevo mai neanche potuto lavorare, io dovevo manifestare la gloria di Dio? Ma era straordinario!
Non mi sentivo più in colpa e potevo andare dai miei genitori libero e leggero come un vero uomo: non provavo più rancore né sospetto verso di loro. Erano i miei genitori, mi volevano bene, erano brave persone, non avevano peccato. «Né lui né i suoi genitori hanno peccato»: continuavo a ripetere queste parole, le sentivo come una musica dolce che scendeva nel mio cuore e lo liberava.
Parola
Spezziamo il racconto e chiediamo.
Se Gesù ora se ne andasse con i suoi amici, che cosa farebbe il cieco?
La sua vita tornerebbe ad essere quella di prima o cambierebbe qualcosa?
Come si sentirebbe ora?
Sarebbe triste come prima?
Parola
Mentre mi sto chiedendo queste cose, sento un rumore leggero, come di uno che sputa per terra e poco dopo una mano spalma sui miei occhi del fango e una voce mi dice: “Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe”. Io non so perché quest’uomo mi dia quest’ordine, non ho nemmeno il tempo di chiedergli nulla, però lui mi ha svelato la verità sulla vita e su di me e allora io gli ubbidisco.
Vado, mi lavo e... ci vedo! Ci vedo, capite? Ci vedo! Vedo la luce del sole, vedo i colori, vedo il cielo in alto, vedo la gente e gli animali ai bordi della strada... Adesso potrò lavorare, potrò partecipare a tutto ciò che fanno gli altri della mia comunità!�Torno indietro tutto felice e succede il finimondo: mi portano perfino dai farisei e poi chiamano i miei genitori. Vogliono farmi dire che Gesù è un peccatore, ma io non ci casco: lo difendo perché devo mostrare a tutti le opere di Dio. Io mi fido di Gesù e poco dopo glielo dico, sì lo dico proprio a lui quando lo incontro di nuovo: “Io credo, Signore, io credo in Te!”.
Parola
Ridiamo la parola al cieco
Gioco da proporre singolarmente ai bambini
Metti i doni di Gesù al cieco in ordine di importanza:
sapere che la sua cecità non c’entra niente con il peccato;
avere una missione da compiere;
vederci;
credere in Gesù, cioè avere fede;
partecipare pienamente alla vita della sua comunità;
poter lavorare.
Parola e Chiesa
Ecco la “scaletta” del cieco:
Tutti noi riceviamo da Gesù i primi quattro regali, cioè i più importanti:
*la fede (nel Battesimo);
*sapere che la malattia e la disabilità non vengono da Dio che castiga;
*una comunità che ci accoglie e ci accompagna;
*una missione, perché tutti siamo chiamati a mostrare con la nostra vita la grandezza del Signore:
come possiamo fare per essere testimoni e missionari di Dio nella vita di tutti i giorni? COSTRUIAMO CATENE DI BENE!
Parola e Chiesa
Costruiamo catene di bene!
Vissuto / etica
I bambini costruiscono la catena e su ogni anello scrivono un’opera bella che vogliono compiere per Gesù.
Perché possiamo
costruire
catene di bene?
Perché abbiamo
incontrato Gesù!
Vissuto / etica
Liturgia: microcelebrazione
(-Gesù, come il cieco nato noi siamo qui, proprio davanti a Te. –Accoglici Signore, tu sei la nostra luce)
2. Introduzione e lettura del Vangelo di Giovanni (9,1ss). Quando si arriva alla guarigione del cieco…
Signore Gesù, che hai dato al cieco la fede, la libertà e la missione, fa’ che anche noi ti veniamo incontro con grande fiducia. Nella tua Parola e nella tua Chiesa noi possiamo sperimentare il tuo amore. Donaci di vivere nella gioia. Donaci di ricordare ogni giorno che insieme a Te non saremo mai soli.
4. Segno della croce
3. gesto dello svelamento del volto di Gesù, silenzio e professione di fede: -Credo in te, Signore!-
TERZO ANNO
LE NOZZE DI CANA
(Scoperta attraverso il gioco
Semplificazione di un’attività dei percorsi
Uso dell’arte)
gioia
Vissuto
Partendo dai dati raccolti, i bambini in coppia formulano le loro ipotesi e le scrivono nel sussidio.
Parola
La catechista dice di aver trovato un testimone oculare eccezionale: è l’apostolo Giovanni, che ha scritto nel suo Vangelo ciò che è successo quel giorno. La catechista legge il Vangelo, i bambini ascoltano in piedi e scoprono che è stato Gesù a cambiare l’acqua in vino, per aiutare gli sposi.
Parola e arte: gioco per fissare l’apprendimento
Indovina il personaggio
*É la protagonista della festa ed è al centro della tavolata: è la …..
*É alla sinistra della sposa, è vestita di blu, ha un’aureola e ha detto «Fate quello che vi dirà mio figlio»: è …
*È a destra di chi guarda e sta assaggiando del vino; dice che non sa da dove viene e che è molto buono: è il ……. .. ……
*È a sinistra della tavolata. ha un’aureola tutta speciale e ha cambiato l’acqua in vino: è ….
*È il protagonista della festa insieme alla sposa ed è vicino a Gesù: è lo …..
*Ha l’aureola ed è vicino allo sposo: è un ……..
*Servono a tavola o versano l’acqua nelle anfore e sono quattro: sono i...
É un miracolo importante questo? No, se lo paragoniamo alle guarigioni e risurrezioni, ma Gesù ci tiene alla qualità e alla bellezza della nostra vita. ci tiene alla nostra gioia, alla nostra allegria e anche alle nostre feste. Grazie Gesù!
Parola
Tavola di controllo
Liturgia
Quando ringraziamo Gesù? In moltissime occasioni, ma soprattutto durante la Messa, soprattutto durante il prefazio.
QUARTO ANNO
LA VITE E I TRALCI + LE OPERE DI MISERICORDIA
(coinvolgimento delle famiglie)
amore
LETTERA ALLA MAMMA PER UNA SUPERMERENDA CON VIDEO
E GRAPPOLO D’UVA
Vissuto
Lettura
d’immagine
Individuiamo i tralci e i frutti e guardiamo il vignaliolo: Iassomiglia a
Gesù, ma non
è Lui perché sembra più anziano, con i capelli e la barba un po’ bianchi…
Chi sarà?
Parola
Parola
Lo scopriamo leggendo il Vangelo!
Parola
Che cosa significa questa parabola?
LETTERA AL PAPÀ PER ORGANIZZARE LA LETTURA DEL VANGELO
IN FAMIGLIA
a) ogni famigliare deve avere il foglio con il Vangelo che vi ho mandato e una penna;
b) leggete insieme il Vangelo;
c) nel silenzio ogni famigliare sottolinea la frase che preferisce;
d) ognuno legge a voce alta la frase scelta;
e) se ne parla insieme.
Parola
ECCO UN TRALCIO CHE HA PORTATO MOLTO FRUTTO!
Chiesa
GIOCO ACUSTICO PER SCOPRIRE CHI É MADRE TERESA
La catechista, munita di campanello o tamburello, legge la storia di Madre Teresa (vedi slide seguente).
I bambini ascoltano la narrazione e inseriscono il numero corrispondente nel quadratino che accompagna le immagini quando sentono il suono del campanello o del tamburello.
NOMINATO
CONFERENZIERE!
Invito ai bambini
Racconta la vita di madre Teresa ai tuoi genitori e non dimenticare di dire che anche loro assomigliano a lei, quando fanno per amore ciò che non farebbero per soldi.
Chiesa
Anche i nostri genitori!
Parola
Lettura del Vangelo di Matteo e corrispondenza con il Vangelo delle cinque dita di madre Teresa. I bambini disegnano il contorno della propria mano e scrivono le parole.
ORGANIZZAZIONE DELLA PREGHIERA FAMILIARE DA PARTE DEL BAMBINO
Segno della croce
Gloria al Padre…
Momento di silenzio per ripensare alla parabola della vite e i tralci
Lettura lenta dei frutti di vita buona (libro in fondo a p. 13) in modo che ognuno scelga il proprio e lo prometta a Gesù.
Padre nostro insieme
Benedizione dei genitori
Abbraccio
Segno della croce
E poi…
perché non preparare il cestino delle opere belle, dove ogni famigliare mette una tesserina che testimonia l’opera bella compiuta? Alla fine di ogni settimana se ne parla insieme e si riscopre con gioia quanto ci si vuole bene.
E perché non preparare una bella macedonia, per la quale ogni famigliare sceglie il proprio frutto e alla fine si scopre che ogni frutto, pur non avendo perso il proprio sapore, è diventato più buono a contatto con gli altri? Che cosa vorrà dire questo fatto?
L’importante è compiere tante opere belle e lasciare un segno.
COME VOGLIO ESSERE
IO
PER
TE
GESU’?
Vissuto spirituale
Come madre Teresa che si paragonava a una matita nelle mani di Dio e come Santa Teresina che voleva essere una pallina nelle mani di Gesù, ogni bambino sceglie un oggetto per vivere meglio con Gesù.
CHIEDIAMO ALLA MAMMA DI LEGGERE IN FAMIGLIA LA STORIA DEL GRAPPOLO D’UVA
Vissuto
Vissuto: e così si ritorna al grappolo d’uva con il quale abbiamo iniziato il percorso.
Lavoro collettivo
In gruppo proviamo a preparare una narrazione evangelica a piacere.
Lavoro individuale
Ripenso al voto che mi sono data all’inizio dell’incontro: lo cambio o lo mantengo?
Perché?
Conclusione
In assemblea, i gruppi prendono brevemente visione delle diverse programmazioni elaborate.
Riappropriazione